Robert Coover.
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Il gioco di Henry. 
Romanzo. 1968.
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Traduzione di: Gino Scatasta.
Postfazione di Luca Briasco e Mattia Carratello.
2002. Fanucci Editore.
Collezione IMMAGINARIO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Henry ha un buon lavoro da contabile, ama
la musica country, frequenta i bar e corteggia
le cameriere, e pu concedersi una bevuta di
tanto in tanto. Nella sua vita, per, c' una
sola profonda ossessione: giocare. Ha inventato
una simulazione del baseball con dadi e
tabelle, in grado di riprodurne i meccanismi,
il magico bilanciamento di azione e strategia,
forza fisica ed eleganza, attacco e difesa.
Ogni sera Henry si trasforma nel proprietario
della Universal Baseball Association, e
proietta nella sua mente i fuori campo e le
urla dello stadio, i giovani atleti e le loro
gesta. Cos, in qualche modo, la sua vita si
infiamma, l'emozione si fa strada nella noia
quotidiana, e il contabile si scopre capace di
creare storie e personaggi, di vivere conflitti e
amori, rimanendo in miracolosa sospensione
tra il reale e l'immaginario. Fin quando nel
campo di gioco, e nel dominio della fantasia,
non fa il suo ingresso la morte, annunciata
da un tiro dei dadi.
Pubblicato originariamente nel 1968, Il gioco
di Henry  una storia esemplare, dolorosa e
pungente, comica e appassionata, che ha
anticipato con letteraria sensibilit l'invasione
del virtuale e della finzione nella vita contemporanea.
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L'Autore.
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Robert Coover  nato a Charles City, Iowa, il
4 febbraio del 1932. Il suo romanzo di esordio
vinse nel 1966 il William Faulkner
Award. Da allora  uno dei pi ammirati e
studiati autori contemporanei statunitensi,
compagno di strada di Thomas Pynchon,
Don DeLillo e Kurt Vonnegut, e il suo impatto
sulla fiction del dopoguerra  stato
profondissimo. Tra le sue opere tradotte in
Italia si ricordano Un campione in tutte le
arti (Guanda), Una serata al cinema
(Feltrinelli), La babysitter (Guanda). Il gioco
di Henry  considerato da un critico come
Tom LeClair "il pi innovativo romanzo americano
del dopoguerra".


L'AUTORE.
Robert Lowell Coover (Charles City, 4 febbraio 1932)  uno scrittore statunitense e professore alla Brown University. 
Coover ha frequentato la Southern Illinois University Carbondale, laureandosi in lettere slave nel 1955. In seguito ha prestato servizio nella marina. Ha ricevuto un master dall'universit di Chicago nel 1965. Ha anche lavorato come professore in molte universit. 

Due giudizi.

"L'opera di Coover occupa da tempo una posizione di
grandissimo rilievo...-Affronta i suoi romanzi con un'energia
linguistica quasi allarmante, una ricchezza e originalit di
vocabolario che ricorda Burgess e un amore feroce per
tutto ci che  comico e grottesco."
Salman Rushdie.

"Coover  uno dei maestri del romanzo americano
contemporaneo. L'esuberanza tumultuosa e babelica della
sua mente  alimentata e orientata da una devozione
all'arte non meno intensa. D l'impressione che nulla
sia fuori della sua portata."
The New York Times Book Review.




Il gioco di Henry
 
Capitolo 1.

A met del settimo, l'erede di Brock aveva chiuso un altro
inning imbattuto, uno! due! tre! Ventuno gi fuori e solo sei
ancora da eliminare! E Henry aveva il cuore che andava a cento
all'ora, sudava per la tensione e il sollievo insieme, non riusciva
a stare seduto, non riusciva a pensare, era li dentro, insieme
a loro. Si, ragazzi, ci siamo, ne era certo! Non era pi
soltanto una partita di baseball, era qualcosa di pi, era storia!
E Damon Rutherford la stava scrivendo. Troppo bello per essere
vero. La tribuna era come impazzita, eccitata, erano tornati
i tempi d'oro, e una voce sola squarci l'aria mentre Hamilton
Craft, la Star degli Haymakers, girava a vuoto su se stesso
perdendo l'equilibrio nel vano tentativo di tagliare il terzo
strike di Damon - zing! whoosh! zap! OUT! Henry rideva
guardando i fan della squadra di casa, i Pioneers, che inneggiavano
al loro eroe, gridavano il suo nome, poi stendevano le
mani - ma mica si limitavano ad allungarle, no, saltavano per
afferrare la fortuna! Vide birre comprate e poi ingurgitate, hot
dog divorati, gesti senza tempo. Si, si, annuivano, poi incrociavano
le dita, rumoreggiavano, si sfregavano le mani, lanciavano
baci con la punta delle dita e applaudivano e ridevano,
ridevano, tutti presi, testimoni del grande momento e anche
lui come loro era preso da questo grande gioco, da questo
avvenimento di prim'ordine, da questo evento straordinario:
il lanciatore esordiente, Damon Rutherford, figlio
dell'incomparabile Brock Rutherford, era a due inning - sei out -
da un perfect game! Henry si pass la lingua sulle labbra
secche per l'eccitazione, poi lanci un'occhiata di sbieco al
sole alto sul campo dei Pioneers e guard l'orologio: quasi
le undici, Diskin stava per chiudere. Colse cos l'occasione
del riscaldamento della squadra di casa nel settimo inning
per correre di sotto al negozio all'angolo e farsi preparare un
paio di panini. La serata poteva andare per le lunghe: contro
i Pioneers doveva ancora giocare il vecchio Swanee Law(1).
Fuori dalla porta di casa risplendeva incerta una lampadina.
Il suo cerchio di luce giallastra lontanissimo dalla fonte sembrava
pi quello di una lucciola che un'illuminazione elettrica
e lasciava intravedere il punto in cui il pianerottolo si interrompeva.
I gradini erano completamente immersi nel buio ma
Henry, abituato ad andare su e gi, li conosceva tutti a memoria.
La luce della strada, fredda e azzurrognola, illuminava
l'atrio, si insinuava pallida, pareva ondeggiare a mezz'aria
come se non volesse avere niente a che fare con il pavimento,
ma Henry la not appena: i suoi occhi erano fissi sul gioco, sul
grande lanciatore esordiente Damon Rutherford che stasera cercava
la sua sesta vittoria consecutiva... e forse qualcosa di pi.
Forse l'immortalit. E mentre percorreva in fretta il marciapiede
ed entrava nel negozio di Diskin, Henry vide il lanciatore
della squadra avversaria, il Fuoriclasse Swanee Law, uno di
quegli ossi duri degli Haymakers, salire sul monte e fare qualche
tiro di riscaldamento. Si rese conto che doveva sbrigarsi.
Due al pastrami, Benny disse al ragazzo che stava sistemando
prima di chiudere, uno dei figli di Diskin, il terzo
o il quarto, di certo non il secondo. E una confezione di
birre da sei, ghiacciate.
Ho gi messo via tutto, Mr. Waugh si lament il ragazzo,
ma and lo stesso a preparare i panini.
Swanee Law era tosto, un vero asso: giocava da sette anni
e a suo tempo aveva fatto un ottimo debutto. Era una delle
ragioni principali del periodo di grazia degli Zoticoni di Rag
Rooney: dalla Stagione L alla Stagione LIV non erano mai
scesi al di sotto del terzo posto. Novantanove vittorie, sessantuno
sconfitte, una palla veloce che diventava sempre pi veloce
col passare degli anni, il pi costante, il pi imperturbabile
e il pi casinaro di tutti i lanciatori degli Haymakers. Un
tipo grande e grosso che prima caricava stendendosi all'indietro
e poi lanciava una fiondata. La sua capacit di resistenza
era incredibile, la stessa del vecchio Brock. Ma non ne possedeva
la classe, il modo di lanciare tranquillo e semplice, la
calma virile. Difficile comunque battere i suoi lanci e in effetti
i Pioneers avevano chiuso il settimo ancora a zero e per di
pi era un gran giorno per lui, stava per tagliare il traguardo
delle cento vittorie. Certo, aveva un ricevitore esordiente in
batteria, il giovane Bingham Hill, e chiss, forse non s'intendevano
bene. Law non era mai stato un compagno facile, troppa
intraprendenza, troppa energia, e Hill, a quanto si diceva,
era uno che si emozionava facile. Forse Rooney avrebbe fatto
meglio a far giocare il vecchio Maggie Everts, pi affidabile,
il compagno di batteria preferito di Law. Che fare? Il manager
degli Haymakers Rag (Pappy) Rooney, massaggiandosi
la mandibola ossuta e brizzolata, fece un cenno a Everts.
Come ha detto, Mr. Waugh?
Hai messo i cetrioli sottaceto?
Non ce ne sono pi, li abbiamo finiti mezz'ora fa.
Bugia. Henry sospir. Aveva pensato di usare il nome Ben
Diskin, buon nome per un esterno, aveva un certo fascino,
ma Benny aveva rovinato tutto. Un bravo ragazzo, ma senza
midollo. Fa lo stesso, Benny. Ne prender una doppia dose
la prossima volta.
Ha lavorato sodo, Mr. Waugh? Benny incass e gli diede
il resto.
Come sempre.
Non tiri troppo la corda. Ultimamente mi sembra un po'
stressato.
Henry trasal con insofferenza, un sorriso forzato sulle
labbra. Mai stato meglio disse uscendo.
Era vero: il lavoro, quello che Henry chiamava lavoro anche
se era qualcosa di pi, molto di pi, gli faceva bene. Solo
che nessuno sapeva che ormai gli mancavano quattro anni
per compierne sessanta. Rimanevano tutti a bocca aperta
quando lo diceva. Era la sua Associazione che lo manteneva
giovane.
Salendo le scale, sent il boato della folla, vide i tifosi che
si rimettevano a sedere. Il vecchio Maggie Everts si era alzato
dondolando sulle gambe arcuate dalla panchina degli
Haymakers per sostituire Hill. Seguirono altri tiri di riscaldamento,
e Henry pot rallentare, fare i gradini uno alla volta.
Law sorrise, fece un cenno col capo al vecchio Maggie,
si ficc una cicca in bocca. In cucina, Henry lacer la confezione
di birre, apr una lattina, diede un sorso lungo e ingordo
a quello che i ragazzi chiamavano il t tedesco'. Poi,
mentre Law lanciava a Everts, Henry si mise a studiare gli
ordini di battuta masticando il suo panino. Ora doveva andare
alla battuta per i Pioneers Grammercy Locke, seguito da
tre Star. Ultimamente Locke colpiva la palla niente male, ma
il manager dei Pioneers Barney Bancroft decise di tenerlo
fuori, giocava con le statistiche lui, e lo sostitu con Tuck
Wilson, grande Star da giovane, ora quasi alla fine della carriera.
Wilson prese un paio di mazze, le prov, ne scelse una,
si calc in testa il berretto ed entr in campo.
Henry si sedette, prese i dadi, approv il segnale di Everts.
Wilson sostituisce Locke alla battuta! annunci all'altoparlante,
e il pubblico di casa salut calorosamente il veterano.
Henry lanci i dadi mordendo il panino. Wilson colp la
palla al primo lancio, basso e interno, e la mand lungo la
linea. In terza base Hamilton Craft degli Haymakers salt
sulla destra, prese la palla, si gir, la lanci in prima... troppo
larga! Wilson salvo in prima! Henry segnal l'errore, che
apparve sulla tabella elettronica. Craft, uno dei migliori, per
la rabbia prese a calci il cuscino della terza base, si sfreg il
naso e lanci uno sguardo torvo in direzione di Hatrack
Hines, che entrava ora nel box. Bancroft mand in campo il
velocista Hillyer Bryan al posto di Wilson.
Va bene, ma adesso un po' di movimento, ragazzi! grid
Henry, grid Bancroft battendo le mani, e i Pioneers tenevano
alta la tensione, facevano eccitare il pubblico.
Fateli scoppiare a quegli Zoticoni! Fateli fuori tutti!
Tranquillo, Hatrack! Swanee oggi picchia duro!
Mandalo a fondo!
Swanee a fondo, Swanee a fondo!
Ehi, Hatrack! Buttala addosso a Craft, che ha le mani di
burro!
Henry tenne per un po' i dadi fra le mani, poi li lasci rotolare
sul tavolo della cucina: crack! palla bassa e difficile.
Craft gli fu sopra questa volta, lanci subito in seconda (uno
fuori) ma il giovane Bryan blocc il doppio gioco entrando
in base in scivolata! Ancora dentro! Bancroft corse allora un
rischio calcolato: mand Hatrack a rubare la seconda base
sul secondo lancio di Law a Witness York: salvo! Finendo il
panino, Henry si chiese: Bingham Hill, che era un esordiente
e tutti lo prendevano in giro perch era un pivello, sarebbe
riuscito ad agganciare Hines in seconda? Forse si. Pappy
Rooney, il dirigente dalla barba grigia degli Haymakers, sput
per terra in segno di disprezzo. Sapeva quello che stava
facendo. Chiss? Hill avrebbe anche potuto fare un lancio
pazzo.
Comunque, non aveva importanza. L'esterno centro dei
Pioneers, la Star Witness York, torn alla battuta, diede per
scaramanzia una strizzata alla mazza, colp la palla e realizz
il suo undicesimo home run della stagione mandando a
punto Hines, davanti a lui, e prima che Law potesse riprendere
fiato, Stan Patterson, la Star esterno destro, batt il suo
nono home run. Una botta e via! Ed ecco come fin il settimo
inning: Pioneers 3, Haymakers 0. E adesso tutto dipendeva
da Damon Rutherford.
Henry era in piedi, beveva birra, vicino nello spirito ai tifosi
dei Pioneers e alle loro grida eccitate. Ce l'avrebbe fatta?
A fare cosa lo sapevano tutti, anche se nessuno osava dirlo.
Il boato crescente della folla sembrava un unico, rauco
monosillabo, ma Henry riusciva a cogliere ugualmente il
mormorio del celebre cognome di Damon, che nessuno pi
osannava in quello stadio da oltre venti anni. Allora era per
il padre del ragazzo, il grandissimo Brock Rutherford, uno
dei pi famosi Fuoriclasse di quelli che ormai apparivano
come i tempi lontani e oscuri della Universal Baseball Association,
guida e maestro dei Pioneers, grande destro, mai un
lancio sprecato, famigerato per le sue palle di fuoco sempre
a segno, che aveva condotto la squadra a nove primati nel
giro di quattordici anni. Che Stagione gloriosa la XX! L'era
mitica dei Pioneers! Allora c'era in squadra anche Barney
Bancroft; lui lo sapeva, se lo ricordava! Uno degli uomini
pi veloci dell'UBA, esterno centro. Barney, il Vecchio Filosofo,
affiancato da Willie O'Leary e Surrey Moss, e nel campo
interno Mose Stanford, Frosty Young, Jonathan Noon e
Gabe Burdette, il timido Holly Tibbett dietro al piatto.
Toothbrush Terrigan sul monte e Birdie Deaton e Chadbourne Collins...
e Brock. Brock aveva esordito nella Stagione XX - no,
la XIX,  vero, era la XIX (Henry and a controllare, giusto,
la XIX), veniva dalle leghe minori, sembrava un tipo superficiale
e perfino svogliato, ma gi in quella prima stagione si
era fatto strada con la sua potenza ed era diventato un Fuoriclasse,
vincendo sei partite di seguito alla fine dell'anno, di
cui tre lasciando a zero l'altra squadra, e spingendo i Pioneers,
da tempo relegati in seconda divisione, fino al secondo
posto. Che anno! Che squadra! E l'anno dopo, lo scudetto!
Brock il Grande! Forse il pi grande! Era rimasto nell'Associazione
per diciassette anni prima di cedere all'et e a una
spalla che faceva i capricci. Aveva ancora il record delle vittorie
totali: 311. 311! Brock Rutherford... eh, s, il tempo passa
e se ne va. Henry prov una stretta al cuore, ma la scacci
via. Sciocchezze. Raccolse i dadi sospirando. Brock il grande.
Il suo nome per sempre nella Hall of Fame del baseball.
E adesso: adesso c'era suo figlio, sul monte. Alto, flessuoso,
pi robusto del padre, ma veloce come lui, calmo come
lui. Pi calmo. In un certo senso pi serio. Si, c'era qualcosa
di pi posato in Damon, una quiete contemplativa, un'attenzione
pensierosa e garbata. Avevano in comune la calma, il
gene dei Rutherford, ma se in Brock questa aveva preso
l'aspetto di una forza impudente, quasi rustica, in Damon era
sicurezza di s nobilitata da un senso di... di cosa? Forse di
responsabilit. Su di lui si poteva fare affidamento. Brock
era un personaggio pubblico, Damon un mistero chiuso in s,
ma al tempo stesso pronto a offrirsi. Autosufficiente ma a
suo agio nel mondo, di cui si sentiva parte con ogni centimetro
del suo essere, e forse era questo il punto: il suo totale
coinvolgimento, la sua identit che si fondeva con quella
dell'UBA. Henry si ferm a riflettere, giocherellando con i
dadi. Gli interni dei Pioneers si lanciavano la palla da una
base all'altra. Royce Ingram, il ricevitore, chiacchierava
tranquillamente con Damon sul monte.
Come sempre, Pappy Rooney si curava ben poco del risvolto
estetico del momento. Gli interessava soltanto interrompere
la serie positiva di Damon e soprattutto battere il ragazzo.
E poi il vecchio Pappy non amava affatto i Rutherford.
Gi Star degli Haymakers, veterano di due campionati mondiali,
per quattro volte prima base nelle All Star dell'Associazione,
da quando Pap Rutherford aveva cominciato a
giocare per i Pioneers, Rag Rooney aveva assistito soffrendo,
stagione dopo stagione, all'incapacit degli Haymakers
di spezzare l'egemonia dei Pioneers sull'UBA, aveva continuato
a sventolare a vuoto come tutti gli altri, impotente contro
le palle di fuoco di Brock. Forse fu per questo che quando
l'esterno destro degli Haymakers, il primo alla battuta
all'inizio dell'ottavo inning, osserv che il giovane Rutherford
era in gran forma, Rooney gli rispose bruscamente:
Ah, davvero? E allora sar meglio che ti rimetti a sedere,
signorino. E fece entrare al suo posto un altro battitore.
Non serv a molto. Henry ne era certo, quello era il giorno
di Damon e l'incredibile Rooney non avrebbe potuto fare
niente per spezzare l'incantesimo del giovane Pioneer. Scoppi
a ridere e quasi con noncuranza, con quella tranquilla
sicurezza tipica del vecchio Brock, lanci i dadi e se ne stette
a guardare Damon che li faceva fuori tutti. Uno! Due! Tre!
E poi con indifferenza priva di arroganza, disinvolto come
chi ha fatto il proprio dovere in una normale giornata di lavoro,
Damon usc dal campo. Come se non fosse successo
niente. Niente! Henry si accorse di essersi messo a saltellare
su e gi per la stanza. Un altro inning! Fin di bere la birra,
fece un passo indietro e infil con un tiro la lattina vuota nel
secchio di plastica della spazzatura vicino al lavandino. Dentro!
Centro! Beccatevi questa! grid.
Adesso, naturalmente, i Pioneers avevano il loro ottavo
turno alla battuta, il momento ideale per rimpinguare un po'
le loro percentuali, gi ottime e abbondanti, e farci strofinare
sopra il naso al vecchio Swanee. Anche se gli Haymakers
avessero avuto fortuna nel nono inning riuscendo a rovinare
la serie positiva di Damon, era improbabile che avrebbero
vinto la partita. Tutto sommato, per, a Damon mancavano
pi di trecento vittorie se voleva superare il suo vecchio,
quindi pi ne faceva e meglio era. Henry scoppi in una risata
insolente.
Goodman James, prima base dei Pioneers, un giovane che
stava cercando per la seconda volta di ottenere un posto fisso
nella formazione dopo un paio di anni passati nelle leghe
minori, prese una mazza e si avvi sulle sue gambe magre
verso il box del battitore. Swanee gli propin il suo vecchio
Colpo Speciale, un sorprendente sinker all'altezza delle ginocchia,
e James lo batt lungo la linea in prima base: un
facile out. L'ingresso in campo di Damon Rutherford fu accolto
da un'ovazione: suo padre l'avrebbe accettata con un
largo sorriso rivolto al pubblico, ma Damon si pul le scarpe
e pareva che non l'avesse nemmeno sentita. Non era orgoglio.
L'aveva compresa, l'aveva apprezzata, ma era troppo
modesto, troppo consapevole per pensare di avere una sua
individualit fuori dal tutto. Sventol a vuoto la mazza, si diresse
verso il piatto, rimase ad aspettare che Law lanciasse
fuori ma alla fine batt alto sul lanciatore: non era un grande
picchiatore. A sentire la folla che lo acclamava mentre tornava
rapidamente verso la panchina (uno degli allenatori gli
and incontro con un giacchino) si poteva pensare che avesse
battuto come minimo un home run. Henry sorrise. Il primo dei
Pioneers nell'ordine di battuta, Toby Ramsey, batt
basso, vicino alla prima. Tre eliminati su tre. La serie di
home-run aveva reso Law pi furioso che mai.  quando
sento le palle che mi fischiano intorno alle orecchie che mi
scaldo sul serio!
Prima met del nono.
Era il momento.
Le probabilit erano contro di lui, ovviamente. Doveva tenerlo
presente: aspettarsi una valida fortunata che in realt non
era affatto fortunata ma soltanto nell'ordine naturale delle
cose. I no-hitters erano rarissimi, ma i perfect games lo erano
ancora di pi. Quanti nella storia? Due o tre. E con un esordiente
no, non si era mai visto. In diciassette, insuperabili anni,
suo padre aveva realizzato solo due no-hitters, mai un perfect
game. Henry andava su e gi per la stanza a grandi passi bevendo
birra, cercando di calmarsi, di prepararsi, ma non riusciva
a togliersi dalla testa che il momento era arrivato!
Il sole pomeridiano era basso sull'orizzonte, un bagliore
dorato illuminava l'erba falciata che circondava il campo
interno. Il pubblico era muto, adesso, non si sentiva neanche
respirare. Certo, comunque fosse andata a finire, anche se
Damon non ce l'avesse fatta, lo avrebbero osannato, al diavolo
il record; si, lo amavano comunque e glielo avrebbero
fatto capire... ma il perfect game, come lo desideravano!
Avrebbero dato l'anima per vederlo! Damon si stava riscaldando,
lanciava qualche palla senza impegno al ricevitore
Ingram. Henry lo guard, sent l'eccitazione interiore del
ragazzo e scosse la testa stupito dalla sua apparente serenit.
Mai visto niente del genere. Oh, s, si percepiva un debole
mormorio palpitare fra il pubblico: niente del genere, elettrizzante,
nuovo, qualcosa di mai visto che sta per avvenire,
qui e ora! Henry fece una pausa per andare a pisciare.
Il manager Barney Bancroft dalla panchina dei Pioneers,
appoggiato a un palo, guardava il campo e pensava al padre
di Damon, agli anni in cui avevano giocato insieme, alle partite
disputate, alle gare vinte, alle feste e ai dolori, compagni
di camera in trasferta in molti di quegli anni. Brock era
grande e il suo ragazzo era grande, ma non era la sua copia carbone.
Brock aveva allevato i suoi due figli e li aveva fatti
diventare qualcosa di pi di semplici giocatori di baseball, o
forse non era opera di Brock, forse era solo il nome che li
aveva nobilitati, perch in un certo senso erano... Bancroft
sorrise all'idea, ma c'era molto di vero... erano, in un certo
senso, i primi veri aristocratici dell'Associazione. Nella lega
c'erano gi dei ragazzi della quarta generazione: Kester Flint
dei Keystones, per esempio, o Jock Casey, o Paddy Sullivan,
ma nessuno era all'altezza dei Rutherford. Anche Brock Jr.,
pur se scarso come giocatore, aveva avuto questa qualit,
questo atteggiamento, una grazia ironica e lieve che il padre
non aveva mai posseduto, a dispetto di tutta la sua forza
grezza ed esplosiva. Ingram lanci la palla a Ramsey, seconda
base, che la pass immediatamente all'interbase Wilder;
questi la lanci dal basso in alto a Hines, in terza base, che
si trovava vicino al monte e che a sua volta la pass a Damon.
Si inizia.
Bancroft vide il ricevitore degli Haymakers, Maggie
Everts, dirigersi al piatto, con in mano una mazza grossa e
tozza. L'esordiente Rodney Holt era accovacciato nel cerchio
del battitore, successivo, e agitava minacciosamente un
paio di mazze fra le gambe. Everts si tolse il berretto lanciandolo
verso il monte ed entr nel box: un pericolo. Un vero
pericolo. Il vecchio poteva riuscire a mortificare il ragazzo.
Era ancora in grado di uscirsene con una valida nei momenti
cruciali della partita. Un caro ragazzo, il vecchio Maggie,
gran cuore; Bancroft andava pazzo per lui, ma questo non
contava un cavolo al nono inning di una partita storica.
Rooney avrebbe mandato in campo un lanciatore a rilevare
Law, naturalmente. Bancroft sapeva che avrebbe dovuto far
riscaldare nel recinto un paio di lanciatori, nel caso fossero
serviti in campo, ma qualcosa lo trattenne. Ora anche lui
pensava che tutto fosse pronto.
Rooney not il recinto vuoto. Bancroft era troppo fiducioso,
ci sarebbe voluta una bella sorpresina, ma cosa poteva
fare? Non aveva nessun dannato picchiatore. Perfino Ham
Craft era in un brutto periodo. Avrebbe dovuto buttarlo fuori,
fargli sfreddare un po' il culo sulla panchina, ma che cacchio,
non aveva nessuno per sostituirlo. Pappy era da quindici
anni manager degli Haymakers, il pi vecchio fra tutti i
manager dell'Associazione, e visto come andavano le cose,
non era affatto sicuro che lui e la sua ulcera avrebbero visto
anche la sedicesima, di stagione. Due scudetti, sei volte in
lizza per il primo posto, mai scesi sotto la prima divisione
fino allo scorso anno, quando erano finiti al quinto posto...
ecco dove erano ora i suoi Zoticoni, e le cose non sembravano
migliorare affatto. Guard Everts, che con due balls e due
strikes rimase immobile sui suoi piedi piatti mentre il terzo
strike gli sfrecciava, accanto cos veloce che quasi non lo
vide. Quel bastardo sulla pedana era in gamba, d'accordo,
veloce come il lampo, ma cos'era che non andava? Rooney
quasi non riusciva a trovare il punto debole... spalle un po'
strette, forse, torace fragile, troppo raffinato, senza la grande
fibra del suo vecchio. Poi pens: merda, ce la posso ancora
fare! E volgendo lo sguardo torvo verso la panchina degli
Haymakers, url ad Abernathy di sostituire Holt alla battuta.
Henry si ritrov un'altra birra in mano. Non si ricordava
di averla aperta. Ora stava urlando: Forza ragazzo, di !
Per la prima volta in tutta quella lunga partita le possibilit
erano a favore di Damon: 4 contro 3 che Damon avrebbe
buttato fuori sia Abernathy che... chi altro? Horvath, Rooney
stava mandando in campo Hard John Horvath alla battuta al
posto di Law. Falli fuori tutti e due: il perfect game!
Henry non era cos eccitato da settimane. Mesi. Capitava
cos, certi giorni sembravano passare senza che quasi se ne
rendesse conto, si giochicchiava, si prendevano decisioni, le
medie si alzavano o si abbassavano, e tutto si svolgeva come
in mezzo a una nebbia, finch un giorno qualcosa di incredibile
riportava all'improvviso vita e vigore all'Associazione,
e tutti di colpo si risvegliavano, si stupivano del tempo che
era stato loro sottratto, correvano a leggere i risultati delle
partite e cercavano di capire cosa fosse successo. Durante
quei periodi in cui il cervello era come annebbiato, perfino
un home run non era altro che un HR trascritto nei resoconti
della partita. Certo, c'era una siepe e una palla ci volava sopra,
ma Henry non le vedeva. S, sentiva le urla dei fedelissimi,
s, loro erano li a sostenere la squadra, dovevano farlo,
ma a lui sembrava un'eco lontana, statica che si limitava a
suggerire che il gioco continuava. Poi invece, quando arrivava
qualcuno come Damon Rutherford a premere sull'acceleratore,
a ridare vita al gioco, allora perfino una palla alta
sul lanciatore suscitava violente emozioni, assumeva una dimensione,
un colore tutto proprio. La magia della perfezione.
Sotto il suo incantesimo, Henry tir i dadi: strike out per
Abernathy. Due fuori, ne restava uno! Poteva farcela, poteva
farcela! Henry rote due volte sulla sedia, ridendo forte,
e and di nuovo a pisciare.
Royce Ingram si diresse verso il monte. Dieci anni alle
spalle, miglior ricevitore dell'UBA, a detta di tutti. Non ci
and per tranquillizzare il ragazzo, ma solo perch era quello
che tutti si aspettavano che lui facesse in un momento simile.
Per di pi Damon era il solo figlio di puttana in campo
che non se la stesse facendo addosso dall'emozione. Anche
quelli degli Haymakers, incitando il loro battitore, erano tutti
in piedi e guardavano il ragazzo, in attesa del suo lancio.
Damon era notato di un notevole controllo e, in pi, aveva
stoffa. Ingram non aveva mai fatto da ricevitore a uno cos
bravo, e di bravi lanciatori ne aveva visti tanti. A soli venti
anni, per di pi: un sacco di tempo per migliorare. Se mai
era possibile fare meglio di cos. Royce si tir su la maschera,
sorridendo. La sai quella del contadino che mette i tappi di
sughero in culo ai suoi maiali per farli ingrassare? chiese.
S, la so, Royce mormor Damon rispondendo al sorriso.
Come mai ti  venuta in mente proprio adesso - non 
che te la fai sotto?
Ingram scoppi a ridere. Come hai fatto a capirlo?
Perch me la faccio sotto anch'io confess il ragazzo e
diede un calcio a un sassolino che era finito sul cuscino.
Ingram prov un'incomprensibile ondata di sollievo e respir
profondamente. Stiamo per farcela, pens. Sentirono
l'altoparlante annunciare che Horvath avrebbe sostituito Law.
Dov' che gli piacer di pi?
Stretto e all'altezza delle tette e non la vedr nemmeno
disse Ingram. Si accorse che non riusciva nemmeno a fare
un sorriso e allora si tir gi la maschera. E mi raccomando,
vai gi duro aggiunse tanto per dire qualcosa. Damon
annu. Ingram si aspettava che Damon andasse ad asciugarsi
le mani con la resina, se le strofinasse sulla maglia o si calcasse
in testa il berretto, insomma che facesse qualcosa. Invece
niente: se ne stette li fermo ad aspettare. Ingram si gir,
si affrett a raggiungere la sua postazione dietro al piatto,
chiese a Horvath perch sudasse tanto, mutande strette o che
altro? Al che Hard John si diede un inquieto strattone alle
palle, e quando Ingram guard di nuovo in direzione di Rutherford,
vide che il ragazzo non si era ancora mosso, era
sempre li fermo sul monte, in tranquilla attesa, la palla saldamente
in una mano, le braccia lungo i fianchi, la testa appena
inclinata sulla destra, il viso privo di espressione ma gli
occhi vigili. Ingram scoppi a ridere. Sei morto disse a
Harvart. Henry scatt in piedi.
Era esattamente questo il momento in cui le occasioni storiche
vanno sprecate. Fin troppo ovvio. Perfect game, due
fuori nel nono inning, e un battitore designato batte un singolo
loffio ma sufficiente a rovinare tutto. Quante volte era
gi successo! Un evento che poteva segnare un'epoca trasformato
in routine da qualcosa o da qualcuno che  sotto il
livello della normalit, qualcosa di mediocre, una battuta che
 meglio dimenticare, un giocatore impiegato per l'occasione
che non vale molto, n varr mai qualcosa, e che un anno
dopo uscir dalla lega. Uno di quei No-Hit Nealy di cui cantava
Sandy...
No Hit Nealy, sguardo senza smalto,
Se lanciavan basso sventolava alto.
Per 99 anni mai una valida becc
Finch contro i Pioneers
Lui non gioc!
Henry apr il rubinetto per lavarsi, poi esit. Non che fosse
superstizioso, ma vedeva Damon Rutherford su quel monte,
immobile, che non toccava neppure la polvere di resina,
che non si metteva le mani sotto le ascelle, non strizzava la
palla, fermo con le braccia lungo i fianchi - distaccato, forte,
paziente - e gli sembr che lavarsi le mani avrebbe potuto
in qualche modo rovinare il lancio di Damon. Dalla porta
del bagno intravedeva il tavolo della cucina. La sua Associazione
era l, in una catasta ordinata di fogli. C'erano i
dadi, tre cubi d'avorio, incuranti della storia che creavano,
ancora fermi sullo strike out di Abernathy. Damon Rutherford
era l che aspettava. Henry, trattenendo il respiro, and
direttamente al tavolo, afferr i dadi e li tir.
Hard John Horvath intercett il secondo lancio di Rutherford,
una curva interna all'altezza del petto e la scaravent
verso la terza base, lungo la linea: Hatrack Hines la prese di
rovescio, rimase fermo per un attimo incredibile che tenne tutti
come sotto un incantesimo - poi lanci una freccia attraverso
il diamante a Goodman James e Horvath fu eliminato.
La partita era finita.
In preda alle vertigini, Henry torn in bagno e si lav le
mani. Rimase a fissarsi le mani bagnate pensando: ce l'ha
fatta! Poi WA-HOO! url a squarciagola, e torn saltando in
cucina, e aveva la sensazione di poter decollare e volare via,
se solo avesse avuto qualche posto dove andare, hurrah!
E la tettoia sembr crollare sotto le grida dei tifosi che
scavalcarono il muretto, scivolarono gi verso gli spogliatoi,
travolsero i poliziotti, dilagarono dalle gradinate esterne, lanciarono
in aria berretti e segnapunti. Rooney mand in fretta
i suoi verso gli spogliatoi, ma non riusc a impedire ai tifosi
dei Pioneers di sollevare di peso il povero Horvath. Vol
qualche pugno e Hard John fece sanguinare uno o due nasi,
ma nessuno si cur di restituirgli il servizio. Una vecchia signora
gli mand dei baci. Un po' per impedire alla folla di
assalire Rutherford, un po' perch non riuscivano a trattenersi,
gli altri Pioneers lo raggiunsero e lo portarono in trionfo
prima che i tifosi locali impazziti riuscissero ad avvicinarsi
e farlo a pezzi in nome del loro folle amore. Dall'alto, sembrava
un enorme e torbido mulinello con Damon che galleggiava
nel vortice - ma poi York salt su che pareva un tappo
di spumante, e poi Patterson, e Hines, e infine il manager
Barney Bancroft, sollevati in aria dai tifosi troppo presi dal
delirio per sapere pi con certezza cos'era che stavano festeggiando,
e il mulinello si srotol ondeggiando verso gli
spogliatoi dei Pioneers.
Ah! disse Henry, e poi Ah!
E perfino allora, ballonzolando su quelle salde spalle, sopra
la marea confusa e disordinata di tifosi, in un mondo impazzito
che aveva perso per il momento ogni controllo, Damon
Rutherford conservava la sua incredibile serenit, mani
sulle ginocchia, tranne che per qualche sbandata momentanea,
il viso illuminato dal piacere per quanto aveva appena
fatto, ma neanche un po' distorto dall'eccitazione per quello
che stava accadendo; statuario, retto e sincero. La folla gridava
per avere la palla. Royce Ingram, a cui apparteneva una
delle spalle su cui Damon era seduto, la porse al ragazzo.
Donne che strillavano, braccia che si tendevano supplichevoli.
Sorrise loro, ma lanci la palla a un ragazzino che se
ne stava al margine della folla.
Henry apr il frigo, prese l'ultima lattina di birra, poi guard
l'orologio: quasi mezzanotte - e cambi idea. Lanci uno
sguardo allo spazio fra la finestra della cucina e il lampione
gi in strada: l'aria era ancora piena di umidit ma non si
capiva se stesse aumentando o diminuendo. Ci aveva pensato,
tornando a casa dal lavoro: quell'insieme di sensazioni di
met autunno, gravide di un senso vago e minaccioso di confusione
e di vuoto - ma quel ragazzo le aveva spazzate via
tutte, aveva portato luce e prosperit, e non si poteva andare
a letto quando succedevano cose del genere! Henry si riannod
la cravatta, si infil cappello e impermeabile, passando
agganci col braccio l'ombrello e usc per bere qualcosa.
Torn a guardare il tavolo della cucina dietro di s prima di
chiudersi la porta alle spalle, vide li sopra i dadi, rivolse loro
un soriso, con un ulteriore tocco di grandeur, poi percorse di
buon passo le scale, come un giocatore dei Pioneers che torna
soddisfatto negli spogliatoi. Attravers rapidamente il
bagliore immateriale del lampione in fondo alle scale roteando
l'ombrello come la bacchetta di un tamburino e avanz a
vivace passo di marcia per la strada, diretto verso Pete, il bar
della zona.
N-o-O-O-o Hit Nealy!
Si  fatto una nomea
Rovinando di Birdie Deaton
Il Pe-er-fect-ga-a-me!
Il cielo sopra di lui era scuro, ma le strade erano piene di
luce; tutte bagnate, riflettevano di tanto in tanto le luci dei
lampioni, delle macchine che passavano, delle cabine telefoniche,
delle insegne al neon accese tutta la notte. C'era
nebbia, ed Henry vedeva il suo respiro condensarsi davanti
alla bocca, ma gli oggetti vicini brillavano di un chiarore assai
intenso. Sorrise alla novit luminosa delle cose che spuntavano
fuori al suo passaggio in questa escursione notturna.
In lontananza si distinguevano in un alone i fari anteriori
delle macchine mentre i fari posteriori risplendevano indistinti,
ma l'insegna accesa alla finestra buia sopra di lui
FONDAZIONE DELLA FORMA DIVINA: BUSTO A DOPPIA ELASTICIT
scintillava ardente, nitida e forte come una visione.
Il drugstore all'angolo era ancora aperto. Un ragazzetto
magro e riccio, col mozzicone di una sigaretta che gli pendeva
dal labbro superiore appena coperto di peluria, giocava
a flipper vicino alla vetrina. Henry si ferm a guardare. I disegni
del flipper rappresentavano una partita di baseball, ma
i punteggi non erano realistici. Henry ci aveva giocato spesso,
e una volta, durante la stagione di riposo, aveva fatto
perfino un intero campionato uba di flipper. I giocatori, con
le luci che si accendevano al loro interno, sgambettavano
lungo la linea delle basi mentre il ragazzo dava l'effetto alla
palla con botte di fianco e di gomito. Un lanciatore
disegnato, eternamente in posizione di tiro, teneva la gamba alzata
mentre sotto di lui un battitore mezzo accucciato si stava avvicinando
immobile al piatto. Due ragazze agli angoli superiori,
gambe divaricate e gonne sollevate fino alle cosce, incitavano
i corridori con bocche silenziose e spalancate. Il
ragazzo ci stava dando sotto: aveva vinto gi sette palline.
Le luci si accendevano e i giocatori correvano. Otto. Nove.
Il grande GIOCO americano, c'era scritto in alto, fra le
ragazze luccicanti. Proprio cos. Il baseball americano, a forza
di colpi di fortuna, tentativi ed errori, da quando nel famoso
Consesso del 1889 ne erano state stabilite le regole,
aveva raggiunto un equilibrio quasi perfetto fra difesa e attacco,
ed era stato proprio questo equilibrio, insieme al fatto
che tutto andava registrato - la bellezza del sistema dei dati
statistici che riusciva a immortalare la pi piccola azione -
ad avvicinare Henry al baseball, al suo grande progetto definitivo.
Il ragazzo al flipper si dimenava, si irrigidiva, si rilassava,
si chinava sopra la macchina, si rialzava, la colpiva col
bacino; arriv a vincere diciassette palline e il risultato sul
quadro luminoso assomigliava pi a quello di un incontro di
cricket che a uno di baseball. Henry prosegu. A dire il vero,
di campionati uba di flipper ne aveva fatto uno solo, e non
aveva avuto la minima tentazione di organizzarne altri. Era
una cosa stupida, in definitiva, e non a caso l'aveva vinto un
giocatore stupido come Jaybird Wall. Nonostante tutte quelle
lampadine che luccicavano, era un gioco statico, completamente
privo del movimento, della grazia e della complessit
del vero baseball - come quelle due ragazze immobilizzate
a bocca aperta e il battitore eternamente sul punto di raggiungere
il piatto, l'imperturbabile .lanciatore sempre in equilibrio
su un piede, buttato all'indietro. Quando infine aveva
deciso di dare vita a un torneo di baseball tutto suo, Henry
aveva passato quasi due mesi a risolvere i problemi delle
probabilit e dei punti di equilibrio nel tentativo di avvicinarsi
il pi possibile alla complessit del gioco reale. Con
due dadi non ce l'aveva fatta. Aveva provato con tre, ognuno
di un colore diverso, e le 216 diverse combinazioni gli
avevano dato la complessit che cercava, questo si, ma era
diventato quasi cieco a forza di distinguere fra i colori a ogni
lancio. Alla fine aveva raggiunto un compromesso: aveva
mantenuto i tre dadi, ma tutti bianchi, riducendo il numero
totale di combinazioni a 56, anche se ovviamente le possibilit
erano basate sulle 216 combinazioni precedenti. Per
mantenere - e in realt per aumentare - la complessit del
metodo dei dadi a pi colori, Henry fece derivare dal triplo
uno e dal triplo sei - 1-1-1 e 6-6-6 - gli eventi pi spettacolari,
facendo ricorso nel lancio di dadi successivo a quella
che aveva definito la "Tabella Particolare", anch'essa basata
su lanci di tre dadi, ma molto pi sensazionale della tabella
base. Due tripli uno o due tripli sei consecutivi erano estremamente
rari - in media si verificavano tre volte ogni due
campionati - ma in quei casi nel lancio successivo si faceva
ricorso alla "Tabella degli Avvenimenti Straordinari", e poteva
accadere di tutto, dalle risse alle partite truccate. Erano
queste due tabelle che caratterizzavano il gioco, rendendolo
qualcosa di pi di una serie di battute valide, di corse alle
basi e di eliminazioni. Esistevano poi tabelle strategiche particolari
per i batti e corri, per i tentativi di rubare le basi, per
le smorzate di sacrificio e per quelle a sorpresa, e altre ancora
per stabilire l'et degli esordienti, per fornire dettagli di
incidenti o di errori e per determinare chi, ogni anno, doveva
morire.
Un'insegna al neon con la pubblicit di una birra e vetrine
debolmente illuminate da dentro le tende rosse erano tutto
ci che caratterizzava il locale di Pete. Clientela fissa, senza
dubbio redditizia nel suo piccolo, di solito tranquilla, al
jukebox quasi sempre musica country & western o vecchie
canzoni di successo, un paio di ragazze di tanto in tanto,
prezzi buoni. Henry smise di roteare l'ombrello, si lasci alle
spalle il mondo bagnato e spinse la porta d'ingresso.
'Sera, Mr. Waugh disse il proprietario.
'Sera, Jake.
Non era Jake, naturalmente, ma proprio Pete: si trattava
di una vecchia battuta, nata da un lapsus di Henry. Pete era
un uomo di media statura, spalle basse, borse da barista sotto
gli occhi e una splendida pelata, dotato di un'ironia nascosta,
tutta particolare, per cui ogni cosa che diceva sembrava
avere un doppio senso pungente - insomma, era
l'immagine sputata di Jake Bradley, uno dei giocatori di
Henry, seconda base dei Pastimers che, Henry sospettava,
gestiva ora un bar nei dintorni del campo da baseball del
Pastime Club. Una notte, anni prima, nel mezzo di una lotta
apertissima per lo scudetto, Henry per errore aveva chiamato
Pete Jake. Da allora aveva continuato a farlo; era una
specie di segnale per far capire a Pete che era di ottimo umore
e che voleva qualcosa di meglio di una birra o del whisky
del bar. A volte Henry si domandava se c'era qualcun altro
che era entrato da Pete e lo aveva chiamato Jake. C'erano
tre sgabelli vuoti al banco, Henry si sedette in quello di mezzo.
Jake - Pete - prese una bottiglia di VSOP, sollev le sopracciglia
ed Henry annu. Aveva colto nel segno.
Il bar era quasi deserto, e la cosa non era strana; marted,
sera di un giorno lavorativo, solo sei o sette persone, tutte
facce familiari, quasi tutti clienti abituali che ammazzavano
il tempo. I gatti di Pete si strofinavano con le zampine e si
muovevano in silenzio, si stiravano e sonnecchiavano. Una
adescatrice della zona di nome Hettie, vecchia amica di Henry,
mise una moneta nel jukebox - vecchie canzoni d'amore
country. Il vizietto del posto era la nostalgia. Pete tolse con
un tovagliolo la polvere da un bicchiere da brandy e vi vers
un dito di VSOP. Come va il lavoro, Mr. Waugh? gli chiese.
Non potrebbe andare meglio rispose Henry sorridendo.
Jake faceva sempre le domande giuste.
Sulla faccia di Jake apparve un ampio sorriso che mise in
evidenza le sue guance piene; fece un cenno col capo come
a dire che aveva capito, mentre la sua testa pelata luccicava
riflettendo la luce ambrata. Ed era proprio la sera giusta per
chiamarlo Jake, tutto sommato: Jake Bradley apparteneva
anche lui all'era di Brock Rutherford, si, doveva essere venuto
fuori proprio in quel periodo. La chiamava cos, adesso?
L'Era di Brock Rutherford? Non lo aveva mai fatto prima.
Buffo. Damon non stava solo creando il futuro, ma stava
trasformando anche il passato. Jake spolver la mensola
prima di rimettere a posto la bottiglia di cognac. Una volta
aveva fatto cinque doppi giochi nella stessa partita, tuttora
un record nell'Associazione.
Hettie, cogliendo evidentemente lo stato d'animo di Henry,
gli venne vicino per scherzare un po', e lui le pag da
bere. Le mancavano un paio di molari e le rughe le rovinavano
la bocca, un tempo perfettamente modellata, ma c'era
ancora qualcosa di avvincente in quel gemito elettronico che
le sue calze emettevano quando saltava sullo sgabello e accavallava
le gambe, e in quella strizzatina d'occhio che faceva
quando voleva fare capire chiaramente che ci stava, che
aveva afferrato la parola vera e immacolata. Henry non andava
pi con lei da anni, da quando aveva fondato la sua Associazione,
ma Hettie spesso compariva indirettamente nel
Libro e le loro conversazioni vi venivano riportate in modo
pi o meno mascherato. Qualche buon colpo, di recente?
gli chiese, e strizz l'occhio al di sopra del suo bicchiere di
whisky. Spesso usavano modi di dire presi dal gergo del
baseball, e Hettie certamente lo riteneva uno di quei fanatici
che ogni stagione, durante le World Series, uscivano di testa,
una tipologia ben precisa e molto usata dai giornali,
quella dell'eterno fissato, e Henry non aveva mai detto nulla
per farle cambiare idea. La donna non sapeva niente di baseball,
ma lui spesso le raccontava della sua Associazione
come se si fosse trattato della Major League. Gli dava un
piacere tutto particolare parlarne con qualcuno, anche se lei
pensava che si riferisse a qualcos'altro.
Un sacco, disse Henry ma mai troppi. Hettie scoppi
a ridere, mostrando i buchi fra i denti. E tu, Hettie, che corri
cos bene, ne hai fatti di punti?
Certo che ne ho fatti, mi alleno correndo la cavallina! e
fece un altro urletto. Vecchia battuta. Gli altri clienti si voltarono
a guardarli sorridendo.
Henry aspett che lei si mettesse a sedere, che riprendesse
nuovamente contatto col calice del suo whisky, poi le disse,
Stai a sentire, Hettie: pensa che cosa rara e meravigliosa
 fare qualcosa, non importa se grande o piccola, con assoluta,
illimitata, insuperabile e inimitabile perfezione!
Cosa ti fa credere che sia una cosa tanto rara? chiese
lei ammiccando, e accavallando le gambe emise il solito vecchio
segnale.  bel po' che non vai a punto con me, lo sai.
Henry sorrise. No, no, pensaci un attimo, Hettie, fare
qualcosa in un modo talmente perfetto che, anche se questo
maledetto mondo durasse in eterno, nessuno potrebbe fare di
meglio, perch tu l'hai fatta cos bene che meglio non si poteva
fare. Tacque, e lasci che i fumi del cognac gli pungessero
le narici per giustificare le stupide lacrime che minacciavano
di velargli gli occhi. In un certo senso, non so
se mi spiego,  anche triste perch, cio, ormai  andata, e
puoi sperare solo di rifarlo una seconda volta. C'erano naturalmente
altre cose da fare, il registro dell'Associazione
era in fondo un catalogo infinito di possibilit...
Una seconda volta! Ma stai parlando di perfezione o di
erezione? domand Hettie.
Henry si mise a ridere. Era inutile. E poi a che serviva? Si
sentiva in uno stato semplicemente stupendo, non esultante
come prima ma ancora pieno di felicit, e ora una pace nuova,
inebriante e aromatica, sembrava sopraffarlo: estasi - s,
disse ridendo dentro di s, non c'era altra stramaledetta parola
per definirla. E vide che era cosa buona. Pag un altro
giro e chiese a Pete: Come fai a tenerti cos in forma, Jake?
Non lo so, Mr. Waugh. Devono essere i miei orari da
buon cristiano.
Poi, quando il proprietario del bar si allontan, fu Hettie
che all'improvviso divent seria: Non so che cosa hai stasera,
Henry, gli disse ma mi stai facendo scaldare tutta.
E accavall di nuovo le gambe: richiamo dal profondo.
Henry sorrise, facendo roteare lentamente il suo bicchiere
in minuscoli cerchi, riscaldando il liquido bruno con il palmo
della mano. Era una tentazione, certo, ma aveva paura
che Hettie rovinasse tutto, dissipasse la gioia e offuscasse il
fulgore, spegnesse per sempre la bellezza del momento. Era
qualcosa che non poteva condividere con nessuno, correva
il rischio di perderla completamente. Sarebbe stato terribile.
E solo che da un bel po' di tempo nessuno ti paga pi da
bere due volte di seguito, Hettie le disse.
Ah, ah borbott lei, guardando accigliata il suo bicchiere,
ferita da quelle parole e quindi un po' meno eccitata. Per
farsi perdonare, Henry le ordin ancora da bere. Per lui basta,
era ora di tornare a casa, doveva andare a lavorare la
mattina dopo, il vecchio Zifferblatt l'aveva fatto sudare nelle
scorse settimane e cercava solo l'occasione per scatenare
un casino, ma Pete gliene vers un altro, offerto dalla casa.
Non capita tutti i giorni di assistere a un perfect game e di
avere un VSOP offerto dalla casa. Grazie, Jake gli disse.
Henry, stella, dammi qualche soldo da mettere nel jukebox.
C'erano delle monete sul banco: le fece scivolare verso di
lei. Con lo sguardo fisso nel bicchiere, si vide nel liquido
marrone, o comunque vide il suo occhio riflesso.
Proprio dietro al campo dei Patsies
Il locale di Jake si trovava.
Jake al solito versava da bere,
Come sempre la notte calava.
Verne Mackenzie al banco appoggiato,
Con gli occhi di sangue iniettati...
Il giorno che scaricarono Verne Mackenzie, la grande
ballata di Sandy Shaw. Era morto, adesso, Verne. Primo delle
superstar del baseball, aveva cominciato a giocare nell'Anno
I come interbase per gli Excelsiors di Abe Flint, e fu
il primo a entrare nella Hall of Fame. Poi invecchi e cominci
a battere da cane e Flint, pur se buono e gentile come
pochi altri, dovette estrometterlo. E tutti sapevano come si
sentiva Verne, anche i giovani che oggi giocavano il loro primo
campionato e non lo avevano mai conosciuto, perch
prima o poi sarebbe successo lo stesso anche a loro. Hettie
gli si appoggi contro, la testa sulla sua spalla, canticchiando
fra s le canzoni del juke-box. Henry si sentiva bene, con
lei l in quel modo. Sorseggi il suo brandy e sent crescere
in s la malinconia, una piacevole malinconia. Vide Brock il
Grande scendere gi per la strada barcollando e facendo casino,
sottobraccio a Willie O'Leary e Frosty Young, due ragazzi
meravigliosi - e chi cavolo andavano a incontrare se
non Mose Stanford, con quei suoi occhi sonnacchiosi e Gabe
Burdette e quel buffone di Jaybird Wall, con le sue gambe
di gomma. E cantavano, cantavano le vecchie canzoni, Lancia,
prendi, batti e I giorni felici della giovent e oh, era
questa la felicit! Accidenti! Questo voleva dire essere amici!
E ragazzi, si, era questo che importava veramente! Tutti
da Jake! gridarono, e risero, e si avviarono!
Dove? mormor Hettie. Anche lei era lontana con la
mente. Come lui. Non si era accorto che stava parlando a
voce alta. Guard imbarazzato verso Pete, ma Pete non si era
mosso: se ne stava come un palo, paziente in mezzo al bar,
braccia e caviglie incrociate, il viso nell'ombra, solo la zucca
illuminata. Forse si era addormentato. C'era solo un altro
cliente oltre a loro nel bar, un frequentatore abituale. L'insegna
al neon di fuori probabilmente era spenta.
Da me disse Henry, senza sapere con sicurezza se quelle
parole uscivano davvero dalla sua bocca. Poteva portarla
su da lui? Lei si stacc dalla sua spalla, cerc di fargli l'occhiolino
ma non riusc neppure a sbattere le ciglia; lo squadr
per attentamente e con aria interrogativa, come se si chiedesse
se intendeva davvero quello che aveva detto. Hettie,
le sussurr guardandola fissa per farle capire che non stava
scherzando e che avrebbe fatto bene a non rovinare tutto, ti
piacerebbe andare a letto con... Damon Rutherford?
Hettie batt le palpebre, lo guard di sbieco con aria scettica,
ma Henry vedeva bene che lei era ancora tutta eccitata
da come muoveva la mano su per i suoi pantaloni. E chi ?
Io. Non sorrise, la guard soltanto dritto in faccia e vide
i suoi occhi spalancarsi, forse con un pizzico di paura, sicuramente
soggezione, e trasporto, e speranza, e la mano di lei,
quando cap che lui ce la faceva, si, ce la stava facendo, glielostrizz, come Witness York che strizzava sempre per scaramanzia
la mazza prima di battere, e accavall di nuovo le
ginocchia: wheep! Allora Henry pag Jake e insieme - lui
alto, eretto e sicuro di s, Hettie tutta tremante, aggrappata
al suo braccio - uscirono dal bar. Come aveva previsto, l'insegna
al neon era spenta; era buio. Si sent straordinariamente
saggio.
Chi sei, Henry? chiese Hettie in modo sommesso mentre
camminavano sotto l'alone luminoso di un lampione avvolto
dalla nebbia. L'impermeabile di Henry aveva un'apertura
nella fodera dietro la tasca, e lei ci infil la mano e la
fece passare nella tasca dei pantaloni.
Adesso, o quando saremo a casa?
Adesso.
Un contabile.
Ma il baseball...? E di nuovo la mano di lei glielo prese
e glielo strizz come faceva Witness York con la mazza, ma
adesso la mano era piena di monetine che avvolsero la mazza
come una cotta di maglia.
Lavoro per una federazione di baseball.
Non sapevo che anche loro avessero dei contabili disse
lei. Era stata ad ascoltare, una volta tanto? Ora l'oscurit intorno
a loro era completa, il lampione successivo era distante
quasi un isolato, davanti al negozio di Diskin. Hettie stava
cercando di raggiungere la mazza anche con l'altra mano, e
in effetti le ragazze non sono capaci di fare una battuta decente
senza una buona presa, ma non riusciva a far scivolare
entrambe le mani nell'apertura.
Certo. Conservo i registri finanziari di ogni club, con le
entrate e le uscite, che dipendono principalmente da cose
quali il successo della squadra, la vendita e l'acquisto di giocatori,
le migliorie apportate agli stadi, i contratti dei giocatori,
eccetera. Hettie Irden al piatto, prima giocatrice nella
storia della lega, stringeva e rilasciava la presa sulla mazza,
sorrideva attorno allo spazio lasciato vuoto dai molari mancanti
in quel suo modo indimenticabile, scherzava col ricevitore,
rideva con quella allegra risata senza tempo che somigliava
a tante monetine che tintinnavano, forse si dava
pure uno strattone fra le cosce, per prendere in giro i giocatori
maschi di tutto il mondo, e forse non era la miglior battitrice
dell'Associazione ma l'Associazione era felice di
averla fra i suoi. Li faceva ridere tutti e dimenticavano per
un po' la loro mortalit. E tengo aggiornati i resoconti delle
loro attivit, inserendoli in registri definitivi, e li aiuto in
tutte le questioni complicate, come la distribuzione delle responsabilit,
il riequilibrio dei fondi, la preparazione di grafici
per descrivere le fluttuazioni. Anche per le questioni
politiche. Elezioni. Capitani della squadra. Presidenti dei
club. E ogni quattro anni l'Associazione elegge un Presidente
e devo supervisionare il tutto.
Ges, Henry, non credevo... Aveva alzato gli occhi verso
di lui e mentre si avvicinavano al lampione Henry vide in
quegli occhi qualcosa che non aveva mai visto prima. Ne fu
contento, fu contento di scorgere il suo apprezzamento - ma
a letto non sarebbe bastato, e sarebbe toccato a lui farglielo
ricordare.
Ci sono i resoconti delle partite da controllare, i bilanci
di verifica delle medie parziali, gli inventari stagionali, i premi
e le punizioni da assegnare, le carriere da controllare...
Le strinse il culo con la mano. Si muore, sai.
S rispose lei, e questo sembr eccitarla perch strinse
a sua volta un po' pi forte.
Di solito sono i vecchi a morire, quelli che si sono ritirati
da molto tempo, ma a volte muoiono anche i giovani, magari
quando sono ancora in attivit. O in qualche incidente
durante la stagione invernale. L'anno scorso un giovane,
nemmeno trent'anni, non era andato molto bene in campionato
ed era stato mandato in una lega minore. Pare che il
manager fosse stato un po' duro con lui. Pappy Rooney. Gli
stava sempre addosso. Era un ragazzo sensibile e se la prese
troppo. Precipit con la macchina da una rupe.
Oh! ansim lei, e strinse pi forte. Come se ora avesse
paura di lasciarlo andare. Lo fece apposta?
Non lo so. Penso di si. E se un lanciatore tira per due
volte un triplo uno o un triplo sei e provoca un "Avvenimento
Straordinario", una terza serie di uno  una bean ball che
uccide il battitore, mentre un altro triplo sei  una battuta tesa
e diretta che fa fuori il lanciatore.
Ma  terribile! Lui non le disse che fino ad allora non
era mai successo. Ma cos' un triplo sei, Henry?
Un tipo di lancio. Siamo arrivati.
Hettie non lasci la presa neanche mentre salivano le scale
che portavano all'appartamento, ma in due sulla rampa
non riuscivano a camminare e per un paio di volte rimasero
incastrati. Lei allora tolse la mano e pass per prima. Dalla
sua posizione accucciata dietro al box, il ricevitore la vide
che scioglieva i muscoli, la prese in giro dicendo che non sarebbe
mai arrivata in base perch non avrebbe mai potuto
avere due palle. Lei si gir e gli sorrise, un largo sorriso a
denti radi che per era sempre, in qualche modo, bellissimo.
Comunque, disse lei, io sono un Avvenimento Straordinario,
e su questa tabella non te la cavi certo con un regalino! Il
ricevitore scoppi a ridere, allung la mano e le diede una
pacca sul sedere. Buona questa! ammise, lasciando che la
mano scivolasse gi per la coscia, poi, con un fischio d'ammirazione,
and a scorrere lungo la calza, sotto la gonna.
Un Avvenimento Straordinario!
Hettie salt due scalini con una risatina stupida, le cosce
che sbattevano. Henry! Mi fai il solletico!
Henry apr la porta del suo appartamento, accese una lampadina
nel corridoio, lasciando la cucina e l'Associazione in
un'oscurit protettrice, e condusse Hettie verso la camera da
letto.
Eccoci a casa tua disse lei rauca quando furono dentro,
e gli si strofin contro. Chi sei adesso? Se lo ricordava!
Era meravigliosa.
Il pi grande lanciatore della storia del baseball le sussurr.
Chiamami... Damon.
Damon mormor lei slacciandogli la cintura e togliendogli
la camicia. E Damon sospir, accarezzandogli la
schiena, abbassandogli la lampo e mandando a terra i suoi
pantaloni con un rumore metallico di fibbie e monetine. E
Damon! gli si offr, stringendolo - e quella ragazza, con
un colpo solo, lo sapeva bene, poteva sbattere una palla fuori
campo. Play ball! grid l'arbitro. E il ricevitore si liber
di maschera e corazza e tutti videro che era il lanciatore
Damon Rutherford, strapp i vestiti di dosso alla prima giocatrice
della storia dell'Associazione poi, aiutandosi e ostacolandosi
insieme, tirando e spingendo, corsero alle basi,
piombarono in prima, scivolarono a gambe unite sulla seconda,
arrivarono con una capriola sulla terza, sfrecciarono verso
casa a testa alta, poi di nuovo nel box, un altro colpo di
mazza e via di corsa sulle basi, e Damon! gridava lei, e
Damon! e ancora Damon!.

Note.
1. Per una introduzione al baseball e ai suoi termini si rimanda al
glossario posto alla fine del romanzo.

 Capitolo 2.

Otto del mattino: Cristo, quel ragazzo! Ce l'aveva fatta,
ce l'aveva proprio fatta. Vide la sua mano aprirsi, i dadi cadere,
Hard John alla battuta. Eliminato! Incredibile. Il ragazzo
dal braccio magico. Era impossibile, ma ce l'aveva fatta.
E accadr ancora. E ancora. Un nuovo giorno. Una nuova
era. Gloriosa, per dio, gloriosa!
Nove del mattino: di nuovo sveglio. Pi o meno. La luce
del giorno filtrava attraverso le lenzuola che aveva sopra la
testa. Pens di telefonare a Zifferblatt in ufficio. Oggi non
vengo, capo. S, un po' indisposto. Forse  influenza. Labbra
screpolate. Affaticamento da contabilit in partita doppia.
Cancro dei vecchi beni immateriali, Ziff, caro. Risparmi
dissipati. Consumati tutti, fino all'ultima goccia. Ma no, mi
sento in forma. Davvero in forma. Ancora sotto l'incantesimo.
Zifferblatt, al telefono, avrebbe sentito quanto stava
bene, avrebbe annusato la risata nascosta. Non prendermi in
giro, Waugh. Sei finito. Pollice verso, fuori dal gioco, fuori
dalla squadra, fuori dalla lega. Non puoi farlo, Ziff, non ne
hai l'autorit. Waugh, ti stiamo ammortizzando, stiamo portando
a zero il tuo valore contabile, stiamo chiudendo il tuo
libro mastro: fuori! Ma poi i ragazzi entrarono a passo veloce
in campo. Ingram. York. Tuck Wilson. McCamish. Patterson.
Hard John. Senza dire niente. Uno sguardo al vecchio
Zifferblatt e - pffft! - Ziff non c' pi!
Dieci del mattino: risale dagli abissi. Ooh, ragazzi, non
dormivo cos bene da secoli, appena un po' di mal di testa
per il cognac di ieri sera. Ricordi vaghi dei sogni, qualcosa
di eroico, solenne e spossante. Con riluttanza ruppe il suo
guscio, ne usc, si infil le pantofole, sorrise ai mugugni di
protesta di Hettie, and sbandando verso il bagno per smaltire
i beni liquidi accumulati, lavarsi, fare i gargarismi, stimare
attivi e passivi nel bicchiere e far sussultare i cieli con
un paio di fantasiose scoregge. Poi ancora nel letto a sognare
a occhi aperti, a giocare da capo tutta quella partita impossibile,
apportatrice di beatitudine, a sentirsi una nullit in
presenza della sua grazia. Damon Rutherford. Si, era iniziata
questa nuova, grande cosa. Lo sentivi gi al primo lancio.
Se la rideva del vecchio Pappy Rooney che si massaggiava
lo stomaco massacrato; ci sono cose che anche tu, Rooney,
dovrai accettare prima o poi. Ahhh, mee-erda. Ti guarirebbero
da quel tuo disturbo di stomaco. Posso conviverci tranquillamente.
Bastardo incorreggibile. Ma di che stai sghignazzando,
mormor Hettie. Delle perfezioni e annessi e
connessi, disse lui. Lei grugn e sorrise, poi scivol di nuovo
nel sonno, russando appena. Una nuova Era Rutherford. Alle
soglie di una nuova Era Rutherford nell'UBA. Che ne pensi,
Barney? Non lo so. Forse. Stiamo a vedere. Intanto pensiamo
allo scudetto. Bancroft era sempre cauto. Ma aveva
intito e onest da vendere anche se era un pessimista nato.
Rifletteva sulle cose. Una nuova Era Rutherford. Poteva essere,
poteva darsi. Forse era quella marcia in pi che pare
abbiano i secondogeniti. Il primogenito, Brock II, era passato
professionista nell'Anno XLIX e all'inizio prometteva
bene, ma dopo un buon esordio si era perso per strada. I figli
di Brock non potevano essere che lanciatori, ovvio. Bancroft
per aveva spedito ugualmente il giovane Brock nelle leghe
minori e lo aveva allenato a giocare come prima base. Anche
giocando in prima base ci si poteva conquistare una buona
fama. Ma quando torn nella massima divisione nell'Anno
LII, dopo tre home run nelle prime due partite, precipit
a 147, fece sette errori in mezza stagione di gioco. In che
cosa sono diversi i due ragazzi, Barney? Non lo so. All'inizio
ho provato la stessa sensazione con tutti e due: sai, due
rami della vecchia pianta. Vuoi dire rami del vecchio Brock,
eh, Barney(1)? Proprio cos, ah, ah, ah, risatine tutt'intorno. Ed
entrambi avevano qualcosa in pi, qualcosa che il loro vecchio
non aveva, se vuoi puoi chiamarlo un tocco di eleganza
in pi. Senza offesa per Brock, ma lui  sempre stato una
persona pi aperta, un allegrone. Era sempre sicuro di s,
sembrava che volesse sempre dimostrartelo appena capitava
l'occasione, in un modo o nell'altro. Era la tipica persona
che si  fatta da s, capisci? Mmm, insomma, un tipo cos. I
ragazzi erano diversi. Ma Barney, che cosa ha Damon, che
il primogenito non ha? Sai come sono i secondogeniti, no?
Da bambini devono sempre impegnarsi un po' di pi. E poi
c' qualcos'altro: Damon  pi sveglio, ma ha qualcosa che,
insomma  diverso: in un certo senso,  pi responsabile. Si,
credo di aver capito cosa intendi, Barney - c'era un tipo in
tribuna stampa che ha detto soltanto: Lui  uno che sa, e sembrava
che tutti avessero capito cosa volesse dire. Anche Barney
Bancroft fece segno di aver capito e guard lontano, immerso
nei suoi pensieri.
Undici del mattino: Hettie riprese conoscenza, alla fine, e
si accese una sigaretta: nell'aria si mischiarono aromi che risultarono
abbastanza piacevoli al suo olfatto. La buona, vecchia
Het appariva alquanto stravolta all'onesta luce del mattino,
ma disse che si sarebbe data una rinfrescatina e aggiunse
che gli era riconoscente. E probabilmente era vero, sapeva
come lei si sentiva. Non sembrava provenire da carboni accesi,
quel fumo che saliva a spirale; pi probabilmente da
ceneri ormai spente, ma ancora piene di vita, piene di possibilit.
Risero insieme delle partite della notte precedente.
Due partite in una sola sera. Due in una sera, diavolo, si vedono
solo nelle World Series! Sempre ridacchiando, Hettie
si alz un attimo, lasciando un senso di gelo fra le lenzuola.
In attesa del suo ritorno, Henry cerc di tornare con la mente
a Hard John Horvath che si dirigeva di nuovo verso il piatto,
due gi eliminati, Damon a un solo passo dalla gloria, ma
il grasso cipiglio di Zifferblatt si intromise nuovamente e
Henry si innervos. Che succedeva fuori? Forse un terribile
uragano. Trasporti pubblici bloccati. Milioni di morti. Si vedeva
intrappolato in strade inondate. Hettie apr i rubinetti
provocando appropriati rumori d'acqua. Citt che si sgretolavano,
intere popolazioni spazzate via dai flutti. Zifferblatt
si scusava: non volevo che uscissi con questo tempo, Henry,
mi dispiace. Troppo tardi, Ziff, non serve scusarsi ora che
sono affogato,  finita, sono spacciato. Hettie torn a letto,
si infil fra le lenzuola con un odore fresco e un calore confortevole,
anche se aveva i piedi freddi. Henry propose di
andare a fare colazione fuori. Ma a lei dispiaceva, non voleva
lasciarlo, non ancora, se lo tir sopra. Non va pi, protest
lui, riserva esaurita. Non importa, rispose lei, resta cos.
Parlarono del tempo e della gente e della storia e di come
tutto sembrava scorrere confuso in un unico flusso. Se ne
stavano al calduccio, due tarme in un tappeto, due pesci in
un barile, e tutto era pace e tranquillit. Il corpo di lei faceva
piccoli movimenti liquidi sotto di lui, cercando un'adesione
totale. Che gioco, il baseball! Molto meglio di quanto avesse
mai immaginato, ammise lei. Tutti quei lanci pazzi. Come
l'aveva chiamato quello a sorpresa? Ah, si, un sinker. Hi, hi!
davvero niente male! In effetti il ragazzo ne conosce un sacco
di trucchetti del genere, e li sa tutti a memoria. Il segreto,
per, sta tutto nel controllo. Forza e controllo, era la teoria
di Pappy Rooney. Spediscigliene uno addosso, un altro fuori,
confondigli le idee ma lancia sempre e solo dove vuoi tu.
Questo si chiama controllo. Un battitore non ci va con tutta
la forza su un lanciatore cos. Batte corto, non spara una bordata.
Dentro e fuori, veloce, di tanto in tanto una curva, un
cambio di velocit, dentro e fuori. Oh, certo, disse Hettie.
Dentro e fuori. Lancia e piglia. Che gran gioco. Naturalmente
il baseball non era proprio cos. Lei lo faceva sembrare pi
facile di quanto fosse in realt. Mamma, al riparo nella sua
posizione rannicchiata, sollevava il grembo imbottito, Pap
faceva i suoi lanci che, fendendo l'aria, a volte la colpivano
proprio li. Sembrava facile. Ma Hettie si scordava del battitore,
per non parlare poi di tutti i suoi fratellini. L in mezzo
al box. Rendeva vani gli sforzi del buon vecchio Pap cacciando
in mezzo la sua mazza. Naturalmente il vecchio non
era solo: gli altri sette erano ai loro posti, dietro di lui, a spalleggiarlo,
a proteggere la castit della Mamma e lo stato delle
cose, a mettere a posto quel ragazzino sfacciato e la sua
grossa mazza ribelle. Ma non sempre ce la fanno. Junior con
la sua mazza ne fa partire uno fortissimo e crea un sacco di
guai; potrebbe mandare il vecchio a fare una doccia negli
spogliatoi e mettere sottosopra l'intero, maledetto sistema.
Certo, non basta metterci di mezzo la mazza, deve fare anche
tutto il giro, e ce n' di strada da percorrere di corsa, ce
n' tanta, e nel frattempo possono succedere un sacco di.
cose, ma lui spera di farcela lo stesso, e dal momento in cui
lo lascia, il vecchio caro piatto di casa base comincia ad attirarlo,
un'attrazione irresistibile, e quelli bravi, nei giorni
buoni, ce la fanno a fare il giro e a tornare al punto di partenza.
Ma scusa Henry, come si tiene la palla, cos? Si, proprio
cos, e lui deve sempre avanzare, sempre muoversi, tenere
gli occhi aperti, stare pronto, mai fermarsi, rubare
quello che pu, buttarsi a corpo morto, conquistare metro
dopo metro, e girare, girare, e forse, Hettie, forse - ma gli
dicono che non pu farcela, e accidenti, lui deve, lui vuole
farcela! Oh, dai, dai, Henry, dai, vieni a casa! Si, fanno il tifo
per lui, Hettie, ed  gi in seconda base, cerca di allungarsi
fino in terza ma non so, ce n' di strada fino al piatto, no,
non pu farcela, non stavolta, e in seconda base hanno preso
la palla e stanno per - No, no, ce l'ho io, Henry, ce l'ho io!
Dai! Dai! Tieni duro! Gli sbatteva le piante fredde dei piedi
sulle chiappe per incitarlo. Si, ecco che va verso la terza
adesso, si! Pi veloce, si, ce la fa!  difficile fermarlo adesso,
fa scintille, ci sta dando dentro, passa la terza! Sta per
tornare a casa! Ma l'hanno intrappolato! Wow! Via dalla terza!
Torna in terza! Ah! Prendi! Tira! Prendi! Tira! Prendi!
Tira! A casa, Henry, a casa! Eccolo che viene, Hettie! Li ha
superati, tutti! Tutti! Tutti! Saetta verso casa, li supera con
uno scatto, scivola dentro - POW! Oh, pow, Henry pow,
pow, pow, pow POW! Risero piano, istericamente, alla deriva
insieme. Lei lasci la presa. Lui scivol fuori, e il loro
sudore torn a separarsi. Questo si che  un bel gioco, Henry!
Questo si che  un gran bel vecchio gioco!
E fu cos che Henry si present quel mercoled agli uffici
Dunkelmann, Zauber & Zifferblatt, Studio Commerciale
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un po' dopo l'ora di pranzo, e non potevano esserci dubbi
sul fatto che il terzo dei nomi sulla porta, nonch unico sopravvissuto
dei soci della compagnia, Mr. Horace (n) Zifferblatt(2), Esperto Fiduciario e Specialista in Piccole Imprese,
era fuori di s dalla rabbia. E in effetti le sue ragioni le aveva.
Zifferblatt era un fanatico della puntualit e i registri di
Henry non erano stati tenuti troppo bene, di recente. Poi
c'era stato quel piccolo problema durante l'ultimo campionato
quando Henry, disattento, preoccupato per gli incidenti
al gruppo dei lanciatori dei Keystones, aveva inserito nei libri
mastri generali e ausiliari di una ditta i dati di un'altra.
Ed era andato avanti per un trimestre. Dunque, meglio aspettarsi
il peggio. Ma anche se da una vita ossequiava il duro
lavoro e ricercava la fiducia da parte dei superiori, e nonostante
il senso di colpa, la sensazione di aver deluso i colleghi
che provava sempre dopo quelle sviste, oggi aveva la
netta impressione che non gli importasse assolutamente nulla.
No, Henry oggi camminava sotto una perfetta volta di benessere,
cristallina e impenetrabile, e l'ira di Zifferblatt non
poteva fare nulla per infrangerla.
Dopo le abluzioni e le purificazioni, Henry e Hettie erano
usciti in fretta a mangiare qualcosa per pranzo, combinazioni
complete da due dollari e venticinque, l'enorme combinazione
n 7 nel menu della caffetteria, una colazione di quelle
che si fanno in campagna, che a gente come Stan Patterson e
Witness York, rudi pecorari, piaceva spazzare via in un attimo,
con tazze enormi di caff da bere durante il pasto. Tempo
strano, fuori: un momento era sereno, quello dopo pioveva
- avevano dovuto fare di volata l'ultimo isolato sotto un
improvviso scroscio di pioggia, erano finiti in mezzo a una
folla di persone dentro la caffetteria, ansimando e starnutendo
allegramente come un paio di cavallini in fregola, pronti
per la musetta. Hettie aveva messo al juke-box delle canzoni
country vecchio stile per accompagnare i festeggiamenti, e
una di esse aveva catturato l'immaginazione di Henry; come
lo scroscio di pioggia fuori, un'intera ballata nuova di zecca
di Sandy Shaw per la UBA gli era piovuta improvvisamente
addosso. Niente di strano. Oggi tutto gli veniva facile. Spieg
a Hettie, incuriosita, che scrivere canzoni era per lui una
specie di passatempo. No, finora non aveva avuto fortuna,
ment. Nell'UBA, in realt, cantavano tutti le canzoni di Sandy.
C'era una cosa buffa che accomunava la musica country
al baseball con i suoi village greens(3): nessuno dei due aveva
molto a che fare con la campagna, almeno non da quando
avevano cambiato nome, ma piuttosto con la citt. Roba da
ragazzi, sogni di eroismo e di innocenza a cui dei professionisti
davano vita e che si trasformavano in grossi affari.
New York Game avevano chiamato la vecchia versione
town-ball, e cittadina fino al midollo era ed ...
Ritorno a casa che fuori  gi mattino,
Pensando alla mia donna sbando fino al
cuscino,
E mentre mi addormento sento il telefono
squillare
 il capo: Corri al campo, oggi c' da
giocare!
play ball! (Ho la testa che gira come una
palla!)
play BALL! (Sento la sua voce fino a dentro
il cervelletto!)
PLAY ball! (Urla l'arbitro proprio sopra la
mia spalla!)
play ball! (Tutto ci che voglio 
restarmene nel letto!)
Sono steso sulla branda come un vecchio
puttaniere,
La testa mi fa male, forse 1 'ultimo bicchiere,
Sto sognando la mia donna ma il boss butta
gi la porta,
Mi tira l'acqua in testa, me ne d un sacco e
una sporta!
play ball! (Oh no, ti prego, vai via dalla
mia vita!)
play ball! (Tutto quel che voglio  farmi
una dormita!)
play ball! (Mi urla l'arbitro, mi fa quasi
assordire! )
play ball! (Dio santo, voglio solo morire!)
Saggiamente, Hettie non aveva indagato ulteriormente su
chi fosse o da dove venisse Damon Rutherford, anche se al
momento di lasciarsi aveva detto con quell'occhiolino alla
Hettie Irden che se per caso quel ragazzo aveva qualche nuovo
lancio da provare con un veterano, l'avrebbe trovata da
Pete a riscaldare una sedia. A riscaldare la panchina, l'aveva
corretta Henry, poi le aveva fatto notare che ancora non aveva
visto n le sliders n le spitballs n le palle  vite n le
knucklers n le palle veloci sottomano per non parlare poi
del duster ovvero lancio fuori intenzionale. Hoo-eee! aveva
gridato lei ascoltando quell'elenco e: intenzioni? Che intenzioni?
Bean balls, alte e interne, fanno indietreggiare il
battitore, lo mettono in ginocchio, era il lancio per cui andava
famoso Toothbrush Terrigan, quel tocco di cattiveria che
pu trasformare una partita in una rissa. Oddio,  quello che
cerco! aveva chiocciato lei, poi lo aveva congedato con un:
A stanotte! appena sussurrato.
Ci avrebbe pensato. Per il momento, spalanc i registri davanti
a s sulla scrivania per dare l'impressione di essere intento
al lavoro e si mise a pensare agli ordini di battuta del
turno successivo. Dunque: i Knickerbockers, primi in classifica,
ieri avevano perso e il loro vantaggio sui Pioneers si era
ridotto a due vittorie. Peccato, davvero, che stasera non
avrebbe potuto far giocare di nuovo Damon contro gli
Haymakers; avrebbe fatto fuori definitivamente Pappy Rooney.
Chi poteva mettere sul monte, allora? Doveva lasciare fuori
il Fuoriclasse, Mickey Halifax, per l'imminente serie con i
Knicks, e quindi doveva utilizzare uno dei Titolari. Forse
McDermott. Pigramente ricapitol i proventi delle vendite,
tenendo d'occhio il suo capo Horace Zifferblatt che camminava
su e gi, sempre pi rubizzo e immusonito, in quella
gabbia di vetro che era il suo ufficio. Ma non ne usciva.
Henry non sapeva dire se era un buono o cattivo segno. Probabilmente
cattivo.
C'era una cosa che lo preoccupava, e cap che doveva affrontarla:
Damon Rutherford significava per lui pi di quanto
avrebbe dovuto. Era gi successo in passato e ne erano
sempre nati dei problemi. Per fare un esempio: Damon aveva
gi giocato come lanciatore in pi di sessanta inning, e
aveva la migliore media parziale di punti guadagnati sul lanciatore
in tutta l'Associazione. Per essere classificato come
Fuoriclasse l'anno successivo, un lanciatore doveva giocare
per almeno ottanta inning e avere uno dei dieci pgl pi bassi
della lega. Per i battitori c'era qualcosa di simile: i ventiquattro
battitori pi bravi in ogni stagione erano le Star della
successiva. Queste qualifiche davano loro delle possibilit
leggermente migliori con i dadi, e consentivano una maggiore
continuit nel gioco. Ovviamente, ogni anno venivano introdotte
delle variazioni, poich alcune delle Star e dei Fuoriclasse
scendevano di grado, di solito almeno un quarto di
loro, e nuovi giocatori prendevano il loro posto, ma questo
era perfettamente naturale e desiderabile - proprio in questo
modo si lasciava spazio a gente come Damon Rutherford. Insomma,
eravamo a met stagione, ancora trentasette partite
da giocare, e poteva capitare che improvvisamente cominciassero
a battere i suoi lanci. La cosa pi furba da fare era
utilizzare Damon nei quindici o venti inning di cui aveva ancora
bisogno facendolo giocare contro squadre pi deboli,
usandolo tutt'al pi come rilievo per un inning nel quale,
secondo le regole, avrebbe potuto lanciare come Fuoriclasse,
in modo da garantirgli cos l'anno successivo quel salto
importantissimo senza il quale una brillante carriera era impossibile.
Se invece avesse continuato a giocare regolarmente,
la sua media sarebbe potuta precipitare di colpo. Era gi
successo prima con altri brillanti giovani esordienti, molte
volte. Perch dunque Bancroft non avrebbe dovuto fare cos,
perch non avrebbe dovuto metterlo al sicuro? Perch Barney
Bancroft non sapeva quello che sapeva Henry. Non sapeva
dell'esistenza delle varie tabelle. Non sapeva niente
nemmeno dei Fuoriclasse e del perch i pi bravi rimanevano
bravi per anni. Naturalmente l'aveva intuito, tutti lo avevano
intuito: quella forza in pi tutta particolare che i grandi
giocatori sembrano irradiare. Prendete per esempio Hamilton
Craft degli Haymakers: adesso attraversava una terribile
crisi, eppure Rooney non aveva potuto tenerlo fuori squadra
ieri perch qualcosa gli diceva che Craft era l'uomo migliore
che aveva - e aveva visto giusto, solo che non sapeva
spiegarsi il perch. Succedeva lo stesso quando un giocatore
scendeva di grado: in qualche modo lo si sentiva, anche se a
volte era difficile crederci, e si continuava a usarlo comunque,
aspettando che si riprendesse. Ma cosa si poteva pensare
di Damon Rutherford, oggi? Solo che poteva essere il pi
grande lanciatore della storia, e come si poteva tenere in
panchina uno cos? No, Damon aveva scalzato il Fuoriclasse
Halifax, era senza dubbio il trascinatore dei Pioneers, il nuovo
numero uno, e se non avesse mostrato segni di stanchezza
individuabili da Bancroft - e anche in questo caso Barney
poteva a ragione prescrivere pi lanci e non meno - allora
avrebbe dovuto giocare almeno altre dieci o dodici partite. E
Henry, come avrebbe fatto a restarsene seduto con le mani
in mano a guardare il ragazzo ammuffire, perdere ogni speranza
di diventare un Fuoriclasse? Doveva farlo. Oh, certo,
era libero di mettere da parte i dadi e mandare avanti il gioco
come meglio gli pareva, ma come sarebbe andata a finire?
Chi sarebbe stato realmente Damon Rutherford, allora?
Nessuno, un nome vuoto, l'attore di una farsa. Anche se aveva
stabilito lui stesso le sue regole, i suoi limiti, e anche se
poteva cambiarli ogni volta che lo desiderava, nonostante
tutto questo lui e i suoi giocatori dovevano basarsi sui responsi
irrazionali e imprevedibili - si poteva arrivare a dire
irresponsabili - forniti dai dadi. Cos stavano le cose. Doveva
accettarle, o abbandonare del tutto il gioco.
Qualcuno, not Henry, si era fermato vicino alla sua scrivania.
Alz gli occhi, aspettandosi il peggio, invece si trattava
soltanto del suo amico Lou Engel. Zifferblatt sembrava
indaffarato nel suo ufficio, storceva la bocca come se stesse
ruminando. Henry! sussurr Lou, con un occhio verso
Ziff. Sei stato poco bene o... che altro?
Henry prov l'impulso irrefrenabile di spiegare tutto, di
raccontare a Lou del perfect game, ma ci avrebbe messo
troppo tempo e Lou probabilmente non avrebbe comunque
afferrato, quindi si limit a dire: No, no! Mi sento bene,
Lou! Davvero in forma!
Lou lo guardava senza troppa convinzione. Facciamo
due chiacchiere dopo il lavoro? chiese. Ziff sollev il capo
e Lou si affrett ad attraversare goffamente il corridoio diretto
verso la sua scrivania, travolgendo un cestino della carta
straccia che si trovava sulla sua strada. Oops! Mille scuse!
Povero Lou.
A volte, a dire il vero, Henry desiderava non solo parlare
del suo gioco ma anche avere qualcuno con cui giocare.
Spesso, in particolare durante i soliti, interminabili riscaldamenti
con la squadra gi schierata in campo, o quando la
continuit e gli schemi si dissolvevano, lasciando spazio al
caso puro e semplice, Henry avvertiva la solitudine del suo
gioco e desiderava un suo simile con cui ricordare, scambiare
giudizi, fare progetti. Aveva inventato degli schemi alternativi
per il gioco che prevedevano due o pi proprietari; e
aveva accennato al gioco chiacchierando con Lou, ma Lou
non sembrava avere lo spirito adatto per progetti del genere.
Preferiva giocare a scacchi, fare collezione di francobolli o
ascoltare musica classica. C'era Hettie, adesso, certo, e il
secondo giocatore non doveva per forza essere pari a lui,
dopo tutto. No, esisteva la possibilit di un nuovo regolamento
che non prevedesse due persone allo stesso livello,
concorrenti e antagoniste, bens si basasse sulla cessione di
alcune propriet e caratteristiche per cos dire femminili, la
creazione insomma di una sorta di viceproprietario. Ma Hettie
probabilmente ne sapeva troppo poco. Qualunque cosa, per
essere adatta a lei, sarebbe dovuta risultare troppo semplice.
Eccomi in campo, il sole picchia forte,
Penso a tutti i guai che ho ricevuto in sorte,
Poi mentre vedo che arriva un tiro raso
Il tipo che ha battuto mi  passato sotto il
naso!
play ball! (Se  lo stesso, io torno a fare il
cuoco!)
play ball! (Ma come diavolo si chiama
questo gioco?)
play ball!
Bene, bene. Dove era stamattina, Waugh? Proprio
quando meno se lo aspettava, eccolo comparire davanti a lui:
Horace Zifferblatt.
Cosa poteva dire? A giocare a baseball fra le lenzuola con
una puttanella? A festeggiare il Damonsday all'UBA? Sorrise.
Guardando con pi attenzione il suo lavoro, si accorse ora
di avere trascritto un'intera serie di dati nella colonna sbagliata.
A matita, per fortuna. Zifferblatt troneggiava su di lui
irrequieto, al colmo di uno sdegno gelido ma furioso, i pollici
ficcati nella cintura di pelle di serpente dei pantaloni a strisce
grigie e nere, la terza piega del mento, quella pi cinerea,
incombeva sul nodo stretto della cravatta color porpora
e crema. Henry sapeva che avrebbe fatto meglio ad aspettare
fino a che il capo non se ne fosse andato, ma non lo fece.
Prese la gomma e cominci a cancellare.
C' qualcosa che non va, Henry? Il passaggio dal cognome
al nome non era necessariamente un buon segno. Ziff,
Henry lo sapeva, lo stava guardando mentre cancellava.
Doveva riconoscere che pi stava attento nel calcolare le
percentuali e nel trascrivere i risultati della sua Associazione,
pi errori fa'ceva sul lavoro e anche se sapeva che non
avrebbe dovuto curarsene troppo, soffriva sempre di quell'orgoglio
professionale che derivava dall'infallibilit di calcolo:
ora, quindi, stava certamente arrossendo. Spazz via le
briciole di gomma dalla carta rigata e riesamin il suo lavoro.
Pens che ormai probabilmente l'intero ufficio li stava
guardando, ma non sapeva proprio cosa dire a Ziff. Vide
Damon Rutherford nello spogliatoio, un piede su una panca,
che si allacciava una scarpetta rinforzata, lo vide che avvertiva
una presenza estranea, lo vide rialzarsi, flessuoso, composto;
uno sguardo in cui si mischiavano divertimento e
compassione gli inarc il giovane ciglio; lo vide girarsi,
guardare questo ometto grassottello che gli stava davanti in
preda a rabbia e confusione e lo sent dire: Che c' che non
va, amico?
Zifferblatt oscill sui talloni, le sue guance si sgonfiarono,
era davvero stupefatto: Waugh! squitt. Domani mattina
la prima cosa che far sar venire nel mio ufficio - la
prima cosa! Chiaro? Ruot su se stesso e con la testa protesa
in avanti come un bue torn a grandi passi pesanti nel suo
ufficio privato. Henry lo guard, poi torn ai suoi libri. Lou
si accost con cautela, ma Henry lo allontan con un cenno;
non riusciva a capire, Lou, che a lui non importava proprio
niente?
Trascrisse i dati errati nella colonna giusta ma una volta
finito gli sembr di non riuscire ad andare avanti. La sua
mente continuava a vagare, tornando al tavolo della cucina.
Che notte, ieri notte! Doveva ancora trascrivere tutto quello
che era successo nel quarantasettesimo turno, poi occuparsi
del Libro. Un mucchio di cose di cui parlare. Formidabile
lotta per lo scudetto tra i Knickerbockers e i Pioneers, con i
Pastimers e i campioni dello scorso anno, i Keystones, alle
calcagna. Il nuovo partito politico di Patrick Monday. Anche
se, con il no-hitter di Damon, tutte queste cose adesso
gli sembravano meno emozionanti, meno impellenti. Ma il
seme era stato gettato. Monday si sarebbe probabilmente
occupato del nuovo tono da dare alla lega. Chi vivr, vedr.
C'era anche una lotta a due che si stava lentamente delineando
fra Walt McCamish dei Knicks e Witness York dei Pioneers.
Segni della nuova era Rutherford. Che stagione! Il
grande avvenimento della notte precedente era ovviamente
il perfect game. Il ragazzo dal braccio magico. L'uomo che
sa il fatto suo. Frasi e titoli di giornali gli attraversavano la
mente fluttuando. Il ritorno dei Pioneers. Speranze fondate
di aggiudicarsi il primo scudetto dopo ventiquattro anni.
Doveva ricordarsi di quell'intervista che aveva fatto a Barney
Bancroft quella mattina a letto. E che dire di far festeggiare
Damon come si doveva, con quattro salti nel letto insieme
a una ragazza scatenata? Perch no? Chi  che aveva
una figlia vergine? Forse il manager dei Knicks, Sycamore
Flynn, ne aveva una che poteva andare. Solo una? Diavolo,
uno stadio pieno zeppo! Mettetele in fila! Il ragazzo e le sue
magiche palle!
Che faceva li? Doveva andarsene, correre a casa! Guard
l'orologio: le quattro e ventuno. Non poteva aspettare altri
nove minuti? Non poteva giocare alla corsa di cavalli che teneva
nel cassetto della scrivania, per esempio? No, assolutamente
no. Lanci uno sguardo verso l'ufficio di Zifferblatt:
chino sui libri.  vero, sarebbe stata una pillola molto amara
da far ingoiare al vecchio, ma ormai era deciso. Henry chiuse
i libri, li mise via, and all'attaccapanni per recuperare il
feltro grigio, l'impermeabile e l'ombrello nero e usc dall'ufficio.
In marcia. Su, ragazzi, in campo. Diamoci da fare,
adesso. Mentre passava davanti all'ufficio di Ziff, colse con
la coda dell'occhio la sua testa grigia alzarsi di scatto e osservare
l'uscita prematura. Era andata male, ma in fondo
come si poteva prendere sul serio un uomo che si chiamava
Horace Zifferblatt? In ascensore, scendendo al piano terra,
riusc a dimenticare completamente il lavoro. Era diretto a
casa, tornava alla sua lega e ai suoi giocatori, al Libro e al
grande avvenimento della sera precedente, e l non c'era
nessun Horace Zifferblatt.
Fuori pioveva ancora, nostalgica sera d'autunno, e Henry,
camminando sotto l'ombrello, si compiacque di ripensare
alle origini. Aveva sempre giocato a un sacco di giochi:
baseball, pallacanestro, vari giochi di carte, giochi di guerra
e di finanza, corse di cavalli, calcio e cos via, tutti giochi di
simulazione, ovviamente. Una volta, era finito in un club di
giochi di guerra per corrispondenza, con mutui patti difensivi,
vendita di munizioni, agenti segreti e perfino omicidi, ma
l'incapacit degli altri giocatori di staccarsi dalle loro meschine
preoccupazioni storiche aveva scoraggiato Henry.
Qualunque cosa fosse stata pi complessa di una partita standard
fra due giocatori del tipo io vinco tu perdi superava
le loro competenze. Henry aveva inventato per loro una variante
del Monopoli, a dodici, sedici o ventiquattro tabelloni
e un numero illimitato di giocatori, in cui potevano nascere
conflitti fra colossi dell'industria con investimenti contemporanei
su diversi tabelloni, si potevano corrompere interi
governi, potevano nascere collegamenti internazionali e
gruppi che manovravano titoli di imprese di servizi pubblici,
potevano verificarsi scioperi e rivolte nei quartieri popolari
situati fra Partenza e Prigione, insurrezioni e sabotaggi
rivoluzionari con legami di solidariet fra i tabelloni,
gruppi ristretti appartenenti al potere costituito potevano
creare organismi normativi internazionali, e tutto questo senza
che andasse perduto nessuno degli aspetti fondamentali
dei loro giochi di guerra, ma non aveva mai attecchito. Introdusse
perfino variabili concernenti salute, sesso, religione
e caratterizzazione delle pedine ma la cosa riscosse ancor
meno successo, anche se Henry ebbe il piacere di vedere,
prima di lasciare l'associazione, un paio di articoli sul suo
Intermonop pubblicati sulla rivista del club.
E cos, alla fine, era tornato al baseball. Non c'era niente
come il baseball, davvero. Non il gioco vero - a esser sinceri
quello lo annoiava - ma la trascrizione dei risultati, le medie,
il suo equilibrio unico fra l'individuo e la squadra, l'attacco
e la difesa, la strategia e la fortuna, il caso e lo schema,
la forza e l'intelligenza. E nessuna altra attivit al mondo
possedeva una storia cos precisa e globale, un'etica cos peculiare,
e al tempo stesso, per quanto potesse sembrare strano,
un mistero ultimo cos impenetrabile. Aveva iniziato con
otto squadre dei primi anni della storia del baseball, ai tempi
della Guerra Civile e della Ricostruzione, e aveva dato a
ognuna di esse una formazione di ventuno giocatori. Marshall
Williams. Verne Mackenzie. Fancy Dan Casey. Barnaby North. Con che precisione ricordava le Star di quel primo
anno! Ricordava anche chi aveva vinto le prime partite: i
Beaneaters avevano trionfato nei primi sei incontri e non
avevano mai perso il primo posto, staccando i Keystones di
cinque partite. E se si sforzava, poteva arrivare a ricordare
perfino i punteggi precisi.
Naturalmente, iniziare cos di colpo aveva avuto i suoi
svantaggi. Era, in un certo senso, troppo arbitrario, troppo
inesplicabile. Nonostante la simpatia quasi eccessiva che
provava per quei primi giocatori, lo aveva sempre tormentato
l'impossibilit di saperne di pi sulla loro vita: che cosa
aveva fatto un grande giocatore, ora trentenne, nei dieci anni
precedenti? And molto meglio quando si venne a creare una
certa continuit e quando entrarono nella lega nuovi giocatori
che avevano ancora tutta la carriera di fronte. Quando
anche l'ultimo giocatore dell'Anno I si fu ritirato, Henry sent che l'Associazione era diventata realmente maggiorenne e
quando l'ultimo veterano dell'Anno I, il vecchio ex-presidente
Barnaby North, era morto (non pi di due anni prima),
Henry aveva provato uno strano senso di sollievo: il legame
con il passato remoto era ormai soltanto storico', la sua
ambiguit puramente naturale. Fortunatamente tutti i record
del primo anno erano stati battuti. E fra breve tutti i veterani
nati prima dell'Anno I sarebbero morti.
La pioggia rimbalzava sul suo ombrello come un applauso
ovattato. Sotto di esso Henry camminava schivando le
pozzanghere, all'asciutto nel diluvio, quasi racchiuso in una
cupola di vetro nera e a punta. Automobili aggrovigliate
avanzavano a fatica per le strade come giocatori sconfitti e
infuriati che fendevano la folla diretti negli spogliatoi. Henry,
fermo a un angolo, attendeva che il semaforo cambiasse
colore. Gli uffici si svuotavano, le strade si andavano riempiendo.
Un vigile con addosso un enorme impermeabile di
tela cerata se ne stava eroicamente in mezzo al traffico, soffiando
nel fischietto e agitando le braccia come un suggeritore
che incitava un corridore ad avanzare. Il semaforo divent
verde e Henry attravers la strada diretto alla fermata
dell'autobus. Green. Slicker. Cop. Copper Greene. Poteva
andare. Doveva annotarlo appena arrivato a casa.
Vedeva nomi dappertutto. Aveva la testa piena di nomi.
Bus stop. Whistlestop. Whistlestop Busby, seconda base(4).
Semplicissimo, no? Sopra l'ingresso di un negozio, dall'altra
parte della strada, c'era scritto Thornton's. Stava cercando
un nome che andasse bene con Shadwell, e forse l'aveva
trovato. Thornton Shadwell. Il ragazzo di Tim. Un lanciatore,
come il suo vecchio? Probabilmente. Mancino, per. Avrebbe
giocato con gli Stones? No. A meno che il vecchio non venisse
mandato a spasso proprio quell'anno. I suoi Keystones
erano in piena crisi. Manager dell'anno, la stagione precedente,
nei casini in questa. La vita era rapida e brutale. Era
pi probabile che gli Excelsiors di Mel Trench si sarebbero
accaparrati il giovane Shadwell. Straordinaria prospettiva.
Henry era sempre attentissimo per quel che riguardava i
nomi, perch erano proprio questi che conferivano alla lega
quel senso di compimento e di fallimento, quella emozione
che le era propria. I dadi, gli schemi e tutto il resto erano solo
i meccanismi del dramma, non il dramma in s. E poi si dovevano
scegliere dei nomi che reggessero tutto il fardello
dell'immortalit. Brock Rutherford funzionava; Horace (n)
Zifferblatt, no. Con i nomi succede una cosa strana. Prendiamo
un giocatore proveniente dalle leghe minori e chiamiamolo
A. Il giocatore A, come i suoi coetanei, essendo un
esordiente ha determinati vantaggi e svantaggi nelle combinazioni
di dadi. Ma questo vale per tutti gli esordienti. I dadi
rotolano, il Giocatore A batte una valida oppure tira in foul,
elimina il suo uomo oppure no. Sembra facile. Ma provate a
chiamare il Giocatore A Sycamore Flynn o Melbourne
Trench e qualcosa comincia a succedere. Diventa pi piccolo
o pi grosso, si allunga o mette su dei bei muscoli. Batte
singoli per tutto il campo o spara sopra la siepe. Lancia soprattutto
palle veloci, come Swanee Law, o lente e con l'effetto,
come Mickey Halifax.  irascibile come Rag Rooney o
calmo e tranquillo come il suo antico rivale Mose Stanford,
che giocava in prima base. Non  facile dire come e perch.
Oppure prendete il vecchio Fennimore McCaffree. Era gi il
Vecchio Fennimore l'anno in cui cominci a giocare in terza
base per i Knicks. E non solo perch, a causa di un brutto
lancio di dadi nella "Tabella dell'Et degli Esordienti", aveva
iniziato a giocare a trenta anni, ma soprattutto perch era questo
e nient'altro: il Vecchio Fennimore. Attento e stratega.
Ombroso. Spigoloso. Violento. Muscoloso. Rapido. Duro.
Anno XIX. Stesso anno in cui esord Brock Rutherford. Fenn
pass inosservato in mezzo a tutte le cose incredibili che
accaddero quell'anno, ma nel XXI realizz un 371 e si accaparr
sia il titolo di miglior battitore che quello di miglior
giocatore dell'anno. Un tipo determinato. Ma restava sempre
il Vecchio Fenn. E provate a chiedere del povero Woody
Winthrop, che fino ad allora aveva sempre giocato in terza
base nella formazione All Star e che poi, se Henry ricordava
bene, proprio nell'anno dell'Esordiente XIX aveva vinto il
titolo di miglior giocatore? Mi chiedete se la sua fama fu
eclissata dal Giocatore A? No, amici ed elettori, no: non era
A, era il Vecchio Fennimore. Lo scaltro, inesorabile, glaciale,
fidato Fenn. Quando, in quegli anni, qualcuno segnava un
punto contro i Knickerbockers, passando per la terza base
sotto lo sguardo del Vecchio Fenn sentiva un brivido. Poi all'improvviso,
smise di essere il vecchio Fenn e divenne il
vecchissimo Fenn. Grande giocatore, ma dalla carriera troppo
breve per entrare nella Hall of Fame. E per Fenn non esistevano
compromessi. Una spettacolare carriera di manager
poteva servire al suo scopo, concluse Fenn. Cos convinse a
forza di chiacchiere Woody Winthrop, allora alla guida dei
Knickerbockers, campioni della lega, a lasciare il posto e a
cercare di sfondare nell'Associazione mentre lui, quel furbacchione
del Vecchio Fenn McCaffree, lo sostituiva come
manager della squadra che Woody aveva creato. Per certe
cose era un bastardo, ma vinceva, ed era questo che contava
nel baseball. Sei campionati in dodici anni. E cos ce la fece:
Hall of Fame. E adesso era presidente onorario dell'UBA. E
indovinate di chi aveva preso il posto: di Woody Winthrop!
Riconsiderando la cosa dall'inizio, sembrava che gli eventi
avessero seguito un disegno ineluttabile. Strano. Ma se si d
un nome a una persona, la si fa diventare quello che . S,
certo, pu evolversi. E in modi che non ti aspetti. O qualcosa
pu andare storto. Un mucchio di soprannomi venivano inventati
in seguito a imprese sorprendenti compiute da esordienti.
Ma in fondo era tutto l, nel nome. O meglio, nel dare nomi.
L'autobus era in ritardo. Colpa del brutto tempo, probabilmente.
Avrebbe fatto meglio a rimanere in ufficio. Ma no,
se lo era goduto quel momento. Gli aveva dato tempo per
pensare. Preparare la sua mente alle attivit notturne. Che
anno esaltante, il LVI. Pi avanti lo avrebbe ricordato con la
stessa nostalgia che provava oggi per il XIX.
Henry! Era il suo amico Lou che trotterellava verso di
lui attraversando le pozzanghere con i suoi piedi piatti, tenendo
il cappello in mano, il cappotto sbottonato che sventolava
sotto la pioggia. Henry! grid di nuovo, ma non trov
il fiato per dire altro. Arriv l'autobus. Henry sorrise a
Lou e sal in mezzo alla gente. Penso... disse Lou ansimando
penso che salir anch'io e ormai senza fiato si infil
con tutta la sua mole dietro a lui.
L'autobus era pienissimo e dovettero rimanere in piedi.
La gente bagnata li spingeva verso il fondo. La pioggia batteva
sul tetto. Se i grattacieli erano peni-prigioni, cosa erano
gli autobus? I condotti efferenti? L'autista abbaiava ordini. I
passeggeri protestavano per le spinte. Su Lou, che era il pi
grosso e quello che spiccava sugli altri, si puntavano gli
sguardi cattivi di tutti. Una donna si lament di una gomitata
e anche se non era colpa sua, Lou abbass il cappello in
segno di scusa facendo gocciolare l'acqua dalla falda sull'edizione
serale del giornale che un uomo seduto sotto di
loro stava leggendo. Sul giornale tetre notizie di bombe, nascite,
guerre, sposalizi, infiltrazioni e altri avvenimenti sociali.
Sai, Lou, disse Henry o si accetta la storia o se ne
esce, ma se la accetti devi accettare anche certe premesse o
regole di fondo su quello che deve essere lasciato fuori e
quello che si deve portare con s.
Come... hai detto? strill Lou, arricciando il naso. Respirava
ancora con brevi singulti spasmodici, e un singulto
spezz la domanda esattamente a met. Lou non avrebbe
dovuto correre in quel modo, visto quanto pesava.
La storia. Stupefacente quanto l'amiamo. E ti sei mai
soffermato a riflettere che senza cifre e misurazioni probabilmente
la storia non sarebbe mai esistita? Formul la domanda
in modo da fare un favore a Lou. In realt stava pensando
a quelle cose che pensava sempre sugli autobus o in
metropolitana, stava facendo i soliti confronti - perch, si
chiedeva, in un momento cos essenzialmente felice si sentiva
malinconico? Era la pioggia? O forse la consapevolezza
inespressa che Damon Rutherford, nonostante la sua grandezza,
avrebbe dovuto un giorno appendere le scarpette al
chiodo come tutti? Forse si trattava solo del fatto che eravamo
nell'Anno LVI: Henry e l'Associazione avevano la stessa
et, anche se ovviamente i loro anni' venivano calcolati
in modo diverso. Vide due linee temporali incrociarsi nello
spazio in un punto segnato "56". Era quello il momento vitale?
Che idea scema. La stagione successiva sarebbe andata
meglio, probabilmente. Alle 4 e 34 di un piovoso pomeriggio
di novembre Lou Engel sal su un autobus urbano e rovesci
dell'acqua dalla falda del suo cappello sul giornale di
un uomo.  storia questa?
Ma... non so balbett Lou, arrossendo di fronte allo
sguardo di sottecchi, torvo e sospettoso, dell'uomo con il
giornale. Credo (anf anf) di s.
Chi  che la sta scrivendo? chiese Henry.
Henry, stai a sentire, che ti succede? (anf anf) E che significava
poi quel bisticcio con Mr. Zifferblatt? Dove eri
(anf anf) questa mattina? E dove andavi adesso cos di corsa?
Perch sei uscito con nove (anf anf) minuti d'anticipo?
Ho dovuto correre per almeno cinque isolati - e qui la sua
voce si spezz e Lou rimase per un attimo a boccheggiare in
cerca d'aria - per raggiungerti. Cosa c', Henry? Posso fare
qualcosa per te? C' qualcosa che (anf anf) non va? Una
volta preso il vento, filava a gonfie vele.
No, no, te l'ho gi detto, Lou, va tutto bene, proprio bene.
Meravigliosamente, a dire il vero. La sua fermata. Scese
dall'autobus e Lou, goffamente, lo segu. Henry non vedeva
l'ora di tornare a casa, di posare di nuovo gli occhi sui risultati
delle partite, ma aspett Lou che non aveva l'ombrello.
Non ti capisco pi, Henry! protest Lou. Ci fu un silenzio
impacciato mentre camminavano sotto il tamburellare
della pioggia. Senti, Henry, ho un'idea, perch non ce ne
stiamo insieme stasera? Ho trovato un posticino nuovo, Da
Mitch, Bar e Grill, bistecche enormi...
Mi dispiace, Lou, ma stasera ho da fare.
Dici sempre cos, Henry. Cosa hai da fare? Non lo capisco.
Senti, ho un'idea...
Non stasera, Lou. Erano davanti al negozio di delicatessen
di Diskin. Forse quella era la sera giusta per mostrare
a Lou il gioco. Solo che, maledizione, si sentiva in qualche
modo geloso di quel perfect game, sentiva un desiderio stranamente
intenso di restarsene solo quella sera, e poi Lou
avrebbe potuto rovinare tutto. Le domande che faceva non
erano quasi mai quelle giuste. Un'altra volta. Presto, anzi,
credo proprio che uscir per festeggiare.
Festeggiare...?
Vuoi il mio ombrello, Lou? Per tornare a casa.
No, grazie, Henry, prender un autobus all'angolo e...
ma senti...
Scusa, Lou lo interruppe Henry girandogli le spalle ed
entrando nell'androne diretto verso le scale che portavano al
suo appartamento. Mitch  un nome proprio o un cognome?
Mitch? Cio, il...?  un nome proprio, ma...?
E come si chiama di cognome?
Porter, credo.
Mitch Porter. Henry chiuse l'ombrello e rimase fermo,
quasi sotto la pioggia, ripetendo fra s il nome Mitch Porter.
Poteva essere un esterno. Oppure una buona terza base.
Dovremmo andarci una volta o l'altra. Ciao Lou.
Lou sospir. Ciao Henry. Il suo amico Lou aveva
un'aria triste in mezzo alla pioggia, la falda del cappello
sgocciolante, le sopracciglia zuppe, e se non fosse stato per
il perfect game che lo aspettava Henry si sarebbe lasciato
commuovere, avrebbe preso congedo dall'Associazione per
quella sera e se ne sarebbe andato con Lou al Bar e Grill di
Mitch per cercare di tirarlo su. E certamente, s, un giorno
avrebbe mostrato a Lou il gioco. E se non lo capiva, che
importanza aveva? Bisognava dargli almeno una possibilit.
Le scale avevano un odore che accelerava le pulsazioni di
Henry. Sembrava l'odore della birra e degli hot dog in un
campo da baseball. Probabilmente veniva dal negozio di Diskin,
ma faceva sempre fare ad Henry gli ultimi dieci o quindici
scalini di corsa. Davanti alla porta del suo appartamento
lo coglieva spesso un vago senso di panico, avvertiva la fragilit
di ci a cui stava dando forma: un incendio, un furto,
un colpo di vento, perfino... spinse la chiave nella serratura,
la gir, entr in casa.
Sul tavolo della cucina era tutto in ordine, proprio come
l'aveva lasciato. I fogli per segnare i punti, i risultati finali,
scribacchiati forse con un po' troppa eccitazione. Il dado era
ancora fermo sulla palla bassa di Hard John Horvath al terzo
tiro. In un certo senso, quel momento era ancora li, e se voleva
assaporarlo o se voleva occuparsi di altro, poteva restarci
per settimane. E poi, quando il gioco fosse ripreso, i giocatori
avrebbero avuto mai la minima consapevolezza del
fatto che il tempo si era fermato? No... ma avrebbero potuto
chiedersi come mai tutti i dettagli di quel momento si erano
impressi in modo cos netto nelle loro menti.
C'erano state naturalmente altre partite la sera prima. Quei
loffietti degli Excelsiors si erano scatenati e avevano sconfitto
i Knickerbockers, primi in classifica, per 6 a 2, diminuendo
il margine di vantaggio della squadra di testa sui Pioneers,
in irresistibile ascesa, a sole due partite. Il Pastime
Club, con una lunga serie di punteggi positivi, aveva superato
i Keystones nel nono inning, 4 a 3, relegandoli al terzo
posto e regalando al gi preoccupato Tim Shadwell un capello
bianco in pi. E nella parte bassa della classifica il gioco
era apertissimo: i Beaneaters di Winslow Beaver avevano
inchiodato quegli incompetenti dei Bridegrooms di Wally
Wickersham all'ultimo posto con un 12 a 8, ed entrambe le
squadre avevano usato cinque dei loro sei lanciatori nel corso
frenetico dell'incontro. La prima cosa che Henry fece
dopo aver appeso il cappello, il cappotto e l'ombrello fu aggiornare
la "Tabella della Classifica a Squadre". La Tabella,
che Henry si era costruito anni prima con targhette in legno
e numeri amovibili, era appesa al muro dietro il tavolo della
cucina. Ecco cosa si poteva leggere alla fine dell'operazione:
SQUADRA VINTE PERSE PCT V
Knickerbockers 28 19 596 -
Pioneers 26 21 553 2
Pastime Club 24 23 511 4
Keystones 24 23 511 4
Haymakers 23 24 489 5
Beaneaters 22 25 468 6
Excelsiors 21 26 447 7
Bridegrooms 20 27 426 8
Henry mise su del caff e accese la luce, una lampadina
da cento watt con una campana di metallo verde dipinta di
bianco nella parte interna che scendeva direttamente sopra il
tavolo. Poi prese la cartella con le medie dei punteggi e dei
lanci dell'Anno e la riemp dettagliatamente per il quarantasettesimo
turno di partite. Henry si faceva stampare i moduli
per trascrivere queste percentuali, come ormai anche tutti gli
altri moduli, da una piccola tipografia. Su ogni modulo c'era
spazio per tutti e sei i lanciatori di una squadra, e con piccoli
segni che finivano con il rassomigliare a rotaie ferroviarie,
lui registrava le Partite Giocate, le Partite Complete, le Partite
Vinte, le Partite Perse, gli Shutouts, gli Strike Out, le
Basi su Balls, le Battute Valide concesse, gli Inning sul monte,
i Punti Concessi e le Annotazioni Particolari. C'era anche
spazio per scrivere alla fine dell'anno la percentuale di
partite Vinte e Perse e la Media dei Punti Guadagnati sul
Lanciatore.
Il caff era pronto, e Henry se ne vers una tazza, poi torn
al tavolo per trascrivere le medie di battuta del turno.
Queste tabelle erano pi grandi, avevano spazio per una
squadra completa di ventuno giocatori (anche i lanciatori
avevano delle medie di battuta, ovviamente, e un paio di lanciatori
nella storia dell'UBA, nonostante le probabilit a loro
sfavore, si erano conquistati un posto nella categoria delle
Star ed erano diventati alla fine esterni destri) e contenevano
informazioni tipo Partite Giocate, Presenze alla Battuta,
Punti realizzati, Valide, Doppi, Tripli, Home Run, Punti
Battuti a Casa, Basi Rubate e cos via, con colonne speciali per
registrare gli incidenti e anche i punteggi che venivano attribuiti
alla fine di ogni partita per il titolo di miglior giocatore.
C'era spazio anche per le medie di battuta e le medie
bombardieri. Per quanto riguardava gli incidenti, questi si
verificavano quando usciva un 3--3 su una delle sue tabelle
di base; bisognava allora tirare di nuovo i dadi per leggere i
particolari sulla speciale "Tabella degli Incidenti", in cui
c'era di tutto, da un battitore colpito a cui, senza essersi fatto
male, veniva concessa la base, a lesioni multiple che a volte
tenevano fuori dalla squadra i giocatori per diverse partite
e perfino per tutta la stagione. Era il tormento di ogni allenatore,
e probabilmente il modo peggiore di perdere un campionato,
ritrovarsi il proprio Fuoriclasse con il gomito sbucciato
o la propria Star che finiva ingessata, ma anche questo
faceva parte del gioco e se Henry provava una fitta di rimorso
ogni volta che succedeva, era comunque orgoglioso dei
particolari del sistema che aveva escogitato.
Per ultimo, il lavoro pi noioso - la registrazione delle
medie dei difensori. Il guaio era che tutti quei numeri erano
pi o meno gli stessi, e costava una faticaccia trarne qualche
conclusione. I giocatori incompetenti, in primo luogo, non
ce la facevano ad arrivare alle grandi squadre e per quanto
riguardava i pi bravi, un paio di punti di percentuale qua o
l non dicevano molto. Era riuscito a introdurre un po' di
colore e di movimento con piccole sottigliezze elaborate nel
corso degli anni: i difensori migliori avevano pi opportunit,
commettevano meno errori, avevano maggiori possibilit
di eliminare i corridori alle basi dal campo esterno o di dare
il via a doppi giochi, ma tranne che per una manciata di
guantoni particolarmente degni di nota, Henry non riusciva
a soffermarsi su di loro. Aveva pensato perfino di smettere
di trascrivere queste medie, richiedevano un sacco di tempo
e gli sembrava che non ne valesse la pena, ma c'erano tutte
quelle che aveva gi registrato, e che significato avrebbero
avuto se non fosse stato possibile batterle? Inoltre, come
Sandie Shaw sapeva bene, questa era la terza parte del gioco:
... Lancia, prendi, batti, sul campo tutto il di'! E cos era
rimasto fedele anche alla fase pi noiosa del gioco.
Quando ebbe finito di trascrivere tutte le medie delle partite
della giornata, Henry pass alla cosa che pi gli piaceva
- compilare il Libro. Aveva cominciato nell'Anno IX, sentendo
il bisogno gi allora di consultarsi con se stesso; in
precedenza aveva preso nota di momenti particolarmente eccitanti
su fogli sparsi di carta per macchina da scrivere (era
felice di averlo fatto; in seguito li rileg). Al momento, il
Libro era composto da una quarantina di volumi conservati
su delle mensole in cucina, insieme ai registri definitivi, ai
libri mastri finanziari della lega e ai taccuini con fogli sparsi
pieni di biografie dei giocatori in attivit. Pi giocava e pi
aveva da scrivere, o almeno cos gli sembrava, e prevedeva
che un giorno il numero dei volumi di archivio avrebbe superato
il numero degli anni della lega. Usava sempre un registro
di formato normale per le annotazioni, trecento pagine,
un tipo di carta che garantisse una certa durata; aveva
sempre un pennino per la stenografia sulla sua penna stilografica
e usava sempre e solo inchiostro nero indelebile,
tranne quando sottolineava o cerchiava avvenimenti straordinari
o le sue intuizioni con un inchiostro rosso di china. Sul
frontespizio di ogni registro c'era il numero del volume e le
seguenti parole:
Archivi Ufficiali
THE UNIVERSAL BASEBALL ASSOCIATION
J. Henry Waugh, Prop.
Nel Libro c'era tutta la UBA, dalle medie ai dispacci
d'agenzia, dalle analisi della stagione alle teorie generali sul
baseball. Tutto quello, insomma, che valeva la pena conservare.
Lo stile variava dall'estrema economia dei dati effettivi
al gergo roboante dei giornalisti sportivi, dall'oggettivit
scientifica dei teorici alle speculazioni letterarie dei saggisti
e dei biografi. C'erano dentro interviste registrate su nastro,
interventi dei giocatori, servizi sulle elezioni, necrologi,
pezzi satirici, previsioni, scandali. Il Libro forniva una sorta di
veduta d'insieme della federazione, dato che i particolari
funzionali del gioco non erano mai menzionati - le analisi
delle squadre, per esempio, non facevano mai riferimento
alle Star o ai Fuoriclasse se non per metafora e, per sua scelta,
in modo lievemente impreciso. Il suo umore, spesso variabile,
che risentiva di quanto avveniva nella lega, si ripercuoteva
sui resoconti, che oscillavano fra grandezza e ironia,
esultanza e disperazione, entusiasmo e indifferenza, divertimento
e noia. Di recente, Henry aveva notato una certa tendenza
verso la malinconia e il sentimentalismo. Sperava di
liberarsene presto. Avrebbe forse potuto scrivere un pezzo
sugli esordienti in arrivo l'anno successivo, ragazzi come
Copper Greene e Thornton Shadwell e Whistletop Busby,
qualcosa che facesse balzare in avanti la sua mente. L'aveva
fatto spesso: capovolgere impetuosamente il suo umore con
una storia che non gli era consona. Come quella volta in cui,
dopo un periodo di piccoli disturbi che lo avevano messo di
umore tetro, aveva raccontato la storia dello stupro da parte
di Long Lew Lydell della figlia vergine del Vecchio Fennimore
McCaffree sulla panchina dei Knickerbockers, di fronte
a cinquemila spettatori che li fissavano con gli occhi spalancati.
Lew, in seguito a pressioni politiche, fin per sposare
la ragazza dato che il Partito Legalista, di cui McCaffree era
a capo, non poteva tollerare scandali di nessun tipo; cos, si
dice, misero le briglie a Lew, e se fu Fanny a mettergliele o
invece se le mise da solo per le sue ambizioni politiche, nessuno
poteva dirlo. Henry sorrise al ricordo. C'era una canzone
di Sandy su questa storia...
Long Lew, questo  certo,
Di donne era esperto,
Fanny era ancora a digiuno!
Poteva nascere un nuovo rituale di riscaldamento pre-partita
dell'Associazione, se Long Lew non avesse rischiato di
essere espulso dalla lega. Povero Fennimore! Un altro, meno
grande di lui, si sarebbe seppellito, ma non il Vecchio Fenn:
eccolo ora, Presidente dell'Associazione, e suo genero era un
pezzo grosso del partito. Ci sarebbero state nuove elezioni
quest'inverno, e McCaffree aveva ottime possibilit di essere
rieletto. A prescindere dalla figlia stuprata.
Henry spalanc l'ultimo volume del Libro, lesse la cosa
pi recente che aveva scritto, riflett su quell'idea. Butt gi
alcuni titoli di prova su un foglio per gli appunti, ma nessuno
gli piacque particolarmente. Si alz, si vers un'altra tazza
di caff, se la port al tavolo e rimase li in piedi a fissare
il Libro aperto. Solo di rado copiava i risultati delle partite
sul Libro perch erano tutti conservati nelle cartelle di carta
pregiata di ogni annata, ma oggi gli sembrava quella la cosa
migliore da fare. Tutti quegli zeri! Decise di usare l'inchiostro
rosso per gli zeri. Zero: l'assenza del numero, un'idea
incredibile! Solo l'infinito si poteva paragonare allo zero, e
nessun battitore poteva realizzare un numero infinito di
home run - no, in un certo senso i lanciatori avevano un vantaggio.
La perfezione, loro potevano raggiungerla.
Damon Rutherford. Rutherford. Henry si era seduto, adesso,
e fissava attraverso il vapore che saliva dal caff la Tabella
della Classifica della Lega. Richiam alla mente l'immagine
del ragazzo, alto e snello sulla pedana, mentre un
solo lancio lo separava dall'eternit e lui non muoveva un
muscolo. Vide le donne che urlavano, che gli si offrivano,
vide la marea montante delle masse in adorazione, vide Damon
tirare la palla a quel ragazzino. Chi era? Un giorno probabilmente
lo avrebbero scoperto. I giornalisti cercavano tutti
di intervistare Damon, naturalmente, ma lui disse che non
aveva proprio niente da dichiarare. Si sentiva eccitato per
quello che aveva fatto? Si. Cio, eccitato davvero? Si. Qual
era il segreto del suo successo? Non aveva segreti. Ma quel
lancio - come era...? Come faceva...? Niente, lanciava e basta.
Ehi, Damon, cosa ti ha detto Ingram quando  venuto da
te? Niente di particolare, mi ha soltanto aiutato a rilassarmi.
A rilassarti! Coro di risate. Damon sorrise. Tuo padre sar
orgoglioso di te, no? Spero di s. E venuto a vederti giocare?
S. Cosa ti ha detto dopo? Bella partita.
Henry andava su e gi per la cucina, con la mente immersa
in diverse cose contemporaneamente. Si vers il caff rimasto
e prepar un'altra caffettiera. La pioggia schizzava
sulla finestra. Si stava gi facendo notte. Avrebbe dovuto
sbrigarsi, aveva molto da fare quella sera, ma decise per prima
cosa di prendere i volumi di archivio dell'Era di Brock
Rutherford. Si, ormai aveva deciso di chiamarla cos. Scorse
assorto quei vecchi Libri, prendendo appunti, e presto si trov
a rivivere quei grandi anni dei Pioneers come se si fossero
svolti poche ore prima. Frosty Young, piccoletto e bellicoso,
girava attorno alla seconda base fischiettando e faceva
prese da manuale: la Coppia Diabolica, li chiamavano,
Young e il suo compagno interbase Jonathan Noon. E quel
botolo squadrato Holly Tibbett che correva alle basi a gambe
larghe: oh oh! guardatelo come fila! Mose Stanford, con
le mani e le braccia penzoloni, si legava i pantaloni cadenti,
si ficcava una maglietta a forza sotto la cintura, si sputava
con aria sonnolenta sulle mani, le scarpe slacciate e i calzettoni
penzolanti, e metteva a segno un altro doppio, un punto
partita: aveva realizzato il maggior numero di doppi in campionato
per cinque anni di seguito, un record assoluto! E
Toothbrush che tirava addosso a Gus Maloney - sulla Tabella
degli Avvenimenti Straordinari - e dava il via alla pi
grande rissa nella storia dell'UBA, non solo nel diamante, ma
anche nella zona sinistra del campo esterno dove il lanciatore
di rilievo degli Haymakers part alla carica fuori dal recinto
contro Willie O'Leary! E in tutti quegli anni, esterno
centro era stato il Vecchio Filosofo, il geniale Barney
Bancroft, che si muoveva avanti e indietro con quella sua grazia
imperturbabile, che faceva prese impossibili in aria e rimandava
al volo la palla verso la base. Le sue non erano battute,
erano frustate e per di pi era stato l'uomo pi veloce
dell'UBA in quegli anni, e fu l'ultimo dei grandi Pioneers a
ritirarsi. In effetti, era stato il giocatore in attivit pi anziano
nella storia mondiale del baseball: rimase una Star fino
all'et di quarantacinque anni, poi si ritir alla fine
dell'Anno XLIII per diventare allenatore dei Pioneers e infine il loro
manager. L'Uomo Che Non Poteva Arrendersi.
Anno XIX: l'Anno dell'Esordiente. Cinque di loro alla
fine entrarono nella Hall of Fame. Non solo Rutherford e
Young dei Pioneers, ma anche l'interbase Sycamore Flynn
dei Bridegrooms, ora dirigente dei Knickerbockers; e, sempre
dei Knicks, il grande Fennimore McCaffree; e il fenomenale
Edgar Bath che quell'anno cominci a lanciare per i
Keystones e alla fine, nell'Anno XXIII, guid la sua squadra
alla vittoria, dopo un'incredibile scalata alla classifica in
cui super i Knicks e i Pioneers. Siamo stati fortunati quell'anno,
diceva Bath ma eravamo anche bravi. Avevamo...
No, un attimo: Henry controll la lista dei defunti; e infatti
Bath era morto, aveva ragione. Jake Bradley esord anche lui
nel XIX, giocava seconda base per i Pastimers. Non era arrivato
alla Hall of Fame, non ancora almeno, ma era una grande
personalit dell'uba.
Una cosa che colpiva Henry era l'ottimismo che allora
permeava il suo stile. C'era perfino una sorta di spensieratezza.
Era cambiato. Non avrebbe pi saputo scrivere in quel
modo, adesso. Neppure con il materiale che aveva sotto
mano quell'anno. La prima grande stagione di Brock. Fancy
Dan Casey che assurgeva alla Hall of Fame poco prima che
la stagione cominciasse. Quattordici diversi record battuti.
Fu quello l'anno in cui si costituirono i primi veri partiti politici,
il Partito Individualista, semiufficiale, in seguito detto
dei Caotici (dopo il grande discorso di Barnaby North nel
XXIV Anno), e i Legalisti. E fu l'anno in cui i Bridegrooms,
da sempre degli incapaci, guidati dal grande Woody Winthrop,
che conquist il titolo di miglior battitore e quello di
miglior giocatore dell'anno, si scatenarono e strapparono il
titolo alle squadre da sempre in lizza per il primato, gli
Haymakers e i Knickerbockers, e gli eccezionali Pioneers in piena
ascesa - il solo anno in tutta la storia dell'Associazione
in cui i Grooms raggiunsero il primo posto! Dopo il XIX, la
lega fu dominata dai Pioneers: nove scudetti in quattordici
stagioni, e solo una volta scesero pi in basso del terzo
posto. Henry ricordava perfettamente come lui stesso alla fine
si fosse stancato dell'egemonia dei Pioneers e come, segretamente,
avesse tifato per le altre squadre. Non aveva interferito,
ovviamente, in alcun modo, eppure i Pioneers dovevano
aver percepito comunque la sua opposizione e in modi
probabilmente occulti aveva in effetti complicato loro le
cose. Ma, anno dopo anno, i Pioneers restavano sempre al
primo posto, e Brock Rutherford, il lanciatore con la migliore
media nella storia del baseball, era al primo posto insieme
a loro. Una volta persa la qualifica di Fuoriclasse, Brock non
continu a giocare a lungo, solo altri due anni, ed Henry ne
fu felice: era tristissimo vedere un immortale perdere colpi.
Dopo il ritiro di Brock, i Pioneers erano crollati e avevano
superato il settimo posto solo due volte nei quattordici anni
successivi. Henry fece un grafico con tutti questi dati e lo
studi attentamente bevendo un'altra tazza di caff. L'Era di
Brock Rutherford. Chiam il negozio sotto casa e chiese a
Mr. Diskin di mandare su Benny con un paio di panini caldi
al pastrami e della birra.
Era Holly Tibbett che andava pazzo per il pastrami e la
birra. Certo, lui andava pazzo per tutto quello che era commestibile.
Non faceva altro che mangiare. Ti ricordi che teneva
sempre un panino al pastrami vicino alla pancia, sotto
la corazza, da rosicchiare fra un tiro e l'altro? Certo che
me lo ricordo! disse Brock ghignando. Cercavo sempre di
beccarlo. Era ancora un tipo robusto, capelli tagliati corti,
appena brizzolati, vestito con una semplice camicia di lana e
dei pantaloni stinti, un po' grosso in vita, adesso. L'hai mai
colpito? Questo era Tim Shadwell, un sorriso enorme stampato
sulla faccia. Una volta. Ma dovetti tirare mentre era
girato. Gabe Burdette si mise a ridere: Me lo ricordo! Stava
litigando con l'arbitro. L'hai quasi steso! Adesso anche
Frosty Young e Jake Bradley stavano ridendo; Young faceva
l'arbitro e gli tornavano indietro, decisamente maggiorati,
tutti gli insulti che per anni aveva distribuito a destra e a
manca. E c'erano anche Jumpin' Joe Gallagher e Willie
O'Leary. L'ho sentito raccontare si inser Bradley. La
cosa pi buffa era quando il vecchio Holly si metteva a correre
disse Gabe. Era il solo ricevitore che io abbia mai
conosciuto che camminava come se avesse il culo rotto, con
o senza corazza. E a me lo dici! aggiunse Bradley con la
sua pacata, ironica risata, appoggiandosi al bancone. La luce
ambrata si rifletteva sulla testa pelata, ma la sua camicia era
di un bianco abbagliante. Me la facevo sotto quando lo vedevo
precipitarsi su di me dalla prima base! Sembrava che
andasse in tutte le direzioni contemporaneamente! E rimanere
fermo allo stesso tempo! continu Frosty. Si, questo
 vero, non era velocissimo. Tutti risero nel rivedere il vecchio
Holly Tibbett correre in seconda base sbuffando come
una locomotiva, mentre Jake Bradley testa pelata lo aspettava
facendo finta di morire di paura. Jake vers da bere a tutti.
Gabe Burdette raccont un'altra volta la storia della zuppa
di vongole. La sapevano gi, ma volevano sentirla di
nuovo. Eccoli li al bar, sette persone di una certa et, che ridevano
ricordando il loro vecchio amico Holly Tibbett, che
era morto, alla fine, non di ingordigia ma di un tumore al cervello.
Mentre dal juke-box usciva musica nostalgica, Gabe
raccont di quella volta che convinsero Holly, che sfuggiva
le donne con la stessa diffidente volutt con cui ricercava il
cibo, ad andare da quella puttana che tutti loro conoscevano
e che, gli avevano detto, faceva la migliore zuppa di vongole
del mondo. Gabe e Frosty andarono con lui per non farlo
insospettire. Si erano appena seduti a tavola quando la ragazza,
che era d'accordo con loro, rovesci tutta la zuppa sui
pantaloni di Holly. Gabe e Frosty le chiesero se poteva dare
una pulita ai pantaloni, magari dargli una stirata. Lei disse
che non c'era problema e prima che Holly potesse opporsi
(e comunque i pantaloni scottavano da matti) lo portarono in
bagno e glieli tolsero. Fu allora, non appena glieli ebbero levati,
che la ragazza cominci a strillare, Cielo, mio marito!
e Brock, con baffi, occhiali e naso finti, entr in casa
infuriato come un consorte tradito, scopr Holly nel cesso e
and a prendere il fucile. I miei pantaloni! urlava Holly,
ma Brock cominci a sparare a salve e sped a fucilate il
vecchio Holly fuori di casa. Sembrava un vecchio film muto
disse Gabe fra le risate. Ridevano tutti come pazzi. Jake
Bradley aveva le lacrime agli occhi. Frosty correva avanti e
indietro per il bar imitando Holly Tibbett con i suoi piedi
piatti, come in una vecchia pellicola. Brock lo aveva inseguito
gi per la strada, continuando a sparare in aria. Da
quella volta, dovevate vedere cosa succedeva solo a nominargli
la zuppa di vongole, a Holly! grid Gabe. Le risate
di Brock risuonavano sulle altre, grasse e fragorose. Quelli
s che erano bei tempi! sentenzi Jake. Il vecchio Holly. Le
risate andarono scemando. Si ritrovarono tutti a sospirare,
fissando pensierosi i loro bicchieri. Un altro giro, Jake disse
Brock a bassa voce.
Henry si era accorto appena di Benny che era arrivato con
i panini. Uno gi l'aveva divorato. Guard l'orologio: le undici.
Chiuse il Libro, mangi l'altro panino, si sciacqu la
bocca con la birra. Se si sbrigava, poteva fare un altro turno
di partite prima di andarsene a letto. Butt gi gli otto ordini
di battuta, fece qualche cambiamento strategico qua e l,
prendendo in considerazione le necessit di ogni squadra. Le
squadre di coda, per esempio, cominciavano gi a prepararsi
per l'anno successivo, mentre quelle vicine alla vetta della
classifica, che erano ancora in lizza per il primato, dovevano
continuare a usare i giocatori migliori. Stagione insolita, comunque,
con tutte le squadre molto vicine.
Le partite del quarantottesimo turno della cinquantaseiesima
stagione dell'UBA non riservarono grosse sorprese. I
Knicks le suonarono ai Cels di Mel Trench e mantennero il
loro vantaggio di due vittorie. I secondi in classifica, i Pioneers,
sconfissero di nuovo gli Haymakers e l'ulcera di Pappy Rooney
peggior notevolmente. I Bridegrooms, per, ultimi
in classifica, superarono a sorpresa i Beaneaters e quelle
teste calde dei Pastimers di Cash Bailey, trascinati da Virgin
Donovan e Bo McBean, sconfissero per la terza volta consecutiva
i Keystones, campioni dell'anno precedente, e si confermarono
saldamente al terzo posto. Henry aggiorn la Tabella
della Classifica delle Squadre, registr tutte le medie,
butt gi un resoconto senza infamia o lode sul Libro, apr
un'altra lattina di birra. Erano solo le due e mezzo e domani
- oggi, a dire il vero - non sarebbe stata una giornata pesante
in ufficio. Si, c'era quella noiosa questione con Zifferblatt
da risolvere, ma avrebbe saputo cavarsela bene. Inoltre, se
proprio doveva essere onesto con se stesso, c'era un'idea che
lo assillava gi da due o tre ore: Voleva rivedere Damon
Rutherford sul monte quella notte stessa.
Non era esattamente la prassi consigliata rimandare in
campo un lanciatore dopo un solo giorno di riposo, ma non
era contro le regole. C'era poi un giorno in pi di viaggio,
perch i Knickerbockers erano arrivati in treno al Pioneer
Park dal Flint Field degli Excelsior. Ed era questa l'altra cosa
che lo faceva impazzire: i Pioneers dovevano affrontare i
Knicks, primi in classifica, in una serie di tre partite che
avrebbe potuto essere decisiva per gli esiti dell'intero campionato!
Gi nella sua mente guizzavano frasi pronte per il
Libro. Fin la birra e ne apr un'altra, impieg un paio di
minuti per debellare la ribellione dei suoi reni e poi, con la
premonizione di un grande dramma incombente, si sedette
nervosamente al tavolo e butt gi gli ordini di battuta. Decise
che come lanciatore titolare avrebbe giocato per i
Knicks l'esordiente Jock Casey, in modo da non squilibrare
la partita, anche se dentro di s sapeva - a dire il vero dapprima
esit, poi lo confess apertamente: Dovrebbero partire
con il loro Fuoriclasse mancino, Uncle Joe Shannon.
Il manager dei Knicks, Sycamore Flynn, tagli corto con
le polemiche. Per far giocare Shannon, aspetto Halifax. E
aveva ragione. Con un vantaggio di due punti, anche se i
Knicks avessero perso la prima partita, avrebbero potuto comunque
venirne fuori bene facendo pressione con i loro due
Fuoriclasse nelle ultime due partite, meglio di come avevano
cominciato. Non ci sarebbero state comunque ulteriori
concessioni, ammesso che questa si potesse considerare tale.
Era una questione che doveva sbrigarsi Damon, e gli sarebbe
dispiaciuto se il ragazzo avesse sospettato che qualcuno
lo stava aiutando. Emerse dagli spogliatoi con il suo solito,
incredibile atteggiamento, la sua solita, autentica calma. I cacciatori
di autografi, quasi tutti ragazzi, gli si accalcarono intorno.
Firm alcuni cartoncini segnapunti, sorrise agli altri poi
si diresse verso il campo. Ehi Damon! gli grid un ragazzo.
La dai a me la palla oggi? E tutti gli altri fecero eco.
I tifosi dei Pioneers, la squadra di casa, impazzirono quando
Damon apparve sul campo per qualche lancio di riscaldamento.
Il manager Bancroft all'inizio era un po' preoccupato,
poi vide che la cosa non influenzava affatto Damon.
Barney aveva veramente bisogno di vincere questa partita.
Si chiese se aveva fatto bene a rimandarlo in campo cos presto.
La folla continuava a gridare: Rutherford! Rutherford!
Rutherford! Henry cercava di rimanere seduto, ma cominciava
a emozionarsi anche lui. Butt gi qualche sorso di birra
per allentare la tensione che sentiva in gola. Vai e vinci
per il tuo vecchio, figlio mio. Chi era stato? Ma chi altri
poteva essere se non il vecchio Brock! Eccolo l, su una tribuna
speciale rialzata vicino alla terza base, proprio sopra la
panchina dei Pioneers. Henry cap immediatamente che al
Pioneer Park stavano festeggiando il Brock Rutherford Day!
Henry balz in piedi, attravers nervosamente la cucina,
si sedette di nuovo. Si, stavano festeggiando proprio Brock
Rutherford. Logico che Damon dovesse giocare! Nella tribuna
piena di gagliardetti e decorazioni, il Presidente Fennimore
McCaffree, magrissimo e tutto vestito di nero, stava
stringendo la mano a Brock. La tettoia della tribuna stava per
crollare sotto le grida dei tifosi dei Pioneers. Si, stavano proprio
festeggiando Brock e con lui c'erano tutti: Gabe Burdette
e Willie O'Leary, il vecchio Mose, Surrey Moss, a cui
erano caduti i capelli ed era cresciuta la pancia dall'ultima
volta che Henry l'aveva visto, e c'erano No-Hit Nealy e
Birdie Deaton e Toothbrush Terrigan e Jonathan Noon, il solito
vecchio spilungone, e Gus Maloney e Jaybird Wall e
Seemly Sam Tucker! Erano tutti accalcati in tribuna, si stringevano
la mano, si davano pacche sulle spalle, salutavano il
pubblico con cenni della mano, sghignazzavano osservando
la pancetta che avevano messo su un po' tutti. Ehi, guarda,
c' Long Lew Lydell! E Cueball McAuliffe! E Jake Bradley,
con gli occhi socchiusi per la luce! Ehi Jake! Da bere per
tutti! E Bruiser Brusatti! E Chadbourne Collins, il vecchio
Chuckin' Chad! Tutti i campioni di quelle grandi squadre!
Era il suo compleanno, forse, perch no? Henry and a
vedere: dunque, aveva esordito nel XIX Anno a... il cuore di
Henry fece un balzo e la birra quasi gli si rovesci! Incredibile!
Brock Rutherford aveva cinquantasei anni!
Si ferm - ma no! I ragazzi scesero in campo e tutto riprese
vita! Musica entusiasmante, aeroplani che facevano
acrobazie e altri che scrivevano nel cielo sopra il Parco e
fuochi d'artificio e fiori per tutte le signore. Qualcuno fece
notare che stava per svolgersi un duello di dinastie: Jock
Casey aveva anche lui una nobile origine, la sua famiglia risaliva
all'Anno I e al grande Fancy Dan Casey. Al momento
di introdurre Jock, Henry ebbe qualche esitazione. Cominciava
a essere stanco del nome Casey e non gli interessava
affatto averne un altro della dinastia. Ma c'era sempre stato
un Casey nell'UBA e il rispetto per la tradizione aveva avuto
la meglio. Jock non era come Fancy Dan ma si dava da fare
e poteva sempre avere in serbo qualche sorpresa. Giocava a
modo suo, tirava dove gli pareva e mai dove chiedeva il ricevitore,
non andava d'accordo con nessuno (o almeno cos
supponeva Henry, perch adesso che ci pensava, non riusciva
nemmeno a ricordare che faccia avesse il ragazzo), eppure
continuava a fare punti, vinceva pi partite di quante ne
perdesse, era una delle colonne dei Knicks nella corsa allo
scudetto. Adesso invece era contento di averlo fatto, di avere
introdotto Casey, l'ultimo tocco di un grande giorno che
si sarebbe cos trasformato in un evento storico, a prescindere
da chi ne sarebbe uscito vincitore.
Il presidente McCaffree apr la cerimonia speciale raccontando
aneddoti dell'Anno XIX, l'anno d'esordio suo e di
Brock, e l'ex presidente Woody Winthrop, un po' tremolante
ma ancora un vecchio gentiluomo, raccont come Brock era
quasi riuscito a impedirgli di vincere il titolo di migliore battitore
dell'anno; seguirono poi altri discorsi e altre presentazioni
e scrosci di ovazioni e cameramen che accorrevano sulla
scena come un gruppo di scimmie esagitate; poi arrivarono i
manager delle due squadre, Barney Bancroft e Sycamore
Flynn, e tenendosi abbracciati raccontarono cosa significava
fare parte dell'Era di Brock Rutherford, si, la chiamarono
cos, davanti a tutti, l'Era di Brock Rutherford - spettacolare!
estasiante! Era il giorno adatto per mettere da parte il cinismo
e l'indifferenza e versare qualche lacrima dignitosa!
Non era solo storia, era qualcosa di pi, era il compimento
di tutto!
Gli altoparlanti annunciarono gli ordini di battuta. Per i
Knickerbockers, che guidavano la classifica:
Interbase
Seconda base
Prima base
Esterno centrale
Esterno destro
Esterno sinistro
Ricevitore
Terza base
Lanciatore
Seat Batkin (esordiente)
McAllister Weeks
Matt Garrison (Star)
Biff Baldwin (Star)
Walt McCamish (Star)
Bran Maverly (Star)
Chauncey O'Shea (esordiente)
Galen Musgraves
Jock Casey (esordiente)
Per la squadra di casa, i Pioneers, al secondo posto in classifica
(incredibili ovazioni, quasi impossibile sentire la voce
all'altoparlante):
Seconda base
Esterno sinistro
Terza base
Esterno centrale
Esterno destro
Ricevitore
Interbase
Prima base
Lanciatore
Toby Ramsey (esordiente)
Grammercy Locke
Hatrack Hines (Star)
Witness York (Star)
Stan Patterson (Star)
Royce Ingram (Star)
Lance Wilder
Goodman James
Damon Rutherford (esordiente)
Infine la partita incominci. Henry annot frettolosamente
i dettagli delle cerimonie pre-partita per inserirli pi tardi
nel Libro poi, emozionatissimo, diede il via al gioco. Frosty
Young, vecchio compagno di squadra di Brock ed esordiente
nel suo stesso anno, oggi arbitro capo, porse a Brock la
palla, nuova di zecca e di prima qualit, risplendente al sole,
e mentre l'intero Pioneer Park - e con lui tutto il mondo del
baseball - ruggiva la sua approvazione, Brock lanci la palla
a suo figlio che aspettava sul monte di lancio. Frosty ritorn
dietro al piatto correndo ma senza fretta, si sistem la
maschera e la corazza, si accovacci dietro a Royce Ingram,
il ricevitore dei Pioneers, e grid play ball!
Bancroft si sentiva teso, troppa confusione forse, e decise
di coccolarselo un po' oggi, il suo Damon. Al minimo problema,
lo avrebbe immediatamente sostituito. Un mucchio di
motivi. Troppo poco riposo. Troppa pressione. Non voleva
che glielo strapazzassero sotto l'occhio collettivo e impazzito
della storia, davanti al suo vecchio nel grande giorno.
Certo per, si disse sorridendo, obbligandosi a restare calmo,
a tornare seduto, guardando in campo verso il monte di
lancio, perch mai avrebbe dovuto avere qualche problema?
Problemi! Contro i primi tre battitori che affrontarono Damon
- Batkin, Weeks e Garrison - tre strike out! Dio mio!
Chiamate la polizia! Sta per scoppiare una rissa! Tenete buoni
quei tifosi l in fondo! Mancano ancora otto inning, gente!
Sangue freddo!
Casey, preso dall'incredibile febbre del momento, lanci
come il capostipite in persona: regal una base al battitore
d'apertura dei Pioneers, Tobias Ramsey, poi fece secchi gli
altri tre. Nella panchina dei Knickerbockers il combattivo
manager Sycamore Flynn accompagn con un applauso
l'uscita dal campo dei suoi giocatori. Adesso dateci sotto
contro quel ragazzo! sbrait, ma non sapeva se credere davvero
in quello che diceva.
Accidenti a voi ragazzi grid lui e con lui gridarono gli
spalti, i giocatori dei Pioneers rivolti ai Knicks. Non rovinate
tutto! State tranquilli!
Fregatene, Damon! Sono un branco di rammolliti!
S, rammolliti! Damon doveva affrontare nel secondo turno
niente meno che tre dei pi formidabili bombardieri di
tutta la storia del baseball: i tre esterni dei Knicks, Baldwin,
McCamish e Maverly, tutti e tre nella squadra delle All Star.
Bancroft mand un sostituto nel recinto - no, non lo fece!
Tranquilli, ragazzi! Tranquillo, Barney! Ecco il lancio! Ah!
Comunque con Biff Baldwin non ci fu uno strike out: Biff
batt una volata alta sul piatto che fin in mano al ricevitore
Ingram. Poi McCamish batt lungo la linea sinistra e Maverly mand un dribbler verso la terza base intercettato dallo
stesso Damon - facile il lancio che attravers il diamante
diretto a James: fuori! Henry, strillando come un pazzo, si
mise a ballare per la cucina, poi - FSSST! - si apr un'altra
lattina di birra.
Ma un attimo! And a controllare: s, Damon Rutherford
aveva adesso una serie di ventitr inning consecutivi in cui
non aveva concesso alcun punto, gliene mancavano sedici
per il record mondiale, e in pi una serie di diciassette lanci
senza concedere valide, sei meno del record, e una fantastica
serie di quattordici perfect inning, due meno del record.
Incredibile! Almeno due nuovi record mondiali potevano
essere infranti in questa partita!
Dai, vogliamo il record!
Un po' di vita, gi in campo!
Forza, Stan, schizzala fuori campo!
Casey, torna a giocare per strada!
Dai, Stan, puniscilo!
Il primo dei Pioneers alla battuta, il grosso Stanley Patterson,
ottenne una base su balls. Casey era chiaramente nervoso.
Dacci sotto! Dacci sotto! Dacci sotto! urlavano dagli
spalti.
I vecchi Pioneers si attaccarono alle fiaschette che portavano
sul fianco applaudendo i giocatori in attacco.
Manda Jock K. O.
Forte e duro, Royce!
Spediscilo a fare la doccia!
Tanto non  Fancy Dan,  quel brocco di Jock!
Ma Ingram e Wilder si videro passare sotto il naso tre
strikes a testa e Goodman James batt una palla bassa, che
dalla terza arriv immediatamente in prima. Il tiro di dadi per
James era un triplo uno che, in altre circostanze, avrebbe
dato luogo a un triplo gioco e che, in ogni caso, rimandava
alla Tabella Particolare.
Ragazzi! Come se le cose non fossero gi incasinate!
Quando bisognava consultare la Tabella Particolare Henry si
agitava sempre - questa volta sud freddo. Damon sul monte
aveva di fronte il ricevitore dei Knickerbockers Chauncey
O'Shea. Poteva succedere di tutto. Due o tre home run consecutivi.
Una rissa. Un errore. Un litigio con l'arbitro. Impaziente
e riluttante insieme, spronato dalle grida dei tifosi e
dei giocatori, Henry tir il dado: 1-1-1! Tre strike out in una
volta sola! O meglio: tre strike out di seguito! Un altro
perfect inning! Il quindicesimo! Ne mancava uno per raggiungere
il record mondiale!
Sugli spalti era scoppiata la rivoluzione! Poteva essere il
pi grande duello fra lanciatori di tutti i tempi! I vecchi Pioneers
e gli altri giocatori del passato erano tutti in piedi. Tutti
meno il vecchio Brock, che se ne stava seduto come un
gentiluomo di campagna, la giacca di cuoio aperta, e sorrideva
affabile, le mani piegate sulle ginocchia, piegato appena
proteso in avanti.
Rutherford! Rutherford! Rutherford!
Ma Henry sentiva uno strano formicolio su per la spina
dorsale. Aveva la bocca secca e il cuore, lo sentiva, gli batteva
forsennato. Il triplo uno dei dadi lanciati per Damon, che
usciva per la seconda volta consecutiva, aveva chiamato in
causa la Tabella degli Avvenimenti Straordinari! Era l'unica
tabella che Henry non aveva mai imparato a memoria. Da
una parte non era molto usata, raramente pi di una volta a
stagione; dall'altra, era molto complicata. Star e Fuoriclasse
potevano scendere di livello, degli sconosciuti potevano diventare
di colpo bravissimi. Un temporale poteva interrompere
il gioco, un tifoso ubriaco poteva spaccare la testa di un
giocatore con una bottiglia di birra, poteva scoppiare una rissa
generale, si potevano scoprire scandali e partite truccate,
un'epidemia, un'influenza o un attacco di dissenteria potevano
decimare una formazione. Ma quando prese la tabella
per consultarla, Henry riusc a mettere a fuoco solo una riga:
1-1-1: Battitore colpito in modo letale da una bean ball.
E il primo battitore che Jock Casey doveva affrontare alla
fine del terzo inning era il nono giocatore dell'ordine di battuta
dei Pioneers: Damon Rutherford!
Henry scatt in piedi. And verso il frigorifero, poi verso
il fornello, poi verso il lavandino e infine torn al tavolo.
Colp lo schienale della sedia con la mano. Incredibile! Cerc
di deglutire ma non ci riusc. And al frigorifero e lo apr.
La birra era finita. Forse Bancroft poteva sostituire il ragazzo,
pentirsi della sua strategia folle, mandare in campo un
lanciatore di rilievo. Non fare l'idiota! Basi vuote e il ragazzo
che sta per realizzare un altro perfect game. A un solo inning
dal record mondiale.
Ma certo, andiamo, calmati, c'era solo una possibilit su
216 che uscisse un triplo uno. Se  per questo, poteva uscire
anche un triplo sei, per esempio: era una palla tesa e forte
che colpiva e uccideva il lanciatore. Era questo allora che
stava succedendo? Non era solo un duello fra due dinastie,
ma un duello vero, un duello all'ultimo sangue fra Jock
Casey e Damon Rutherford? Vide il sole che batteva a picco,
vide sessanta piedi e sei pollici di terreno sabbioso fra la
pedana di lancio e la casa base, vide i due grandi esordienti
uno di fronte all'altro, magri, in attesa, vide la massa del
pubblico che aspettava con il fiato sospeso l'esecuzione del
terribile rituale.
Ma no, certo, loro non potevano saperlo. Sentivano la tensione
che saliva, lo stress terribile, la pienezza dell'attimo,
ma nient'altro. Solo Henry sapeva. Il triplo uno lo fissava dal
piano del tavolo. Distolse lo sguardo, cerc di pensare alla
pioggia o alle bottiglie di birra lanciate dal pubblico. Non ci
riusciva. Non c'erano nuvole in cielo. I tifosi erano in delirio,
ma non erano cattivi. Assai improbabile.
Per, a pensarci bene, non era mai successo prima, perch
doveva succedere proprio adesso? Ti sei agitato per
niente. E se esce un 3-4-6, per esempio? Triplo e casa base
rubata. E la partita  vinta.
Ma accidenti, poteva correre il rischio e lasciarlo in campo?
No, in un modo o nell'altro doveva toglierlo da li! Cerc
qualche scusa. Qualcosa che Bancroft aveva visto mentre
il ragazzo si allenava con la mazza, andando verso il box?
Una fitta o uno strappo alla spalla del braccio con cui lanciava?
Perch no? Guarda bene, Barney! Ma chi poteva sacrificare
al suo posto? Tuck Wilson? Rawlings? E poi, stai a
sentire, se lo sostituisci e poi - come  successo sempre -
esce una combinazione normale? Un altro no-hitter, chiss,
che avrebbe frantumato quasi tutti i record mondiali, poteva
essere li, a portata di mano... perdere un'occasione simile!
And a sciacquare la tazza nel lavandino, si vers ancora del
caff freddo e denso, vide che le mani gli tremavano. E Damon,
poi, che avrebbe pensato se fosse stato buttato fuori in
questo modo, come avrebbe reagito? Che avrebbe fatto? I
rischi erano tanti.
Henry torn al tavolo, si sedette sulla sedia e piegato in
avanti studi l'ordine di battuta. Forse un errore, aveva dimenticato
qualche battitore? Controll ogni lancio. No, era
tutto in ordine: Casey lancia su Rutherford sulla Tabella degli
Avvenimenti Straordinari. Non c'era niente da fare, si
disse. Gioca. Si sedette, bevve il suo caff freddo, pos la
tazza sul tavolo vicino a lui, prese i dadi.
Poi, all'improvviso, gli venne in mente il vecchio Brock
Rutherford seduto in tribuna, in mezzo a tutti quei gagliardetti,
con i vecchi Pioneers dell'Era Rutherford al completo,
e tutte le altre grandi stelle, seduti insieme a lui, a far casino,
in questo Brock Rutherford Day pieno di felicit al Pioneer
Park, ignari di qualunque pericolo, solo l'eccitazione, questo
grande gioco, lo splendido ragazzo, si, che acclamavano
il giovane Damon, chiedevano a gran voce una valida, e
Henry scatt in piedi e ricominci a camminare per la stanza.
Fagli un fuoricampo, Damon!
Non sono Knickerbockers, sono mutandomi(5)
Dacci dentro con la mazza, ragazzo! Fallo fuori a quel
pezzente!
E c'era quel sacco di stracci di Jonathan Noon che invocava
una valida battendo le mani, senza stare fermo un attimo,
sempre agitato come ai vecchi tempi. Dai, ragazzo! e
tutti gli facevano coro, Gabe Burdette che ululava come un
indiano, Jake Bradley che si batteva la testa calva - quanto
sembrava piccolo fuori dal bar! - e quel vecchio buffone di
Jaybird Wall che si era tolto la giacca e la sventolava sopra
la testa come una bandiera: Forza, ragazzo, falla filare!
Henry si tapp le orecchie. Era in piedi adesso e fissava
le sue carte, i cartellini segnapunti e i tre dadi, che gli rimandavano
lo sguardo, vedevano attraverso di lui come se possedessero
pupille spaventosamente strette. Brock stava mangiando
un hot dog. Scherzava col vecchio Mose Stanford
dietro di lui. Parlava delle sue eccezionali medie di battuta.
Poi fin l'hot dog, butt gi un sorso di Coca e si sporse in
avanti, del tutto ignaro, a fare il tifo per il figlio.
Damon era uscito dal box di battuta. Si stava pulendo le
scarpette sporche di polvere con la mazza. Alz gli occhi
verso la tribuna, vide suo padre. Forse guard anche verso
la panchina - si, guard verso la panchina tanto per vedere
se Bancroft... Bancroft non fece niente, sorrise. E Damon
distolse lo sguardo, torn nel box, sciolse i muscoli delle spalle,
prese posizione, fiss Casey con una espressione decisa.
Henry afferr i tre dadi sul tavolo e li agit nella mano
sudata, ma non riusc a mettersi a sedere. Non riusciva a deglutire,
non riusciva a pensare, riusciva a malapena a concentrarsi
su quello che stava facendo. Si asciug il volto con
la manica della camicia. Falla finita, disse. Casey, in piedi
sul monte, vide il segnale di O'Shea, scosse la testa. La
scosse di nuovo. Poi assent.
I dadi nella mano erano appiccicosi. Prese una tazza di
plastica dalla credenza. Un bicchiere cadde e si ruppe. Mise
i dadi nella tazza e cominci ad agitarla. Un rumore secco e
gelido, cupo. Casey allung il braccio. Il sole batteva a picco,
o forse era solo la luce della lampadina - c'era comunque
un bagliore raggelante sulle carte del tavolo, Henry dovette
socchiudere gli occhi, sent che stava per accadere
qualcosa di sinistro. Non  niente, si rimprover, sei un esagerato,
te ne stai li come un cretino quando non c' niente -
sent il rumore secco dei dadi, il loro fragore, trattenne il respiro,
li gett sul tavolo.
Lo sapeva gi prima di guardare: 1-1-1.
Damon Rutherford era morto.
Nessuno si mosse. Tutti fissavano la casa base. Damon
giaceva l, sulla schiena, gli occhi fissi su un sole che non
poteva pi vedere.
Impossibile. Batt le ciglia e guard di nuovo.
Brock si sedette. La testa levata in alto per lo shock e il
viso teso. Sembrava invecchiato di colpo. Si alz in piedi.
Arretr fino a che non and a sbattere contro il fornello.
Ma non riusciva a distogliere gli occhi dal tavolo. Ora gli
altri, Bancroft, i Pioneers, Flynn, i vecchi giocatori, tutti si
mossero verso il ragazzo, corsero da lui, gli si accalcarono
intorno urlando. Fate qualcosa!
Ma cosa? I dadi erano stati tirati.
Casey guardava...
Henry stava pensando, doveva pensare a qualcosa, a un
modo per...? Era tornato al tavolo, piegato sopra i dadi, cercava
di fermare tutto, di fare marcia indietro, nella mente
sentiva gridare forte, come ingranaggi che stridevano schiantandosi,
i tifosi gridavano tutti, urla e strilli, e lui prese - no,
li lasci cadere, lasci le cose cos come erano, doveva farlo,
ferm la mano, perch il ragazzo era morto, era morto,
Damon era morto. Damon Rutherford! Oh no!
Barney Bancroft si inginocchi a fianco del ragazzo, incredulo,
vide quegli occhi strani che fissavano qualcosa al
di l di lui, strinse nella mano quel magro, bellissimo polso,
quel polso che aveva lanciato la... folla tutto intorno, che
chiedeva ad alta voce un dottore, pur sapendo che... Fate
spazio, per favore! Proprio sotto il sole. La testa spaccata
come un uovo. Bancroft cercava il battito che gli comunicasse
la vita e trov invece il declino dell'ardore, di ogni
ardore...
I giornalisti cominciarono ad agitarsi. Fennimore
McCaffree, terreo in volto, emerse a passi lunghi dal gruppo
e si diresse verso gli uffici dei Pioneers per telefonare.
Bancroft lasci il polso. Ricadde gi. Barney si alz, guard
Gabe Burdette e Willie O'Leary. Fece un cenno col capo
verso Brock, che era rimasto in tribuna, come colpito da un
fulmine. I due capirono e tornarono sulla tribuna per stargli
vicino.
Il ricevitore, l'esordiente Chauncey O'Shea, si sedette vicino
al corpo con la bocca spalancata, gli occhi umidi, cosa
aveva chiesto...? Casey aveva respinto i suoi suggerimenti.
Due volte.
Senza fiato, Henry ripiomb sulla sedia di fronte alla strana
insistenza di quella fissit.
Brock se ne stava in piedi, come paralizzato. Solo. Aveva
capito, ma insieme non capiva, i pugni stretti in una supplica
silenziosa. Guardava suo figlio, gi in campo, dove, accucciato,
un vecchio amico alz il viso e gli disse: No.
Va bene disse McCaffree. Domani il funerale. La
lunga mano pallida che usciva dalla manica scura, polsino
bianco, si mosse come a confermare le sue parole, la punta
delle dita sospesa sul quadrante bianco del telefono nero. Ci
saremo dissero a bassa voce all'altro capo.
Il vecchio Sycamore Flynn, manager dei Knicks, era immobile
vicino al piatto di casa base. Il suo sguardo and verso
la tribuna, incroci quello di Brock. Lo stava guardando,
Brock, lo aveva notato in mezzo a tutti gli altri? Flynn distolse
lo sguardo. Vide Burdette e O'Leary che si allontanavano.
Come una fuga inorridita. Henry lo sent. O'Shea piangeva
e nessuno gli si avvicinava, ma Casey - per due volte!
E adesso se ne stava tranquillo sul monte di lancio, lui...
Brock li vide, cap perch erano venuti. N Gabe n Willie
dissero una sola parola. Rimasero al suo fianco ma con il
loro silenzio lasciarono che si sfogasse, se voleva. Il loro arrivo
lo aiut infine a muoversi. Sospir, diede vita per quanto
era possibile al suo corpo improvvisamente invecchiato e
oppresso e si diresse verso il campo. I due amici lo seguirono.
Il mare di corpi si apr e i tre lo attraversarono.
Henry torn a sedere mordicchiandosi il pugno, cercando
di mandare indietro le lacrime. Non riusciva a trattenerle -
Royce Ingram part verso il monte di lancio, contro Casey.
S! Casey non si era mosso, era ancora in cima alla pedana,
stranamente assente. Bancroft voleva fermare Ingram, ma la
voce gli si spezz, n lui n Flynn sapevano cosa fare, la situazione
sfuggiva loro dalle mani. Era chiara adesso la rivalit,
si, il cruccio segreto nutrito e covato, i suggerimenti respinti.
Casey l'aveva fatto apposta, e ora Ramsey e Hines
seguivano Ingram. I Knicks rimasero fermi alle spalle di
Casey. Sotto il sole. Pupille contratte. No, aspettate! Ma gi
erano partiti anche York e Patterson. Casey li vide avvicinarsi.
Sembrava che non gliene importasse niente. Li vide
convergere su di lui. Locke. Wilson. James. Wilder. A morte!
gridarono, tutti insieme e ora i tifosi - ma un'esitazione...
un attimo... Bancroft li ferm, s, no, ma - Casey sorrise!
Che stupido! Ingram fu il primo a colpire. Un cazzotto
su quella faccia ossuta. Si, una faccia ossuta con occhi infossati
e labbra piene e arroganti, pazzo, era pazzo! Casey il
pazzo vacill all'indietro. Hines lo colpi' al ventre, e l'assassino
si pieg in due. Patterson gli spacc un labbro con un
destro terribile, lo fece cadere nella polvere. Henry piangeva,
faceva i fogli a brandelli, i singhiozzi lo scuotevano come
risate folli. James e Ramsey gli saltarono addosso, tirarono
su il bastardo. Witness York - no! No! Non lo colpirono...
No!
La voce li ferm, li aveva fermati tutti. Non toccatelo.
Ingram, con il braccio levato dopo il primo colpo, la sent.
Si ferm. Tutti si volsero. Brock, in piedi sul corpo del figlio,
con il suo sguardo fermo e triste li fece vergognare tutti.
No ripet.
No. Il proprietario della Universal Baseball Association,
ormai distrutto, sommerso dal dolore, seppell il viso nella
pila di fogli sul tavolo della cucina e pianse a lungo pieno di
angoscia.

Note.
1. Gioco di parole fra old block vecchia pianta e old Brock il
vecchio Brock (N.d.T.).
2. (n) sta per no second name (N.d.T.).
3. I village greens erano degli spiazzi erbosi al centro dei villaggi
dove si riunivano a giocare i bambini e nei quali pare abbia avuto
origine il baseball (N.d.T.).
4. Green, verde,  il colore del semaforo. Slicker  l'impermeabile
indossato dal vigile. Cop  un termine gergale che indica un poliziotto
o un vigile, come in questo caso. Bus stop, fermata dell'autobus.
Whistlestop, fermata facoltativa; in questo caso per il termine
nasce dal suono del fischietto ( whistle) che ferma (stop) le
macchine e viene rafforzato dalla vicinanza di bus stop (N.d.T.).
5. Knickerbockers, in inglese, sono i pantaloni alla zuava; da qui il
gioco di parole (N.d.T.).

 Capitolo 3.

Usc. Senso di irritazione. Sole introvabile alle quattro nel
cielo caliginoso. Una strana, ingannevole luminosit per
strada. Pi tardi forse sarebbe piovuto.
Collo e schiena irrigiditi: era rimasto a sonnecchiare tutta
la notte sul tavolo della cucina. Strani sogni. Una collina alta
con dei ruderi. In cima un gruppo di ragazzi giocava a baseball
e la palla continuava a sparire dietro la collina. La rincorreva,
era compito suo, e pensava: non ce la far a riportarla
su. C'era qualcosa di terribile in basso, ma non sapeva
cosa. Afferrava la palla, ma questa continuava a scivolargli
fra le mani. Tenendola stretta al petto, risaliva la china, ma
scopriva che aveva una gamba pi corta dell'altra. Quella pi
corta era esile e fiacca e minacciava di cedere sotto il suo
peso; quella pi lunga, la sinistra, era grossa come quella di
un elefante e doveva tirarsela dietro. Piangeva e strillava. Lo
chiamavano Mani di Ricotta e gli spingevano addosso i ruderi
gi per la collina. Prendi questa, Mani di Ricotta! gridavano.
Le pietre che gli tiravano avevano sopra degli strani
segni che i ragazzi cercavano di leggere mentre le lanciavano.
Pi tardi gli scrivevano sulla faccia e lo avvolgevano in
fogli di giornale. Le sue lacrime rovinavano i suoi quaderni
e un insegnante gli ci sbatteva sopra la faccia. Assomigliava
a Zifferblatt, ma aveva la nuca bruciata dal sole come Rag
Rooney. E cos via finch non fu mattino. Mai una volta il
ragazzo morto comparve nei suoi sogni.
Alle sette si alz. Non riusciva a tenersi dritto. Aveva
completamente dimenticato il lavoro, era stato sempre presente
in qualche angolo della sua mente, alle sette poi cerc
di riemergere, ma Henry si trascin pesantemente fino al letto,
si liber della camicia e dei pantaloni durante il percorso,
croll sul letto sfatto e dorm fino a met pomeriggio. Pi
tardi scopr di aver strappato tutti i bottoni della camicia.
Per arrivare da Lou c'era molta strada da fare ma di tempo
ne aveva quanto voleva; Lou sarebbe stato a casa solo
dopo le cinque. Sarebbero venuti tutti, pens, giovani e vecchi,
tutti i sopravvissuti. In macchina, in treno, in aereo.
Molti di loro erano gi in citt, i veterani almeno, per i festeggiamenti
straordinari in onore di Brock. Un sacco di festeggiamenti
per Brock. Poveraccio. Per, accidenti, ecco la
ricompensa che aveva avuto per aver generato altri giocatori
di baseball. Rutherford non sarebbe mai stato un giocatore
come tanti altri, no, doveva fare di tutto per santificare il suo
maledetto sangue e il suo maledetto nome. Se avesse avuto
la benedizione di possedere un nome come Rag Rooney, forse
si sarebbe fatto meno illusioni. Una fitta all'intestino,
un'indigestione di gloria e di storia; sent che in un certo senso
la colpa era di Brock.
A Rooney era dispiaciuto della morte del ragazzo - a chi
non era dispiaciuto? - cos aveva avuto un giorno in pi per
riflettere, e in modo freddo, perverso, ne era anche contento.
Si era invischiato nell'andatura e nei rituali della stagione, si
era perso nel caldo di mezza estate e ora all'improvviso si
era risvegliato. Doveva scuotere i ragazzi, rivoluzionare l'ordine
di battuta, dare loro una mossa, farli correre, ributtarli
nella mischia. La partita del giorno prima con gli Excelsiors
di Melbourne Trench era iniziata prima che Rooney capisse
cosa doveva fare. Sentiva che c'era qualcosa che non andava,
ma quel maledetto arbitro gridava di proseguire il gioco,
e non era riuscito a capire di cosa si trattasse. Si era chiesto
se per caso non stesse invecchiando. Rincoglionendosi. Un
attacco di colica. Aveva ficcato una delle sue mani callose
dentro la camicia di flanella per premersi la pancia e calmare
il dolore, guardando i suoi Haymakers che si accalcavano
in campo.
S, si sentiva a pezzi. Aveva bisogno di mangiare qualcosa.
Ma non ce la faceva.
Homemakers(1) avevano cominciato a chiamarli i giornalisti,
e anche le Femminucce di Pappy, i Tontoloni di Rooney.
Aveva guardato gli uomini che aveva in panchina, cercando
di ricordare cosa diavolo... Aveva visto Swanee Law che se
ne stava seduto, teso in avanti, oggi non poteva lanciare ma
era comunque vestito, masticava una gomma e incitava i
compagni. Un vero professionista, certo. Accidenti, sarebbe
stato il migliore della lega se avesse giocato insieme a gente
come York e Patterson. Forza e controllo: il tipo di lanciatore
che piaceva a Rag Rooney. Se avesse dovuto scegliere fra
Law e il giovane Rutherford, Rooney avrebbe scelto ancora
di gran lunga Law. Ed era a questo che stava pensando quando
sent suonre il telefono e gli arriv la notizia. Si volt
verso Law e gli disse: Rutherford  morto. Perch proprio
a Law per primo? Rooney non lo sapeva bene. Forse perch
aveva avvertito che Swanee provava del rancore per essere
stato sconfitto dal ragazzo, pens che potesse... ma no, Law
era diventato bianco come un lenzuolo. Rooney aveva richiamato
dal campo i suoi giocatori in attesa della comunicazione
ufficiale, prima di rimandarli negli spogliatoi.
Strada piena di negozi, e quello davanti al quale stava passando
adesso vendeva fiori. Per Ogni Occasione. B. Valentine,
Fiori & Composizioni. In vetrina, soprattutto aster, crisantemi
e fiordalisi, ghirlande di mais, corone funerarie. Gigli
avvolti in nastri d'oro: un'idea del presidente McCaffree.
Bancroft aveva scelto dei semplici tageti. E dulcamare. Perch
no? Eliotropi e solane. Bancroft fece un sorriso amaro, si
pass la mano sugli occhi. Sopra il mucchio di fiori, un vaso
a forma di cono di garofani rossi e bianchi, sciolti, tutti piegati
di lato come sospinti dal vento. Nel negozio, in una bacheca
umidificata, erano disposti rose, fucsie, iris, giacinti,
gladioli e calle su uno sfondo di frasche di capelvenere.
Qualche orchidea. Atmosfera pesante e vegetale.
Un vecchio avvizzito usc da una stanza sul retro, con uno
sguardo vacuo dietro lenti bifocali, un debole sorriso, un
grembiule grigio e le mani a penzoloni. Sulla punta delle dita
gli luccicava una sostanza argentea. Sembrava ci fosse qualcosa
sul fuoco nella stanza da cui era uscito. Un bouquet
disse, e non era propriamente una domanda.
Veramente stavo solo dando un'occhiata rispose Henry.
Il vecchio si ferm al suo fianco, guardando anche lui,
sbirciando da dietro le lenti senza montatura l'umida bacheca
piena di fiori. Un'orchidea disse piano.
A dire la verit...
Sviluppo straordinario sussurr il fioraio. Il punto pi
alto dell'evoluzione monocotiledone. Perfezione dell'imperfetto.
Come? chiese Henry, e si accorse che anche lui stava
parlando a voce bassa.
Unisessuata. Assolutamente impotente senza insetti. Una
solitaria. Squisita. Mr. Valentine prese un aster da un vaso
sul bancone. La perfezione spieg, grattandosi la testa lucida
con un pollice dall'unghia lunga e affilata,  bisessuale.
Hmm disse Henry.
Noiosa? Forse, ma varia continu il fioraio con un sorriso.
Ho anche delle bellissime peloselle, se preferisce. Zinnie,
tageti e margheritine. Molto allegre in grandi mazzi.
Veramente pensavo a una corona funebre.
Ah! Mr. Valentine si rattrist. Non avevo capito.
And dietro la cassa e ne emerse con una corona spinosa,
con ramoscelli d'argento e nastri neri. Un articolo che va
molto.
Henry la prese in mano. Ma  di plastica! esclam.
S, sorrise il fiorista tutta opera mia.
Ora Henry guard con pi attenzione i fiori sulla parete.
Digitali, mughetti, primule, viole, tropeoli, ranuncoli, giunchiglie,
fiori di pisello, cascate d'edera, convolvoli, tulipani:
tutti di plastica. Allontan con il dito la corona. In realt,
avevo in mente...
Durer in eterno sussurr il vecchio.
Ma... non  questo il punto, vede.
Il fioraio schiacci l'aster nella mano argentea segnata da
vene azzurre. Dobbiamo continuare la nostra ricerca, proseguire
l'opera, resistere fino alla fine! sussurr con voce
rauca.
Prender un garofano bianco disse Henry.
Tornato in strada, con il garofano sul risvolto, pass davanti
a un'edicola.
LA MORTE DI DAMON RUTHERFORD!
Perito tragicamente
nel Brock Rutherford Day
Pioneer Park, LVI: 49 - (Ultimissime) Una palla veloce,
alta e interna lanciata dall'esordiente dei Knickerbockers
Jock Casey ha colpito oggi il lanciatore
esordiente dei Pioneers Damon Rutherford spaccandogli
il cranio. La morte  stata istantanea. Si tratta
del primo caso nella storia dell'UBA. Alla fine del
terzo inning il giovane Rutherford, che si era gi
conquistato la fama di immortale...
Rooney sbuff. Un immortale morto! Chi aveva pensato
una stronzata del genere? Certo, la sentivano tutti, l'improvvisa
dipartita. Perfino Law. In quanto al resto, la grande promessa
infranta, lo storico lanciatore spazzato via dalla storia,
il frantumatore di record piegato dal destino, erano tutti
sproloqui sentimentali con cui Rooney si sarebbe volentieri
pulito l'esausto deretano. Non ne poteva pi! Vedeva quei
tipi dei giornali che scrivevano quelle puttanate con gli occhi
incrociati sopra il naso, e li vedeva per quello che erano
- una massa di maledette sanguisughe, che si inventavano
tempi e luoghi e poi si smerdavano quando vedevano le cose
come erano in realt. La Storia: un Padreterno. Un'incurabile
scarica diarroica di immortali morti. Era la sola cosa su
cui lui e Law non la pensavano allo stesso modo. Law sapeva
a memoria tutto il Libro, e pensava che tutti dovessero
conoscerlo. In quanto a questo, era proprio scemo.
La fuliggine si posava cupa nella zona residenziale in cui
Henry camminava. La luminosit in cielo era scomparsa e
un'oscurit tetra e malinconica lo sovrastava. Faceva attenzione
a non sprofondarci dentro. Un cane abbai a una finestra.
Le automobili gli passavano accanto. Un bambino
schiacciava delle formiche sul marciapiede con una pietra a
forma di uovo. No, non era una pietra. Ancora plastica.
L'avevano finalmente scoperta dopo tutti quei secoli in cui
l'avevano cercata? Pietra di gran virt, Pietra di nome che
pur pietra non ? Fra un po' avrebbero modificato la parit
aurea, riempiendo Fort Knox di plastica. La quintessenza,
huantan, sacra materia, anche se le formiche forse non erano
d'accordo. Era in anticipo; appena le cinque.
Ho sentito che volevano fare la festa a Casey stava dicendo
uno dei ragazzi in treno, tanto per passare il tempo.
L'hanno strapazzato? Sui giornali non lo dicevano...
Li ha fermati Brock.
Be', ha fatto bene, non avrebbe... cambiato niente. Mi
chiedo se... se l'ha fatto apposta a tirare in quel modo.
Swanee Law adesso si era unito a loro, chinando il suo
tragicomico testone, e disse in un sussurro, come se stesse
tramando qualcosa: Ho chiamato il vecchio Fenn. Non ha
detto niente, ma, certo come dio, lui pensa di si. Casey per
due volte due gli ha detto di no a Chaunce.
Che aveva chiamato O'Shea?
Non l'ha detto. Ma lui e quel Casey erano compagni di
stanza e ho sentito che Chaunce l'ha cambiata. Sembra che
ha paura di lui.
Rooney ghign vedendo le finte pieghe di dolore sulla
faccia di Law. Non si poteva volere bene a uno sporco bastardo
come quello, ma doveva ammetterlo, cavolo se giocava
da Dio. Rooney ripens alla partita contro i Pioneers
quattro giorni prima quando, umiliato nell'ottavo da due fuoricampo
e senza uno straccio di possibilit di farcela, Law si
era presentato al nono pi duro che mai, avrebbe potuto lanciare
per altri quindici, venti, trenta inning. Niente aveva mai
preoccupato quel figlio di puttana per pi di un inning. Certe
volte se ne stava a rimuginare, ma non rimuginava su
qualcosa, era solo uno dei suoi cambiamenti di umore. Costituzionali.
Non che fosse stupido, questo no, ma c'erano
dei collegamenti mentali che quasi tutti facevano e che Law
invece non faceva mai.
Che dici, Swanee? chiese uno. Pensi che Casey sia un
po'... fuori?
Law sollev il suo muso da innocente/turbato/premuroso/
paterno/moralista e mormor: Ancora non si pu dire.
Ahh meeerda! brontol Rooney. Voi altre femminucce
mi fate vomitare. Il lanciatore tira un duster, il battitore
non lo schiva.  sfiga questa, ecco cos'.
Dietro l'orecchio, Pappy.  un po' troppo interno.
Il vecchio Fenn  sicuro che aprir un'inchiesta insist
Law.
Si, un'inchiesta! disse Rooney. Perch non apre un'inchiesta
su sua figlia? Tutti risero, ma in cuor suo Law non
rideva. Quel ragazzo ne aveva da vendere di energia, d'accordo.
Rooney odiava con tutto il cuore McCaffree e i suoi
Legalisti bigotti, e lo faceva incazzare che Law fosse uno di
loro. Innamorato di quel suo stupido nome, probabilmente.
Mi stupisco di te, Law. Con tutti quelli che hai messo col
culo per terra!
Law arretr, alzando le mani come per fingere una protesta,
sul suo faccione un'espressione di ingannevole innocenza
contrastava con una collusiva ironia. Va bene, io tiravo vicino,
Rag, ma giuro, non ho mai voluto fare male a nessuno.
Allora significa che non sei bravo a tirare come Casey,
tutto qui.
Sar, Rag disse Law, ma era qualcosa di pi di un tentativo
malriuscito di riempire un silenzio indignato: Rooney vide
dall'espressione dei suoi che erano tutti dalla parte di Law.
Raglan Rooney. Ragbag lo chiamavano, ai tempi in cui
aveva esordito, nell'Anno X. Poi solo Rag. Il Ragger(2). Aveva
coniato alcune delle pi famose oscenit nella storia
dell'UBA. Era al quarantasettesimo anno consecutivo con gli
Haymakers. Quarantasette. Henry ebbe un tremito. Era stato
prima base, poi, quando era diventato troppo vecchio per
continuare a giocare, era diventato allenatore nel periodo in
cui Gus Maloney era il manager; infine, quando Gus pass a
dirigere il Partito dei Caotici, aveva preso in mano la squadra
e non l'aveva pi lasciata. E non ci fu una partita, in quei
quarantasette anni, che non avesse cercato di vincere con
tutte le sue forze. Era uno che non sapeva affatto perdere, e
ne era maledettamente orgoglioso. Gli Haymakers, nei tempi
in cui ci giocava lui, avevano vinto tre campionati ed erano
sempre rimasti nella rosa dei favoriti - alla faccia di
Crock Rubberturd e di quella sua maledetta ra(3). Quanto
aveva riso Rooney quando l'aveva saputo! Come cavolo
aveva fatto gente come McCaffree, Flynn e Bancroft a uscirsene
con un'idea cos cretina? Avevano dimenticato come
stavano davvero le cose? Immortali rimbambiti.
Si chiese cosa avrebbe fatto adesso Flynn. Probabilmente
si sarebbe liberato di Casey. In caso contrario l'intera squadra
si sarebbe trovata in un bel casino. Casey poi era ormai
diventato una palla al piede. Lo chiamavano gi il Killer.
Ma Rooney conosceva Sycamore Flynn abbastanza bene da
sapere che non faceva mai qualcosa di furbo. Accidenti, vuoi
vedere che gi comincia a provare dispiacere per quel giovane
figlio di puttana?
Arrivarono in stazione. Dal finestrino, mentre scendevano,
vide Lew e Fanny Lidell che li aspettavano; vestiti di
scuro, facce lunghe, i visi rispettosamente chini, ombrelli sul
braccio. Long Lew cominciava perfino ad assomigliare al
suocero - quello stupido bastardo stava dimenticando la sua
immortalit, e voleva invece diventare Presidente. Fanny
McCaffree era la figlia di suo padre, in tutto e per tutto. Non
era cambiata per niente. Doveva essere vicina alla cinquantina,
ormai, e conservava ancora quel corpo allungato e striminzito
da zitella che aveva gi nel XLIII quando Long Lew
la spulzell nella panchina dei Knicks per vincere una scommessa
con Jaybird Wall. Non aveva messo su ciccia nemmeno
sui fianchi, e del resto con tutto quel movimento... Non
aveva ricevuto neppure un'occhiata da lei quel giorno, non
si era dimenata neanche un po', solo un ciondolio idiota della
testa che penzolava dalla panchina dei Knicks, gli occhi
fuori dalle orbite a fissare quella faccia da volatile, e una
specie di debole gorgoglio nella lunga e candida gola. Avevano
riso tutti mentre Long Lew la violentava. A dire il vero
i Knicks dopo un po' li fecero smettere, ma c'erano sempre
gruppi di curiosi e di ficcanaso intorno alla panchina dopo
le partite, che speravano in una replica. Se Rooney avesse
avuto una figlia o anche una moglie, avrebbe potuto organizzare
una cosa del genere al campo degli Haymakers. Ma
nessuno sarebbe mai stato alla pari di quel ragazzo. Long
Lew li aveva stracciati tutti. Ora, con un inchino totalmente
privo di adulazione, gli porse la mano e disse: Siamo felici
che siate venuti.
Henry! grid Lou. Cavolo, ti stavo cercando! Sono passato
da te ma era tutto buio e allora ho pensato - Henry, c'
qualcosa che non va? Zifferblatt quasi... ma che c', Henry?
Vorrei sentire un po' di musica, Lou. Ti dispiace?
Un po' di musica? No, certo, ma... Henry! Hai un aspetto
orribile!
Non  niente. Un lutto...
Oh! La tonda figura di Lou si afflosci piano. Lou vide
il fiore bianco. Mi... mi dispiace, Henry. Chi...?
Non mi va di parlarne, Lou. Pensavo che forse, sai, forse
un po' di musica avrebbe potuto...
Ma certo, Henry! squitt Lou, turbatissimo. Ficc la
mano in una protuberanza del cappotto, frug per un po'
ansimando appena, poi tir fuori le chiavi, le fece cadere, si
chin a raccoglierle con un grugnito di dolore, ne prov tre
o quattro nella toppa fino a che non trov quella giusta.
Zifferblatt era proprio, cio non era di ottimo umore, ma io gli
ho spiegato che c'era qualcosa che non andava, che insomma,
cio, sembrava che tu avessi qualcosa in testa e - vedrai
che andr bene, Henry, vedrai, non  una bestia, vedrai...
Entrarono.
Volte oscure. Shhh. Ammuffiti odori gotici. Candele. Il
transetto illuminato da innumerevoli fiammelle. Eccoci qua.
Ammettilo. Lo amavi. Non devi vergognartene. Fate entrare
i giocatori, adesso. Che riempiano la cattedrale. I Pioneers,
veterani e attuali, furono i primi a entrare e a sfilare accanto
alla tomba...
Luci: Lou accese la luce sul soffitto, e apparve il disordine
e la confusione. Non proprio disordine, piuttosto un ordine
male organizzato, ogni cosa era spostata, ma il posto giusto si
distingueva ancora perfettamente. Henry chiuse gli occhi cercando
di sfuggire a questa realt, verso spazi oscuri e sublimi.
Scusa ma c' un tale disordine disse Lou, la sua frase
di benvenuto rituale. Vuoi... vuoi darmi il tuo cappello,
Henry?
Henry alz gli occhi verso l'amico. Faccia di luna piena
in cui fioriva la compassione. Emozioni sbagliate. Un giorno,
pens, si sarebbero persi di vista. Gli diede il cappello.
Lou si diresse con quello e il suo in mano, fino al centro della
stanza, esitando, sembrava non sapesse cosa farci. Ti dispiace?
chiese Henry girando l'interruttore di una lampada
da terra. Spegni quella maledetta lampadina su in alto.
No! grid Lou, poi si precipit premuroso, con un cappello
in ogni mano, ad aiutarlo: con il cappello di Henry
mand di traverso il paralume. Sono proprio goffo si lament,
mettendoselo in testa e ripartendo all'attacco. Henry
fece un balzo all'indietro ma quasi miracolosamente la luce
si accese e il paralume fu raddrizzato. Lou si volt verso
l'amico, sorridendo timidamente sotto il cappello di due misure
pi piccolo del suo. Henry spense la luce centrale.
Mentre Lou si aggirava con aria assente per la stanza con
i cappelli in mano, Henry si avvicin agli scaffali e guard
pensieroso le copertine dei dischi. Doveva fare attenzione,
niente tristi trenodie, si raccomand, niente facili sentimentalismi.
L'emozione lo sommergeva; aveva bisogno di qualcosa
che possedesse precisione, disciplina, controllo. Come
il ragazzo. Ma anche armonia. Niente di cacofonico. Freddo,
umido, tangibile, un pavimento - i suoi occhi caddero
sull'Archduke. L'aristocratico. Terzo movimento: alla fine
del terzo inning. McCaffree voleva un'orchestra intera, qualcosa
che non fosse solo per il ragazzo ma per tutta l'Associazione,
ma Bancroft alla fine la spunt. E aveva ragione.
Mise su il disco.
Ti preparo qualcosa da bere, un caff, una bibita...? Lou
si era liberato dei cappelli ma aveva ancora addosso il cappotto.
No - anzi si, dello sherry, per favore disse Henry. Se
non  un problema.
Nessun problema! lo rassicur Lou, rimbalzando verso
la cucina dopo aver urtato un tavolo e una poltrona, nel suo
modo solito, sbadato ed elastico.
Il ronzio del giradischi echeggi per tutta la stanza. Henry
si sdrai su una sedia a dondolo e attese a occhi chiusi i
primi passi silenziosi mimati al pianoforte. Eccoli che entravano.
La folla solenne, il Presidente e i suoi, amici e nemici,
ma nessuno nemico dello spirito che questo ragazzo aveva
loro mostrato, la maest del semplice movimento di un braccio
che lancia una palla, il compimento insito nella mera accettazione
di un segnale del ricevitore. Magico, si, era magico,
lo era stato. L'aria risuonava della melodia degli archi e
dei loro solenni dialoghi, il violino parlava di talento e sensibilit,
il violoncello di maturit e potenza. La lotta quotidiana
per migliorare e la continuit sostanziale del... ma dicevano
davvero tutto questo, si chiese Bancroft. No, no, non
dicevano nulla, erano soltanto... reali.
Henry sorseggi il suo sherry: le umide vestigia dei presenti
impregnavano le pareti dei sepolcri. Sorrise teneramente guardando Barney Bancroft che con il mento in una mano
soffriva in silenzio nella vuota oscurit della cattedrale. Era
stato un fratello per suo padre, Barney, e ora si sentiva come
un padre per il ragazzo.  splendido, davvero, era splendido
in campo. Fu. Ucciso dal passato remoto, giace in un solitario
avello, pozzo nero della storia: ei fu. Fu splendido. Stai
calmo, Barney. Amore, solo amore. Dimentica tutto il resto.
Tic toc tic toc: i brevi colpi acuti delle percussioni respingevano
la tenue verit fuori dalle vetrate dipinte, mentre
molto pi in basso gli archi si fermavano su accordi sofferenti
e malinconici, come se cercassero di allontanare il fluire
del tempo. Ma baster, Barney? McCaffree voleva saperlo.
Non si tratta del funerale di una sola persona,  qualcosa
di pi. Il pianoforte disse:  finita. Note discendenti. S,
il Requiem, vuoi dire, no? McCaffree accenn di s col
capo. Il violino si oppose, lev alte proteste contro quella ingiustizia
ma vide infine che era inutile e si arrese. Il violoncello
umilmente approv. Bene disse Barney. Nella cattedrale:
Amen. Lou mise su il Requiem.
Aveva per caso... famiglia?
Un figlio? Si, poteva darsi, ormai, e si chiamava...? No,
solo un padre. E un fratello. E come l'aveva presa Brock
Jr., cosa gli passava per la testa?
Henry!  tuo, tuo...?
Henry esit. La domanda lo aveva colto di sorpresa.
No, disse infine non proprio.
La loro impellente richiesta di clemenza gli esplose all'improvviso
nelle orecchie, da ambo le parti, il pulsare disperato
dei cuori che invocavano urlando l'unione con il suo,
lo raggiungevano... ahh, meerda! brontol una voce familiare
nel banco in fondo, e Henry sorrise timidamente. Vide
dall'espressione di Lou che non aveva capito niente.
Un... un ragazzo, allora?
Diciannove, venti anni.
Ah! Lou scosse la testa, si mise a fissarsi i piedi. Si era
tolto il cappotto, adesso, che se ne stava afflosciato sul tavolo come un corpo morto. Ma  terribile, Henry!
Sai, Lou, quando mor Jim Creighton, i ragazzi eressero
sulla sua tomba un fantastico monumento. C'erano delle
mazze incrociate, un cappello da baseball, perfino una base
e proprio in cima una palla da baseball gigante. O forse era
il mondo. Probabilmente non capivano pi la differenza.
Non sapevo che fosse... morto anche lui. Mi dispiace,
Henry. E quando ...?
Nel 1862. Lou spalanc gli occhi. E sai che altro misero
sul monumento, Lou? Non lo indovinerai mai!
No. Ch-che cosa?
Un cartellino segnapunti!
L'espressione del viso di Lou rimase immutata. Non aveva
capito. Tutto quello che riusc a dire fu: Giocava a baseball,
allora?
Chi, Jim Creighton?
No, il tuo... ehm... Il tuo bastardo: ecco quello a cui
pensava Lou.
Si. E cosa aveva ordinato Barney? Barney, Brock e il
Presidente?
... Con la mazza e un paio di palle
Chi  mio amico seppellirmi dovr
E dire che Verne forte picchiava
Se qualcuno un di' lo chieder...
S, forse Verne Mackenzie aveva un grande monumento
come quello, da qualche parte. Ma non Damon. La musica
cerc di dirgli come poteva essere. Semplice ma complesso.
Intricato ma armonioso. La luce che aveva portato nella lega.
Una lampada, forse, la lampada di Aladino, il ragazzo dal
braccio magico...
Ma poi, all'improvviso, si sent la voce fievole di un bambino
che gridava, un bambino terrorizzato, un bambino con
stretta in mano una palla da baseball, dono di un gigante ucciso,
tutti bambini, colpiti, terrorizzati, il vuoto, la confusione -
Henry ansimava. Che mondo era mai questo? Cum... vix...
iustus... iustus - bambini! Sit securus! Sospir, abbass la
testa. No, no,  ancora peggio di cos, molto peggio. Barney, per
paura di lasciarsi andare, cerc di pensare ad altro, di farsi un
quadro pi ampio della situazione, di soffermarsi sulla stagione
che aveva davanti - come avrebbe fatto a scuoterli, a scacciare
dalla mente quello che era successo? Salvami! Salvami!
 come Damon l'avrebbe voluto, amici... No, non ci sarebbe
riuscito. Forse Flynn si. Anche quel vecchio cinico di
Rooney ce l'avrebbe fatta. Ma Barney Bancroft, no. Attravers
con lo sguardo la navata fino a raggiungere Sycamore
Flynn e i suoi Knickerbockers - quel ragazzo, il ricevitore
Chauncey O'Shea, piangeva come una fontana, si scioglieva
di lacrime: quante carriere sarebbero state spezzate da quella
bean ball? Qualcosa... qualcosa era cambiato... in qualche
modo, inevitabilmente, l'intera Associazione aveva... Barney
cerc di mettere a fuoco il concetto, ma la musica era troppo
forte. Non avrei dovuto farlo lanciare, non avrei dovuto farlo!
Lottava contro quel folle crescendo. Il perfect game si era
gi inabissato in una sorta di incredibile et dell'oro, da tempo
perduta, ormai irraggiungibile. Dove ho portato tutti noi?
Sbagliato.  tutto sbagliato! grid Barney fra s. La sua
mente scatt in avanti, esamin rapidamente le operazioni creative
di Mozart, il modo in cui prendeva la palla al volo, raccoglieva
le palle a terra, lanciava in prima base, batteva, correva...
tranquillo, innocente, ma c'era qualcosa di sbagliato. Non
solo le parole, ma anche la musica. Artificio! Arroganza! Il
falso conforto per cui l'inferno--meglio-che-niente. Comprese
all'improvviso che la odiava, quella cosa, odiava quella indegna
accuratezza, la disperazione falsa, voleva saltare addosso
a tutta quella maledetta combriccola, prenderli a calci mentre
suonavano, costringerli a cantare correndo lungo le basi fino
a che non crollavano a terra! La odio! grid. Basta!
Lou sobbalz, fece cadere il bicchiere - la puntina stridendo
all'impazzata attravers tutto il disco, and a sbattere contro
il piolo al centro del piatto con un sonoro clock! che riecheggi
per tutto il sistema di altoparlanti, rimbalz solo per mormorare
un lux aeterna!, poi torn in posizione di partenza.
Mi... mi dispiace, Lou. Cosa gli stava succedendo?
C'... c' qualcos'altro che ti... L'amico lo guardava
con gli occhi sbarrati. Riprendi la calma. Buffo, in fondo.
Guarda il povero Lou. La sua tristezza trabocca. Si fonde indistinta
con i peli marroni del tappeto. Storditi, Fenn e Barney
erano storditi. Rooney faceva l'occhiolino.
Henry sorrise. Metti Purcell
Vuoi dire il... il funerale...? Lou, in uno stato di totale e
dolente perplessit. Sei sicuro, Henry?  un po'... E arricci
il naso.
Non importa, mettilo. Confusione e vacuit, hii, hii,
buu, buu, dritto dritto dal nitrito del padrone!
Va bene... se...  questo che vuoi disse Lou e contro voglia,
povera vecchia barca colta da una tempesta improvvisa,
and a cercare il disco.
Henry si alz, si vers dell'altro sherry, lo mand gi in
un sorso solo, senza assaporarlo affatto. Rugiada del sepolcro,
ah, ah! Pass al bourbon. Whisky di mais, quello che
conta davvero. Ma si, ragazzi, un po' di fuoco nelle vene! E
piedi ben piantati a terra! L'ora fatale rapida si avvicina!
Dolenti i tromboni con il loro poop-poop-di-poop, discreti
sullo sfondo. Nel freddo pungente, per strade drappeggiate
di nero, lenti avanzavano portando la bara. Un salto, un
balzo e una lunga, fredda scivolata. Il cadavere freddo sbatteva
contro le pareti della cassa troppo larga: whump! Tum-
tum-tum dump! La regina  morta, viva la regina! Si, solo
un porco ubriacone poteva fotterla sulla linea! Oh, oh! Che
ha lasciato questa vita ed  ora in quel luogo benedetto,
l'unico in cui la sua armonia pu essere superata - whump!
Henry beveva il whisky e rideva forte.
Lou si era rincantucciato, tremante, nell'ombra. Henry...?
mormorava dal buio.
Trombetta! Pa-aa-paapaa! E il rimbombo beffardo del budello
dei timpani! Uomo nato da donna, donna scopata da
uomo! Pa-aa-paapaa! Egli esce! Egli entra! Stupide risatine
delle trombe. Rooney il necroforo ridacchia. Istericamente.
Li contagia tutti. Oh, Rooney, che Dio ti maledica! Hi hi!
Salvaci, Signore!
Vuoi... che lo tolga, Henry, o...?
Oh, no! Tutti lo compiangono! Tee hee hee hee hee
hee, boo hoo hoo hoo, tee hee hee hee, boo hoo hoo hoo, ha
ha ha ha - oops! Il corpo viene sbalzato fuori! Lo ricacciano
dentro! Fuori! Dentro! Tira-e-molla, ragazzi, con i suoi resti
terreni! Hee hee ha ha ha ho ho hee haa haaa!
Oh Lou! grid Henry tenendosi la pancia. Perch continuiamo
a vivere?
Colto da un'improvvisa ispirazione, si volt verso il giradischi
e con la mano fece girare pi in fretta il piatto. Tu lo
sai, Signore! cantavano con voce stridula. Si che lo sapeva!
Era una canzone da osteria, niente di pi! I segreti del nostro
cuore! Stasera! sussurr Rooney, sogghignando sotto il
carico. Da Jake! Il Buco nel Muro! Fin firulf e il rumore
di cucchiai di latta su un teschio vuoto che rimbalza fragorosamente!
Fugg a capo scoperto, folate di vento freddo sul suo viso
bagnato, il suo funerale nel caos.
Il gioco riprese. Ricominciava sempre, dopo la disperazione
che seguiva la morte di tutti i vecchi bastardi. Ma prima,
la sera precedente, un gruppo di veterani si era trovato da
Jake, dietro al campo dei Patsies. Brock ovviamente non
c'era, e neanche McCaffree, mentre invece c'erano Gabe
Burdette e Frosty Young dei Pioneers, e Willie O'Leary e Jonathan
Noon e l'addolorato Barney Bancroft. E c'erano
Surrey Moss con la pancia che gli era venuta a forza di bere
birra, Mose Stanford, Chad Collins e Toothbrush Terrigan.
Non c'era neanche il fratello minore di Brock: era scappato
a casa non appena finito il funerale trascinandosi dietro sua
moglie, e spinto da un'urgenza inspiegabile le aveva strappato
la gonna nera e senza nemmeno perdere tempo a togliersi
i pantaloni l'aveva riempita tutta del suo seme: centro!
disse lei, e quasi sent il gamete raggiungere la casa base.
Era stata un'idea di Rag Rooney, questa riunione degli afflitti,
e lui ovviamente c'era e stuzzicava la sua ulcera con
acido bourbonico, e con lui c'era il suo vecchio capo e amicone
Gus Maloney, che sbuffava fumo e oliava la sua macchina
politica col suo buon umore oltre che pagando qualche
giro al bar. C'era anche qualcuno dei ragazzi del giro di
McCaffree, Seemly Sam Tucker e Big Bill McGonagil, pi
un'altra dozzina. Fece un salto da Jake anche Cash Bailey, il
presidente della squadra della zona, i Pastimers, anche se i
suoi Patsies erano gi partiti per l'incontro in trasferta del
giorno seguente contro i Beaneaters, ma il manager dei
Beans, Winslow Beaver, era li anche lui, quindi erano pari.
C'erano anche gli altri manager, ma si, Melbourne Trench
degli Excelsiors, Wally Wickersham dei Bridegrooms, Timothy
Shadwell dei Keystones, l'anno precedente Manager dell'Anno
ma quest'anno probabile capro espiatorio: aveva proprio
bisogno di un goccetto. C'era perfino Sycamore Flynn.
Era strano: gli volevano bene tutti, a quel bastardo dal cuore
d'oro zecchino, ma quella sera non riuscivano a stargli accanto.
Non era colpa sua. Ma stava succedendo qualcosa. Lo sentivano
tutti: i suoi Knicks dovevano pagare. C'era una giustizia.
Jock il Brocco aveva portato sfiga a tutta la squadra. Flynn
offr da bere e se ne and presto; tutti si sentirono sollevati.
Sandy Shaw aveva portato la sua chitarra e Long Lew
Lydell la sua reputazione. C'era Jason (Jaybird) Wall che
metteva insetti di plastica nei bicchieri, offriva sigari esplosivi
e infilava cuscini scoreggianti sotto il culo di chi era seduto, e
l'unica consolazione era che Jaybird presto sarebbe crollato
lasciando gli altri in una pace inebetita, tanto pi apprezzabile
dopo le persecuzioni che l'avevano preceduta. E arrivarono
due grandi allenatori-giocatori dell'Et d'Oro degli anni XX:
Whipper Will Anderson dei Knicks e Puritan Ballou dei
Bridegrooms, entrambi nella Hall of Fame. E Yip Yick Ping,
il mancino cinese, e Prince Hai Scarlet e Cin-Cin Chickering
e Cueball McAuliffe e Agapito Bagicamupo. E poi anche
Bruiser Brusatti e No-Hit Nealy e Birdie Deaton e Jumpin'
Joe Gallagher e insieme a loro un gruppo di vecchi colleghi.
Focoso, geniale ma isolato, Pat Monday fece un salto anche
lui da Jake, ma non rimase a lungo. Monday, notarono
tutti, aveva aspirazioni che andavano bel al di l del regno
temporale degli alzagomiti. E non correva buon sangue fra
lui e il vecchio Maloney, per di pi, e la situazione poteva
diventare esplosiva se Monday restava nei paraggi. Gus aveva
passato la vita intera a mandare avanti e a far crescere il
Partito dei Caotici, e ormai tutti scommettevano che avrebbe
fatto fuori la banda dei legalisti di McCaffree, se non quest'anno
certo nel LX, e adesso, proprio quando il vecchio
aveva finalmente una possibilit di farcela, salta fuori questo
Monday a incasinare tutto. Monday per era solo agli
inizi e andava ancora in cerca di gente che sostenesse il suo
partito, solo che li trovava soprattutto, a quanto pareva, fra
le file dei Caotici scontenti. In particolare, fra i pi giovani.
Pazienza, ragazzi, tutti dobbiamo morire, avrete anche voi le
vostre opportunit. All'angolo di un tavolo, Gus fumava
come una ciminiera, rideva forte alle battute degli altri e offriva
da bere mentre Monday, con la sua esasperante sicurezza,
se ne stava impudentemente al bancone a sciorinare il
suo repertorio di frasi fatte: l'imperativo dell'eccellenza, la
libert da raggiungere attraverso la costanza, il contagio della
confusione, il ritorno alla grandezza - la risata di Maloney
rimbombava, le monete tintinnavano, ma le sue orecchie
vibravano attente. Pass un dollaro a Jaybird Wall. La volont
intransigente della storia! declamava Monday, e si risedette:
bee bee! Patetico. Sorrise appena a quelle chiacchiere
da bar e se ne and.
C' qualcosa di buffo nella tristezza pi cupa, rifletteva
Bancroft: aveva un fondo vertiginoso. Rendeva morbido ci
che era duro, vero ci che  sciocco, comico ci che  severo.
La psiche, messa alle strette, aveva le sue armi difensive.
Bancroft, il razionalista, non credeva pi alla ragione. Era
progenie della bestia(4), dopo tutto, non genitore e anche se a
volte sembrava irresistibile aveva sempre i suoi limiti: gli
mancava l'astuzia del padre. E non aveva la sua mano. Re:
indietro, di nuovo, alla condizione primitiva, alla cosa operante
non riflessiva: res. Suo figlio: se non riusciva a costringere
il ragazzo a sottomettersi con il terrore, poteva sempre
fargli il solletico e spezzare tutti i nessi. Rooney, la persona
pi odiosa nella storia dell'Associazione, ciondolava con le
braccia penzoloni per il bar in preda a un attacco di logorrea
senile, con il mento tutto sporco di saliva. Sbronzo come una
spugna, e non avrebbe dovuto toccare una goccia d'alcool:
Che cavolo, mi si  spaccato lo stomaco un paio di ore fa,
dovevo sterilizzarlo! E gi un rantolo sguaiato di risate isteriche.
Il fatto era che Rooney aveva paura della morte. Andava
per i settanta. Il suo apparato digerente ormai non era pi
altro che una lunga piaga infiammata. Se si fosse fermato a riflettere,
non sarebbe riuscito ad andare avanti. E quindi il suo
vecchio cerebro aveva smesso di funzionare. Ma il suicidio...?
Non  che stava coccolandosi dentro quel vulcano, nella speranza
del buio? Forse si, forse no. Quando era sbronzo, in
fondo, si sbottonava. La bile smetteva di pompare. Non che
il bourbon fosse la medicina pi adatta, ma poteva essere un
veleno pi lento e pi dolce. Barney fin il suo bicchiere, si
mise ad ascoltare Sandy e i ragazzi, divenne poco a poco
sempre pi sentimentale e rincoglionito: qualcuno lo ringrazi
offrendogli un boccale burlone... inviato da... qualcuno.
Coglievo ranuncoli l nel recinto,
L'erba era verde e piena di fior.
Adesso il campo non  variopinto
E nevica sopra il mio ardor!
L'erba gi stava ingiallendo
Quando era giunto il mio turno,
Ma sono ancor qui che attendo
Invecchio e mi fo taciturno!
Coglievo ranuncoli l nel recinto,
L'erba era verde...
 stato un bel funerale, Barney disse Tim Shadwell chinandosi
su di lui. Tim era stato il pi grande lanciatore dell'Associazione
prima che arrivasse Brock Rutherford a spazzare
via tutti i record. Cosa pensava? Che era stato un bel funerale.
Fenn mi ha detto che te ne sei occupato soprattutto tu.
Non proprio rispose Barney sorridendo appena. La piet
era dunque scesa cos gravemente su di lui? Tim era la
quarta persona ad avvicinarsi al suo sgabello alla fine del
bancone, a diventare di botto triste, a emettere un tacito lamento.
Senso di colpa. I figli univano. La psiche del vecchio
ne aveva le mani piene. Legalismo. Tim era un Legalista?
Tutti noi lo eravamo. C'era McCaffree al potere, no? Buono,
Barney! Perdi il controllo. Controllo le perdite.
Che? Tim si chin un po' di pi su Barney, ubriaco,
sincero. Sinceramente ubriaco. Sembrava che i suoi occhi
potessero sinceramente incrociarsi. Non pi di una settimana
prima, i Pioneers di Barney avevano affossato senza piet
i Keystones di Shadwell, una squadra rovinata, scalzandoli dal
secondo posto con tre vittorie schiaccianti e
travolgenti e ora gli Stones stavano precipitando verso il fondo
della classifica. Shadwell, un uomo distrutto. Tim, un
uomo finito. Non lo odiava? Ma parliamo piuttosto del funerale.
Comunione di dolore e di belt.
Ti ho chiesto se posso offrirti da bere.
Un'altra volta. Tim, l'uomo del grande capitombolo,
fece un sorriso scialbo e si scost.
Lo so che le palle non vedo,
Lo so che ho giocato da cani,
Ma se ancor mi vuoi bene, ti chiedo
Di farmi giocare domani.
Coglievo ranuncoli l nel recinto...
Barney intercett lo sguardo di Jake Bradley e Jake gli
riemp il bicchiere. Scosse tristemente la testa pelata: tutti
scossero afflitti la testa in segno di approvazione. Dura. Era
dura. Povero Brock. Ce la farai disse Barney.
Spero di si, Barney rispose Tim, aspirando a fondo la
cupa aria del bar. Le Pietre affondano: quando le cose vanno
male, quella gente dei giornali ti fa davvero a pezzettini.
Parole di saggezza del Manager dell'Anno. Tim allung
la mano per prendere il bicchiere e lo rovesci. Tutto precipitava.
Il Rincoglionito dell'Anno. Cristo, ho bevuto abbastanza
disse impacciato. Mentre Shadwell rimetteva in piedi
il suo bicchiere, Bancroft vide che gli tremavano le mani.
Tim, l'uomo troppo sbronzo. Chiam di nuovo Jake. Un
altro, Jake. E uno straccio.
Vorrei che tu considerassi
Di farmi giocare di nuovo.
Al posto dei fiori ora ci sono sassi
Ma io da qui non mi muovo!
Coglievo ranuncoli l nel recinto,
L'erba era verde e piena di fior.
Adesso il campo non  variopinto
E nevica sopra il mio ardor!
Dunque, era proprio una riunione, questa veglia, il bar
pieno che quasi scoppiava, e a che scopo? Difficile a dirsi.
Era come se fossero stati tutti ficcati a forza in questa enorme
storta, l'alambicco di Jake, nella speranza di una trasformazione,
di un modo per andare avanti lo stesso, di un'essenza
vitale ancora intatta dopo la morte del ragazzo da cui
potessero ripartire, e in effetti faceva proprio caldo.
Lei gli si avvicin. Non l'aveva notata prima. Strizz l'occhio
col suo modo di fare dozzinale e gli chiese: Come gli
tira stasera a Damon?
 morto.
Eehh?
Damon Rutherford  morto.
Fu come se l'avesse schiaffeggiata. Chiese ancora da bere.
Quando alz gli occhi, se ne era andata. Si gir verso Tim
Shadwell. Come sta il ragazzo?
Chi?
Tuo figlio, Thornton. Sar pronto per l'anno prossimo?
Era la domanda sbagliata da fare. Shadwell cominci a
crollare. Le lacrime gli gorgogliavano negli occhi. Quando
ho visto quel ragazzo oggi, Barney... in quella... quella bara-
cos... cos morto... ho pensato... mi sembrava... che fosse
mio figlio... ho paura, Barney...  tanto giovane...
E tu sei tanto vecchio. Non prendermi per il culo, Shadwell. Sa gi badare a s, Tim. E per peggiorare le cose,
Sandy attacc I tempi felici della giovent e Tim e gli altri
si unirono lamentosamente al coro...
Voi tutti esordienti ascoltate
La canzone tri-i-ste che canter!
 brutto invecchiare e avvizzire
E dunque godete
Fino a che potete
Ch presto l'inverno sopraggiunger!
Oh, quelli eran giorni, allegri, gioiosi e di
glo-o-ria!
Leste le gambe e forti e intrepidi i cuo-o-ri!
Al mondo un tempo pi bello no, non c' pi
Di quello felice e allegro della giovent!
Se siete nel fiore degli anni
Che serve pensare ai malanni,
Correte pel campo e la gloria vi sorrider!
Ma il giorno verr
Che chi sbaglier
Al chiodo le scarpe appender dovr!
Oh, quelli eran giorni...
Giorni di gloria, intrepidi cuori: Barney, sei un vecchio
scemo come tutti gli altri. Qualcuno tirava su col naso, quasi
tutti avevano gli occhi lucidi mentre si univano al coro. In
lontananza, si sentiva Rooney che vomitava. Aveva bevuto
troppo - o forse era colpa di quelle sdolcinatezze. Mai lasciarsi
andare, era quella la chiave del suo successo. Merda,
forse, ma merda dura, come mattoni. Rooney di energia ne
aveva da vendere, questo si, ma in lui non c'era vera vita.
Era fratricida. Distruttivo. Seminava zizzania. Ma ne sei proprio
sicuro, Barney? Forse quel vecchio figlio di troia aveva
capito tutto. Vicino a lui Tim Shadwell, commosso fino alle
lacrime, cantava con voce rotta, impastata, ma sempre alta.
Nauseante, davvero. Ma in lui, in loro c'era qualcosa di umano.
Se Rooney possedeva la verit, Barney di quella verit
non voleva saperne. Entr nella... nella merda soffice...
In bocca il sapore del latte
Si corre, si suda, si batte,
E gli anni non pesano ma-a-i;
Ma il giorno verr
Della mediocrit
E dire addio alla Lega dovr-a-i!
Oh, quelli eran giorni, allegri, gioiosi e di
glo-o-ria!
(Oh, quelli, oh quelli eran giorni, allegri,
gioiosi e pieni di glo-o-ria!)
Leste le gambe e forti e intrepidi i cuo-o-ori!
(Pi leste le gambe e pi forti e pi intrepidi i
cuo-o-ori!)
Al mondo un tempo pi bello no non c' pi
(Al mondo un tempo pi bello, miglior non
c' pi)
Di quello felice ed allegro della giovent!
(Di quello felice e allegro e glorioso della
giovent!)
Heh-ehi!
Ya-uuh!
Bellissima, Sandy!
Sembrano ancora vivi quei tempi!
I giorni felici della giovent! esclam Tim Shadwell
soffiandosi il naso, e si sentirono mugoli malinconici di
assenso per tutto il bar, poi un dolce silenzio. Il momento era
giunto e Sandy probabilmente, pens McCaffree, aveva
pronta una nuova canzone, scritta per l'occasione. I conati
di Rooney sembravano cessati. Il vecchio figlio di troia era
crepato...? Improbabile. Perfino negli occhi del vecchio Gus
Maloney, che aveva un mezzo sigaro ficcato insolentemente
sopra la tremolante pappagorgia e una bombetta piegata in
avanti e appoggiata quasi fin sul naso, sulla testa pelata, sembrava
luccicare una lacrima, anche se forse quel vecchio bastardo
stava solo cercando di conquistarsi un paio di voti.
Il presidente dell'UBA, Fennimore MfcCaffree, sedeva da
solo nel suo buio e lugubre ufficio e osservava cupo su uno
degli schermi televisivi quello che accadeva nel bar. Jake
Bradley era un Legalista fedele e il suo bar era un ritrovo
popolare, quindi era logico che McCaffree avesse deciso di
installare una telecamera nascosta in occasione della riunione.
Il presidente aveva notato che riunioni del genere avevano
spesso delle conseguenze su chi vi partecipava. Cambiavano
la loro visione politica, alteravano la loro percezione
della realt, li trasformavano quasi impercettibilmente ma
spesso in modo sbalorditivo e straordinario, e'Fenn doveva
tenerli d'occhio. Soprattutto da quando si era accorto che in
compagnia non rendeva. Era un Legalista, il suo principale
interesse era la crescita sociale, il suo oggetto di studio preferito
erano i comportamenti di gruppo, ma paradossalmente aveva
un carattere pi solitario perfino di quello di Rag Rooney.
Era stato fortunato, tutto sommato, ad avere un genero socievole.
Long Lew lo sostituiva nelle occasioni pubbliche.
E cos li aveva visti arrivare, aveva visto Pappy Rooney
saltare di gruppo in gruppo, Gus Maloney e Patrick Monday
parlare di politica, Monday andarsene via presto (di soppiatto,
naturalmente), lo scagnozzo di Maloney, Jaybird Wall -
la dentiera attaccata al didietro dei pantaloni - che sciorinava
la sua solita serie di scherzi stupidi, origliando nel frattempo
per conto di Maloney, li aveva visti tutti bere e cantare
e diventare sentimentali, chiedendosi dove sarebbero
andati a finire.
Proprio allora, Sandy Shaw cominci ad accordare la sua
chitarra. Era uno dei vecchi Bridegrooms, dei tempi di Winthrop,
Flynn e Gallagher. Fenn ricordava la prima volta che
aveva battuto su Sandy, nel suo anno di esordio. Sandy era
il Fuoriclasse di quella formazione, i Bridegrooms, che aveva
vinto il campionato nel XIX Anno. Ventidue vittorie, la
migliore stagione di Sandy in assoluto. Sembrava un tipo innocuo:
faccia da bambino, piena di lentiggini, corporatura
fragile, lancio aggraziato, un modo di parlare garbato e un
tono basso e quieto. Ma Sanford Shaw, quando ci si metteva,
faceva meraviglie. Fenn non aveva mai visto tanti tipi
diversi di lancio come quel giorno. Fu buttato fuori tre volte
con tre strike out prima di riuscire a battere un tiro di Shaw:
doppio sparato contro il muro di centrocampo. Ma i Grooms
avevano gi la partita in tasca, e forse Sandy stava cominciando
a mollare. Il suo peggiore difetto. Fenn non cedeva
mai. Sandy aveva cominciato a scrivere canzoni negli anni
XX per incoraggiare i suoi compagni, anni di dura crisi per i
Grooms, quel... Blues del fondoclassifica.... Dove sono
finiti gli home run?... Il lamento dello scaldapanchina....
Voglio tornare a Casa Base.... Il giorno che scaricarono
Verne Mackenzie.... No-Hit Nealy.... Il blues della
sventolata.... Quando Tootbrush colp Gus nel terzo...
aveva scritto pi di cinquanta canzoni. Aveva passato i sessanta
anni, ormai. Era unico. Quando se ne sarebbe andato,
sarebbe stata una grossa perdita per tutti.
Sandy alz gli occhi e vide che i ragazzi lo fissavano. In
silenzio. Sembrava sentissero che Sandy aveva in serbo qualcosa
di speciale per loro, lo stavano aspettando. Fenn ovviamente
sapeva di che si trattava, e la cosa lo preoccupava.
D'altra parte, riflett, forse era quella la soluzione: trasformarlo
in folclore. Non sarebbe pi stato un ostacolo per lui.
Sandy infil il mento nelle morbide pieghe del collo, forse
ripassando mentalmente le parole della canzone, e un'ombra
gli attravers il viso; poi alz lo sguardo e con la sua voce
tenorile pastosa e morbida inizi - lento, lamentoso, scandendo
sillaba per sillaba - a cantare...
Abbassate la testa, o intrepidi, e piangete!
Il giovane Damon ferito  stato a morte!
L'hanno calato in una tomba scura
Il suo magico braccio stroncato dalla sorte!
Ci eravamo riuniti a celebrare
La gran carriera del suo genitore
Quando l'han colpito alla battuta
Ed  stata la fine di un gran lanciatore!
Abbassate la testa, o intrepidi, e piangete!
Fenn studi i loro volti. Eccoli l, degli omoni grandi e
grossi tornati bambini, travolti da uno sgomento e una tristezza
adolescenziali. In un certo senso, Sandy aveva reso
loro un cattivo servizio, aveva dato loro sogni e leggende che
impedivano di percepire la verit. Ma cos'era la verit? Gli
uomini, in fondo, avevano bisogno di quei rituali, anch'essi
erano parte della verit, e senza dubbio l'Associazione ne
traeva vantaggio. Dato che la mente dell'uomo funzionava
generalmente cos, era quello l'unico modo per raggiungere
la maggior parte di loro...
Oh, chi era costui, la cui vita schiantata
Fu proprio nel mezzo della perfezione?
Che ci ha abbandonato nel fiore degli anni?
Damon Rutherford era il suo nome!
Abbassate la testa, o intrepidi, e piangete!
Il giovane Damon...
McCaffree abbass il volume e cominci a passeggiare
per la stanza, tenendo sempre d'occhio lo schermo. Questo
omicidio non sarebbe potuto capitare in un momento peggiore.
Proprio adesso che le cose cominciavano ad andare bene.
Non era colpa sua, non avrebbe potuto fare nulla per impedirlo,
ma avrebbe comunque avuto qualche ripercussione
sulle elezioni che si sarebbero tenute in inverno. Damon era
stato uno splendido tonico per la lega. L'Associazione nel
suo insieme aveva incominciato a perdere colpi, la struttura
aveva perso il suo lustro, si cominciavano a levare proteste
per la mancanza di fini e di significato della federazione. I
suoi Legalisti, per il solo fatto di essere al potere, stavano
precipitando nei sondaggi. Poi era arrivato Damon Rutherford.
Aveva catturato i cuori di tutti. Compreso quello di
Fenn. Il Brock Rutherford Day era stata un'idea di Fenn.
Tutta l'UBA si era immersa di colpo in un bagno di luce, di
eccitazione e di entusiasmo. Fenn aveva previsto una vittoria
travolgente. Maloney e i suoi Caotici non avevano neanche
un argomento nuovo. Patrick Monday era una minaccia
incombente, ma non prima di quattro anni... I Gildisti non
riuscivano a trovare nemmeno un candidato. Maggioranza
assoluta. Poi quel tiro.
Non sapeva cosa fare, esattamente. Un'inchiesta sull'incidente,
questo s. Ma se poi ne usciva confermata l'ipotesi
peggiore, che Casey aveva fatto quel tiro volontariamente?
Tutti i lanciatori tirano delle bean ball di tanto in tanto. Certo,
magari una nuova regola, che so, abbassare la zona di
strike di qualche centimetro, oppure anche pene pi severe,
ma nessuno in realt le voleva. Le possibili e significative
iniziative da prendere in un momento simile erano tutte illegali.
Il che significava, a prescindere da quello che sarebbe
successo, che si sarebbe trovato dalla parte sbagliata della
barricata, per cos dire. Certo, poteva fare pressione su
Sycamore Flynn e sui dirigenti dei Knickerbockers perch si
liberassero di Casey. Ma come sarebbe andata a finire?
Monday, Maloney o qualcun altro avrebbero colto l'occasione
al volo. Si, possibilissimo. Maloney non avrebbe avuto
pi bisogno di altri quattro anni. Che pasticcio. E la candidatura
vacante dei Gildisti avrebbe potuto diventare molto
allettante. Riunioni come quella di stasera da Jake, riflett,
erano pericolose. Pass in rassegna i visi familiari. Gallagher.
O'Leary. Stanford. Ognuno di loro poteva emergere
all'improvviso come una nuova figura politica. E arricchito
dal fascino di questa cerimonia. Sandy Shaw, per esempio.
S, erano tutti con lui adesso, certo. Ottanta o novanta persone
tutte insieme, una piccola porzione dei mille o pi veterani
dell'UBA che costituivano l'elettorato, ma sempre sufficienti,
tutti uniti, pronti a esercitare una terribile forza. S, accidenti,
doveva interromperla in un modo o nell'altro.
La canzone di Sandy era finita e ognuno andava per conto
proprio. Si formavano dei gruppetti, poi si scioglievano e
si riformavano. Avevano ascoltato la canzone, avevano pianto
e si erano sfogati. Ora la confusione e il rumore tornavano
a regnare. Sandy Shaw beveva insieme a Shadwell e Bancroft. Jaybird Wall era tornato ai suoi noiosissimi scherzi e
Rag Rooney, che a quanto pareva aveva ripreso vita, era di
nuovo in cerca di vittime. Dappertutto mani sulle spalle,
gruppi di tre o quattro persone che intonavano dei cori. Sapeva
come fare, come far finire la riunione e farli uscire tutti,
rimandarli a casa. Prese il telefono. Ma esit. Il divertimento.
In nome di dio, cosa ha a che fare il divertimento con
la gente, la vita e la gestione di una maledetta federazione di
baseball? Guard tristemente lo schermo tv poi, con aria depressa,
chiam. Vide Jake apparire sullo schermo, tirare su
la cornetta, alzare lo sguardo verso la telecamera, verso di
lui, Fennimore McCaffree, Presidente della Universal Baseball
Association, solo e addolorato, pieno di autocommiserazione,
imprigionato in quella oscura tetraggine che lo
avrebbe perseguitato fino alla tomba. Jake, sono Fenn. Senti...
offri da bere un paio di giri ai ragazzi... da parte mia.
D'accordo?
L'agitazione cresceva. Alcuni di quelli che avevano famiglia
se ne erano andati, ma il locale era ancora strapieno e
c'erano tantissime bottiglie da finire. Tutti adesso guardavano
Jaybird Wall, che ormai era quasi agli sgoccioli. Faceva
il suo numero del vecchio giocatore che cerca di prendere al
volo una palla alta contro sole: una perfetta imitazione di se
stesso quando giocava esterno sinistro. Aveva un berretto da
baseball calato sopra gli occhi, tanto che spuntava fuori solo
il grosso naso rubizzo, la bocca sdentata spalancata, il cappello
di Maloney per guanto, un lembo di camicia fuori dai
pantaloni penzolanti, le stringhe slacciate, e correva per il
bar sulle sue gambe di gomma cercando di individuare la
palla che ricadeva. Sandy prese la chitarra e accenn un tremolo
su un cantino. Canti e grida. Attento! Risate. La
fedo, la fedo! biascic Jaybird, le braccia magre in alto
come a invocare una presa buona, e poi, Glop! fu come se
avesse ingoiato qualcosa. Abbass il mento, si tir indietro
il berretto, strabuzz gli occhi, cominci a girare sbandando
per il locale con le mani strette alla gola, poi si ficc un dito
in bocca e nascose la faccia nel cappello di Maloney. Sembrava
che stesse estraendo qualcosa... POP! (effetti sonori di
Jake) - con un enorme sorriso sulla faccia tir fuori una palla
da baseball dal cappello. Applausi e risate. Jaybird, raggiante,
fece ricadere la palla nel cappello di Maloney e con
uno svolazzo del braccio e un ubriaco movimento a zigzag
se lo mise in testa con gesto splendido: CLUNK! (Jake sbatt
sul bancone una bottiglia di birra) e cominci ad andare gi.
La discesa fu accompagnata da un fischio collettivo: WHOMP
(nessun bisogno di effetti sonori)! Non si sarebbe rialzato.
Almeno non per stasera. Inutili le urla di incoraggiamento e
le congratulazioni.
Trench e Rooney trascinarono via Jaybird per evitare che
qualcuno lo calpestasse e lo sistemarono nella brandina che
Jake aveva nel retrobottega, tenuta li apposta per casi del genere.
Chi  che non ci aveva dormito almeno una volta? Una casa
lontana dalla propria casa. O almeno tale era stata per Trench.
Sandy aveva anche scritto una canzone a questo proposito...
... Ehi, ragazzi, ormai sono finito,
Mi han trombato, mi sento un fallito.
La mia casa e la mia branda adesso
Sono il retrobottega di Jake!
Mel Trench aveva terminato la sua carriera come giocatore
in quella citt, venduto al Pastime Club dagli Excelsiors
quando le sue battute avevano cominciato a perdere di potenza,
quando le palle avevano iniziato a cascargli dalle mani
se cercava di prenderle al volo. Una differenza di qualche
centimetro, magari, ma bastava. Cos'era la tomba, se non
una differenza di un metro e mezzo verso il basso. Li aveva
visti seppellire quel ragazzo, oggi, metterlo sotto terra, e lui
stesso aveva avuto la sensazione di sprofondare. Pi o meno
come quando i Cels l'avevano ceduto ai Patsies. Non c'era
niente che non andasse nei Patsies, ottimi ragazzi, ma era
comunque un crollo, dopo il suo periodo di splendore con i
Cels: cinque campionati in sette anni! Oh, erano grandi sul
serio, e lui, Mel Trench il Possente, Truncheon il Terribile,
era il pi grande della squadra, per dio! Melbourne Figlio del
Diavolo. State in guardia! Re degli home run, il solo nella
storia dell'UBA ad avere vinto il titolo di miglior giocatore
per due anni di seguito. Nemmeno Brock Rutherford c'era
riuscito. Poi, senza motivo, aveva perso il dono. E i Cels
l'avevano scaricato. Non se lo meritava. Tutti i giornali
l'avevano scritto. Meritava di pi. Molto triste. Ma non amareggiato.
Tutti l'avevano notato. Un tipo che non porta rancore,
si disse. Swell Mel scrissero, Mel il magnifico. E ci
diede sotto come un cane con i Patsies, sperando in un altro
scudetto, ma le siepi di fondocampo si facevano sempre pi
lontane e i Patsies in quegli anni non erano granch. Alla
fine lo usavano solo come battitore designato. Benched
Trench scrivevano i giornali, Trench, l'uomo in panchina.
Infine, nel XLVIII, abbandon. L'anno dopo i Patsies vinsero
lo scudetto. Nessuno allora si ricord di Swell Mel. Rimase
a dormire da Jake un sacco di volte, in quel periodo.
Figlio del diavolo.
Alla fine, per, era stata la sua vecchia societ a soccorrerlo,
due inverni prima, con l'offerta di diventare manager
degli Excelsiors. Non c'era molto da fare con gli Excelsiors,
ma almeno non poteva combinare grossi danni: erano finiti
all'ultimo posto nel LIV. Mel accett, diede tutto se stesso...
e i Cels finirono all'ultimo posto anche l'anno dopo. E oggi
erano ancora li. En-Trenched scrivevano i giornali, trincerati
all'ultimo posto. Doveva fare qualcosa, ma cosa? Gli
veniva voglia di piangere solo al pensiero.
Per era contento di essere andato alla riunione quella
sera. Lo aveva aiutato a esaminare i fatti da un'altra prospettiva,
a lasciarsi un po' andare. Alla fin fine, le cose non cambiano,
comprese con chiarezza. C' chi vince, c' chi perde,
ma chi se ne frega? Quello che contava era... s... era l'Associazione,
la cosa nel suo insieme, pi grande di tutti loro, e
che... comprendeva tutti loro. Quando provava a immaginarla
mentalmente ne aveva una visione sfocata e confusa; ma
in fondo al cuore, e quando si trovava insieme a tutti gli altri,
cos, sapeva ci che intendeva. Si, c'era della gente incredibile
con lui, stasera. La maggior parte erano veterani,
giocatori che andava a vedere quando era bambino, vecchi
eroi, adesso quasi sessantenni, alcuni di loro - come Rooney
e Wall - anche pi vecchi. Ma ancora parlavano, ridevano e
si comportavano come giocatori in attivit. Qualcosa nel sangue,
nel cuore o nelle palle che ti fa andare avanti lo stesso,
non importa come. Sent il vecchio Sandy Shaw che accordava
di nuovo la chitarra. Aveva pi di sessant'anni e sembrava
ancora un ragazzino lentigginoso. Trench si tast lo
stomaco duro. Morir prima di tutti loro, si disse. Ma non ci
credeva sul serio. Guard il vecchio Rooney. Pappy. Uno dei
pi grandi di tutti i tempi. Il viso liscio segnato da rughe profonde.
Capelli bianchi. A giudicare dalla pelle avvizzita sulla
nuca gli si potevano dare centinaia di anni. Si diceva che
avesse il cancro. Ma guardatelo: un incredibile attaccabrighe,
ogni giorno in azione, a dare tutto se stesso. Vecchio fantastico.
Hall of Fame. Trench avrebbe voluto abbracciarlo, fare
capire al vecchio che gli voleva bene, e che quando fosse
morto a lui sarebbe dispiaciuto sul serio. Il giorno successivo,
Rooney sarebbe diventato il suo peggiore nemico. Se
Trench non tirava fuori i suoi Cels dal fondoclassifica sarebbe
stato un uomo finito, e doveva cominciare subito, doveva
battere gli Haymakers di Rooney. Ma stasera poteva abbracciare
quel vecchio bastardo e dichiarare solennemente con la
mano sul cuore: io sono dalla tua parte, amico. E sapeva anche
che se si metteva male, poteva contare su Rooney. Cos
andavano le cose in questo gioco.
A quel punto Rooney si gir dalla sua parte e gli disse:
Trench, ti cercavo per dirti una cosa: domani vi faremo cagare
tutta la merda che avete dentro.
Trench fu preso in contropiede, ma riusc a ribattere: E
con che, con quegli aghi da cucito che avete in mezzo alle
gambe?
Rooney sorrise condiscendente, e pieno di gentilezza e
tatto disse: Vi seppelliremo, amico. Per sempre.
Trench fu attraversato da una folata gelida. Prima che potesse
pensare a una replica, Rooney era tornato in mezzo agli
altri. Trench si gir e fiss Jaybird Wall, sdentato, che russava
sulla brandina. O Cristo. Datti una mossa, ragazzo...
I tifosi ormai son quasi tutti via
E gli altri se ne andranno insieme a me;
Son finito in fondo, solo e senza compagnia
E non so come fare a risalir...
Merdamerdamerda! Raglan (Pappy) Rooney era ormai
giunto alla trasmutazione finale! Nel regno dei maledetti
beati! Si! Dacci sotto senza smettere mai, prima regola del
gioco! Manda dentro, butta fuori! Gi i primi bicchieri, stasera,
avevano bruciato la pancia di Rooney come una mistura
di sale e vetriolo, provocando una maledetta scarica che
lo aveva terrorizzato; poi, dopo un respiro profondo, aveva
scoperto che, chiss come, i vecchi tubi erano stati calcinati
dal fuoco, e il resto della serata fu tutta una sublimazione.
Aveva ripreso vita con una lunga pisciata di un color rosato,
poi era tornato a massacrare gli innocenti. Gli dava veramente
gusto bere con i ragazzi. Del cameratismo gli importava
meno che di un vaso da notte d'oro pieno di solidi stronzi
d'argento, per cos dire, ma a Rooney piaceva bere, e non
gli piaceva affatto farlo da solo. Gli piaceva sentirli ridere e
cazzeggiare, gli piaceva stare a sentire le canzoni del vecchio
Sandy, gli piaceva il frastuono, lo squallore, la tensione,
l'entusiasmo, gli piaceva tutto questo, riempito fino all'orlo
e fatto bollire. E pi di tutto, gli piaceva prenderli per
il culo. Oh Oh! Quel panzone di Trench si era quasi sgonfiato:
fffooOO! Ma l'avrebbero battuto davvero, Trench era finito.
Morto. Rooney sogghign. Affogateli nel loro sangue,
ragazzi! Fategli capire qual  la verit! La verit? Era sciatta,
malsana e arida ma era la sola cosa che esisteva e valeva
bene una commemorazione funebre!
Che farai, che farai, che fara- ah- ai,
Hai perso ogni speranza, gi lo sai!
Hai provato ed hai fallito
Sei soltanto un rammollito...
Era la festa di Rooney e nessuno se la stava spassando pi
di lui. La veglia da Jake! Cantava, gridava, trascinava le folle.
Lo mandava in sollucchero vedere che erano venuti tutti,
non potevano restarsene a casa, avevano paura di venire, ma
pi ancora di non esserci. Che peccato che Sick Flynn se ne
fosse andato, aveva un paio di colpetti niente male da sferrargli.
Per esempio il fatto che avesse ordinato di far fuori il
povero Damon perch se l'era spassata con quella verginella
di sua figlia. Ma Flynn se l'era fatta sotto. Stavano per inchiodarlo,
lui e quel pivello del suo lanciatore: fuori dal
baseball. Il pronipote di Fancy Dan Casey. Fine della stirpe!
Basta con i brocchi sciocchi!
No-hit Nealy, ho ho ho!
Se lanciavan basso sventolava alto
Ehi, babbeo, smettila di gorgogliare e dacci un taglio!
Ragazzi, voi non sapete apprezzare! E comunque rise
insieme agli altri. Se avesse smesso di prenderli in giro, per
lui sarebbe stata la fine.
Andando al cesso incroci Bancroft: Ehi, Filosofo, non
ti interessano mica delle foto?
Che foto? chiese Barney. Era ubriaco perso.
Foto zozze! ulul Rooney felice. Le cose si mettono
male, Filosofo!
Lo spirito di Rutherford bofonchi Bancroft la spunter
alla fine!
Ah, davvero? E qual  Fera del tuo spirito?(5) sghignazz
Rooney, ehi, questa si che era buona! E-R-A, capito? Gli
diede una gomitata nel fianco - Vecchio Filosofo un cazzo,
corri e suda e non ce l'aveva mai fatta - poi si gir e rivolto
agli altri: Ehi! Siamo nella nuova Era Rutherford! grid.
L'e-R-a dello Spirito! Scoppi a ridere fragorosamente,
ma fu il solo. Nessuno aveva capito. Versa da bere, Jake!
Sono mezzi morti!
Mentre il casino ricominciava, Rooney scivol dietro a
Shadwell, e cominci a parlare dei vecchi tempi con il vecchio
Tim, perso nel sentimentalismo pi bieco. Rooney e
Shadwell avevano esordito nello stesso Anno - il X: chi cavolo
aveva detto che l'Anno dell'Esordiente era stato il
XIX? - e Tim aveva colpito Rooney pi di una volta con i
suoi tiri irregolari nei quindici campionati successivi. Poi,
quando Tim cominci a parlare a ruota libera fino quasi a
commuoversi, Rooney si chin su di lui e gli sussurr: Ma
senti, Tim, onestamente, tutta questa storia dell'Era di Brock
Rutherford non ti fa girare un po' le palle?
Shadwell arross come una verginella colta in fallo.
Sai... inizi, guardandosi intorno a disagio. Le mani gli
tremavano e i cubetti di ghiaccio tintinnavano nel bicchiere.
Certo, sai, Brock aveva i suoi difetti, ma... cio, vedi, non 
proprio il momento adatto per...
Crock Rubberturd.
Shadwell perse il controllo e senza alcun rispetto per il
proprio carattere candido e innocente, cominci a sghignazzare.
Rooney, sei il peggiore di tutti ammise.
Ehi, Sandy! grid Rooney a squarciagola. Facci Long
Lew e Fanny'!
Lew Lydell protest ma il resto della banda colse l'occasione
al volo.
Long Lew e Fanny! Sandy svis su una corda e qua e
l risuonarono delle risa. Dacci sotto, Sandy! grid uno
spiritosone.
 troppo tardi, ormai disse Sandy strascicando le parole,
e tutti gridarono per incitarlo...
Ragazzi, su forza,
Portate da bere
E mettetevi tutti qui intorno a sedere.
Vi voglio cantare
La storia curiosa
Di Miss Fanny Me Caffree e Long Lew
Lyddell!
Chi mai scorder
Il giorno che i Grooms
Giocarono in casa dei Knicks?
Long Lew lo giur:
Vittoria sar
O Fanny il suo imen perder!
Il primo, lo giuro,
E stato Long Lew,
Ma il solo ormai non  pi:
Long Lew, questo  certo,
Di donne era esperto,
Fanny era ancora a digiuno!
Nove inning pi tardi
In quel giorno d'estate
I Grooms furon sotto sei a zero;
E la figlia del boss,
Dei Knicks, McCaffree,
Si vide davanti Long Lew!
Miss Fanny, mi scuso
Le disse confuso,
Per quello che io sto per fare:
Sar doloroso
Pur se appetitoso:
Per questo mi chiaman Long Lew!
Il primo, lo giuro,
 stato Long Lew,
Ma il solo ormai non  pi:
Long Lew, questo  certo,
Di donne era esperto,
Fanny era ancora a digiuno!
E quando vedette
Com 'era Long Lew
Miss Fanny svenne sgomenta
L sulla panchina
Piomb la meschina
Gi priva delle sue vestimenta!
E spingi e sospingi,
Terribil clamore,
Eppure era solo un assaggio!
Poi ci diede dentro
L nel baricentro
E Fanny HOME RUN grid!
Il primo,  sicuro,
 stato Long Lew,
Ma il solo ormai non  pi:
Long Lew, ne son certo,
Di donne era esperto,
Fanny era ancora a digiuno!
Mistero infinito:
Nessuno sa come
Ma dentro ce lo mise tutto!
E chi era presente
Ammise all'istante
Long Lew dentro ai libri di storia!
E Fanny seppure
Ormai tutta in vista,
Gli disse Sei un professionista,
C' la consistenza,
Ma sulla distanza
Sei ancora da sperimentare!
Il primo, lo giuro,
E stato Long Lew,
Ma il solo ahim non  pi:
Long Lew, l'ho scoperto,
Di donne era esperto,
Fanny era ancora a digiuno!
Ma ecco Old Fenn:
Fanny disonorata!
Long Lew invece un po' affaticato;
Voleva accorciarlo,
Ma Fanny si incazza:
Ora anch'io so usare la mazza!
Ai Knicks la vittoria
E a Long Lew la gloria,
Ma Fanny fu la vera prode;
McCaffree furioso,
Il tifoso curioso,
La morale : chi s 'accontenta gode.
Il primo, lo giuro,
 stato Long Lew,
Ma il solo ormai non  pi:
Long Lew, questo  certo,
Di donne era esperto,
Fanny era ancora a digiuno!
S, certo, fu una grande veglia, e mentre tutti scherzavano
e gridavano, egli vide che era cosa buona, ma non bastante.
Mancava qualcosa: Ehi, vecchi pisciasotto! Tutti qui! grid
Rooney.
Che c', Pappy?
Tutti qui!
Pappy, se tolgo il gomito dal bancone, chi mi regge?
Ma lui insisteva e quando alla fine tutti gli si radunarono
intorno e li ebbe addosso, li fece girare verso il bar ed eccola
li, nessuno l'aveva notata prima, ma stava li in piedi al banco,
da sola. Non persero tempo. Presero la brandina nel retrobottega.
Il vecchio Jaybird Wall era ancora l sopra che
russava, con la dentiera sempre attaccata al culo; lo buttarono
gi e ci misero sopra lei. Senza perdere tempo o sprecare
parole. Ne avevano abbastanza della fase di putrefazione,
erano passati per decomposizioni e perdite e coagulazioni:
ora bramavano l'unione. Eh, si, la riempirono per bene di
sperma, ce n'aveva tanto dentro che alla fine le usciva dalle
orecchie, che cazzo di inondazione...
 buffo il mondo, eh? disse Jake.
S... proprio buffo, hai ragione.
Il suo nome risplende in eterno,
Come fiaccola che non spegne mai!
Ci hai lasciato ancor giovane e forte,
Ma nel baseball sempre vivrai!
Abbassate la testa, o intrepidi, e piangete!
Il giovane Damon ferito  stato a morte!
L'hanno calato in una tomba scura
Il suo magico braccio stroncato dalla sorte!
Verso l'esilio, con la morte nel cuore, Sycamore Flynn
fissava la notte, e non vedeva niente, nemmeno il suo pallido
riflesso, fissava abbattuto il fondo dello scompartimento.
Niente pensieri, non pi di quelli di un uomo che sta affogando,
solo angoscia, e la sua mente turbata vagava, vagava,
cullata dal rollio delle rotaie, si muoveva libera in un flusso
ininterrotto, veniva sbalzata qua e l, il verde e l'oro, i soli e
le ombre, i figli e i padri, i figli e i padri - e le grida acute
dei ragazzi di strada, i salti, i lanci, le corse e le battute, le
partite vinte e quelle perse, le palle rimbalzavano verso di
lui, gliele lanciavano, volavano verso di lui, sopra di lui, e
lui correva all'indietro, all'indietro...
Distolse lo sguardo. Torn a pensare alla partita di domani.
Che era poi quella di ieri. Tran tran, tran tran, sempre pi
vicina. Si, c'era uno schema, forse, e leggende e diagrammi
e profezie - ma c'era anche un'altra cosa, e gli veniva incontro,
dura e tangibile, si, a dir poco, e a volte potevi prenderla
e rilanciarla e trasformarla in fama e gloria, ma altre
volte ti colpiva dritto sui denti, e, no, non riuscivi a fermarla,
non facevi nemmeno in tempo ad abbassarti. E non potevi
nemmeno darle un nome! Aveva paura. Non solo per s.
Non solo per la sua squadra. Per tutti. Ci sarebbero stati tutti.
Brock Rutherford Day al Pioneer Park... pi due. Si riprende.
Annunciata una sostituzione: peri Pioneers, corridore
designato...
Le aveva pensate tutte. Liberarsi di Casey. O almeno tenerlo
in panchina. Dimettersi lui stesso. Ritirare i Knicks da
tutte le partite rimanenti. Proporre la sospensione del campionato,
dare lo scudetto ai Pioneers che comunque erano al
secondo posto dietro di loro. O perfino, chiedere la chiusura
dell'Associazione. E perch no? Che significato poteva avere
il passato senza il processo attuale? Assolutamente nessuno,
e dunque? Niente risposte, solo il terrore. E ogni altra
misura meno grave gli appariva insufficiente o insignificante.
Alla fine, riflett, tutto sarebbe ricominciato e lui avrebbe
dovuto soltanto fare la sua parte. Ma anche di questo aveva
paura.
Sua figlia era scomparsa. Non aveva lasciato neanche un
biglietto. Non ce n'era bisogno. Sapeva cosa gli avrebbe
scritto e non poteva farci niente, n poteva fare qualcosa per
farla tornare a casa. Ora Harriet per lui era come morta,
come era morto Damon per Brock. E anche di pi, perch
Damon era morto e nessuno adesso lo odiava. In un certo
senso, Flynn invidiava Brock. No, non era vero. Stai solo
cercando di minimizzare, di indorare la pillola. Puoi sempre
amarla anche se lei ti odia; ma cosa  rimasto a Brock da
amare? Non si pu volere bene a un cadavere.
Brock il Grande. La sua Era: si, si, era proprio cos. Gli
aveva fatto male, a Sycamore, dirlo davanti a tutta quella
gente - gli sembrava di essere stato ingannato o qualcosa del
genere, e se l'era presa con McCaffree, con Bancroft e con
Brock Rutherford. Ma era vero. Sycamore Flynn, 57 anni,
Hall of Fame, interbase dei Bridegrooms e degli All Star dal
XIX fino al XXX Anno, miglior giocatore nel XXVIII, dal
LUI manager dei Knickerbockers, con i quali aveva vinto per
due volte lo scudetto, sapeva che era vero. Lui c'era. Aveva
esordito come Brock nel XIX, e il suo trionfo personale era
stato essere prescelto - superando Brock e tutti gli altri -
come Esordiente dell'Anno. Brock si era vendicato. S, e
quante volte! Come alla fine della stagione, tre anni dopo,
quando Sycamore e un compagno di squadra di Brock, Willie
O'Leary, stavano lottando per il titolo di Miglior Battitore.
Per i Pioneers vincere lo scudetto quell'anno fu una passeggiata
e nelle ultime partite si lasciarono un po' andare, ma
non quando c'era Sycamore Flynn al piatto. Brock in persona
lo elimin sette volte di fila nelle partite finali - e una
volta c'era solo un uomo in seconda, nessun eliminato e la
prima base libera, poteva anche regalargliela la base, e invece
no, era l'anno del Dagli-addosso-a-Flynn, e gli diedero
addosso. Insomma, fin quarto. Brock il Grande. Si, accidenti,
che dio lo maledica, lo era davvero!
Il treno si ferm. Sycamore era solo; i suoi giocatori erano
andati avanti. Lo scalo ferroviario era distante un solo isolato
dal campo dei Pioneers, e l'albergo dove alloggiavano i
Knicks era un isolato ancora oltre; Sycamore decise di andare
a piedi. Di rilassarsi. E comunque, non si sentiva sicuro a
prendere un taxi qui, nella citt della squadra di Damon; potevano
riconoscerlo e non gli sarebbe piaciuto. Anche se la
notte era calda, si alz il bavero e scelse il lato pi buio della
strada. Cosa era che lo perseguitava? Forse il fatto che non
si sentiva abbastanza in colpa?
Pass vicino allo stadio. Troneggiava come un'enorme
rovina con le sue luci spente in quella notte scura, emanando
un odore cupo di morte e corruzione - no, no, era solo quella
vaga puzza di umidit e di rifiuti tipica dei vecchi edifici,
e in particolare degli stadi di baseball. Gli suscitava un terrore
irrazionale, stupido; per liberarsene, attravers la strada,
lo tocc, sent la solidit del muro, materia insignificante,
ordinaria, senza vita. Uno stadio di baseball. Come tanti.
Si accorse che l'ingresso, un ampio arco, non aveva cancello.Come facevano a tenere fuori quelli senza biglietto? Forse
oltre l'ingresso c'erano delle porte o dei cancelli. Sbirci.
Non riusc a vedere niente. Era buio pesto, l dentro.
Rise della propria stupidit. Attraversare la strada per vedere
se un edificio era reale!  buffo l'effetto che hanno i
funerali sulla testa della gente. Se qualcuno l'avesse visto,
avrebbe pensato che era completamente matto. Si guard
intorno furtivamente, ma gli sembr che non ci fosse nessuno.
Urt il muro sbucciandosi un ginocchio, come per punirsi,
e si diresse verso l'albergo. Poi esit. Era una cretinata,
ma quell'ingresso senza cancello lo disorientava. Dimenticalo.
Hai bisogno solo di dormire per tutta una notte. O almeno
di riposare - non era sicuro di riuscire a prendere sonno,
la partita di domani lo avrebbe tenuto sveglio. E allora,
che fretta c'era? Torn indietro.
No, niente cancelli. Nemmeno i cardini. E dentro: non poteva
essere cos scuro. Doveva essere il lampione in strada,
per quanto fievole, che dava quell'impressione. Pass per
l'arco. Non vedeva ancora niente, ma una volta dentro cap
che si trovava in qualcosa che somigliava pi a un tunnel che
all'entrata di uno stadio di baseball. Si tenne sulla destra, la
mano stesa in avanti. S, un muro. Scabro e umido. Lo segu
per qualche passo. Strano. Forse stavano costruendo qualcosa.
Degli scavi. Doveva tornare a dare un'occhiata, domani,
alla luce del sole. Si gir, con un vago timore che - ma no,
eccola l, la luce tenue della strada. C'era qualcosa di nuovo,
per, adesso. Voci. Indistinte ma non distanti. Meglio
aspettare. Avrebbero potuto scambiarlo per un ladro.
Mentre il tempo passava, Sycamore si spazientiva. Due
tipi fermi all'angolo della strada a parlare delle loro conquiste,
sicuro. Certo, potevano anche essere poliziotti. Meglio
non muoversi. Per passare il tempo si avventur un po' pi
lontano, la mano sinistra protesa in avanti, la destra attaccata
al muro. Terriccio. Umido. Sembrava non terminare mai.
Alla fine, rinunci e torn indietro. Ma adesso la strada non
c'era pi. Un momento di panico, poi riflett. Il muro che
stava seguendo doveva aver curvato. Se ne stacc. Non vedeva
ancora nulla. Meglio tornare indietro da dove era venuto.
Cerc il muro, ma non riusc a trovarlo. Allora il panico lo
colse davvero. Cominci a girare su se stesso, muovendosi a
casaccio in tutte le direzioni, e non aveva pi paura delle
voci, adesso, bens di chiamare aiuto. Perch? Non sapeva -
ah, il muro! Ma quale? Respirava a fatica, pieno di vergogna.
Aveva perso la testa per un attimo. E adesso da che parte,
destra o sinistra? Decise che doveva trattarsi dello stesso
muro di prima, quindi si avvi seguendo la parete con la
mano sinistra. Ma dopo un centinaio di passi non c'era traccia
della strada, e cap che doveva essersi sbagliato, che si
stava allontanando sempre di pi. Si gir. Stai calmo. Non
ci vuole molto a crollare. Conta. A cento si ferm. Devo essere
partito da qui, pi o meno. Altri cinquanta, cento passi
e poi doveva esserci la strada. Ma dopo venti passi, il muro
girava a destra ad angolo retto. Deglut e si pass la lingua
sulle labbra. Pensa, pensa e tieni duro. Se volgi le spalle alla
parete e cammini perpendicolarmente - prima o poi dovresti
trovare l'altra parete. Ma sentiva questa parete sotto la mano
e non gli andava di lasciarla. E anche se avesse trovato l'altra,
da che parte doveva andare, a quel punto? E se poi stavano
facendo degli scavi, ci sarebbero state delle buche: poteva
cadere, farsi male e avrebbe dovuto passare la notte l.
No, rifletti bene. Questo tunnel porter pure da qualche parte.
A qualche altra uscita, sicuro. Cammina attaccato alla
parete, non fermarti. Aveva paura di svoltare a destra, quindi
torn indietro seguendo il muro, la destra avanti, la sinistra
dietro a seguire il percorso sulla ruvida parete. Altri cento
passi e anche quella parete faceva un angolo improvviso a
sinistra. Troppo presto. Ma forse adesso faceva passi pi lunghi.
Inutile tornare indietro. Meglio continuare. Non pensare.
Cadresti in preda al panico. Muoviti, dai, presto. Cerc
di farsi coraggio mentalmente. Andiamo. Muoversi. Un, due
tre. Ogni centinaio di passi, incontrava un angolo verso sinistra.
Stava percorrendo un cerchio. O forse una spirale. Ma
che cazzo di stadio era? Non fare domande. Continua a camminare.
Adesso gli sembrava di andare in salita. Solleva
quelle ginocchia. Dai, Sic, dai, ragazzo. Facciamo dei progressi,
eh? Ora sudava, i vestiti gli si appiccicavano addosso,
l'aria era pesante - il cuore batteva troppo in fretta! Abbass
la mano destra per sentire il battito e dopo un'improvvisa svolta
a destra della parete sbatt contro qualcosa
di solido.
La faccia gli pizzicava. Si sentiva stordito. Sporco. Si ferm
l, nell'angolo, ormai sul punto di crollare, trattenendo il
respiro. Poi cap dove si trovava. Era la sua panchina. La
panchina degli ospiti vicino alla prima base. Era sempre scuro,
non si vedevano i contorni delle cose, ma non c'era pi
quel buio pesto di prima. Decise di oltrepassare la panchina
ed entrare in campo per riprendere l'orientamento, respirare
un po' d'aria fresca. Non aveva ancora superato la panchina
che li vide, ma distolse lo sguardo. No, questo era troppo.
Anche in campo, l'aria della notte era pesante. Diresse lo
sguardo verso il luogo dove era la casa base, dove avrebbe
dovuto essere; ma la schiena gli formicolava. Un'altra illusione
dovuta alle ombre, pens. Di notte. Succedeva sempre.
Irrazionale. Ma era certissimo che fossero li, certissimo di
averli visti. Seduti sulla panchina. Non sapeva chi. Ma c'erano,
dietro a lui. Te li sei immaginati. Girati e guarda. No, non
fare l'idiota,  per questo che sei finito qui dentro, non ricordi?
Doveva esserci un'uscita dietro la casa base, se la ricordava.
Da quella parte. Via di qui. Dai. Cammina, non correre.
Controllo. Ma anche rapidit. Si concentr sul cuscino,
l'unica cosa che riuscisse a vedere. Alla fine si ritrov che
correva.
Ma arrivato alla prima base, si ferm di botto. C'era una
sagoma in agguato laggi. Non poteva tornare indietro. Flynn
era solo come un cane in un campo di baseball al buio, dietro
di lui la panchina con quelle maledette riserve fantasma,
dietro ancora il tunnel - e davanti qualcosa che era ancora
peggio. A circa sei passi dalla prima base, lungo la linea verso
la seconda. L'abitudine gli fece pensare istintivamente:
gioca troppo vicino al cuscino. O forse stava venendo verso
di lui. Qualcuno che veniva dalla casa base? Una base su
balls? Oppure... ahi ahi. Oh, no.
Un vento freddo e umido gli turbinava intorno alle caviglie,
gli strisciava su per la schiena. Gli strattonava gli abiti
che gli tremolavano addosso e i pantaloni del prima base
fluttuavano attorno alle sue ginocchia immobili. Flynn non
riusciva a muoversi, come se fosse inchiodato al suolo.
Matt? sussurr. Nessuno rispose. Si sentiva la bocca secca,
la lingua impastata. Non riusciva quasi a sentire le sue
stesse parole. Matt, sei tu? Volto nell'ombra, tratti invisibili,
ma il corpo, l'aspetto sembravano quelli di Matt Garrison.
Il berretto calcato sul davanti, come lo portava lui, la
mascella protesa. Immobile. Flynn, con lo sguardo fisso sul
giocatore fermo, si gir e cominci a indietreggiare. Verso
casa base. Verso l'uscita. Oh, cristo. Devi andartene, devi
farcela.  terribile.
Poi esit. Sentiva il manto erboso sotto le scarpe. Non stava
seguendo la linea. L'aveva persa. Ora doveva trovarsi vicino...
al monte. S. E ne era certo: c'era qualcun altro alle
sue spalle. Non c'era neanche bisogno di guardare. E poi non
ne aveva il fegato. Jock? Riusciva appena a distinguere la
figura di Matt Garrison e dietro di lui la bocca nera
dell'ingresso da cui era entrato. McAllister Week in seconda. Sei
tu, Jock? Girati e guarda, coglione. Non ce la faccio. Scusa
ma non ce la faccio. Jock, se non vuoi fare un pitch-out...
Riusciva a immaginare la faccia di Casey. Le ossa che si intravedevano
sotto la magra pelle del viso. Gli occhi infossati
e spettrali, occhi da solitario. Lo sguardo fisso e gelido. Ma
non ce la faccio a girarmi e a guardarlo. Senti, se posso....
Il vento della notte. Il campo senza vita. Il suo cuore che
perdeva colpi, che stava per spezzarsi, per cedere. Perch
ci hai fatto questo, Jock? grid. Stava per scoppiare in lacrime.
Cap che dietro di lui, dietro Casey, dietro la casa base
c'era un'uscita. Forse portava fuori, forse no. Ma non ce
l'avrebbe mai fatta. Era la cosa che pi desiderava al mondo,
ma non l'avrebbe mai raggiunta. Non riusciva nemmeno
a girarsi. E poi non sapeva cosa avrebbe trovato sul piatto di
casa base. Mi arrendo disse.
Proprio allora si accesero le luci.

Note.
1. Gioco di parole fra Haymakers falciatori e Homemakers casalinghe
(N.d.T.).
2. Ragbag, sacco per gli avanzi ma anche accozzaglia, miscuglio.
Ragger, chi fa chiasso, chi prende in giro (N.d.T.).
3. Crock Rubberturd, storpiatura di Brock Rutherford che significa,
pi o meno, Stronzo Rottame di Plastica (N.d.T.).
4. Il paragrafo gioca sulla parola reason, ragione, scomponendola in
res (lat., cosa) e son (figlio). Il figlio della bestia, quindi,  il figlio
della ragione, ma anche Damon, il figlio di Brock. Pi avanti fautore
scinde di nuovo reason parlando prima di re e poi di His son (suo
figlio, della ragione quindi, ma di nuovo anche Damon) (N.d.T.).
5. Gioco di parole che prosegue per tutto il paragrafo fra ERA
(Eamed Run Averages, in italiano PGL, punti guadagnati sul lanciatore)
e era, epoca, era, periodo (N.d.T.).

 Capitolo 4.

Flynn, con le spalle al monte, se ne stava con ogni probabilit
a guardare il suo recinto, dove due lanciatori di rilievo
si stavano allenando, e al tempo stesso osservava Matt Garrison
avvicinarsi alla prima base mentre per i Pioneers un
corridore designato andava a prendere posto in base - ma chi
era? Chi  che avevano i Pioneers? Forse Tuck Wilson: Bancroft
manda in campo Wilson al posto di Rutherford, va
bene. Henry guardava gi intontito verso quei tre sul suo tavolo
di cucina, cercando di farsi un quadro esatto della situazione,
di mettere un po' d'ordine in quella maledetta azione,
ragazzi, e lui era il vecchio Fennimore McCaffree vestito
di nero che dava ordini ed era Barney Bancroft che incitava
i suoi uomini a vincere la partita ed era tutti gli Anziani che
se ne stavano seduti come una giuria di titani infuriati sulla
Tribuna degli Anziani ed era il ricevitore Chauncey O'Shea
che piagnucolava dietro al piatto, distrutto per quello che era
successo, ed era l'arbitro Frosty Young che gridava di cominciare,
di smetterla di pensare al ragazzo, e si rendeva
conto di quanto gli dispiacesse chiamare uno strike anche se
doveva farlo, ed era anche ognuno dei vecchi Pioneers riuniti
l per il Brock Rutherford Day al Pioneer Park, oggi un
po' sgomenti ma ancora l per vedere giocare... ma soprattutto
era solo e soltanto J. Henry Waugh, Proprietario sfatto
e ubriaco dell'UBA, che pensava che un uomo grande e grosso
non dovrebbe starsene li all'alba di un giorno lavorativo
a cazzeggiare e che pensava anche a come avrebbe fatto ad
affrontare il vecchio Zifferblatt dopo due ore.
Alla fine, Flynn and da Jock Casey e gli chiese: Te la
senti davvero di giocare?
E Casey rispose: Certo, perch no?
Be', posso sempre...
Lascia perdere. Casey era impaziente. Cerchiamo di
cominciare, piuttosto.
Il vecchio Flynn scosse il capo, come per dire che lui aveva
fatto il possibile, e lasci il campo. Casey fondamentalmente
aveva ragione: finiamola. Stiamo a vedere cosa succede.
Le tribune erano immerse in un silenzio mortale.
Strapiene, per. Erano tornati tutti. Volevano essere presenti.
Chiss, poteva essere l'ultima partita dell'UBA.
Henry trascrisse che Wilson sostituiva in prima base il
battitore colpito, morto e sepolto, R.I.P., ma i guanti lo impicciavano
e riusciva a malapena a leggere quanto aveva
scritto, cos se li tolse e li tir sullo scaffale, poi ripass con
la penna le lettere sul foglio; si leggevano ancora malissimo.
Henry riflett sulla situazione, fine del terzo inning, Pioneers
alla battuta, Wilson in prima, nessun eliminato, Ramsey batte
su Casey, "Tabella Esordiente-Esordiente", riusc perfino
a farsi un vago quadro mentale di come si sentissero laggi
all'idea di ricominciare a giocare, di come stavano dentro, a
prescindere da quello che dicevano ad alta voce; poi prese i
dadi, mischi la bean ball nel pugno e tir per Toby Ramsey:
si ripartiva. PT1B/C avanza 1 se P, che significava che
Garrison intercettava la palla in prima non assistito, Ramsey
era eliminato, ma Wilson passava in seconda e a Henry all'improvviso
venne in mente, pensando adesso come Barney,
o forse anche come uno dei vecchi Pioneers, Willie
O'Leary per esempio, che Ramsey avrebbe dovuto smorzare
la palla, ma non importava, era comunque fuori, e poi perch
Bancroft aveva mandato in base una vecchia botte come
Tuck Wilson? Avrebbe dovuto usare qualcuno pi giovane,
ma in mezzo a quel casino - no, non era questo il modo di
dirigere una partita. Henry si sentiva stranamente oppresso e
si accorse che aveva ancora il cappotto addosso; se lo tolse e
lo lasci cadere sullo schienale di una sedia. Toccava a
Grammercy Locke adesso, uno eliminato e un uomo in seconda,
il che significava che Casey avrebbe dovuto regalare
la base a Locke per poi tentare un doppio gioco, e anche se
Henry da parte sua avrebbe voluto vedere Locke battere,
voleva vederli battere tutti, cedette di fronte alla logica e
Locke pass in prima, Wilson sempre in seconda e Hatrack
Hines al piatto: via con la "Tabella Esordiente - Star" adesso,
per i prossimi quattro battitori dei Pioneers. Immagin
che ormai doveva essere cominciato un po' di cicaleccio fra
le basi e le panchine, e forse anche un po' di trambusto sugli
spalti, ma non riusciva a sentire niente. Tir i dadi per Hines
che ottenne una base su balls e adesso le basi erano tutte piene,
con il campione degli home run al piatto, Witness York;
Henry riusc a sorridere, alla fine, e grattandosi la testa si
chiese dove avesse lasciato il cappello. Tir: V ED/C avanza
1. Presa al volo dell'esterno destro, che delusione, per
almeno il vecchio Tuck Wilson aveva gi raggiunto ciondolando
la casa base prima della presa, e ora c'erano due giocatori
in seconda e in terza base pronti ad andare a punto,
due eliminati, alla battuta Stan Patterson, una Star, ma Patterson
esager un po' e sbagli tre volte. Strike out! Henry
era in piedi, chino sul tavolo, facendo leva con entrambe le
braccia irrigidite, e fissava scoraggiato la sua Universal
Baseball Association. Era come se non fosse successo niente,
Casey li stava bruciando tutti con i suoi tiri rapidi e violenti
e anche se il punteggio era adesso Pioneer 1, Knicks 0,
nessuno era ancora riuscito a battere una valida.
Henry si tir via la sciarpa, la butt sul piano del lavandino
e si sedette pesantemente. Aveva bisogno di dormire. Ma
non poteva, non ce l'avrebbe fatta ad alzarsi e l'avrebbero
licenziato. Era venerd. Se riusciva a resistere per tutto il
giorno, poteva rifarsi durante il fine settimana. Bene, a chi
toccava? Un attimo,  vero, i Pioneers non avevano un
lanciatore, e chi poteva mandare in campo? La cosa migliore era
usare il Fuoriclasse Mickey Halifax: dovevano farcela stavolta,
no? Certo che dovevano. Cos rest l seduto, appoggiato
a un gomito, combattendo contro il sonno, vagamente
preoccupato a causa di Zifferblatt, con una delle canzoni di
Sandy che gli attraversava la mente intorpidita; tir i dadi e
non successe niente di particolare per un paio di inning tranne
che Chauncey O'Shea, il ricevitore esordiente dei Knicks
che tutti pensavano accecato da lacrime di rimorso, arriv in
terza base con un colpo solo durante il quinto inning, rompendo
la serie positiva di lanci Rutherford-Halifax. Per fortuna,
Halifax elimin tutti gli altri e O'Shea non riusc a
muoversi dalla terza base. Nel frattempo per i Pioneers non
stavano combinando molto.
Ed ecco il sesto inning, la partita era ormai ufficialmente
valida anche se veniva sospesa e dato che i Pioneers conducevano
per 1-0 a Frosty Young sembrava di vedere nuvole
correre per tutto il cielo, ma d'altra parte Casey non aveva
subito nessuna valida e non si poteva togliere ai Pioneers
l'opportunit di umiliarlo, e inoltre non era ancora ora di
andare a lavorare e doveva pur fare qualcosa nel frattempo.
Henry accese il fuoco sotto la caffettiera con dentro il caff
vecchio di un giorno e cerc di lasciarsi prendere da un po'
del vecchio entusiasmo. Disse perfino a voce alta: Bene
ragazzi, adesso un po' di movimento, sveglia! - ma vide
con fin troppa chiarezza se stesso che si rivolgeva al tavolo
della cucina di legno, e pens: vecchio stupido caprone
ubriacone che non sei altro, dovrebbero rinchiuderti.
Si rimise lo stesso a sedere, tanto per vedere cosa avrebbero
detto i dadi, perch aveva ben chiaro nella mente che o
succedeva qualcosa - qualcosa, insomma, di riparatore - o
finiva tutto nell'immondizia, l'intera baracca, e fu allora che
i Knicks iniziarono a infierire su Halifax. Fu Killer Casey a
cominciare - il che era alquanto appropriato - con un singolo
forte e teso; poi, dopo due eliminazioni, Matt Garrison
batt un doppio, Baldwin un singolo e McCamish, con un
home-run, port il punteggio sul 4 a 1, a favore di Jock il
Pazzo e dei suoi Knicks. I Pioneers erano ancora in tempo
per rimontare, e Henry sbrait contro di loro, o forse non
contro di loro ma solo contro i dadi mentre tirava per i Pioneers
nella seconda parte del sesto inning, ma Casey, con un
ghigno sulla faccia, li sbaragli in un attimo, uno-due-tre.
Crudele gelido figliodiputtana. Il settimo adesso, che una
volta era l'inning fortunato, e O'Shea il Piagnucolone part
per i Knicks con un doppio che scavalc l'esterno destro,
Musgraves ottenne una base su balls, Casey con un doppio
li spinse entrambi a punto e Batkin con un singolo port in
casa anche Casey. E ridevano pure, perdio? Strike out per
Weeks, ma Garrison mise a segno una valida e pass in prima,
Baldwin ottenne una base su balls e adesso tutte le basi
erano piene. Via negli spogliatoi, Fuoriclasse di merda!
brontol disgustato rivolgendosi a Halifax, e mand in campo
in aiuto Drew McDermott. E cos McCamish spar una
legnata in terza ad Hatrack Hines che non la prese, e un punto
per i Knicks, poi Maverly batt una valida, pass in prima
e un altro punto, infine O'Shea batt un singolo, la sua terza
battuta valida della partita, e un altro punto ancora. Henry si
reggeva il mento con la destra e tirava con la sinistra, li vedeva
passeggiare tracotanti sulle basi, come se stessero facendo
un maledetto picnic. Musgraves, il solo nella formazione
dei Knicks che non aveva ancora battuto una valida,
riusc a spedire a casa McCamish, il che port al piatto Jock
il Brocco per la seconda volta in questo inning, e stavolta con
le basi piene e la partita che era ormai senza storia. Henry
pensava, pieno fino al collo di malumore e di nausea, che
Casey avrebbe probabilmente battuto tanto forte da spaccare
la palla, e invece no. Contro ogni regola e contro i segnali
che gli faceva Flynn, smorz la palla a sorpresa in circostanze
chiaramente avverse, e mand Maverly, che era in terza,
a punto; il ricevitore dei Pioneers Royce Ingram sbagli il
lancio in prima e Casey conquist tranquillamente una base,
e per di pi, con l'errore di Ingram, anche O'Shea scivol a
casa, pronto per un altro giro. Incredibile ma vero. E non
fin qui. Batkin schizz la palla in alto e Hines la riprese,
ma Weeks con un singolo riusc a portare a casa Musgraves e
Matt Garrison con un doppio spinse a punto Casey e poi Biff
Baldwin batt finalmente una palla al centro che mise fine al
massacro. Knicks 15 Pioneers 1. Henry non riusciva a mettere
bene a fuoco il Pioneer Park, ma si accorse che quasi
tutti i tifosi si erano alzati e se ne erano andati.
Ormai il caff bolliva gi da un po' e la cucina si era
riempita del suo aroma bruciacchiato. Henry si tir su dalla
sedia, spense il gas e butt la caffettiera con tutto il caff nel
lavandino. Il cielo fuori, senza stelle, cominciava a diventare
grigio: era quasi giorno. Alcune insegne al neon risplendevano
in quella luce fioca, proclamando nomi e meraviglie:
il nuovo, tedioso ordine. Guard l'orologio: ancora pi di
un'ora, prima di affrontare il vecchio. Che poteva raccontargli?
Questa probabilmente era la fine, davvero: mi han
trombato, mi sento un fallito. Se gli andava bene, avrebbe
dovuto subire una ramanzina terrificante, e considerando
come si sentiva quella mattina, non era certo la sua massima
aspirazione. Era autunno, ma Henry si sentiva sprofondato
nel pi freddo degli inverni. Ma no, non ricordi, siamo a
met del campionato di baseball! Campi verdi, sole a picco
e tifosi in maniche corte sugli spalti bianchi, gli ultimi a lasciare
il campo e a tornare a casa: si avvicin di nuovo al
tavolo.
A chi toccava? A Ingram. Il vecchio compagno di batteria
di Damon. Il vecchio compagno di batteria di Damon fu eliminato
con tre strikes - per la terza maledetta volta consecutiva.
Poi Wilder riusc - finalmente - a interrompere la serie
positiva di lanci di Jock il Pazzo con un singolo (e stranamente
Henry se ne dispiacque, perch almeno lo scorno doveva
essere totale), per la battuta di Goodman James diede il via
a un doppio gioco. Perch continuo a straziarmi in questo
modo? si chiese, ma continu a tirare i dadi e all'inizio dell'ottavo
inning Walt McCamish dei Knicks ebbe una base su
balls, Maverly spar una volata su Witness York che sbagli
la presa e O'Shea, lo Sconvolto-dal-Dolore, picchi la quarta
valida della partita, portando a punto McCamish. Musgraves
ottenne la base e i cuscini a questo punto erano pieni. Casey
scaravent una palla sul monte, colpendo un dito di McDermott,
e segn due punti su quell'errore. Troppo, davvero
troppo. Henry lanci i dadi attraverso la cucina, fece una
doccia fredda, si mise degli abiti puliti, spense la lampadina
sopra il tavolo tirando la catenella e usc a fare colazione.
Il suo autobus era gi pieno quando arriv alla fermata e
Henry pens per un attimo di andare a piedi, l'aria aperta gli
aveva gi fatto bene, ma non poteva correre il rischio di arrivare
tardi, non oggi, e cos, pigiato fra la folla, si un a quella
comunit esasperata intenta al suo pellegrinaggio mattutino.
Chi tossiva e chi tirava su col naso, qua e l esplodevano
starnuti attutiti: assalito dai microbi, la testa scoperta, Henry
si sentiva completamente vulnerabile. Si spinse verso il fondo
dell'autobus, scese un paio di fermate prima della sua, gli
sembr che l'autobus espellendolo emettesse un sospiro di
sollievo, compr un giornale in un'edicola all'angolo obbedendo
a un antico impulso che si rese conto di avere quasi
completamente dimenticato: la sua mano che porgeva le
monete, il rumore secco del giornale, il mondo a portata di
mano e di cuore, un qualche mondo, comunque.
Nella caffetteria si guard intorno in cerca di Lou: non era
ancora arrivato. Aspett che si liberasse uno dei tavolinetti
davanti al bancone e nel frattempo diede un'occhiata ai titoli.Preti che si spretavano e si sposavano. Oro e argento che
scarseggiavano. Orge interrotte dalla polizia. Stupri e omicidi.
Preparativi per un'altra guerra su larga scala. Un tavolo
si liber: Henry lo occup avvolgendo la sciarpa sull'altra
sedia. Sembrava che ogni generazione dovesse sostenere una
guerra. Un rito per rafforzare lo spirito tribale. Un articolo
sosteneva la necessit di considerare la sfida per la conquista
dello spazio come una guerra senza spargimento di sangue.
A Henry l'idea piaceva, ma non poteva funzionare. Pura
teoria. La gente aveva bisogno di elenchi dei caduti, metri di
terreno conquistato o perduto, serie compiute e organizzate
per strategie e funzioni decisive, rifornimenti e vie di comunicazione
interrotte o ripristinate, totale delle bombe sganciate e
totale dei decessi, aerei abbattuti e prigionieri risparmiati,
come se fossero stati un mucchio di punti segnati e
facili da calcolare. Inoltre, la guerra era alla portata di tutti,
la conquista dello spazio di pochi: la guerra era una specie
di bordello dove la massa sfogava i suoi desideri pi pazzi.
Follia: comunque, non era certo colpa sua. I piatti sul tavolo
vennero portati via con un rumore secco e un tintinnio
sgarbato che gli rimbombarono nei lobi nudi e irritati del
cervello e lo fecero trasalire dal dolore. Non cedere, ordin
a se stesso. La cameriera spazz il tavolo con uno straccio
che puzzava di qualcsa a met fra un vecchio caprone e un
pesce morto. Henry ordin una focaccina e un caff, con la
speranza di non vomitarli.
Nuovi avventori entrarono sbuffando e chiesero se il posto
con la sciarpa sopra fosse libero: Mi dispiace,  occupato.
Henry sfugg agli sguardi minacciosi tuffandosi nella
lettura del giornale, sorseggiando il caff bollente e felice di
poterlo fare.
Infine arriv Lou, con un cappello in testa e uno in mano
- il feltro grigio di Henry. Henry! Avanz sbuffando e ansimando
tutto eccitato, gi per il corridoio fra il bancone e i
tavoli, pestando piedi e urtando gomiti, brandendo il cappello
alto sopra il capo, sul suo viso arrossato un largo sorriso.
Hai lasciato il cappello da me, ieri!
Henry tolse la sciarpa dalla sedia e riprese il cappello -
Grazie, Lou - e tenne fermi il caff e il tavolo fino a che
Lou non smise di agitarsi e si piazz definitivamente a sedere
davanti a lui.
Ero preoccupato, cio non sapevo dove - cosa pensi di
fare oggi con...?
Non lo so, credo che dovr semplicemente...
Sono passato da te ieri sera, credevo che fossi a casa, ho
chiesto al negozio di sotto, avevo paura che tu, che so, avessi
lasciato la citt o...
Ero andato a bere qualcosa.
A bere qualcosa? Oh.
Mangi?
Comunque, stamattina sono ripassato, tanto per vedere.
Avevo pensato che avresti avuto bisogno del cappello e avevo
intenzione di salire, insomma, non sapevo come l'avevi
presa, cosa potevi - ma Mr. Diskin mi ha detto che ti aveva
gi visto uscire, e cos...
Lou, la ragazza sta aspettando.
Huhh? Oh! Uh, numero quattro, per favore, uova fritte e
t. E anche un Danish. Lanci un'occhiata all'orologio passandosi
la lingua fra le labbra.
Un Quattro, t e Danish!
Oh, uh, scusi signorina... Lou arross quando la cameriera
si volt di nuovo verso di lui, poi sorrise timidamente.
Potrebbe portarmi... due numeri quattro?
Un altro come prima!
Non ha un pastrami eccezionale?
Chi?
Diskin. Lou sorrise. Be', almeno il suo viaggio fin l era
servito a qualcosa. Holly Tibbett in carne e ossa.
Stai a sentire, Lou. Stavo pensando, che ne dici se dividessimo
il mondo in otto squadre, distribuissimo le risorse
in modo pi o meno equo fra loro e facessimo scegliere a
ognuna, a turno, degli equipaggi spaziali composti da tutti i
talenti oggi disponibili...
Ma di che stai parlando, Henry?
Della sfida per la conquista dello spazio. Vedi, stavo
pensando se era possibile organizzarla in modo da renderla
statisticamente pi eccitante - si potrebbero fare delle regole
per permettere alle squadre di comprare, vendere e scambiarsi
personale, e in caso di infrazioni, si dovrebbero tenere
in panchina gli scienziati e i piloti migliori...
Henry, ma stai...? Lou si allung in avanti osservando
con aria interrogativa il viso di Henry, come se vi avesse
scorto qualcosa di orribile. Ti senti bene? Mi sembri, non
lo so... mi sembri cambiato.
Sono solo un po' stanco, Lou. Non ho dormito molto.
Oh. Arriv il cibo, su diversi piatti, e cancell un po'
del tormento che appariva sul grosso viso rotondo di Lou,
spingendolo a chiedere: Henry, sei sicuro che non vuoi altro
da mangiare?
No, sto bene cos. Lou guard con disprezzo il piatto
della focaccina vuoto poi, divorando le uova, torn a fissare
il viso di Henry. In effetti, pens Henry, sono davvero cambiato.
Non preoccuparti, Lou, andr tutto bene. Era molto
stanco e questo lo rendeva irrequieto. Si spost sulla sedia,
poi respir profondamente un paio di volte. E comunque
non ha importanza. Era incredibile starsene a guardare Lou
quando entrava in totale sintonia col cibo. Tutta la sua goffaggine
svaniva e le sue dita sfioravano il cibo come se si
fosse trattato di uno strumento musicale, il viso rosso per il
piacere e il lieve sforzo. Ma c'era anche qualcosa di demoniaco
in lui, qualcosa di distruttivo: sembrava che, avendone
la possibilit, la sua massa enorme avrebbe potuto consumare
tutto quel che c'era. Credo che la cosa migliore da fare
sia andare da Ziff e dirgli che ero ammalato, e sperare che se
la beva.
Lou alz gli occhi dalle sue uova con un'espressione sorpresa:
Ma, disse, togliendosi il rosso dell'uovo dalla bocca
con una salvietta di carta, perch non gli dici la verit?
La verit?
Sii tuo, cio... quel tuo parente, quello del funerale...
Ah, lui! Sorrise dentro di s. Giusto, perch no? Non
so, sai, non me la sento di...
Nessuno va a lavorare quando c' un lutto in famiglia,
Henry. Sono certo che Mr. Zifferblatt comprender, non 
inumano, sai.
Credo di no.
Allora il fatto  che non vuoi... insomma che non vuoi
parlarne?
Credo che pi o meno sia cos.
Lou sorrise, un largo sorriso che lasciava intravedere un
boccone di pasta mezzo masticato, poi si punt un dito sul
petto. Il mediatore. Andr avanti io furono le sue amichevoli
parole impastate di Danish.
Giusto, quando si  in due persone ci si scontra, in tre si
forma un'alleanza: e infatti dopo che Lou gli ebbe aperto la
strada, Horace Zifferblatt gli diede il benvenuto per conto
della ditta Dunkelmann, Zauber & Zifferblatt non esattamente
con un caloroso abbraccio, ma contorcendo il suo vecchio
testone in quello che certamente egli considerava un cenno
di lutto, e gli porse le sue sentite condoglianze con un grugnito
imbarazzato e uno sguardo torvo verso il pavimento,
per poi controllare immediatamente l'orologio e constatare
che Henry era arrivato non solo in orario ma perfino con cinque
minuti di anticipo; poi torn dietro i vetri del suo ufficio
per controllare, orologio alla mano, l'entrata degli altri.
Naturalmente Henry, visto lo stato in cui versava, aveva
un'unica strategia a disposizione per quel giorno, vale a dire
l'inganno pi sfacciato. Lo sorreggeva solo la forza di volont,
e anche quella cominciava a scarseggiare. Esegu con
cura ogni gesto di rito: appese il cappotto e il cappello, radun
e poi ordin i libri mastri, temper le matite, riemp d'inchiostro
le stilografiche, agit i cassetti, si schiar la gola,
apr i libri, cerc la gomma, si pass la mano sul mento, si
slacci il colletto, si sistem per bene sulla sedia, controll i
pennini difettosi, li rimpiazz con altri buoni: aveva guadagnato
diciassette minuti su un tempo totale di gioco di sette
ore e mezzo. Non ce la puoi fare, ragazzo mio, si disse, e trasal
come se stesse cercando di leggere una cifra illeggibile
sul libro aperto davanti a s... e non riusciva a leggerla davvero,
non vedeva niente.
Apr il cassetto per prendere la lente d'ingrandimento e
trov il suo gioco dell'ippica in una pila di cartelle di carta
pregiata. L'ultima volta che ci aveva giocato, un cavallo di
tre anni di nome Ramshom aveva suscitato molto entusiasmo,
anche se i migliori restavano sempre Saturday's Exile
e Portento. Poi c'erano anche Saddlepoint e Annie Oakley:
diede una rapida scorsa alle cartelle e si risvegli un po'.
Iacinto Abril, che aveva giocato nell'UBA ma poi si era ritirato,
aveva fatto carriera ed era ormai uno dei migliori fantini
di tutti i tempi. Si guard intorno: tutti al lavoro a testa
bassa. Una vera e propria tentazione. Ma no, non ancora.
Doveva lavorare un po', prima. Ziff l'avrebbe tenuto d'occhio
stamattina. Aspetta il pomeriggio. Ne avrai davvero bisogno,
allora.
Torn al registro che aveva aperto. Di chi era? Compagnia
per la manutenzione dei lucernari di Meo Roth: Riparazioni,
impermeabilizzazioni, sostituzioni e schermaggio. Triste
situazione, la ditta stava per chiudere. Gli introiti erano
scesi quasi a zero; i beni inventariati erano stabili ma obsoleti
ed erano diventati un passivo accumulato piuttosto che
un attivo; i profitti lordi erano scesi sotto il livello dei costi
di vendita, amministrativi e generali; e per chiudere il quadro
c'erano affitti, ipoteche e tasse da pagare. Il vecchio Meo
Roth stava scendendo precipitosamente la china verso la rovina.
Benvenuti nella ditta disse Henry, poi alz gli occhi
con aria colpevole; un paio di teste si girarono per una frazione
di secondo verso di lui. Si schiar la gola e mormor
un paio di cifre per nascondere quella che ormai era diventata
una sua sciocca e incurabile abitudine.
Uscire dalla competizione: si, era questo il suo progetto e
il suo problema. Roth aveva un deposito pieno di vetri e di
altre cianfrusaglie che costituivano ormai per lui solo una
spesa; Henry aveva una cucina piena di storia e di eroi e
dopo un forte investimento il suo capitale sociale era precipitato
improvvisamente a zero. Accrezione di beni in caduta.
Niente flessibilit. Roth aveva preso un granchio nel suo
elenco d'inventario: se riusciva a sbarazzarsi sottocosto di
tutto quel vetro e a procurarsi una partita di lucernari in plastica
o in lana di vetro, con un po' di iniziativa e di inventiva
poteva ancora farcela. Ma nel suo caso, qual era la soluzione?
Doveva esserci un modo, pens - ma poi gli torn in
mente quella ridicola partita sul tavolo, che i cattivi stavano
vincendo per 18 a 1. Che significava cattivi? Certo, accidenti,
avevano ammazzato il ragazzo. Ed era il ragazzo che
aveva portato un nuovo interesse, nuovo valore e senso del
profitto al gioco. Vuoi dire che le cose gi andavano maluccio
prima? S, probabilmente s: stava gi lentamente cedendo
a una sorta di vulnerabilit di mercato a lungo termine, la
stessa che aveva distrutto in precedenza gli altri suoi giochi
complessi. Cosa era accaduto nella federazione durante gli
ultimi quattro o cinque anni? Niente di importante. Poi era
arrivato Damon a dare nuova luce a tutto. Forse era proprio
cos: Casey aveva spento la luce e tutti ora giocavano al buio.
Stanno certamente giocando al buio, come si spiega altrimenti
un 18 a 1? Guard in basso verso di loro, giocavano al
buio, correvano per il diamante, inciampavano sulle basi, al
buio, facevano lo slalom tra pile di fogli, cadevano gi dal
bordo del tavolo...
Alz la testa talmente di scatto che sent una fitta al collo.
Lo massaggi, sbirciando gli altri ma senza il coraggio di
guardare verso l'ufficio di Zifferblatt. Inspir profondamente
un paio di volte, flett le dita, allung le gambe sotto la
scrivania, poi si concentr sui dati. L'orologio appeso al
muro, che in qualche modo, con la sua grassa e bianca rotondit
e i suoi numeri nerissimi, ricordava a Henry proprio
Horace Zifferblatt, gli indic che erano trascorsi trenta minuti
e mancavano ancora sette ore. Sospir. Non pensare al
giorno che hai davanti, ti ucciderebbe, cerca di farcela almeno
fino alla pausa per il pranzo. Un inning alla volta. Ma
cominciava ad avvertire una certa nausea che l'idea del pranzo
contribu a peggiorare. Si massaggi il collo e con la massima
concentrazione riusc a inserire il primo dato della giornata.
Tremolante ma leggibile. E anche al posto giusto, ne
era certo. Sorrise per questa sua vittoria.
Ma cinque minuti dopo stava russando sulla scrivania. E
russava cos forte che nel sonno sentiva russare. Quando
Zifferblatt lo svegli scuotendogli violentemente davanti alla
faccia i registri, stava sognando di avere appena firmato un
contratto col vecchio Meo Roth che avrebbe salvato le ditte
di entrambi, e Roth/Ziff aveva negli occhi lacrime di gratitudine.
Va tutto bene disse Henry sollevando la testa. Ci
penso io.
Curvo sulla scrivania di Henry, i grossi pollici piantati
nella cintura, la faccia bianca per la rabbia e lo stupore, stavolta
Zifferblatt non faceva finta, no di certo, sbuffava come
se avesse ingoiato qualcosa di pesante e grosso, tipo una lapide
intera, riusciva solo ad aprire e chiudere la bocca. Sollev
la pappagorgia indicando ad Henry il suo ufficio. Henry
si alz e lo segu. Tutti lo stavano guardando.
Neanche nel suo ufficio Zifferblatt ritrov la voce. Si butt
a sedere dietro la scrivania, fiss una sola volta Henry, poi
tir fuori il libretto degli assegni della ditta e cominci a scrivere
un assegno, con il doppio mento e tutte le sue pieghe
che fremevano di energia e di sicurezza.
Mi dispiace, Mr. Zifferblatt disse Henry. Non ho dormito
molto stanotte.
Posso comprendere i problemi personali, farfugli
Zifferblatt ma - disturbare l'ufficio intero!
So di non avere alcuna giustificazione. Non sarei dovuto
venire, oggi.
Zifferblatt grugn, mosse le sue labbra penzolanti avanti e
indietro, abbass lo sguardo sull'assegno che aveva appena
scritto, poi lo lasci cadere sulla scrivania davanti a s e si
appoggi allo schienale della sua sedia girevole. Si sieda,
Mr. Waugh. Libri dal dorso rosso acceso o verde chiaro
erano allineati lungo tutte le pareti meno che su quella dietro
alla testa di Zifferblatt dove invece erano appesi diplomi,
certificati, fotografie, motti, ritagli, grafici, orologi, ricordi
di viaggio e una cartina della citt sulla quale un punto rosso
attraversato da una freccia verde indicava la sede della dz&z.
Sotto, le fotografie listate di nero dei rimpianti Abe Zauber
e Marty Dunkelmann con l'iscrizione: Con noi in eterno.
Un ragazzo, mi ha detto Mr. Engel.
S.
Un atleta.
Giocava a baseball, era un lanciatore.
Oh si, il baseball. Zifferblatt si premette entrambi i pollici
rigidi e a spatola sul ventre rotondo e spinse le labbra in
avanti come per mandare un bacio o per sputare. Il pi
grande gioco americano. Tacque, sorrise - o forse era solo
una fitta o un tic proprio sotto al naso. Dopo gli affari, naturalmente.
Le fotografie dei figli erano state tutte scattate
quando erano piccoli... come se non fossero sopravvissuti
all'infanzia per volere del padre. E mi dica Mr. Waugh, di
cosa hanno bisogno sia il baseball che gli affari?
Di qualcuno che tenga in ordine i libri.
Certo, humph, questo si, ma io intendevo del gioco duro,
e soprattutto del lavoro di squadra! Picchi con forza il pugno
chiuso sul palmo grasso dell'altra mano, poi si pieg in
avanti facendo scricchiolare la sedia. L'occhio gli cadde sull'assegno;
lo strapp dicendo: Basta che un membro non
faccia la sua parte e l'intera operazione deve essere liquidata.
Non bastano tante stelle singole, bisogna che ci siano anche
organizzazione e disciplina. Le  chiaro questo, vero,
Mr. Waugh? Henry assent anche se il movimento del capo
aument il suo mal di testa e il crampo al collo. Ziff si alz
in piedi per sottolineare le sue parole: Lei  ormai un uomo
maturo, quanti anni ha, quaranta, cinquanta...
Cinquantasei.
Cinquantasei! Nove anni dalla pensione. Mi permetta
allora di chiederle: ci tiene al suo lavoro qui, o no?
Si, ma...
Allora si lasci dare un consiglio, amico mio. La contabilit,
come il baseball,  un'arte, una scienza e una dura competizione.
Alcuni ce la fanno, altri no. Quelli che ce la fanno
tengono la testa alta, gli occhi aperti, la mente occupata, e
svolgono il loro ruolo senza lamentarsi. I salari si basano
sulle prestazioni, Mr. Waugh, e qui dentro, qui alla DZ&Z, la
parola d'ordine deve essere professionalit! Cominci a
camminare per la stanza infervorandosi sempre di pi. Noi
diamo esattamente quanto ci aspettiamo dagli altri.  cos
che funziona in America, Mr. Waugh! Guardi il vecchio
Marty Dunkelmann: non perse mai un colpo fino a quando
non mor! Ricordo ancora quella mattina che arrivai in ufficio
e lo trovai qui dentro, stecchito sulla sedia, gli occhi rovesciati
all'indietro e un dito puntato su un errore nella colonna
degli attivi. Mi aveva mostrato quell'errore la sera
prima, il solo errore che aveva fatto in cinquant'anni di contabilit;
eravamo soci ma ci aspettavamo l'uno dall'altro n
pi n meno di quanto ci aspettavamo dai nostri impiegati;
deve essere morto mentre io uscivo dall'ufficio. Ero seduto
proprio li dove  lei - Waugh! Mr. Waugh! Sveglia!
La testa di Henry ebbe un sobbalzo ma era l'unico modo
per riaprire gli occhi. Mi dispiace, Mr. Dunkelmann -
Zifferblatt. Farei meglio...
Le dir io cosa sarebbe meglio che facesse, Waugh: farebbe
meglio a essere qui luned mattina alle otto e mezzo in
punto e anche tutte le altre mattine, non un minuto pi tardi,
e senza una sola eccezione, e pronto per un giorno intero di
lavoro, o la sua collaborazione con noi cesser! Sono stato
chiaro?
Henry assent e si alz in piedi. Stordito. Sissignore.
Bene, pu andare ora. Oggi  inutile che lei rimanga qui
- ovviamente va da s che la giornata di oggi non le sar retribuita.
Lo capisco.
Ziff divenne pi comprensivo e il suo labbro inferiore vibr
in avanti in una sorta di broncio senile. E adesso si riposi,
Mr. Waugh, e cerchi di superare questo momento. Abbiamo
avuto tutti delle perdite, ma dobbiamo imparare a
vivere senza i nostri cari quando non ci sono pi. La settimana
prossima deve essere per lei un nuovo inizio. Lei era
un elemento prezioso del nostro gruppo, qui alla dz&z, e voglio
sperare che presto torner a esserlo.
Sissignore.
Mentre metteva in ordine la scrivania, Henry si accorse
che le mani gli tremavano e le ginocchia gli si piegavano.
Non per la rabbia per, semplicemente perch si sentiva distrutto.
Ziff aveva ragione: stava cadendo in preda alla disorganizzazione.
Il vecchio pericolo.
Lou, passandogli vicino, gli sussurr: Henry! Tutto
bene? Cosa...
S, torner luned. Vado a casa a dormire. Grazie, Lou.
Oh. Lou rimase a guardarlo mentre finiva di sistemare
le sue cose. Pensavo che forse, cio, ti avevo detto di Mitch,
che ne diresti di andare a mangiare...
La panacea di Lou per tutti i mali. Non so...
Pensavo di andarci domani sera...
S, d'accordo.
Passo a prenderti?
Vediamoci l. Alle nove.
Sai dov'?
Lo trover.
A luned mattina! dicevano le labbra di Horace Zifferblatt
dietro i vetri del suo ufficio, mentre agitava il suo tozzo
indice puntandolo poi in direzione dell'orologio. Henry usc.
Riflett che qualcuno avrebbe potuto considerare il suo
gioco come una sorta di fuga. Lou, per esempio, non riusciva
a capire come mai Henry non andasse pi spesso al cinema
o a visitare i musei o non diventasse membro di qualche
club interessante o cose del genere, e anche se poteva accettare-
l'idea di un impiego a orario ridotto dopo il lavoro per
guadagnare qualche soldo in pi, sarebbe rimasto probabilmente
di sasso se avesse saputo del gioco. Ma scendendo
nell'ascensore del palazzo, uretra della sua prigione mondiale,
precipitando con tutto il suo scoraggiamento in una specie
di scarico privato, al momento di tornare ai suoi obblighi
e alla loro vacuit, Henry comprese che la sua situazione si
poteva vedere anche da un altro punto di vista: i problemi di
Roth e i suoi lucernari erano, in un certo senso, un modo con
cui egli sfuggiva ai propri. A volte, a dire la verit, nel fervore
di una lotta per lo scudetto, per esempio, il suo lavoro
giornaliero poteva essere una seccatura, ma in una prospettiva
pi ampia sentiva il bisogno di quell'equilibrio, di quel
movimento ritmico da un luogo a un altro, e comprese che
una sua partecipazione totale e unilaterale alla lega sarebbe
diventata in breve tempo pi opprimente del suo lavoro da
Dunkelmann, Zauber & Zifferblatt.
La porta dell'ascensore si apr con un largo sbadiglio scaricandolo
nell'atrio da dove pass in strada, superando le targhe
e le insegne dell'edificio. Una giornata radiosa, dopo tutto,
anche se la luce del sole era fredda e accecante. Le strade
come sempre erano piene di gente in movimento, che andava andava andava, flusso sempiterno di folla ammassata.
Ebbe un'impressione vaga e tetra di fatalit e di circuiti chiusi.
Movimento. La scena americana. Il giocatore d'azzardo
che passa di citt in citt. Cowboy o ferroviere. L'uomo che
viaggia brama sempre una dimora, perch chi viaggia solo
resta. Da oriente a settentrione, poi fin nel profondo west, e
poi in marcia verso il sud, di nuovo a casa: come un giocatore
che corre da una base all'altra, solo in un universo ostile,
le stelle tutte ferme al loro posto e lui che cerca di dominare
il mondo camminandoci sopra. Probabilmente provava un
senso di claustrofobia nel box del battitore, sentiva il bisogno
di partire di corsa alla ricerca di qualcosa di significativo,
qualunque cosa. Dal monte magico gli lanciavano delle
palle, in modo regolare come le stagioni: le sue possibilit
limitate. O meglio: non le lanciavano a lui ma alla terra, passiva,
leggermente ostile, mascherata, che lo disapprovava -
mentre lui si metteva in mezzo eroicamente per opporsi alla
situazione consacrata... ignorando che anche la sconfitta ne
faceva parte.
Cosa poteva fare, dunque? Smettere di giocare. Dare fuoco
al gioco. Ma che conseguenze avrebbe avuto su di lui?
Succedeva una cosa buffa in cose come questa della lega:
una volta messa in moto, ti lanciava nella sua stessa orbita;
nel suo svolgersi era implicita una crescita, uno sviluppo ma
anche un senso preciso dei suoi limiti. Inoltre, l'istinto di annientare
ogni cosa - l'aveva gi provato prima - gli sembrava
per certi versi alieno alla sua personalit e non gli piaceva.
Ma che altro poteva fare? Quella deformit, quel 18 a 1,
lo aspettava sul tavolo della cucina, come una sorta di messaggio
diretto proprio a lui, una rivelazione, un campanello
d'allarme che risuonava e gli diceva: sveglia! smettila! liberatene!
pazzo che non sei altro! Le macchine sfrecciavano
per le strade assolate. Le alternative, ovviamente, potevano
essere pi di due.
Andando a prendere l'autobus, pass davanti a un'edicola
e compr un altro giornale. Ma perch compro tutti questi
giornali? si chiese. Giornali diversi, titoli diversi, storie
diverse, perfino gli oroscopi erano diversi. Doveva trattarsi di
un altro mondo. Ripensando alla Lega per la Conquista delloSpazio, si rese conto che non poteva risolvere il problema
della guerra ma solo accrescerlo. Come aveva detto
Zifferblatt, i salari dei professionisti si basano sulle loro prestazioni
in un ambito competitivo, e non puoi aspettarti che si fondino
su accordi verbali. E quale codice potrebbe resistere in
una associazione basata sul controllo totale? No, devi aspettarti
corruzioni, doppi giochi, alleanze, scambio di informazioni
e prima o poi qualche bomba. La vecchia sindrome
McGraw-Cobb: annientateli! Chi rimane in piedi, ha vinto -
era cos che giocavano a baseball Rag Rooney e Frosty
Young, e infatti erano entrati nella Hall of Fame, no?
Aspettando l'autobus vide la facciata del negozio dall'altro
lato della strada - Thornton 's. In effetti, Barney aveva
tutti i diritti di cercare un sostituto per Damon. Gli incidenti
erano una cosa, ma un giocatore morto era un'altra. Non
c'erano precedenti, ma l'Associazione avrebbe dovuto dare
il suo assenso. E allora perch non scegliere Thornton
Shadwell? Il pensiero lo rallegr un po', poi sull'autobus gli vennero
altre idee. Innanzitutto quella che il circuito non era
chiuso, il suo o quello di chiunque altro: esistevano degli
schemi, ma erano instabili e ambigui e al loro interno c'era
un sacco di spazio. In secondo luogo, quella partita sul tavolo non era un messaggio ma un evento: i soli segni che possedeva
erano le sue reazioni; se queste peggioravano, allora
la cosa migliore da fare era quella di chiudere l'Associazione,
inventare un nuovo gioco, chiss, oppure iscriversi davvero
a un qualunque club. Prima per doveva portare a termine
la stagione. Aveva tutto il fine settimana per farlo. Poi
sarebbe stato libero di agire come meglio credeva. Forse
qualche ragazzino avrebbe ripreso la carriera di Damon l
dove lui l'aveva lasciata. Poteva darsi. E poi, era un pensiero
illogico, ma a dispetto della partita sul tavolo sentiva dentro
di s la certezza che i Pioneers avrebbero vinto lo scudetto.
E perch no? Per prima cosa per, pens saltando gi
dall'autobus, di corsa a letto, ragazzi!

 Capitolo 5.

Potenza e controllo. Dentro e fuori. Swanee Law, vecchia
aquila, caric e glielo spar dentro. Gli pass fra le mani, al
battitore: zip! Zap: proprio al limite della zona strike! Prima
volava alta all'altezza del petto, poi scendeva a perpendicolofino alle ginocchia: la Specialit Law. Pappy Rooney stava
usando di nuovo quasi tutti i suoi giocatori, aveva mandato
a battere perfino due lanciatori di rilievo. Quello che i
suoi Haymakers ottennero da tutto quel va e vieni fu un solo
punto, ma bast: Law concesse solo due fiacchi singoli ai
Bridegrooms e ne elimin quattordici, 1 a 0, sesta vittoria
consecutiva per Swanee. Pappy li applaud mentre uscivano
dal campo, li prese in giro per le battute loffie ma si sentivano
tutti in gran forma: era la loro tredicesima vittoria nelle
ultime quindici partite, otto delle quali vinte con un solo
punto. In quanto a Swanee, non solo questa era la sedicesima
vittoria della stagione e il suo quarto shutout, ma i quattordici
strike out avevano portato il suo punteggio totale in
quella stagione a 219, il che gli dava la remota possibilit di
superare il magico traguardo di 300, raggiunto da cinque soli
lanciatori nella storia dell'UBA. Law sapeva a cosa mirava:
quando i giornalisti sportivi lo intervistavano, lui mostrava
loro delle grosse tabelle che teneva appese alla parete e che
indicavano il miglioramento del suo rendimento partita per
partita, messo a confronto con quello dei cinque storici lanciatori
- Hokey Lancaster, Fancy Dan Casey, Timothy Shadwell, Brock
Rutherford e Edgar Bath - a cui stava lanciando
la sfida. Il record era di Brock: 341, stabilito nell'Anno
XXVII. A Rooney veniva da ridere pensando a Law che si
prostrava davanti agli stanchi e luridi piedi della storia, ma
finch questo lo aiutava a vincere, non gliene fregava niente.
I giornalisti, annoiati, preoccupati o nauseati da quanto
stava accadendo - o meglio non stava accadendo - nel resto
della lega, si gettarono su Law come ultima spiaggia per la
rigenerazione. Sei andato ottimamente oggi, Swanee. Siii,
diceva lui fissando pensoso le tabelle, ma posso fare meglio.
Devo fare meglio. Foto di Swanee: due fessure al posto degli
occhi, segno di concentrazione, di determinazione, la
mascella quadrata, dura e ferma... un tipo tosto.
Nel resto dell'UBA la situazione era confusa e sconcertante.
Per di pi Law offriva una speranza fallace; c'era bisogno
di molto pi di quanto lui potesse offrire. Nei suoi uffici
privati, in alto, nello stadio dove si giocava la partita del
giorno, il Presidente Fennimore McCaffree sedeva irritato
guardando l'incontro su quattro schermi televisivi contemporaneamente,
consapevole della trasformazione radicale
che la sua Associazione stava subendo, quei mutamenti che
nascono solo da situazioni di crisi, da circostanze estreme;
le sue preoccupazioni non erano pi soltanto politiche, ma
toccavano ormai la sopravvivenza stessa dell'Associazione.
Con lui c'era il suo vecchio allenatore e guida, l'unico ex
Presidente rimasto in vita, Woodrow Winthrop. Altoparlanti
collegati con i microfoni dei commentatori sportivi nello stadio,
computer al lavoro, agenti segreti inviavano i loro messaggi
che si fondevano in un cicaleccio generale creando una
cacofonia di toni bassi e confusi di cui McCaffree non perdeva
una sola parola; la sua incredibile capacit di concentrazione
era gi una leggenda nella lega. Anche Woody Winthrop,
ai suoi tempi, era celebre per lo stesso motivo, ma con
l'et la sua concentrazione era andata man mano svanendo.
Era seduto vicino a Fenn, adesso, e lo osservava, stupito
come sempre, chiedendosi chi dei due fosse il pupillo dell'altro.
Vedi, Woody, una cosa  dire che tutti questi giocatori e
tutte queste squadre si adoperano a raggiungere il massimo
rendimento e tutt'altra cosa sapere - perfino per loro - cosa
significhi realmente quel rendimento.
Che hai detto, Fenn? Woody gli si avvicin. Parlare con
Fenn McCaffree in quei giorni era come ascoltare un monologo.
Non faceva altro che blaterare di funzioni di distribuzione,
della forma canonica della M, di problemi decisionali
compositi, di relazioni di dominio; sembrava che Fenn avesse
dimenticato che l'Associazione si occupava di baseball.
Law non avrebbe dovuto lanciare oggi
Oh. Questo Woody l'aveva capito. Rooney stava utilizzando
troppo spesso Law, sarebbe arrivato esausto alle partite
finali.
Sulla sua sedia girevole con il marchio che sarebbe stato
il simbolo del partito per la campagna futura, Fenn si spostava
da uno schermo all'altro, le lunghe gambe accavallate,
la schiena curva, il gomito sinistro tutto teso in fuori e la
mano stretta sul bracciolo della sedia dove erano installati i
pulsanti del citofono interno; vestito di nero, cravatta stretta
sotto il colletto alto, i risvolti dei pantaloni che lasciavano
scoperte le caviglie ossute e le scarpe troppo lunghe e troppo
strette; la fronte alta e liscia, il viso occhialuto chino in
avanti, McCaffree quasi si appoggiava sulla pipa tenuta ben
salda fra la mascella superiore protesa in fuori e la mano destra
stretta a pugno, come un vecchio si appoggia a un bastone.
Sullo schermo della partita Haymakers-Bridegrooms, il
gioco era terminato e Law e Rooney venivano ora intervistati
dai giornalisti; sugli altri tre schermi, le partite
Knickerbockers-Pastimers, Excelsiors-Keystones e Beaneaters-Pioneers
erano alle ultime battute. L'esterno sinistro dei Beaneaters
Bartholomew Egan spedi un fuoricampo sulle gradinate centrali
su un lancio di Thornton Shadwell dei Pioneers e Fenn
spinse un pulsante: Che aveva chiesto Ingram?
Basso ed esterno. Una risposta gracchiante si mischi
con tutte le altre. Woody la sent solo perch veniva proprio
da sopra la sua spalla destra.
Dove ha lanciato?
Proprio in mezzo.
Inserisci il dato.
Fatto.
Osservando il suo successore, da lui scelto con tanta cura,
l nel suo ufficio, Woody comprese che era stato probabilmente
lui l'ultimo della sua razza. Pensava di essere stato un
ribelle ma in realt aveva soltanto portato a compimento il
vecchio stile. In mano a McCaffree, la politica, la presidenza
e perfino il gioco erano cambiati. Fenn invece ti ingannava.
Sembrava all'antica ma aveva una passione costante per
le novit. Era l'attivista pi irrequieto che avesse mai occupato
la carica, ma sembrava che non muovesse mai un muscolo.
Era freddo e calcolatore, ma estremamente leale verso
i suoi vecchi compagni, e cos'altro se non i suoi
sentimenti, contro ogni logica e ogni buonsenso, lo spingevano
ad appoggiare la candidatura di suo genero a futuro
capo del partito? Secondo te si azzard a dire Woody
Rooney dovrebbe lasciare a Law un po' pi di riposo fra
una partita e l'altra?
No, volevo dire che Rooney non doveva usare il suo miglior
lanciatore contro una squadra insignificante come quella
dei Bridegrooms.
Ma sai, Fenn, non importa tanto chi  che sconfiggi,
Rooney guarda solo alla vittoria...
Fennimore McCaffree ruot appena sulla sedia, in modo
quasi impercettibile, e lanci uno sguardo torvo e raggelante
al solo ex presidente dell'UBA rimasto in vita, poi disse acido:
Accidenti, Mr. Winthrop, lo so che vuole vincere,  proprio
questo il fatto! Poi si gir di nuovo verso gli schermi
dove i Cels avevano una sequenza in corso nel nono: una
battuta lunga verso la telecamera sulla destra port a casa
due corridori e la partita fini con il seguente punteggio: Cels
4 Keystones 3. Povero vecchio Tim.
Scusa, Fenn, ma non ho capito.
McCaffree sospir insofferente: Stai a sentire, Woody:
siamo passati senza accorgercene da una situazione sequenziale
di concordanza a una fondamentale e definitiva questione
di sopravvivenza, di vita o di morte, il che ha provocato
un cambiamento in quello che si potrebbe definire il
punto di equilibrio, tanto che oggi le vecchie strategie, per
esempio quella di cercare di vincere una partita, strategie
sensate e appropriate secondo il vecchio schema probabilistico
o ricorrente, nella nuova situazione che si  venuta a
creare sono pura follia!
Hmmm disse Woody Winthrop. Le sole parole che poteva
affermare di aver capito erano le ultime due. Sopra gli
schermi televisivi, su tabelle elettroniche collegate direttamente
a quelle dei vari campi, passavano da sinistra a destra
i risultati parziali delle partite, che apparivano e scomparivano
brillando a lenta intermittenza. Partridge continuava a
lanciare delle palle da home run e gli altri Pastimers correvano
per il campo a raccogliere la palla come giocatori di seconda
categoria, trasformando quella che doveva essere la partita
della giornata, se non dell'anno - Knicks contro Patsies,
con entrambe le squadre di nuovo in lizza per il primo posto,
Jock Casey alla battuta contro Sam Partridge - in un'arena
da circo. Gli interni dei Patsies, i migliori dell'UBA fino a
quel momento, avevano fatto finora quattro errori e i Knicks
stavano vincendo 5 a 1, con un'altra sequenza in corso nell'ottavo.
I Pioneers avevano appena perso contro i Beaneaters per 8 a 4.
La terza sconfitta per Thornton Shadwell: il
ragazzo di Tim non ce la faceva. Woody non ne capiva esattamente
il motivo ma sentiva che le cose non andavano troppo
bene nell'Associazione. Tutto era cominciato con la morte
di quel ragazzo. Come se l'anima dell'Associazione fosse volata
via, o qualcosa del genere, come se i Knicks di Sycamore
Flynn l'avessero rubata e non volessero o non potessero pi
restituirla, e cos l'equilibrio si era rotto, si era infranto. Sentendosi
stupido, incoerente e all'antica, Woody sospir e disse:
Non lo so, Fenn. Forse hai ragione, forse s.
Ma Fenn stava parlando con qualcuno che rispondeva dagli
altoparlanti e non ascoltava Woody. Nelle stanze vicine,
macchinari che sembravano grossi mostri privi di occhi evocati
dagli abissi ronzavano ed emettevano suoni secchi, assorbendo
tutte le informazioni fornite loro da segnapunti, informatori,
monitor ufficiali e anche da una serie di telecamere
speciali progettate da McCaffree per misurare la velocit dei
corridori, spiare gli interni nervosi, registrare le variazioni
fra quello che chiedevano i ricevitori e quello che i lanciatori
lanciavano, e mille altre cose. Che facevano venire le vertigini
al vecchio Woody Winthrop. Se consideriamo dunque
il cambiamento avvenuto e il fatto che ormai  impossibile
intervenire, una pecca o una lacuna intrinseca che non ci
permette di affrontare direttamente la cosa, continu Fenn,
in apparenza parlando con Woody ma continuando a osservare
attentamente gli schermi, sarebbe quasi meglio per la
lega nel suo insieme se i giocatori fossero tutti degli incompetenti
e degli irrazionali.
Davvero? chiese Woody.
Mmmm, da come vanno le cose,  probabile che si arriver
a una resa dei conti che non piacer a nessuno. Al piatto
per i Knicks c'era il giovane Chauncey O'Shea con degli
uomini in base. Fenn chiese un primo piano di O'Shea, poi
si sporse in avanti per studiare la sua posizione alla battuta,
serrando i pugni intorno al bracciolo.
Ogni volta che Fenn faceva cos, Woody trasaliva, e anche
questa volta trasal, provando un'istintiva pena per
O'Shea, sottoposto a quella sorta di esame; in realt non conosceva
nemmeno quel ragazzo, sapeva solo che era lui il
ricevitore che aveva chiesto il lancio che aveva ucciso il giovane
Rutherford, e dunque non aveva nessun motivo di provare
simpatia per lui. Ma Woody soffriva per l'ingerenza di
tutto quel macchinario, per quelle informazioni dettagliate
che venivano raccolte, per i dossier, per gli studi intensivi e
particolareggiati di strategie, per le proiezioni, per l'insieme
degli archivi che Fenn chiamava CUMS - ai tempi di Woody
una parolaccia - tutto questo non gli piaceva neanche un po',
lo trovava soffocante e ostile, pensava che c'era troppa gente
che aveva un ruolo l dentro senza nemmeno chiedersi
cos'era che stava facendo. E adesso Fenn stava usando gli
stessi metodi per gestire e manipolare la scena politica. Ma
naturalmente, anche se la gente avesse cominciato a interrogarsi
su quel che stava facendo, questo non avrebbe cambiato
le cose. E come diceva sempre Fenn: nel giro di qualche
anno la gente ne sar assuefatta e si domander come aveva
fatto a farne a meno prima. E poi la gente  narcisista; prova
del piacere a essere guardata e studiata. E certamente si
dovevano riconoscere al vecchio Fenn i suoi meriti, non sbagliava
mai un colpo. Aveva agenti che operavano all'interno
degli altri due partiti e uno almeno in ogni squadra e che fornivano
i dati elaborati in seguito da Long Lew Lydell e dai
computer. Si chiese quale poteva essere la resa dei conti di
cui aveva parlato Fennimore, ma non se ne preoccup pi di
tanto perch supponeva che non fossero affari suoi e soprattutto
perch non voleva correre il rischio di venire di nuovo
mortificato.
O'Shea con un doppio spinse due corridori a casa. Fenn
si appoggi allo schienale. Casey, da vero duro, elimin in
un batter d'occhio i Patsies nel nono, uno-due-tre, dando ai
Knicks una vittoria sproporzionata di 7 a 1. E non c' assolutamente
niente che io possa fare disse a bassa voce
McCaffree. Tristemente, il settimo e l'ottavo Presidente della
Universal Baseball Association osservarono la Classifica
della Lega che veniva sottoposta alla giornaliera trasmutazione:
SQUADRA VINTE PERSE PCT V
Knickerbockers 37 26 587 -
Haymakers 36 27 571 1
Pastime Club 36 27 571 1
Pioneers 31 32 492 6
Beaneaters 28 35 444 9
Bridegrooms 28 35 444 9
Excelsiors 28 35 444 9
Keystones 28 35 444 9
Che delusione. Davvero. Henry diede un'altra occhiata
alla classifica poi usc sbattendo la porta. Gi per le buie scale,
attraverso lo scialbo ingresso e poi in strada, cercando di
scordare tutto, di pensare alla cena che lo aspettava. Si, ne
aveva proprio bisogno e poi Lou aveva ragione, doveva rimettere
un po' di ordine nella sua vita, specie adesso. Aveva
appena giocato sessanta partite di seguito, non ne aveva mai
fatte tante di fila: gli dolevano le reni, il collo gli faceva male
e gli occhi erano cos stanchi che vedeva tutto confuso, s,
aveva proprio bisogno di questa pausa, di riposare la mente,
di soddisfare pi bassi appetiti, di cercare un po' di equilibrio,
per s almeno, visto che non riusciva a trovarlo per
l'Associazione. Ma nonostante i suoi tentativi, non riusciva
a scacciarla dalla mente; l'insoddisfazione, come un tetro abnorme
uccello che tramava nel suo petto ferito, accompagn
Henry Waugh nella sua passeggiata del sabato sera fino al
Bar e Grill di Mitch.
Si era alzato il giorno prima che era gi buio e da allora
non aveva fatto altro che giocare. Di solito impiegava circa
sei settimane per finire una stagione, senza considerare il
paio di settimane necessario per completare tutti i riassunti,
le analisi e le registrazioni della cupa stagione invernale, ma
in quelle ventiquattro ore era arrivato a terminare quindici
giornate del campionato, sessanta partite, quasi un quarto
dell'intera stagione. Per riuscirci, aveva dovuto limitare al
minimo i calcoli e le statistiche, e alla fine aveva smesso
completamente di registrarle, con l'idea di farlo alla fine della
stagione, se ne avesse avuto voglia. Nonostante tutte le
pretese di efficienza di Fenn McCaffree, la verit era che i
registri non venivano pi aggiornati e nessuno sapeva con
esattezza quello che stava succedendo. La sola eccezione era
costituita dalle registrazioni dei lanci, quelle doveva tenerle
in ordine per sapere cosa stava facendo Jock Casey, perch
Casey era diventato, a causa della sua tipica intransigenza,
la chiave di tutto quel casino - pi gelido che mai, vinceva
una partita dopo l'altra, faceva anche dei tiri che andavano a
sfiorare i battitori se era il caso, e adesso aveva il quarto o
quinto miglior pgl dell'Associazione. E la sua squadra, i
Knicks, teneva ancora saldamente il primo posto mentre i
Pioneers, che nelle ultime quindici giornate avevano perso
undici partite, erano ormai fuori dalla lotta per il primo posto.
In effetti l'ERA dello Spirito non era poi una gran cosa.
Ma che poteva farci? Henry percorreva stancamente le
strade oscure, in preda a un senso di impotenza. Ventuno
partite da fare, ancora, come poteva fermarli? Il gruppo di
lanciatori di Rooney era ormai squilibrato e presto o tardi
Law sarebbe crollato, i Patsies continuavano a intralciarsi gli
uni con gli altri e i Pioneers non davano segni di ripresa. I
Knicks in fuga potevano essere la lepre, ma mancavano i
cacciatori che la inseguissero. Henry aveva manipolato le liste
dei lanciatori delle altre sette squadre cos da contrapporre
ai Knicks quasi esclusivamente dei Fuoriclasse, con una
scusa o con l'altra - problemi personali, infortuni di poco
conto o atti osceni in campo - aveva sconvolto la formazione
dei Knicks, tenendo perfino in panchina, sia pure per breve
tempo, un paio di Star, ma nonostante tutto erano riusciti
a vincere pi partite di quante ne avessero perse. Esisteva in
effetti, come avrebbe detto McCaffree, una struttura di coalizione
occulta, ma non esistevano regole che permettessero
strategie comuni e quel che era peggio sussisteva nella lega
un'ignoranza pressoch totale e necessaria sul modo in cui
andavano realmente le cose. Per quanto riguardava Casey,
Henry l'aveva mandato in campo nei momenti peggiori,
qualche volta aveva perfino tirato i dadi prima di scrivere il
suo nome per essere sicuro che i suoi tiri venissero battuti -
ma Casey era riuscito ugualmente a uscirne bene. Se non
fosse stato assurdo, Henry avrebbe sospettato il dado di malevolenza
piuttosto che di semplice noncuranza. Ed era invece
Henry, e non Casey, che cominciava a perdere il controllo.
L'odore del cibo lo risvegli: aveva quasi superato il ristorante
di Mitch senza accorgersene. Sul suo capo un neon
a forma di freccia a tre fasi indicava la strada che conduceva
alla selvaggina: una porta incorniciata da luci rosse che le
davano un aspetto carbonchioso. Lou era nell'anticamera e
sbirciava dalla finestra. Henry strill, e si slanci in avanti
come una foca stordita. Entra! Temevo che ti fossi perso!
Hai avuto qualche problema...
Henry sorrise stringendo la mano dell'amico. Sto morendo
di fame disse. Mi  bastato andare a naso.
Entrarono immediatamente. Odori gradevoli li assalirono
dolcemente mentre superavano un'insegna che diceva: Segui la
tua strada e consuma gioioso il tuo pane! La musica
soffusa della radio si diffondeva al di sopra dei rumori della
cucina, del fruscio delle porte, del rumore degli shakers al
bar, dei brusii e dei mormorii delle voci attutite. Pareti di un
verde vivo con riflessi dorati, pannelli di legno di cedro, luce
fioca dappertutto ma anche tavoli di linoleum e spar di finta
pelle di tipo dozzinale. Ai tavolini lampade con frange simili
a fiorellini, alle pareti quadri e stampe enormi con baleniere
e fagiani morti. Bar elegante di legno intagliato in stile
romantico, anche se il bancone era coperto di formica screziata
di bassa qualit. Persone in completo scuro, probabilmente
uomini d'affari, discorrevano in un spar, dei ragazzi
pomiciavano in quello vicino. Ma senza un motivo
preciso, tutto si amalgamava bene.
Un ometto grassoccio, in smoking, apparve all'improvviso
al loro fianco: Buonasera, Mr. Engel. Siete in due? Il
proprietario, ovviamente: Lou conosceva sempre il proprietario,
dovunque andasse.
'Sera, Mr. Porter. Le presento il mio amico Mr. Waugh,
le ho gi parlato di lui. Mr. Mitch Porter, con un mezzo sorriso,
dopo aver notato la trascuratezza e l'evidente precariet
in cui versava Henry, abbass il capo come a riconoscere la
meraviglia di quel loro incontro, poi li condusse con affettazione
a un tavolo centrale, sotto una colonna. Non era per
un terza base. Forse avrebbe funzionato in seconda, come
Frosty. O un ricevitore? Si, un ricevitore, da mettere dietro
al piatto, a guardia della casa base. Non voleva credere che
qui si mangiasse cos... bene come dicevo, e allora alla fine
 venuto a verificare di persona.
Spero che non rimanga deluso, Mr. Waugh disse gentilmente
il proprietario, indicando i loro posti con un discreto
cenno del capo. Fece volteggiare su di loro i menu con la
destra mentre con la sinistra eseguiva un gesto esperto e imperioso
in direzione della cucina. Henry non vide nessuno
pronto a riceverlo, ma un attimo dopo una cameriera si dirigeva
verso di loro con una tovaglia e posate d'argento. Mitch
Porter aveva compreso che lui era una persona dabbene.
Compostezza: nessuna vera star ne era priva.
Lou sta scherzando, Mr. Porter assicur Henry. Lui 
quello che nel baseball chiamano un picchiatore al piatto e
ha la mia pi totale fiducia. La cameriera, che protesa sul
tavolo spandeva la tovaglia bianca e linda come se stesse
preparando un talamo nuziale, sorrise alle parole di Henry.
Il verme si destava... si, equilibrio, che le forze oscure sorgano.
Plop! Plop! I tovaglioli e le lunghe posate d'argento -
ideali per inforchettarti, cara mia, come direbbe Willie
O'Leary, ma gi se ne era andata.
Henry prese il menu per leggerlo, ma Lou aveva gi messo
da parte il suo e aveva inclinato la sua mole fuori dal tavolo
per conferire con Mitch Porter. Avevo pensato a delle...
bistecche disse a voce bassa, come se si stesse
confessando.
Mitch Porter guard pensieroso verso la cucina, poi tutt'intorno
per accertarsi dell'assenza di spie; infine si chin
appena in avanti. Le bistecche stasera non mi soddisfano
completamente, Mr. Engel. Sembrano buone ma - sono cose
che posso dire soltanto a lei, Mr. Engel - sono, come dire,
ancora un po' acerbe, troppo fresche, non so se mi spiego.
Lou, che aveva compreso benissimo, gli si avvicin ancora
un po', le orecchie dritte per non perdere neanche una parola.
Ma l'anatra... sussurr Mr. Porter increspando le labbra e
sfiorandole con il pollice e la punta di due dita: un dolce
bacio insinuante li benedi' e la mano si apr come un bocciolo.
Anatra! annunci Lou con decisione, ributtandosi all'indietro.
Anche per me disse Henry.
E come antipasto?
Hanno uno splendido cocktail di frutti di mare, Henry.
Per me va bene.
Due cocktail disse raggiante Mitch Porter. E da bere?
Per ora vorrei un Old Fashioned disse Henry visto che
era consigliato sul menu, e Mr. Porter sorrise, poi sollev il
sopracciglio in direzione di Lou. Lou assent. Mr. Porter si
allontan con discrezione, passando le ordinazioni in silenzio
al barman e alle cameriere: con un fruscio le porte della
cucina si spalancarono e lo inghiottirono.
Lou, dopo aver seguito lo sguardo di Henry, si gir e mormor:
La prepara con le sue mani! La cucina, dopo aver
ingoiato Mr. Mitch Porter, esal ora una cameriera, che esibiva
un posteriore stupendo e che teneva alto un vassoio con
sopra dei piatti con coperchi d'argento. Henry, hai gli occhi
tutti iniettati di sangue! Cosa hai fatto?
 il lavoro. Un lavoro duro, ma mai abbastanza. Voleva
ripartire da luned fresco e come nuovo, dopo aver fatto
chiarezza e deciso come comportarsi, ma non era certo di poter
concludere la stagione entro il giorno seguente.
Fai ancora del lavoro extra a casa, Henry? Lou scosse
il capo. Ne ero certo. Poi arrivi distrutto in ufficio a mezzogiorno
- finirai col perdere il posto da dz&z ma per guadagnare
solo qualche soldo in pi, non ne vale la pena, Henry.
A cosa ti serve guadagnare dei milioni? A chi li
lascerai? chiocciava Lou scuotendo il capo mentre portavano
da bere. A chi? L'oscuro uccello ricominci a sbattere le
ali nel suo petto e a beccargli la gola. A un altro tavolo, sotto
una tempesta in mare aperto, i due ragazzi si scambiavano
baci da sopra i piatti e dall'altra parte un ufficiale della
marina si appoggiava al seno di una fanciulla... No, Henry,
davvero...
Quello che faccio, lo faccio perch lo voglio fare disse
Henry e alz il bicchiere per un brindisi, poi bevve. In un
angolo due vecchi giocavano a scacchi vicino a un acquario
di pesci rossi e in qualche modo n loro n i pesci sembravano
fuori posto. Avrebbe potuto trasferire qui la sua Associazione.
Poteva salvarla. Sorrise.
Lou si volt per scoprire il motivo del sorriso, vide la donna
con la faccia da merluzzo e il mento sfuggente piegata tristemente
dietro al registratore di cassa sotto a due pappagallini,
intenta a leggere una rivista di pettegolezzi cinematografici.
La moglie di Porter spieg. Non l'avresti mai
detto, eh?
Ma certo! disse Henry ridendo. E chi altri poteva essere?
Lou rise con aria assente, senza capire. Una vecchia
mano si abbass e sfior una corona, cambi direzione e
scelse un cavalluccio marino, bianco come la morte, che balz
in avanti, ma le correnti lo fecero deviare. Anche un buon
giocatore di scacchi deve trasformare il suo campo di gioco
in un universo intero, ed eleggere se stesso a monarca di
quello spazio chiuso e privato - anche se dal punto di vista di
un pedone, ovviamente, non era affatto uno spazio chiuso ma
era tutto ci che esisteva, un luogo infinito. A Henry gli scacchi
piacevano ma li trovava tutto sommato troppo euclidei,
troppo bellicosi e in ultima analisi irrazionali, e nonostante
la loro precisione privi di forma - movimenti anonimi.
Lou gli chiese dell'incontro con Zifferblatt ed Henry glielo
raccont guardando sempre i giocatori di scacchi, i due
ragazzi eccitati, i quadri e l'arcigna Mrs. Porter, la gente al
bar, le cameriere, la ragazza con l'ufficiale della marina - ma
chi era? L'aveva gi visto da qualche parte... forse Brock
Rutherford Jr.? E allora, quando gli ho raccontato che il dio
greco del commercio era un ladro e conduceva le anime all'inferno,
Ziff ha detto: "Davvero? E guarda che ne hanno
ricavato i greci, un paio di ristoranti e basta!"
Lou ridacchiava sbuffando, la sua facciona era diventata
rosea al pensiero di uno Zifferblatt rimbambito. Ma l'ha
detto sul serio, Henry?
No, stavo solo scherzando, Lou. A dire il vero, non so
che ci siamo detti perch mi sono addormentato.
Sempre ridacchiando, ma scuotendo contemporaneamente
la testa e sorseggiando l'Old Fashioned, Lou sembrava
credere meno a questo che al dialogo precedente. Non riuscirei
ad addormentarmi davanti a Mr. Zifferblatt confess
neanche se mi riempissero d'etere!
Rosei mostri marini, trascinati su una spiaggia di foglie di
lattuga e prezzemolo, giunsero al loro tavolo, ghiacciati, la
loro salsa pungente si insinu come una freccia nell'aroma
amaro e persistente dell'Old Fashioned: zingo! Dritto nel
naso! E nel palato! Splendido!
Mentre la cameriera era ancora nei dintorni, Henry, masticando
una ciliegina, ordin un altro giro, poi, strizzando
l'occhio alla cameriera, conficc la forchetta nei resti terreni
di un crostaceo, un tempo orgoglioso e fiero. Il whisky stava
avendo su di lui un effetto meravigliosamente balsamico; era
felice di essere li. Lou, come ogni artista di fronte al materiale
grezzo in attesa di intervenire, ammutol, tranne che per
dei mormorii appena percettibili che esprimevano felicit e
giudizi positivi. La cameriera, con un grembiule bianco sul
basso ventre, pass ondeggiando e depose altri due bicchieri
come se si fosse trattato di una covata di uova, poi scuotendo
il suo roseo culetto riprese il largo, mentre i lacci inamidati
del grembiule oscillavano sulla sua scia. Anche gli altri
la guardavano. Quell'ufficiale, per esempio, pur sondando
altre ginocchia e altre cosce sotto il tavolo. Una non gli basta.
Mai. Qual era il meccanismo? Forse quei piccoli bricconcelli
avevano occhi, dopo tutto: questa  gi tua, paparino
- avanti un'altra! Long Lew si scusava con Fanny
McCaffree: mi piacerebbe sposarti, Fanny,  una splendida
idea, ma che me ne faccio di questo? E teneva dritto a galla
quel vecchio serpente marino che lo trascinava sott'acqua
ogni volta.
Impotente? Non proprio. Ma a volte il potere assoluto era
peggio. Messaggio dei Legalisti: senza la legge, il potere
perde la sua forma. Era questo che rendeva orgoglioso
Casey: nato all'interno di un sistema gi evoluto, giudicava
se stesso secondo quel metro, non si curava di guardare al di
l di esso o di guardarsi alle spalle: chi aveva detto che tre
strikes erano un out? E se spediva Casey in seconda squadra,
in culo alle regole? Poteva farlo. Se voleva. Sul Libro
avrebbe potuto dare delle spiegazioni. Non si trattava di impotenza.
Per potevano nascere dei guai. Che guai? I giocatori...
Quali giocatori? Esistevano dei limiti, questo si, a pensarci
bene. Poteva stroncare la loro opposizione ma non
poteva fare a meno di avvertirla comunque. La loro? La mia;
ma era lo stesso.
Brock Rutherford II aveva fallito nell'UBA ma stava raggiungendo
il successo nel spar posteriore di Mitch, piazzando
per bene il suo pugno di lanciatore sotto una gonna
blu mare. O mistica nave della vita, alza le vele, prendi il largo!
Altrove una regina nera volava verso sud, ma le si contrapponeva
una coalizione di alfieri. Su una parete lontana,
cavalieri di rosso vestiti saltavano siepe dopo siepe a caccia
di... di qualcosa, una volpe forse, sulla tela solo una macchia
scura sullo sfondo; forse era il povero Sycamore Flynn. I due
ragazzi sotto il mare in tempesta si erano improvvisamente
placati, gli occhi serrati, dimentichi di ogni cosa, le mani che
stringevano castamente i tovaglioli, le labbra che si incontravano
- si materializz Mitch Porter: con la sinistra intim
ai due ragazzi di uscire mentre con la destra ordinava alla
cameriera di portare il conto. Gi fra i tavoli si allontan il
suo seno bianco e orgoglioso, poi torn, mortificando il giovane
galletto che usc piegato in due sul suo bruciante desiderio,
il viso acceso per la vergogna e la speranza. Mr. Porter
non sembr notare l'ufficiale della marina che, pur
chiacchierando amabilmente al di sopra del tavolo, aveva
messo a nudo ogni cosa che si trovava al di sotto di esso.
Tutta questione di interpretazione, certo. E perch non ti sei
mai sposato, Henry? Chi era stato a chiederlo? Lou? Henry
alz gli occhi ma Lou stava ingoiando ottime fette di anatra
color marrone, una scorza d'arancia brillava come una perla
sul suo mento paffuto. Era veramente ottima; aveva un gusto
originale e selvatico tutto particolare, una creazione unica:
Mitch Porter poteva giocare con qualsiasi squadra. Hall
of Fame.
Porter arriv proprio in quel momento con una bottiglia
di rosato immersa nel ghiaccio. Con un vorticoso svolazzo
del polso e delle dita, fece scomparire magicamente il tappo e
ne vers un dito nei loro bicchieri. Lo degustarono: Mmm,
buono! disse Lou. Ma...?
Omaggio della casa disse Mr. Porter con un lieve inchino;
riemp i bicchieri poi scomparve prima che potessero
ringraziarlo.
Accidenti, Henry, proprio buono!
Mmm. Anche l'anatra era ottima.
Te l'avevo detto.
La cameriera spazzol sprezzante le monetine lasciate per
lei sul piattino dai due adolescenti appena banditi, poi torn
indietro, fra i tavoli con i piatti sporchi seguita dal fruscio
del suo ampio posteriore e ticchettando sui tacchi; l'ufficiale,
con la mano sempre in immersione, la guard con aria benevola.
Lo sguardo della sua giovane preda, per, era caduto
nel frattempo su Henry; sussult, arross, spinse via la
mano dell'ufficiale poi, con le piume arruffate, si avvi burbanzosa
verso la toilette delle donne, la cui porta, not Henry,
era tappezzata della stessa fintapelle dozzinale dei spar.
Avanzi di magazzino. L'ufficiale, sorridendo, disse
qualcosa alla cameriera. Spavalda, lei inarc la schiena, diede
una rapida occhiata sopra la spalla per controllare i lacci
del suo grembiule, fece con la mano il gesto di allontanare
l'uomo - lui rise forte - si gir bruscamente e torn in cucina,
mirabilmente compiaciuta di s.
Perch? Forse era stata Hettie a chiederlo. O Mitch Porter,
che pass li come per caso dopo un quarto d'ora per ricevere
solennemente il loro omaggio. O sua moglie, che sbadigliava
spalancando una bocca pari a una caverna al di
sopra del suo rotocalco. Si, il giovane Brock era bello, a suo
modo elegante, ma era evidente il motivo per cui su un vero
campo di baseball non ce l'aveva fatta. Gli mancava qualcosa
di essenziale. Forse suo figlio - Henry presumeva che si
sarebbe trattato di un maschio - vi sarebbe riuscito. I geni
del nonno erano probabilmente dominanti, e questo andava
a suo favore, aveva bisogno di un po' di quella forza
naturale, poi, se possibile un tocco della grazia dello zio -
ma da parte della madre? Henry la osserv mentre compariva sulla
porta della toilette, la borsetta stretta davanti, in mezzo al
corpo. Lanci un'occhiata di fuoco in direzione di Henry,
poi torn dal suo ufficiale; troppo irritabile e un po' grossa
di fianchi. Chi vivr, vedr. Forse valeva la pena aspettare
venti stagioni per scoprirlo. Un uomo come Brock Jr., che
non aveva niente da fare, poteva sposarsi; Henry no. Ecco
tutto. Una famiglia, una moglie bella, dolce e innamorata, i
figli con i loro drammi e le loro felicit: che consolazione,
che piacere! Ma Henry aveva scelto la vita solitaria, il dolore
universale, perch... perch... non poteva essere altrimenti.
Ah, meerda! gracchi il vecchio Pappy Rooney, scapolo
anche lui ma capace di scansare ogni tipo di dolore, tranne
quello necessario a dimostrare che era ancora vivo. Ad alcuni
piace, ad altri no. Rooney pizzicava il culo alle donne per
scaramanzia, stirava le carte fino a che non usciva l'asso: a
questo servono, ridacchiava,  per questo che sono fatte!
Henry, non te ne dispiacere, ma ho notato, insomma, mi
sembra che di recente a volte parli da solo...
Henry sollev gli occhi sul viso sudato e paffuto dell'amico,
ora tutto sporco di succo d'arancia. Ho sempre parlato
da solo disse, incrociando forchetta e coltello sul piatto.
La cameriera, sparecchiando, si allung sopra il loro tavolo,
il sedere in fuori, i seni pieni e frementi - splendido il
suo modo di fare, esagerato ma cordiale, uno stile tutto suo.
Willie O'Leary si ficc uno stuzzicadenti in bocca e sollevando
la destra a benedire quel seno disse: E quando egli
distese la mano, le montagne tremarono. E di riflesso le
montagne di lei tremarono.
Oh, sciocchino! disse la cameriera dandogli un amichevole
buffetto con la sua mano umida, e O'Leary sent un pizzicorino
sotto una costola. Flettendo i muscoli dell'addome,
la cameriera balz lontano dal tavolo; sorrise ed Henry si trov
il suo sedere davanti - solo un attimo, giusto il tempo per
un pizzicotto, ma erano da Mitch, non da Jake, e la mano di
O'Leary che era gi partita si ferm a mezz'aria e le sue dita
schioccarono - la cameriera sussult, come se l'avesse pizzicata
davvero, poi ridacchiando fra s rientr ancheggiando
in cucina.
Perch non ti sei mai sposato, Henry? chiese Lou con
le guance lucide e arrossate per quell'eccessivo approssimarsi
alla confidenza. Forse era stato Lou a chiederglielo anche
le altre volte.
Non lo so, non ci ho mai riflettuto troppo ment Henry.
Probabilmente per gli stessi motivi per i quali tu non ti sei
mai voluto sposare.
Io non ho voluto sposarmi? Dopo ogni grande mangiata,
la voce stridula di Lou si addolciva. Come se tubasse. Le
sue parole si afferravano a malapena. Lou si pul la faccia
col tovagliolo, poi si spinse in avanti. Henry, mi sposerei
domani stesso se sapessi da dove iniziare. Tu sai sempre cosa
dire, io invece - Henry, sai, io non sono mai stato nemmeno
con, cio non sono mai andato a... Si, era proprio Holly
Tibbett, che arrossiva e si impappinava, Holly Tibbett in carne
e ossa. Risorto dalle ceneri, mirabile evento.
E se cominciassimo con la cameriera? propose O'Leary.
Willie era leggermente ma stupendamente ubriaco mentre
dietro alla colonna Gabe, Frosty e gli altri ragazzi lo istigavano.
Porta Holly su da Molly... Fece un cenno.
No! rantol Holly, cercando un posto dove nascondersi,
ma il locale era troppo pieno per schizzare via.
O'Leary vide gli altri che si tenevano la pancia dal ridere
ma si sforz con successo di rimanere impassibile mentre la
cameriera si avvicinava con un sorriso sul volto. Ci sta, ci
sta proprio. Porta Holly su da Molly/e lei dice, s, mi gusta/
un tamale(1) nella doccia... Willie O'Leary si accese uno dei
sigari di Holly e ammirando una macchia di salsa di gamberetti
all'altezza dell'ombelico sulla bianca luna del grembiule,
disse: Molly, ragazza mia, cosa mai possiamo fare tu e
io per alleviare le pene profonde di un giovane gentile?
Un giovane gentile...? Un po' tarda. Decisamente.
S, il nostro amico qui presente, vice presidente delle
Sinfonie Americane Consorziate, con il compito di esaminare
nuovi talenti; costui  alla ricerca di una dama rispettabile
e compassionevole - e naturalmente piena di talento - che
lo accompagni a, ehm, fare il giro del mondo con un fondo
spese illimitato, e chi mai pensi possiamo trovare che faccia
al caso suo? Il suo accento irlandese era un po' arrugginito,
ma si accorse che lei ne apprezzava la musicalit.
Chi sarebbe, Mr. Engel? disse Molly. Ma lei scherza!
Pi lenta che mai.
Henry sorrise. Certo che sto scherzando disse. Conoscevano
tutti Holly, dovunque andava - l'altra faccia della
timidezza. O'Leary strizz l'occhio.  il Presidente in persona.
Lei sorrise strofinandosi il naso con una mano e lisciandosi
il culone rotondo con l'altra, abbass lo sguardo sul
povero Lou, che aveva le lacrime agli occhi per la vergogna e
il desiderio. Ah, il tamale che pazzia!/ Pieno di malinconia/
Holly perse il suo bel fiore/ ch'avea colto con ardore... Mi
riporter in tempo per tornare al lavoro luned? chiese lei.
Holly, la vampa color cremisi improvvisamente rappresa
in chiazze lucide, cominci a ridere disperato. I ragazzi nascosti
lo incitarono gridando.
Allora, capo, che ne dici? chiese O'Leary soffiando del
fumo sugli uccelli eccitati che volteggiavano intorno a loro.
Un giro intorno al mondo o due sorbetti al limone?
Anche per me! squitt Holly e tutti scoppiarono a ridere.
E caff disse Henry, spostandosi per fare spazio nei
pantaloni al vecchio fiorellone che cresceva bramoso nel suo
basso ventre.
Molly strizz allegramente l'occhio a O'Leary e se ne
and. Tarda, ma con un cuore d'oro, vero com'era vero il
diavolo.
Henry, ma sei ubriaco? rantol Lou, ormai con uno strido
rauco.
Mi sento proprio bene, invece ammise Henry. Si sentiva
leggero, la testa gli girava un po', si lasciava alle spalle i
suoi doveri come una vecchia pelle, si sentiva eccitato...
Sono contento di essere venuto.
Mitch Porter, avvistando un cliente privilegiato in difficolt,
salt fuori ancora una volta per chiedere se andava tutto
bene e venne rassicurato, ma Henry fu punito con una rapida
e sospettosa occhiata e anche Molly venne rimbrottata
a lungo. Niente scherzetti quando arriv con i sorbetti, ma
Lou divent ugualmente scarlatto. Henry, osservandolo,
comprese: si era innamorato di quella ragazza. Semplicissimo.
Di quante donne si era perdutamente innamorato Holly
e di quali, spegnendosi con quel fungo che gli si gonfiava
nel cervello, aveva sognato? Forse di una sola. Succedeva
spesso cos. Henry not che l'ufficiale della marina se ne era
andato, e con lui la sua signora. Al di sopra dei spar vuoti,
delle anatre allarmate vennero a galla nell'acqua di un lago
- risuon uno sparo, piume che svolazzavano, e la pi bella,
il capo eretto: ahh! Sempre magnifico. Giocatore di seconda
categoria, dalla presa fiacca: ma sempre magnifico. Andiamo
da Jake.
Dove?
Un bar che conosco.
Apparve il conto e quindi Mr. Mitch Porter li aiut cortesemente
a indossare i cappotti. Henry cerc delle monete che
insieme ammontavano all'incirca a un settimo del conto, le
lasci vicino al piattino ma Lou, d'istinto, aggiunse un altro
dollaro al mucchietto. La cameriera, giunta troppo tardi, intravide
appena la grossa foca dalla rossa nuca che volava
verso la cassa mentre il suo superiore, il pinguino, la seguiva
sulle gambe tozze cercando ancora di aiutare Lou a indossare
il cappotto, sembravano una coppia di innamorati
colti in fallo, lui che cerca di scappare ma ancora accalappiato;
la cameriera raccolse l'offerta con stupita attenzione.
 un brav'uomo disse Henry.
Davvero rispose lei.
Davanti alla cassa Lou esit, facendo cadere banconote
dappertutto, ma Gus Maloney, a pancia ben piena, pag.
Soldi del partito, non i miei. Ce ne sono molti di pi da
dove li ho presi. Vecchio Gus, uno dei grandi veterani, classico
caso di personalit imprevedibile che riesce a fare sempre
e comunque a modo suo. A Henry non piaceva ma questa
volta non riusc a fermarlo. Alla fine aveva cominciato
perfino ad affezionarsi a quel vecchio bastardo corrotto.
Grande Pap dei Caotici.
Uscirono afferrando sigari qua e l - Buona sera, Mr.
Waugh! Buona sera, Mr. Engel! Buona notte! Grazie ancora!
Tornate presto! Certo! Certo! - e scoprirono che la serata
si era un po' rinfrescata. Tempo da cani nella federazione.
Sta arrivando l'inverno osserv Lou.
Pare proprio di si. Sarebbe arrivato l'inverno? Probabilmente
s. Voleva riprendere tutti i fili lasciati in sospeso.
Ma perch? Se era finito, era tutto inutile, no? Mah, curiosit.
Vedere se Thornton Shadwell ce la faceva a diventare titolare.
Quali erano le Star, e i Fuoriclasse che perdevano il
loro rango e chi prendeva il loro posto. E Swanee Law ce
l'avrebbe fatta a stabilire quel record a cui mirava: oh oh!
che sorpresa per quella grossa arrogante scoreggia vedersi finire
la storia sotto il naso non appena ci aveva scritto il suo
nome sopra! Vide la mascella del vecchio Swanee protesa
nella tempesta: Io non me ne vado!
Da dove, Henry?
Ah, niente,  un verso di una canzone si scus. Stavo
cercando di ricordarmi come faceva, mi era rivenuta in
mente.
Henry, stammi a sentire, devi smetterla con quel lavoro
a casa, ...
Non si tratta proprio di un lavoro, Lou. E un gioco.
Un gioco?
Baseball, che gioco con i dadi.
Baseball! Lou rimugin per qualche istante. Mmm.
Il che significava che un po' di luce si faceva timidamente
strada nella sua mente. Ma allora...? Adesso era arrivato
alle ultime settimane. Con i dadi... Adesso pensava agli
occhi arrossati, alle assenze in ufficio. Ma  proprio...?
Ti piacerebbe vederlo?
Ma io... certo!  qualcosa, cio, che si gioca anche in
due...?
Non vedo perch no. Senti, perch non passi domani
sera? Compra della pizza per strada. La birra la metto io.
Certo! Pi entusiasmo, adesso. In due si poteva. S,
L'Associazione cos poteva riprendere quota. E mentre Lou
stava imparando, mettiamo che lui avesse i Knickerbockers...
poteva dare agli altri il vantaggio di cui avevano bisogno.
Perch non andiamo prima al cinema e poi...
No, grazie, Lou. Devo fare un po' di pulizia prima. Giusto.
Lou andava sempre al cinema di domenica.
Oh, ma a me non importa, Henry. Dai...
No, sai Lou, a me non piace molto andare al cinema.
Doveva stare attento. Non poteva lasciarlo degenerare in un
semplice avvenimento sociale.
Non sapevo che seguissi il baseball, Henry, come...?
Non lo seguo, infatti.
Ma...?
Oh, a volte mi diverto a leggere le notizie. Ma l'azione,
quella vera,  finita da pi di un secolo. Adesso  una noia
mortale.
Non vai alle partite, quelle vere?
Non ci vado da anni. La prima partita che ho visto, Lou,
il miglior lanciatore della lega di quell'anno fece uno shut
out, concedendo agli avversari solo tre battute valide. La sua
squadra ne ottenne solo quattro di valide, ma tre in un solo
inning, e vinsero per 2 a 0. Partita fantastica. E io per poco
non mi addormentavo. Ho continuato ad andarci per qualche
tempo. C'erano cose che mi piacevano. La gente, per esempio.
Mi sembrava di far parte di qualcosa che si stava svolgendo
li, sai, come in chiesa, solo che era pi reale di tutte le
chiese del mondo, e mi misi a segnare i punti insieme a tutti
gli altri, a gridare, a mangiare hot dog e bere coca e birra, e
a un certo punto mi venne perfino l'idea folle che i veri luoghi
sacri in America non fossero le chiese importate dall'Europa
ma gli stadi di baseball. Formule per configurazioni
d'energia nelle quali i ragazzi di citt vengono a vedere le
loro origini portate sulla scena, una vecchia struttura unitaria
perduta... un tipo d'azione che quasi mai ha successo.
Ma quando finiva la partita, in mezzo alla ressa, provavo
come un senso di paura, mi sembrava di buttare via la mia
vita; che significava passare tristi ore in uno stadio di baseball,
andarmene e poi ritornarci? Poi, un paio di giorni dopo,
a casa, presi il mio segnapunti. Improvvisamente ci che era
morto prese vita, ci che era tedioso divenne eccitante,
splendido, incredibilmente reale...
Ma perch hai smesso...?
Capii che mi bastavano i punteggi. Non avevo bisogno
del gioco.
Lou diede una boccata dal suo sigaro e rimase a riflettere.
Hai mai provato il desiderio, cio, la voglia di giocare a
baseball?
Non credo. Certo, a volte avrei voluto fare qualcosa di
eroico, qualcosa di incredibile e di leggendario, frantumare
ogni record esistente, roba da far venire l'infarto ai giornalisti
sportivi alla sola vista di quello che stava succedendo. Ma
no, non ho mai provato il desiderio di diventare un giocatore
come tanti altri, chinarmi per le palle basse e stare ad aspettare
che i lanci andassero fuori. Non ho mai provato nemmeno
il desiderio di diventare manager. Certo, diventare
manager di tutte le squadre della lega contemporaneamente
non sarebbe poi male.
Oh, non credo che te lo permetterebbero, Henry.
No, hai ragione, sorrise Henry probabilmente no. Siamo
arrivati.
Lou guard con sospetto l'insegna al neon. Questo si
chiama Pete. Non avevi detto che andavamo da Jake?
Lo chiamano in tutti e due i modi.
'Sera, Mr. Waugh.
'Sera, Jake. Hettie laggi con un tipo. Troppo tardi.
Maledettamente tardi. Al bar disse: Il mio amico Lou Engel, Pete.
Un vero piacere disse Pete e Lou concord.
Per me il solito, Jake disse Henry, non era proprio una
sera da celebrazioni. Certo che per una cena come quella...
Pete prese la bottiglia; Lou vide cos'era e fece un rapido
cenno d'assenso. Pete sembrava pi riservato del solito stasera.
Certamente aveva le sue ragioni. Anche Hettie aveva
gettato uno sguardo sospettoso dalla sua parte. L'uomo che
era con lei era pi giovane di Henry, ma non certo un ragazzo.
Una quarantina di anni. Male in arnese. Rubizzo. Il tipo
del campagnolo. Per era pi giovane di lui, questo doveva
ammetterlo. L'et. Arriva per tutti. Si comincia a trent'anni,
i riflessi si fanno pi lenti,  pi difficile rubare, pi difficile
battere un po' pi lunga quella palla e fare un triplo. Gli incidenti
cominciano a diventare pi seri. I piedi sul campo
non filano pi come una volta. Le cose peggiorano a partire
dai trentacinque anni. Sulle tabelle se ne teneva conto. Era
qualcosa con cui i giocatori dovevano imparare a convivere.
Alcuni capivano, accettavano e miglioravano i loro sinkers
e i loro sliders man mano che le loro palle veloci perdevano
di rapidit, imparavano nuove posizioni, pi tardi diventavano
allenatori, manager, e col tempo perfino proprietari delle
squadre. Altri si ribellavano, cercavano di continuare a fare
la parte delle giovani stelle dal radioso avvenire. Frosty
Young era uno di loro. Di solito in questi casi la fine, quando
arrivava, perch arrivava sempre, era pi ridicola. Frosty
fin per fratturarsi un'anca cercando di rubare una base di
troppo, cinque anni troppo tardi. Poi divent un arbitro, un
buon arbitro, ma era ancora acido e rissoso, come se, chiss
perch, solo e soltanto lui fosse stato condannato a invecchiare.
Quel tipo di romantica scontrosit generalmente irritava
Henry, per la comprendeva. In effetti, alcune delle migliori
personalit della lega avevano bisogno di questa
esagerazione per completare il loro carattere. Che sarebbe
stata l'UBA se fossero stati tutti come Brock Rutherford o
come Jake Bradley?
Jake riapparve per riempire di nuovo i bicchieri e Henry
disse: Non ricordo bene cosa  successo l'altra sera, Pete,
ma spero di non essermi comportato troppo stupidamente.
Oh no, Mr. Waugh disse Pete, ma sul suo volto pass
un'ombra come se il ricordo non fosse dei pi gradevoli.
Capita a tutti di prendersi una sbronza di tanto in tanto.
Esit, poi sorrise. Mi  molto piaciuta quella canzone su
quel tizio che ce l'aveva lungo...
Long Lew e Fanny. Ho cantato?
Oh s. Sorrise nuovamente facendo l'occhiolino a Lou.
Pi o meno.
Risero tutti insieme anche se Lou ovviamente aveva solo
una vaghissima idea di quello di cui stavano parlando, ma
questo bast per fargli rivolgere a Henry uno sguardo strano.
Bene, ma ormai era acqua passata, pens Henry. E dopo
tutto, per quanto riusciva a ricordare, aveva lasciato l un
centinaio di dollari l'altra sera, quindi Pete non poteva essere
poi troppo seccato.
Uno dei gatti di Jake si strofin contro la gamba di Hettie
e lei abbass la mano per accarezzarlo. Il suo spasimante si
appoggi allo schienale - metteva male a fuoco - e chiese
altri due bicchieri. Cravatta rosso acceso, guance rosate, naso
rubizzo, capelli rossi radi su una testa lentigginosa gli davano
l'aspetto di qualcosa che stesse per bollire. Poi, come
spinti da una forza magnetica, si riavvicinarono, le mani dell'uno
fra le cosce dell'altra.
Chi poteva farlo per lui? Forse O'Leary. O il giovane
Thornton Shadwell; era ancora vergine probabilmente. O
Mel Trench il Possente, con la sua mazza terribile. No,
Trench era in una brutta situazione, probabilmente troppo
preoccupato per farselo rizzare. Trench lo Scuoiato. Henry
fissava il suo bicchiere, vedeva nella sua sfera ambrata il bar
e tutta la gente che si era pigiata al suo interno, le luci splendenti,
e lui stesso - distolse lo sguardo. Forse Hamilton
Craft? Grande ripresa, doveva sentirsi in ottima forma. O
forse... Ti piacerebbe fartela con quella l in fondo?
Lou salt di quasi dieci centimetri sullo sgabello. Non
cos forte, Henry! disse con voce soffocata.
Che ne dici?
Lou non la guard nemmeno, anzi ficc il naso nel bicchiere.
Non, uh, non  il mio tipo, credo.
Ma come, quella  il tipo di tutti, Lou!
Lou sorseggi il suo cognac con un senso di minaccia incombente.
Allora a te non dispiace se io...
Oh no, no! squitt Lou. Non preoccuparti per me!
Lo spasimante di Hettie, ritiratosi momentaneamente dalle
vallate di lei, spost il tavolino e si allontan barcollando,
pass vicino a loro ansimando violentemente, sbatt contro
un tavolo e scomparve dietro una porta in fondo al locale.
La branda nel retrobottega. No, non andava li, no davvero,
andava solo a fare un paio di gocce; Pete non si curava di
bisogni pi sottili.
'Sera, bambola! Che ne dici di venire a fare due tiri con
me?
Henry! Ssshh! Non vedi che ho da fare?
Non ce l'hai un buon battitore, bambola. Non riesce
nemmeno a trovartela!
Forse no, ma  meglio che non trova te qui quando torna
o ti spacca le ossa!
Be', lui pu aspettare. Tienilo in caldo per domani, bambola.
Io voglio te stanotte!
Lei si addolc, cercando di immaginare il lancio che le
avrebbe mostrato.  risorto il ragazzo, Henry?
Henry trasal ma riusc a riprendersi: Di lanciatori ce ne
stanno a mucchi in questo campionato, bella signora. Tir
fuori una manciata di biglietti da venti per il gusto di veder
spalancare quei suoi occhi assonnati, ma furono le sue gambe
invece a spalancarsi.
D'accordo, ma usciamo prima che torni sibil Hettie.
Henry fece un cenno di saluto a Lou prima di uscire: A
domani sera.
Le pass davanti e le fece strada; si sentiva bene e in forma.
Cafone. Volgare, era la parola esatta. Cap che non sarebbe
stato come l'altra volta. Magia zero. Ma aveva i suoi
lati positivi. Dritto allo scopo, niente illusioni. Dentro e fuori,
alto e basso. Carico e te lo sparo dentro.

Note.
1. Piatto messicano a base di carne tritata, ma hot tamale, come nel
testo originale, sta anche per ragazza provocante.

 Capitolo 6.

Mai una volta, nelle cinquantasei lunghe stagioni della
Universal Baseball Association, il suo proprietario era giunto
cos vicino al disgusto di s, mai era stato tanto incline ad
abbandonare tutto, una vita sprecata, un vecchio che si gingillava
con i giocattoli di un bimbo: si sentiva, in un certo
senso, come un adolescente colto a masturbarsi. L'Anno LVI,
nonostante il suo gruppo di esordienti, nonostante lo scalpore
suscitato dall'imminente ascesa al trono di una nuova
squadra, nonostante i record stabiliti e i giganti abbattuti e il
ragazzo ucciso, era una vera e propria barba. O almeno cos
gli sembrava quella domenica pomeriggio mentre fissava
dalla finestra della cucina un mondo che correva verso l'inverno.
Fra breve sarebbe arrivato Lou. Aveva paura ma ne
era anche felice. Lou poteva salvare ogni cosa. O salvarlo dal
gioco. Ci si era impantanato dentro. Aveva giocato troppo,
con troppo accanimento, da quando era morto Damon. Doveva
allentare il ritmo. Prese in considerazione l'idea di scrivere
qualcosa nel Libro ma la stanchezza lo paralizz. E cos
se ne rimase in piedi davanti alla finestra, a guardare fuori.
Pessimo inizio quella mattina. Risveglio in un letto pieno
degli afrori di Hettie, sogni frammentari di uno zoo, di un
circo o qualcosa del genere, fin troppo adatti alla situazione.
Il vecchio Swanee ci sa proprio fare aveva detto lei,
alzandosi dal letto con un grugnito da vecchia, poi era scoppiata
in una risata che sembrava un nitrito e che si era trasformata
in un attacco di tosse catarrosa. Ma Henry, pi che
Swanee Law, si sentiva il vecchio Woody Winthrop, decrepito
e con un piede nella fossa, o come lo sfortunato Mel
Trench, incastrato nell'ultima posizione e completamente
rimbambito. Hettie si alz lentamente e si diresse verso il bagno.
Ci sarebbe rimasta per un po', lo sapeva, e cos si
attard nel letto a sonnecchiare. Sogn di essere in un posto
lontano, incredibile. L'Italia, forse, o la Spagna. Gli sembrava
di aver raccontato a Lou di Hettie, di quanto fosse brava,
si era vantato come al solito, ma ora se ne stavano zitti ad
ammirare la campagna. Colline dal lieve pendio, valli boscose,
un fiume azzurro che fluiva lento, case coloniche in pietra,
mandorli in fiore. Non fai altro che ingannare te stesso,
disse qualcuno, non sembrava che fosse Lou, ma forse s.
Comunque fece finta di niente. Poco lontano, una mucca attaccata
a un cigolante carro a due ruote che trainava su per
una salita, con un uomo che le camminava di lato. Era una
salita ripida e a volte la mucca scivolava all'indietro o si fermava
del tutto. Allora Henry e il tipo che era con lui, se c'era
ancora qualcuno, si misero a spingere. Una bella fatica e non
ottenevano grossi risultati. Se solo avessi una mucca, disse
il contadino. Era vero, non c'era nessun animale, doveva essersi
sbagliato. La mucca non ce l'hai ma le corna s. Gli
sembrava di essere stato spiritoso, ma l'uomo non cap e rimase
a guardarlo con un'espressione ebete. Henry cerc di
spiegarsi, gli disse: la mucca ha le corna, no? Ma l'uomo non
lo capiva. Problema di lingua. Si sentiva stupido e volgare,
si sentiva lui una bestia. Gli sembrava di avere un enorme
peso sul cuore e mentre Hettie lo raggiungeva sotto le coperte
e gli pizzicava il culo pi forte di quanto avrebbe dovuto,
pensava che lo aspettava una giornata ancora pi terribile,
la peggiore di tutte.
Si vest e usc a comprare delle paste mentre Hettie preparava
il caff. Rientrando, apr la porta giusto in tempo per
sorprenderla nel mezzo di un enorme sbadiglio bovino, la
pelle flaccida del collo tutta una piega e buchi tra i denti in
bella mostra. Con la faccia raggrinzita nel tentativo disperato
di soffocare quello sbadiglio, Hettie chiese: Freddo fuori?
Anche lui sbadigli, incapace di trattenersi, e rispose:
Abbastanza.
A volte la mattina lei rifaceva il letto e metteva un po'
d'ordine in camera, ma a Henry bast uno sguardo per vedere
che nella stanza regnava il disordine pi totale, come sempre.
Sent che chiedeva a se stesso: perch nessuno mi aiuta?
Hettie frug nel pacchetto che Henry aveva portato e
disse: Sembrano buone. Spinse da parte i fogli sul tavolo
della cucina e vi poggi le paste.
Attenta! Il mio lavoro!
Solo un angoletto, Henry.
Sedettero nell'angolo libero, presero il caff con le paste,
abituati l'uno all'altra e perci a loro agio ma non particolarmente
rallegrati dall'altrui presenza. A Henry vennero in
mente delle frasi per iniziare la conversazione. Le svilupp.
Alcune conducevano di nuovo a letto, altre alla porta, altre
ancora giravano su se stesse. Di tanto in tanto l'occhio gli
cadeva sull'Associazione e allora si sentiva ancora pi depresso,
non tanto perch Hettie l'aveva involontariamente
messa in disordine, quanto per lo scompiglio che lui stesso
aveva provocato il giorno prima con la sua frettolosit. Ci
sarebbe voluto molto tempo per rimettere a posto le cose. Un
paio di settimane per trascrivere tutti i dati. Pi lavoro di
quanto valesse la pena di farne.
Penso che andr in chiesa annunci Hettie.
In quale vai? chiese lui, ma non gliene importava granch.
Non ha importanza. La prima che incontro sospir spargendo
briciole tutto intorno.
A pentirti dei tuoi peccati? chiese Henry, con un pizzico
di polemica ma senza sarcasmo.
Peccati? No, quelli non li considero neppure disse lei.
Voglio solo un posto dove posso stare l a immalinconirmi
in mezzo alla gente ma senza annoiare nessuno. Fiss con
tristezza il suo bruno riflesso nel caff. Diciamo le cose
come stanno, sto diventando vecchia e brutta, Henry.
Stai a sentire, Hettie disse lui. Immerse la mano nel portafogli
e ne estrasse un altro pezzo da venti. Ecco qua. Esci
a comprarti un cappello nuovo o quello che vuoi. Con dei
fiori sopra.
I fiori si addicono alla primavera ribatt lei.
Allora con delle foglie appassite. Quello che vuoi. Una
cintura nuova o della biancheria di classe, non mi importa.
Voglio solo vederti felice.
Hettie gli sorrise dandogli un buffetto affettuoso sul dorso
della mano. Non  cos facile disse. Grazie comunque,
Henry.  gentile da parte tua e ripose la banconota nella
borsetta. Mentre rimetteva la borsa sul tavolo, l'occhio le
cadde sui dadi. Guard Henry con aria interrogativa. Alz
gli occhi e vide il Tabellone con la Classifica delle Squadre,
le targhe di bronzo della Hall of Fame, gli scaffali con i libri
sopra, la calcolatrice, mucchi di fogli pieni di nomi sul tavolo. Ma a che servono?  un gioco, Henry?
Pi o meno. L'aveva colto di sorpresa.
Non capisco. Che c'entrano i dadi con il tuo lavoro?
Sai, in un certo senso disse lui con noncuranza sono loro
i miei datori di lavoro. Si accorse che le mani gli sudavano.
Continuo a non capire. Gli lanci uno sguardo curioso
con la testa piegata e le labbra serrate.
Henry sospir. E un gioco, Hettie. Il baseball - non un
lavoro reale, nel senso vero e proprio della parola.
Lei sbatt gli occhi. Poi scoppi a ridere. Spalanc la bocca
sformata e si mise a strillare. Un gioco! Guard ancora
il tavolo, e una luce cominci a rischiararle la mente. Intendi
dire...? Allora questo sarebbe... ehi! Scatt in piedi e
cominci a frugare disordinatamente tra i fogli. Scommetto
che il vecchio come si chiama, il vecchio Swanee  qua
dentro, no? chiocci rovistando e afferrando un foglio
dopo l'altro. Ma guarda quanti nomi! Possiamo organizzare
un'orgia, Henry! Le risate di lei lo penetravano lacerandolo.
Hettie si gir verso di lui e gli diede un pizzico sul
naso: Henry, sei tutto matto! Rise, sorrise, abbass gli
occhi su di lui e sospir. Ma sei anche tanto dolce. Si chin
e gli depose un molle bacio agrodolce sulla fronte.
Lui la guard mentre si preparava per uscire, senza riuscire
ad alzarsi dalla sedia. Dai! gli disse lei ridendo. Non
prendertela tanto, stavo solo scherzando! Con la lingua tolse
un pezzettino di cibo che si era ficcato in un buco fra due
denti e, con il cappotto gi addosso, prese un ultimo sorso di
caff. E poi, chi  che non  matto? Io certamente sono un
po' svitata! Si specchi sul vetro della finestra, poi si volt
verso di lui. Sai, non pu mica piacere ancora a tutti una
vecchia che ha la tua stessa et, Henry. Tutto quello che diceva
era fuori luogo. Giusto, forse, ma impietoso. Henry riusciva
solo a restarsene seduto, ascoltando senza dire una parola.
Lei si ferm un attimo a riflettere, poi fra i ricordi delle
due squallide partite sostenute la notte precedente ne trov
uno e lo lasci cadere orribilmente nella cucina mattutina:
Che te ne pare di questo tiro, bambola? E buttando la testa
all'indietro si diresse sghignazzando verso la porta.
Quando si accorse che lui non si era nemmeno alzato, si
gir. Dai, Henry, vieni a salutarmi. Lui restava a fissarla.
Vecchia e brutta. Era cos. Erano cos. Il sorriso le mor in
bocca. Che umore orribile. Non ci siamo divertiti stanotte?
Non voglio andarmene senza... Intendeva la sculacciata di
benedizione. Lei lo ringraziava sempre per quella pacca, diceva
che se un uomo non gliela dava quando se ne andava,
si sentiva come se in un certo senso avesse fallito. Henry,
mi dispiace, non volevo... Henry scosse il capo. Tutto a un
tratto, senza preavviso, Hettie scoppi a piangere. Ma vai
all'inferno, bastardo. Sei pazzo, pazzo! grid. Frug affannosamente
nel borsellino, tir fuori i soldi che lui le aveva
dato e con le mani che tremavano li gett sul pavimento poi,
sempre piangendo, sbatt la porta e corse gi per le scale.
Henry sent i suoi tacchi rumoreggiare gi per gli scalini di
legno e allontanarsi nel mondo con uno stridio, e per molto
tempo ancora se ne rimase seduto li.
Poi meccanicamente pul il tavolo dai resti della colazione,
riordin tutte le carte e ricominci a giocare. Al tramonto
aveva terminato quattro serie complete, dodici giornate,
quarantotto partite. Non ricordava chi aveva segnato n chi
aveva giocato. Sapeva che i Knickerbockers avevano perso
tutte le partite tranne la prima, questo lo aveva notato, ma
per il resto ricordava solo innumerevoli lanci di dadi. Stava
distruggendo l'Associazione, ora se ne rendeva perfettamente
conto. Non registrava pi niente, non aveva fatto neanche
un'annotazione nel Libro. Non sapeva se i giocatori avevano
battuto e lanciato secondo l'ordine stabilito, chi aveva
battuto e chi no, non sapeva se i lanciatori avevano superato
il numero massimo di inning permessi, se ne infischiava di
chi avrebbe vinto lo scudetto. Solo un'idea lo ossessionava:
mettere in ginocchio Casey e i Knicks, vederli precipitare in
classifica al di sotto dei Pioneers, fosse pure per un solo turno.
Ma per colmo di ironia, pi dava addosso ai Knicks, pi
i Pioneers precipitavano verso il fondo. Cerc di raggiungerli, Bancroft in particolare, cerc di capire cosa non andava,
ma che strano, era come se lo sfuggissero, terrorizzati dai
suoi piani, come se avessero capito di cosa si trattava: la stupida
follia di un vecchio matto sentimentale. E adesso scappavano
da lui all'impazzata...
SQUADRA VINTE PERSE PCT V
Pastime Club 44 31 587 -
Haymakers 43 32 573 1
Knickerbockers 38 37 507 6
Beaneaters 37 38 493 7
Keystones 37 38 493 7
Bridegrooms 34 41 453 10
Excelsiors 34 41 453 10
Pioneers 33 42 440 i 1
Un colpo contro la porta! Henry! Un timore improvviso:
era stato un errore! E bollente, Henry! Whump whump!
Giur a se stesso che si sarebbe mantenuto calmo, ma il
suo cuore batteva all'impazzata mentre apriva la porta. Lou
piomb dentro insieme a un profumo di aglio e a un piatto
con sopra un'enorme pizza incartata. Sta gocciolando!
strill dirigendosi verso il tavolo della cucina.
No! grid Henry. Il gioco! Lo afferr bruscamente
per il gomito e riusc a bloccarlo. Qui! Sul fornello! Tir
via la caffettiera mentre Lou lasciava precipitare il piatto.
Whoo! boccheggi Lou. Vide le mani che gocciolavano
e si guard intorno in cerca di qualcosa per...
Qui, lavatele nel lavandino disse Henry. Vado a prenderti
il sapone e un asciugamano.
In bagno il sapone gli cadde dalle mani. Perch era cos
nervoso? Lou solo di l, che si aggirava per la stanza, poteva
succedere di tutto.  ottima, Henry! lo chiam Lou dalla
cucina.
Lou si precipit incontro a Henry, lasciandosi dietro una
scia d'acqua sul pavimento. Henry con un balzo avvolse le
mani di Lou nell'asciugamano. Le sopracciglia di Lou si sollevarono
in segno di stupore. Henry, c' qualcosa che...
No! Henry si sforz di ridere e di apparire tranquillo.
Solo che stavo sonnecchiando quando sei arrivato, e sai, un
rumore improvviso ti mette l'agitazione addosso, sono ancora
un po'...
Oh Lou sorrise. Mi dispiace, Henry, ma scottava e...
Dall'aspetto sembra ottima davvero! disse Henry togliendo
la carta. Odori di origano e formaggio fuso salirono
ad allietarlo. Doveva essere affamato, ormai. Pi niente dopo
quelle paste. Vuoi fare prima una partita oppure...
Meglio mangiarla finch  calda disse Lou cercando un
posto dove buttare il cappotto. Henry si slanci ma era gi
tardi. Il cappotto si era librato in volo ed era atterrato sullo
schienale di una sedia, e un uragano si era abbattuto sulla
lega sopra il tavolo. Lou si chin fino a coprire
completamente la pizza e aspir il suo aroma, percorrendone con gli
occhi il contorno, giudicando ogni sua parte, studiandone i
confini come se stesse decifrando la mappa di un tesoro.
Accidenti, che fame!
Prendo un coltello.
Dove possiamo... Il suo sguardo si pos nuovamente
sul tavolo. Pensi che potremmo farci un po' di spazio?
Ho gi preparato tutto disse Henry. Ti dispiace se
usiamo due sedie come tavolino?
No rispose Lou sorridendo e sfregandosi le mani. Comincia
a far freddo fuori, osserv ma l'appetito cresce.
Henry tagli la pizza a fette, seguendo una sua particolare
geografia. Olio e succo di pomodoro gorgogliavano venendo
alla superficie. Una pizza sontuosa, con cipolle, salsiccia,
funghi e una croce di Sant'Andrea di peperoni. Lou Engel:
il cliente speciale col dono dell'ubiquit. Ne depose mezza
sulla sedia davanti a Lou e apr le birre. Ah! fece Lou afferrando
la prima fetta. Mmm! comment Henry, affondandoci
i denti. Ridevano entrambi maliziosamente, masticavano
apprezzando la bont della pizza, bevevano un sorso
di birra e ne mangiavano un'altra fetta. Grande! Mmm!
Che banchetto! Un universo di sapori! Una sinfonia!
Ah ah! Che pranzetto, Henry! Mmm! Avrei dovuto
comprarne due o tre. L'altra met. Sono pronto! Ancora
birra? Ci mancherebbe! Un'opera d'arte! Sottoscrivo!
Non  di questo mondo, Lou! Questi funghi -
mmm! Non riesco a fermarmi! E perch dovresti? Senza
piet! E anche le cipolline - dolci! Un paradiso! Mmm,
hai ragione - pensi che Adamo ed va riuscivano a procurarsi
della pizza? Se non ci riuscivano, Lou, hanno fatto bene
ad andarsene! Ah ah! Buona (leccandosi le dita) questa! C'
(scolandosi la lattina) - ah - dell'altra birra? A fiumi!
Era una pizza molto grande, enorme a dire la verit, Henry
non ne aveva mai vista una cos e quando la stavano per
finire cominciarono a mangiare pi lentamente e a bere con
pi calma. Avrebbero dovuto pensare al gioco, adesso, ma
una soddisfazione animalesca era calata su di loro come una
spessa coltre e anche soltanto muoversi sembrava un crimine
ai loro occhi. Fu Lou, infine, ad affrontare l'argomento:
Cos' quella cosa sul muro, Henry?
Il Tabellone della Classifica delle Squadre. Indica la situazione
del campionato. L'ho costruito io stesso.
Le squadre?
Ci vorr un po' per spiegarti tutto, Lou. Rutt, poi bevve
della birra, cercando di ricordare come aveva imparato a
giocare. Non aveva pensato di cominciare spiegando a Lou
la Classifica. Allora, il gioco  una lega di baseball completa
in ogni sua parte. Otto squadre. Formazioni complete
di ventuno persone...
Persone?
Giocatori. Nomi. Le squadre giocano una contro l'altra
e io tengo i...
Lou sembrava deluso. Credevo che fosse un gioco che si
poteva fare in due, che so, pinnacolo, Monopoli, o qualcosa
del genere.
Non vedo perch non si possa giocare in due. Tu prendi
. una squadra, io l'altra.
D'accordo disse Lou saltando di colpo in piedi come un
dirigibile forato. Cominciamo! Chi batte?
Sei sicuro di non voler sapere qualcosa di pi sul... sulle
regole?
Le capir mentre giochiamo. Davanti al tavolo, rimase
a fissare tutti quei fogli di carta come se non avesse compreso
cosa c'entrassero con il gioco.
Henry si lav le mani nel lavandino con una sensazione
di disagio. Era questo che voleva, no? Non proprio: una cosa
era l'inesperienza, un'altra l'ignoranza totale e disinteressata.
Non vuoi lavarti le mani?
Non importa. Lou se le pul distrattamente sui pantaloni.
Aveva trovato le varie tabelle e le stava mettendo tutte in
disordine.
Non sono cos complicate come sembrano disse Henry
con una risatina, asciugandosi le mani.
Spero proprio di no. Lou prese i dadi, li agit fra le
mani poi li tir. And a cercare sulla tabella. R se CD/P0B;
Altrimenti Torna S 1B. Si gratt la testa guardando i dadi
sul tavolo.
Questa  la tabella speciale per rubare la seconda base spieg
Henry. Se il corridore che cerca di rubare  un corridore
designato o il primo nell'ordine di battuta, allora ce la fa.
Altrimenti torna salvo in prima. Queste qui sono le tabelle per...
Non so se riuscir a capire tutto, Henry disse Lou con
sincerit. Sembrava pronto ad abbandonare il progetto e invece
si mise a sedere e cominci pazientemente a leggere le altre
tabelle. Tir nuovamente i dadi, confront il risultato sulle
varie tabelle. Come sai qual  quella da usare? si lagn.
Vedi, ci sono nove carte diverse perch ci sono sei diverse
categorie di giocatori. Un lanciatore pu essere un
Fuoriclasse, un Esordiente o un Titolare; la stessa cosa vale
per il battitore, che pu essere una Star...
E questo come fai a stabilirlo? Lou lo fissava come se
lo stesse prendendo in giro.
C' un segno vicino al nome. Ci sono nuovi Esordienti
ogni anno...
Anno?
Questo te lo spiego dopo, Lou. Aspetta un attimo. Ogni
anno, alla fine della stagione, gli otto lanciatori con la peggiore
media abbandonano o passano alle serie inferiori -
possono sempre tornare a giocare nella categoria superiore -
non sempre, cio, se non sono troppo vecchi...
Troppo vecchi? Lou strabuzz gli occhi. Sai anche
l'et...?
C' una tabella apposita... eccola. Questa  la tabella degli
Esordienti, indica l'et che hanno quando iniziano a giocare
nell'Associazione. A quarant'anni devono ritirarsi, o anche
prima se finiscono fra i venti peggiori battitori o fra gli otto
peggiori lanciatori - naturalmente questo non succede se a
quaranta anni sono ancora Star o Fuoriclasse... Era chiaro
che Lou ormai non lo seguiva pi. Senti, adesso di questa
parte non devi preoccuparti. Ci sono tre categorie di battitori
e tre categorie di lanciatori. Gli Esordienti hanno qualche
vantaggio giocando con i Titolari, e le Star e i Fuoriclasse
hanno dei vantaggi giocando con gli Esordienti. Esistono
quindi nove tabelle, una per ogni possibile combinazione,
Fuoriclasse contro Star, Fuoriclasse contro Esordiente, Fuoriclasse
contro Titolare e cos via, per i lanciatori Esordienti
e Titolari. Comunque, in breve riuscirai a memorizzare tutto
e non dovrai preoccuparti pi di questo aspetto del gioco.
Memorizzare tutto? Ma tu sai questa roba a memoria,
Henry? strill Lou.
Quasi tutta.
Lou scosse il capo. Dov' il tabellone? chiese.
Il tabellone... dovresti fare uno sforzo e immaginarlo
disse Henry. Una volta usavo un modellino di uno stadio di
baseball ma era solo d'intralcio.
Lou fissava tristemente le pile di fogli. Va bene, stiamo
a vedere cosa succede. Alz gli occhi verso la Classifica
delle Squadre. Io chi sono?
La prossima partita  fra i Knickerbockers e i Pioneers.
Si, tocca proprio a loro.
Vuoi dire quella squadra in cima alla classifica? Perch
non giochiamo con quelle due in fondo? Sar pi divertente.
Non c' una sola partita da fare, Lou, ma una stagione
intera. Ogni squadra gioca ottantaquattro partite. C' un calendario
ufficiale, proprio come nelle grosse federazioni.
Adesso siamo al settantacinquesimo turno e hanno gi giocato
tutti meno i Pioneers e i Knicks.
Lou scroll le spalle con un largo sorriso. Un po' forzato,
per. Non importa. Quali sono i miei?
Puoi prendere i Knicks. Fu assalito dal senso di colpa,
ma se ne sbarazz immediatamente. Il povero Flynn in preda
a confusione senile. Henry tir fuori i segnapunti, le formazioni
gi pronte.
Pioneers
Seconda base
Esterno sinistro
Terza base
Esterno centrale
Esterno destro
Ricevitore
Interbase
Prima base
Lanciatore
Toby Ramsey (Esordiente)
Grammercy Locke
Hatrack Hines (Star)
Witness York (Star)
Stan Patterson (Star)
Royce Ingram (Star)
Lance Wilder
Goodman James
Mickey Halifax (Fuoriclasse)
Knickerbockers
Interbase
Seconda base
Prima base
Esterno centrale
Esterno destro
Esterno sinistro
Ricevitore
Terza base
Lanciatore
Seat Batkin (Esordiente)
McAllister Weeks
Matt Garrison (Star)
Biff Baldwin (Star)
Walt McCamish (Star)
Archie Moon
Chauncey O'Shea (Esordiente)
Galen Musgraves
Jock Casey (Esordiente)
Queste sono le squadre e questo  l'elenco degli altri giocatori
a tua disposizione, nel caso tu voglia fare delle sostituzioni
o altro.
Lou guard con espressione ammirata i fogli per i punteggi.
Ehi, sono proprio carini. Dove li hai comprati?
Li ho fatti stampare.
Ah! Quelle visite in tipografia!
S Henry rise timidamente. Ma Lou era venuto per giocare,
si chiese, o solo per costringerlo a rivelare i suoi segreti?
Doveva stare attento. Si sedette vicino a Lou, ordin le
tabelle in modo che Lou le avesse tutte sotto gli occhi e gli
indic le differenze esistenti fra loro.
Queste qui si usano in caso di strategie di gioco particolari
o errori, incidenti o altro ancora; le pi usate sono le altre.
Adesso useremo solo sei delle nove tabelle perch abbiamo
sul monte un Fuoriclasse e un Esordiente. Aveva la
sensazione di essere distante mille miglia.
Ah! disse Lou studiando le formazioni. Allora questa
E, qui sarebbe il mio lanciatore?
S ammise Henry con un improvviso senso di colpa;
non era affatto equo. Adesso doveva spiegargli la rotazione
dei lanciatori, le regole per stabilire quando potevano giocare
e quando no...
E il tuo lanciatore ha una A. Non  avvantaggiato?
S, c' una lieve differenza, ma...
La mia squadra non ha Fuoriclasse? Lou lanci un'occhiata
all'elenco dei sostituti.
Si, ma vedi...
Ecco, ne ho due! Lou alz gli occhi sorridendo e agitando
un dito in segno di rimprovero verso l'amico. Henry...!
Ma toccava a Casey...
Su, dai, posso far giocare uno degli altri ragazzi? Che ne
dici di questo Whitlowe Clay?
Credo di s, per ha giocato due giorni fa...
Ma  uno tosto sostenne Lou con un sorriso. Comincer
col vecchio Whitlowe. Cancell il nome di Casey e
scrisse quello di Clay. Da dove li prendi questi nomi, dai
fumetti? Stava diventando tutto rapidamente privo di senso.
E adesso, queste piccole stelle indicano...
I battitori, che...
Lou si tir indietro sulla sedia e studi attentamente le tabelle
e le formazioni. Cont le E. Due io e una tu. Ma tu
hai quattro Star alla battuta e io solo tre. Se metto quel Casey
alla battuta invece che sul monte, allora saremo quasi alla
pari.
La condizione di Esordiente vale solo per i lanciatori,
non per i battitori.
E perch? Domanda oziosa, nata dalla voglia di dare fastidio
pi che dalla curiosit.
Sono le regole, Lou. Te lo stavo per dire, forse  meglio
che mi fai spiegare le altre cose prima di incominciare, vedi,
ci sono moltissime regole specifiche per gli errori, gli incidenti,
i battitori designati e i lanciatori di rilievo, il primo in
battuta, i corridori designati e il quarto battitore della formazione
e...
Un momento, aspetta! esclam Lou. Ci sono quattro
Star qui! Devi averne dimenticata una!
Henry sent il sangue salirgli al cervello. Bran Maverly
disse. Era un po' in crisi di recente e Flynn ha pensato...
Ah! Lou lo and a cercare nell'elenco dei sostituti.
Esterno sinistro. Cancell Moon dalla formazione e inseri al
suo posto Maverly. Moon aveva battuto 6 valide su 8 tiri
nelle ultime due partite: come avrebbe spiegato Flynn la sua
sostituzione? E staremo a vedere se esce dalla sua crisi
disse Lou ammiccando verso Henry.
Senti, Lou, non sto cercando di fregarti.  solo che qui
c' tutta una storia dietro, cio una lunga stagione alle spalle,
e tu arrivi a cose gi iniziate. Capirai meglio se...
Va bene, Henry, non scusarti disse Lou con un sorriso.
Non importa, andiamo avanti. Agit la lattina di birra. Ce
n' ancora?
Certo, te la prendo subito. Dal lavandino vide il grasso
Lou Engel, seduto dove di solito sedeva lui, frugare fra le
tabelle, tirare i dadi per prova, canticchiare sottovoce una
melodia barocca. Come  potuto accadere tutto ci? si
chiese.
Chi gioca per primo?
Io, a te l'ultima battuta. La partita si svolgeva in casa
dei Knickerbockers, non poteva essere altrimenti quindi, ma
quello che aveva detto gli sembrava il modo pi semplice per
spiegarlo.
Si sedette e prese i dadi. Cerc di concentrarsi sul gioco,
ma la voluminosa presenza di Lou sembrava impedirglielo,
davanti a s vedeva soltanto dei fogli di carta. Non gli sembrava
di giocare con Lou ma di giocargli attraverso e attraversandolo
avvertiva opacit e ostilit. Toby Ramsey alla
battuta annunci, ma l'imbarazzo fece si che l'annuncio
suonasse rapido e frettoloso.
Cosa ? chiese Lou, ficcando il naso fra Henry e il tavolo
per sbirciare la formazione. E. Esordiente. Qual  la
carta...?
Henry gliela mostr. Abbiamo bisogno solo di queste tre,
dato che entrambi giochiamo con i Fuoriclasse disse.
Fuoriclasse contro Star, Fuoriclasse contro - s, ecco
disse Lou, poi incresp le labbra in una palese imitazione di
Zifferblatt.
Henry tir i dadi. Battuta alta presa al volo dall'esterno
centro.
Un momento, un momento. S, A V EC - e questo che ?
I corridori avanzano di una base. Ma non ce ne sono.
Si, ho capito. Va bene. Volevo solo vedere. Adesso? Eliminato?
Esatto. Henry trascrisse il risultato, tir di nuovo i dadi,
questa volta per il battitore Titolare Grammercy Locke. Un
singolo. Aspett che Lou lo trovasse.
Singolo, avanza di due lesse Lou. Come fa ad avanzare
di due se  un singolo?
Questo riguarda i corridori in base, se ce ne sono, che
avanzano di due.
Pensavo che fosse svantaggioso essere un Titolare
Lo . Le possibilit del Titolare di fare una valida contro
un Fuoriclasse sono circa del diciotto per cento, mentre per
una Star, per esempio, le possibilit sono sopra il venticinque
per cento.
Lou sembr sorpreso. Hai calcolato tutto!
Si.
Ma non sono delle buone-percentuali riflett.
Per ci sono altri parametri: basi su balls, errori, incidenti,
combinazioni diverse e tabelle...
Para che? Eeehi! Lou si butt indietro sulla sedia, scosse
il capo, si pilucc distrattamente il naso. Non ci capir
mai niente, Henry.
Ancora non ci sei abituato. Dopo un po' che giochi, vedrai
che diventa tutto pi facile. Tir i dadi per Hatrack
Hines.
Lou prese un sorso di birra. Era un bel film quello di stasera,
Henry. Saresti dovuto venire.
Era bello? Guarda. Hines  una Star ma  stato eliminato.
Vedi, Lou, non si pu mai dire.
Lou osserv attentamente Henry che scriveva un K sul segnapunti.
C'era un ragazzo che allevava le api e registrava
i suoni che facevano per vedere se riusciva a comunicare con
loro.
Witness York spar un singolo dritto a sinistra del centro
campo, permettendo a Locke di passare in terza. Vai, vai!
disse Henry.
Cos'era? Lou pos la birra per guardare pi da vicino.
Vide i risultati dei dadi e controll sulla tabella.
Quella  per gli Esordienti, Lou. Ecco, su questa. Ci
avrebbero messo tutta la notte per finire quella partita.
Allora: 4 - 4 - 6:  sempre quello che dice singolo -
avanza - due.
Esatto. York va in prima, Locke in terza.
Lou rimase a fissare il tavolo, cercando di immaginarli
mentre si spostavano da una base all'altra. Mi sono gi perso,
Henry.
Per amor di Dio, Lou, grid Henry perdendo la pazienza
non  poi cos difficile! Stai a sentire: due eliminati, un
uomo in prima base, un altro in terza, scordati dei nomi. Una
Star alla battuta. Guarda. Palla alta in campo interno presa
al volo dall'interbase. Fine della sequenza. Gli sembrava che
Lou in qualche modo c'entrasse. In effetti era vero. Sulla
tabella di Casey, sarebbe stata una base su balls, basi piene.
Naturalmente per Locke non avrebbe fatto... non pensarci,
Henry. Allora, questo cos'?
Lou aggrott le sopracciglia e guard nuovamente la tabella
sbagliata: Non...
 questa, Lou!
Non innervosirti, Henry. Mi sto sforzando - ecco: che significa?
Palla alta in campo interno
 eliminato, vero? Henry annu. Con questo quanti
sono, Henry?
Tre.
Tocca a me adesso?
S. Henry gli porse i dadi.
Lou si rianim, studi la formazione, vide che aveva un
Esordiente alla battuta, mise il dito sulla tabella Fuoriclasse
contro Esordiente e tir i dadi. Strike out. Lou scorse col dito
la tabella. Accidenti, disse  uno strike out. Tir i dadi
per McAllister Weeks. Un altro strike out. Halifax comunque
era in forma oggi. Base su balls.
Sei sulla tabella sbagliata, Lou.
Lou trasal in preda alla disperazione. Trov quella giusta.
Strike out. Maledizione. Tir di nuovo. Il terzo di seguito.
Campo interno... no, aspetta, mi ricordo,  una Star.
Mmmh: strike out! Un'altra volta. Mi sembra un po' troppo
facile fare uno strike out in questo gioco brontol.
Henry prese i dadi. Mentre Ingram e Wilder schizzavano
alto addosso al ricevitore e James addosso al lanciatore, Lou
gli raccontava dell'apicoltore. E cos alla fine tanto aveva
fatto che era riuscito a tradurre un po' delle cose che si dicevano
e a ripeterle, tipo tornate all'alveare, pericolo e cos via
e - oh, poi c'era quella donna, l'avevo scordata, che...
A te, Lou.
Lou continu a parlare di api con il suo tono monotono
durante tutto il turno, e Henry lo aiut a trovare il risultato
dei suoi tiri tanto per accelerare un po' il gioco. Biff
Baldwin spar alto sul lanciatore, Walt McCamish batt fuori ma
Bran Maverly con un doppio super l'esterno destro. Che
ti avevo detto, il ragazzo si sta riprendendo! gongol Lou,
e Henry fu costretto a sorridere controvoglia: Flynn, il bue,
e i suoi Stupidi Indecisi, era questa la nuova immagine dei
Knicks? Lou agit la sua manona gonfia stretta a pugno con
dentro i dadi. Su, un punto alto, adesso! strill senza alcun
senso, e tir i dadi. Tre tre: incidente.
Adesso devi tirare di nuovo spieg Henry dopo che Lou
aveva visto cosa significava quel lancio, usando questa tabella.
L'incidente pu riguardare sia la mia che la tua squadra.
Alcuni incidenti sono pi gravi di altri, e anche l'et ha
la sua importanza. Il tuo uomo, O'Shea, per esempio, ha venti
anni, e ha esordito quest'anno, il LVI...
Che anno...?
Henry sent che stava arrossendo nuovamente. Non voleva
arrivare a tanto la prima sera. Te lo spiegher dopo, Lou.
Su, tira i dadi.
Una gelida espressione alla Zifferblatt di incredulit e sfiducia
si insinu sul largo viso di Lou; prese comunque i dadi
e li tir nuovamente. Henry cerc di vedere cosa stava succedendo:
la battuta dritta di O'Shea vol verso centro destra,
Witness York corse a intercettarla, Stan Patterson grid che
era sua, ma fra i tifosi dei Knickerbockers si lev un urlo travolgente...
tutto quello che Henry riusc a vedere fu invece
Lou che scorreva col tozzo dito unto la tabella, le labbra increspate,
un'espressione scettica.  1n e Collisione con/ EC:
D avanza 3, ED fuori per 4 partite. Lou sospir con aria di
disapprovazione. Che significa, Henry?
 un doppio, l'altro giocatore che avevi in base va a punto,
il mio esterno destro  fuori dal gioco. Scrisse il nome
di Tuck Wilson nella formazione al posto di Patterson. Fuori
per quattro intere partite! Che disastro!
Ho fatto un punto?
Si, e hai un uomo in seconda e due eliminati.
E per rubare? Posso provare a rubare la terza?
Se vuoi. Oh cristo! Rubare la terza con due eliminati.
Certo, Flynn, certo! Se proprio vuoi.
Perch no? Voglio provare tutto. O'Shea ce la fece.
Becc Halifax e Ingram che dormivano in piedi. Aveva sempre
pensato che i ricevitori fossero lenti, ma esistevano delle
eccezioni. Forse una era costituita da O'Shea. Non lo trovo.
Eccolo. Ce l'ha fatta. E in terza.
Guarda guarda! Sai, questo gioco comincia a piacermi.
A chi tocca?
Al tuo terza base, Galen Musgraves.
 uno normale, huuh? Forse dovrei sostituirlo. Che ne
pensi?
I battitori designati hanno un leggero vantaggio ma siamo
solo al secondo inning, Lou. E poi hai solo un altro uomo
che gioca in terza base.
Oh, baster. Chi  questo Sycamore Flynn che  scritto
qui?
Il tuo manager.
Lui non pu battere, no?
No, e comunque ha pi di cinquanta anni.
Oh, poverino. Allora che ne dici di, ehm, di Kirk
Abalon?
Se vuoi. Quando Lou pronunciava quei nomi, sembravano
davvero presi dai fumetti.
Va bene, scrivilo. Lou sfreg i dadi fra i palmi grassocci.
Forza grande Kirk!
Abalon  piccolino disse Henry.
Lou fiss Henry in preda allo stupore pi totale. Va bene,
va bene, disse scuotendo il capo con perplessit forza piccolo
Kirk! Tir i dadi. Incredibile. Henry croll contro lo
schienale della sedia e fin la sua birra. Ehi, Henry, guarda
un po'! Questo BD significa battitore designato, no? Henry
annu. Quindi  un singolo, avanza di uno se battitore designato,
altrimenti presa al volo dell'esterno destro, i corridori
avanzano di uno. Lou batt le mani. Cos si gioca! disse,
congratulandosi con se stesso. Qual  la situazione adesso?
Due punti segnati, due fuori, un uomo in prima, al piatto
il tuo lanciatore.
Non  bravissimo a battere, vero?
Le possibilit a suo favore sono leggermente inferiori di
quelle di un battitore Titolare, ma...
Va bene, era questo che volevo sapere. Chi posso mettere
dentro, adesso? Che mi dici di questo qui, Moon? All'inizio
 stato messo fuori squadra, ma adesso lo far giocare.
Non voglio rancori.
D'accordo, Lou, ma ci sono ancora sette inning da giocare
e il tuo Fuoriclasse...
Ne ho un altro. Questo Archie Moon  grosso o piccolo?
Un metro e novanta per settantasei chili, trent'anni, da sette
nell'Associazione. Esterno centro brillante, buon braccio.
Impugnatura alta, tranquillo nella battuta, senza particolari
preferenze per una parte o l'altra del campo. Grande annata
nel LII quando aveva raggiunto un 281 e per poco non era
riuscito a diventare una Star. Capelli biondi schiariti al sole,
pelle abbronzata, sorriso tipo pubblicit di sigarette. Giocava
a tennis da professionista, in primavera. E...  abbastanza
grosso.
Bene, forza allora, grande Archie! strill allegramente
Lou. Rutt e tir i dadi. Che ?
Valido, pi basi.
Lou lo trov. Bene. E adesso...?
Tira ancora. Usa questa tabella.
Ragazzi, che trionfo. Tir i dadi e Moon fece un triplo.
Ehi! esclam Lou quando trov la riga. Perdio, penso di
aver capito come si gioca. Che sarebbe successo se avessi
lasciato in campo il lanciatore?
La stessa cosa.
Oh? L'entusiasmo di Lou si afflosci. Bevve un sorso
di birra. Vuoi battere un po' tu?
Henry sorrise. Hai ancora solo due giocatori eliminati.
Devi continuare tu. Avrebbe dovuto sostituire Halifax ma
non ne aveva la forza.
Lou si strinse nelle spalle e tir i dadi. Seat Batkin sventol
a vuoto. Era ora. Forse avrei dovuto cercare di far rubare
la casa a quel tipo li comment Lou.
Tre a zero per te disse Henry. Chi sono i tuoi giocatori
nel terzo inning?
Allora, sul monte questo Fuoriclasse qui, Shannon,
Uncle Joe Shannon, e poi, vediamo, in terza base quest'altro,
Holden Chase...
 un esterno.  Koane l'altra terza base che hai.
D'accordo, convenne Lou con un sorriso, tirandosi indietro
sulla sedia, Koane.
Mickey Halifax fece rimbalzare una palla fra le mani di
Koane, che lo elimin. Lou alz gli occhi e Henry gli spieg
il risultato. Penso che sia stata una buona idea far giocare
quel tipo li disse Lou un po' ubriaco. Doveva smetterla di
pensare a Halifax. Chi poteva sostituirlo? Lou and verso il
frigorifero a prendere altra birra. Posso, Henry?
Serviti pure.
Ne vuoi una?
Mmm. Strike out per Ramsey. Henry tir di nuovo i
dadi con impazienza e Locke batt fuori campo, ma McCamish
arriv da destra e prese la palla al volo.
Ehi, aspetta, che  successo?
Tocca a te. Il primo in battuta  stato eliminato, l'altro
ha tirato fuori sulla destra e un tuo interno ha preso la palla
al volo.
Avesti dovuto sostituire un battitore, Henry. Funziona
sempre. Stai a sentire, ti volevo raccontare la fine del film.
Questa donna, insomma, era veramente un'ape regina tra...
come si dice?
Tramutata.
Esatto. Prese un altro sorso di birra. Queste api insomma
sapevano molte pi cose di quanto si pensava. Avevano
scienziati e tutto il resto e avevano progettato di - come si
pu dire... una specie di scambio genetico. Stavano prendendo
in giro questo tipo e i suoi insignificanti esperimenti e in
realt preparavano una vera e propria rivoluzione. A questo
punto - ma ti avevo detto della moglie del tipo? No? Allora
devo fare un passo indietro. Sua moglie...
Senti, Lou, perch non giochi mentre mi racconti il film?
Aspetta un attimo. A sua moglie questa ragazza non piaceva
per niente. Intuito femminile, sai. La ragazza, quella
cio che si era presentata per fargli da segretaria, quella che
in realt era la regina delle api...
Si fa tardi, Lou, e non abbiamo tempo...
Perdiana! esclam Lou dando un'occhiata all'orologio.
Gi le dieci! Non posso stare ancora tanto. Tir i dadi.
Singolo di Weeks, ma per Garrison, Baldwin e McCamish
palle basse in campo interno: tutti e tre eliminati, con Weeks
arenato in seconda. Lou a ogni lancio alzava gli occhi e
aspettava pazientemente il risultato, sempre pi concentrato
sulla trama del film che aveva visto. Allora la ragazza - ma
poi c'era anche un altro tipo, la moglie l'aveva chiamato
perch - ma mi stai seguendo?
Insomma.
Allora faccio un passo indietro. C'era un tipo che allevava
le api e cercava di comunicare con loro, poi un giorno
arriva una ragazza che gli chiede di diventare la sua assistente,
insomma la sua segretaria, e lui - a proposito, quella donna
di ieri sera, era, cio...?
Che?
Voglio dire, insomma,  andata bene? Lou sorrise timidamente,
le guance gli si coprirono di rosa, o forse era solo
la birra. Cio, lei, a te, insomma ti piace?
Ma, sai,  solo una puttanella, Lou, niente...
Si, si, volevo solo, insomma, sembrava che... Tacque e
bevve ancora della birra. Allora, arriva questa ragazza e la
moglie vede subito che c' qualcosa di strano in lei. Sente
puzza di bruciato, capisci.
Forse le aveva guardato il culo e aveva visto il pungiglione
sugger Henry con irritazione. Hines aveva battuto
una palla bassa in prima base, senza conseguenze.
Lou ridacchi, soffocando un rutto. Giusto, se era davvero
un'ape... Esamin mentalmente la possibilit. No,
no, concluse in tutta seriet se c'era stato uno scambio genetico
e aveva occhi e denti umani e cos via, allora probabilmente...
anche tutto il resto era umano.
Hines eliminato, Lou. Ora batte York.
Come?
Il tuo prima base, non assistito.
Un buon ragazzo disse Lou senza interesse. Certo, forse
non...
Forse non, che cosa?
Sai, i denti e gli occhi e tutto il resto, all'esterno c'erano
ma dentro, cio, mi capisci no? era rimasta uguale perch era
difficile riuscire a cambiarla...
Cristo, Lou! Tir i dadi. Singolo di York, palla tesa in
campo esterno, sulla destra.
Lou aggrott le sopracciglia con aria scettica. Singolo,
d'accordo ammise. Ma il resto non lo vedo.
York  mancino e batte destro spieg Henry.
Oh disse Lou. Si sfreg le guance fissando la tabella.
Ora Wilson tenter una smorzata di sacrificio disse
Henry.
Perch hai tolto il tipo con la stella?
 quello che ha avuto un incidente, non ricordi?
Ah, s, me l'ero scordato. Lou sospir. Un'altra? Si
alz.
Ne ho ancora, grazie. Serviti pure. Chauncey O'Shea
prese la palla, stese il braccio preparandosi a tirare in seconda
ma York era gi in base. Tir in prima, eliminando di
misura il vecchio Wilson. York in seconda, Wilson eliminato,
ricevitore lancia in prima.
Un attimo, fai vedere anche a me disse Lou. Richiesta
priva di interesse, intu Henry. Pppsss. Pppsss. Torn con
due birre. Ma che tabella  quella?
La tabella delle smorzate di sacrificio. Vedi, ecco...
Lou grugni e distolse lo sguardo. A che inning siamo,
Henry?
Al quarto.
E in tutto sono nove inning? Guard l'orologio. Non
ce la faremo mai, Henry.
D'accordo, accidenti, ma tentiamo. Di solito ne faccio
quattro o cinque di partite, nel tempo che abbiamo impiegato
stasera per farne una. York in seconda, due eliminati,
Ingram al piatto. Tir i dadi. Valida, pi basi! Finalmente
un po' di movimento, ragazzi! grid. Lou fece scorrere il
dito sulla tabella ma prima che trovasse il risultato Henry
aveva tirato nuovamente i dadi. Home run! Ehi! 3 a 2! E
trascrisse il punteggio sul foglietto segnapunti.
Non sono nemmeno arrivato al punto in cui la ragazza
cade dalla finestra disse Lou sconsolato. Dovresti vederlo
quel film, Henry.
Wilder alla battuta... palla bassa all'interbase. Tre fuori.
Ma la partita adesso  apertissima.
Dovresti andarci pi spesso. Ti fa riflettere sulle cose. Ce
n' uno molto bello la settimana prossima...
A te.
Lou prese i dadi con aria assente, li tir.  ambientato
nel Sud. Ci sono due fratelli e un tipo che viene ammazzato.
La battuta del tuo Maverly  stata presa al volo dall'esterno
sinistro.
Lou rimase a guardare pensieroso Henry che trascriveva
l'azione. Ognuno dei due fratelli pensa che sia stato l'altro,
ma c' un finale a sorpresa.
Vai avanti, tocca ancora a te.
Lou tir i dadi. Senti, Henry...
Base su balls. Adesso tocca al tuo Koane.
Lou sembr riprendere interesse. Koane? E quello che
ho... Mmm. Tir i dadi. Che ha fatto?
Strike out, Lou
Buttalo fuori squadra.
Non puoi,  la sola terza base che ti  rimasta.
Cosa ha lui che gli altri non hanno? Ecco, fai giocare
Casey al suo posto. Lou era diventato un po' irritabile a
forza di bere birra.
Ma  un lanciatore, Lou.
Chi  che dirige questa squadra, tu o io? strill Lou con
tono insolente, poi immediatamente si pent. Sorrise per scusarsi
e bevve un po' di birra. Oh, non mi importa niente. A
chi tocca?
Al tuo lanciatore.
Sostituiscilo.
Di Fuoriclasse non ne hai pi...
Bene, che differenza fa? Vediamo un po' questo Chase
qui... Tir i dadi mentre Henry trascriveva il nome senza
obiettare.
Dove ha battuto?
Sul lanciatore.
 eliminato, cio. Lou sospir stancamente guardando
l'orologio.
Prima che potesse far notare che era tardi, Henry chiese:
Qual  il finale a sorpresa?
Il finale...?
Del film della settimana prossima.
Non lo so, non lo rivelano mai. Credo che c'entri una ragazza.
C'entra sempre. Chi lancia adesso per te?
Come?
Hai appena sostituito un lanciatore.
Oh, vai cos veloce, Henry, che non ti sto dietro. Non mi
importa chi - chi mi  rimasto? Che ne dici di questo Casey?
Va bene, Casey. Una partita folle, ma comunque adesso
erano arrivati al punto in cui si sarebbero dovuti trovare
all'inizio. Naturalmente, fra due o tre inning, Lou avrebbe
sostituito anche Casey. Sfortunatamente ora al piatto c'erano
gli ultimi dell'ordine di battuta. James alla battuta. Esordiente
contro Titolare. Palla in campo interno. Presa in seconda
base. Mostr a Lou la riga in questione anche se
sembrava che non gliene importasse pi niente. Di nuovo a
Halifax. Aveva bisogno di un Fuoriclasse in campo ma doveva
fare fuori Casey. Axel Rawlings batte al posto di
Halifax. Barney Bancroft non l'avrebbe mai fatto. O forse
si. Era cos sconcertato dall'andamento della partita che era
pronto a fare qualsiasi cosa. Strike out su Rawlings, per.
Accidenti!
Che succede, Henry? chiese Lou sussultando, all'improvviso
attento e preoccupato.
Strike out. Eliminato.
Oh. Credevo che tu, che qualcosa... bene. Si risistem
sulla sedia con la sua birra.
Andiamo Ramsey, che cazzo! Un po' di movimento, ragazzi,
cerchiamo di... Ramsey, aspettando che Casey lanciasse
fuori, si vide passare tre palle sotto il naso. A te.
C' qualcosa che ti preoccupa, Henry?
Henry sospir. No, dai, tira.
Senti, perch non usciamo a farci un'altra di quelle pizze?
Sono gi pieno. Tira.
Henry...
Tira Lou, e piantala, accidenti!
Lou sembrava vagamente turbato, ma tir comunque i
dadi. Un attimo. Lanciatore di rilievo. Chi...? Shadwell. No,
ha lanciato ieri. Ma va bene, i Knicks... no, non va bene.
McDermott. Aveva gi fatto errori del genere in precedenza,
sostituendo un lanciatore alla battuta e dimenticando che a
quel punto non poteva restare in campo, aveva continuato a
usarlo e dopo era stato un problema, ogni volta rimettere tutto
in ordine.
Continuarono a giocare in silenzio: Henry leggeva il
significato di ogni lancio e indicava a Lou la riga. Basi su balls
per Batkin e Weeks, McDermott immediatamente nei guai.
La battuta di Garrison presa al volo sulla sinistra e quella di
Baldwin sulla destra; Batkin avanz in terza e poi a casa,
punto attribuito a Baldwin. Base su balls per McCamish, poi
singolo di Maverly, basi piene e uno sguardo furtivo della
serie "Te l'avevo detto" da parte di Lou, ma strike out per
O'Shea. Quattro a due. Casey sarebbe andato alla battuta
nell'inning successivo e Lou certamente avrebbe mandato in
campo un battitore designato: ora o mai pi. Certo, Lou dormiva
in piedi e forse se ne sarebbe scordato, ma non poteva
correre il rischio. Barney sostitu Locke con Rusty Palmer.
Locke aveva uno per due nella partita...? Giusto. Strategie di
gioco. Era lo stile di Bancroft, no? Non funzion. Palmers
batt basso, eliminazione seconda... prima. I ragazzi lo applaudirono
lo stesso. Mai perdersi d'animo. Ricordatevi chi
 quel tipo l. Lo sapevano tutti. Barney non doveva neanche
dirlo ad alta voce. L'assassino di Damon. Poi accadde!
Hatrack Hines becc una palla in pieno e la spar fuori dal
campo: 6-6-6. Ragazzi, adesso si! Cos, cos! Mettetecela
tutta! Urrah! Tutti in piedi! Casino! C' Jock il Brocco sul
monte, il vecchio Rimbambito! York, a te, di, Witness, ragazzo
mio - ehi, Lou! dove stai andando?
Lou aveva gi indosso il cappotto. E un'ora che cerco di
dirtelo, Henry, ma tu non mi ascolti. Lou barcollava un po';
non si poteva mai esserne certi con lui, solo quando teneva i
piedi pi larghi del solito. E mezzanotte passata e domani
si lavora. Dobbiamo esserci - tu devi esserci, Henry.  la tua
ultima possibilit...
Lou, aspetta un attimo! Ho appena fatto un home run...
Possiamo finire la settimana prossima, Henry.
La settimana prossima? La settimana prossima sar gi
arrivato alla prossima stagione! grid.
Henry, ricordati di quello che ha detto Mr. Zifferblatt...
Al diavolo Zifferblatt, Lou! Senti, ho appena tirato un
triplo sei. Questo ci porta alla Tabella Particolare!
 splendido, Henry, ma...
Succede solo due volte ogni tre partite, Lou! Non capisci?
Pu accadere di tutto adesso! Dai, finisci almeno questo
inning.
Accidenti, Henry... si lament Lou, ma torn al tavolo.
Henry lanci con forza i dadi: Hah! url per incoraggiarli.
Ma usc solo un 2-6-6, molto meno di quanto avesse
sperato.
Lou sbadigli: Hee-uuuff! e sbatt il cappello sul piano
- bop! la lattina di birra si rovesci e rotol sul tavolo spandendo
il suo contenuto gorgogliante su tabelle, segnapunti,
registri aperti, formazioni e statistiche...
Lou! grid Henry. Balz in piedi per correre a prendere
uno straccio ma anche Lou, intontito e ubriaco, si alz e
Henry lo travolse. Maledetto idiota incapace grid Henry,
e lo spost con una spinta. Afferr uno straccio, ritorn al
tavolo e trov Lou che cercava penosamente di fermare
l'inondazione con un angolo del fazzoletto.
Mi dispiace, Henry borbott con le lacrime agli occhi.
Vai fuori dalle palle! grid Henry. Asciug la birra pi
in fretta che pot, ma dovunque guardava vedeva l'inchiostro
scivolare gi per i fogli bagnati. Dio mio! Separ tutti i
fogli, li port nella sua stanza e li sparse sul letto. A un certo
punto sent la porta che si chiudeva e i passi pesanti di Lou
gi per le scale. Dopo aver sistemato i fogli che erano nello
stato peggiore, Henry si sedette pesantemente sulla sedia e
rimase a guardare il disastro nel quale versava la sua Associazione.
La partita Pioneers-Knickerbockers era l sotto i
suoi occhi, bagnata ma ancora leggibile.  tutto finito, comprese
mentre lo assaliva la pena pi profonda, e per sempre.
Il proprietario della Universal Baseball Association partiva
per destinazione ignota. Un brivido gli si insinu dentro fra i
singhiozzi, e si sent morire. Punt i gomiti sul tavolo, incroci
le mani e vi appoggi contro la testa. Gli eroici momenti
del passato raggiunsero come ondate la sua mente, i
grandi veterani ripresero le loro mazze e i favolosi Fuoriclasse
caricavano e lanciavano staffilate; vide Marsh Williams
picchiare fuori campo e Verne Mackenzie tutto pimpante e
Fancy Dan il trascinatore dei Keystones, vide Jumpin' Joe
Gallagher scagliarsi lui stesso contro il muro coperto d'edera
al centro e l'ombroso Sycamore Flynn fare impossibili
prese al volo di palle veloci e tese, vide i grandi Pioneers
conquistare uno scudetto dopo l'altro e vide gli avvitamenti
di Sandy Shaw di Tim Shadwell del vecchio Brock di Edgar
Bath e poi c'era il grande Cash Bailey che aveva infranto la
barriera dei 400 e Melbourne Trench Figlio del Diavolo che
picchiava come un fabbro, Uncle Joe Shannon e Wally
Wickersham e Tuck Wilson e Winslow Beaver e Hamilton
Craft... e Damon Rutherford. C'era arrivato, alla fine, no?
Per tutta la settimana aveva cercato di non pensarci, ma senza
successo. Damon Rutherford. Si asciug gli occhi con lo
straccio impregnato di birra e torn a guardare il gioco sul
tavolo. Ecco cosa aveva fatto, un pizzico pi di quanto doveva,
un'idea di troppo e aveva distrutto tutta la federazione.
Si alz, gir le spalle al tavolo, si sentiva vecchio e disfatto.
Cosa doveva fare, tenerlo ancora li in giro o... No,
brucia tutto, una volta e per sempre, statistiche, record, regole,
Libri, tutto. Se quella roba restava in giro, non si sarebbe
mai sentito libero. Trov una busta della spesa sotto il
lavandino, radun una catasta di fogli segnapunto e ce li gett
dentro, poi allung la mano per prendere il foglio della
partita di quella sera. Vide il dado ancora fermo sul 2-6-6 e
- quasi istintivamente - si pieg in avanti e con un buffetto
trasform il due in un sei. Sarebbero stati altri due home run,
prima York e poi Wilson, e si sarebbe passati alla Tabella
degli Avvenimenti Straordinari. Semplice, no?
Sorrise amaramente, assaporando tutta l'ironia del momento.
Poteva salvare il gioco in questo modo. Come avrebbero
fatto ad accorgersene? Proprio strano. Trem. Un brivido
di freddo. Si mise la mano sulla fronte. Sembrava che
non scottasse. Appiccicaticcia, tutt'al pi. No,  troppo assurdo.
Allung di nuovo la mano verso il segnapunti della
partita di quella sera, ma ancora una volta esit. I tre sei dal
tavolo lo fissavano come piccole e solide citt. Chi era il
prossimo? Il ricevitore Royce Ingram. Compagno di batteria
di Damon. Poetico. Senza dubbio. Sbuff, divertito, non volendo
esserlo. Si sedette di nuovo. Naturalmente poteva uscire
un triplo uno, e Casey avrebbe rimediato due lividi al
braccio con cui lanciava. Alla bean ball non ci pensava davvero.
Poi l'occhio gli cadde sull'ultima riga della tabella:
6-6-6: Lanciatore colpito in modo letale da una palla dritta;
battitore in prima; corridori avanzano di una base.
Segn gli home run di York e di Wilson sul foglio segnapunti,
vide Royce Ingram afferrare una mazza e dirigersi
minacciosamente verso il piatto. Fermati un attimo e rifletti,
si disse, imponendosi una certa cautela. Ma vuoi davvero
salvarlo? Non faresti meglio a lasciarlo perdere, a dargli fuoco,
a fare qualcos'altro, andare a lavorare regolarmente, ritornare
ai vecchi ritmi quotidiani, andare al cinema, provare
a brevettare l'Intermonop e lanciarlo sul mercato, fare un
viaggio, leggere dei libri...
Si alz, passeggi oziosamente per la cucina, si sentiva
stordito. Se uccidi quel ragazzo allora non puoi smettere, no?
Diventer un vero e proprio obbligo, ci rimarrai legato per
sempre, non ti lasceranno andare via. Ma chi? Hai scordato
che... non importa, non importa. Era sempre pi confuso,
man mano che esaminava le conseguenze. Decise di lasciare
perdere per quella notte, di andare a letto, ci avrebbe pensato
il giorno dopo. Ma sul suo letto trov tutta l'Associazione
spiegata come a sbarrargli la strada... ah, si, la birra che era
caduta. La ammucchi ma non la gett via, la lasci ben
accatastata sul tavolo. Tutto poteva ancora accadere.
Si spogli, si trascin sotto le coperte in mutande e canottiera,
troppo intontito per mettersi il pigiama o per lavarsi i
denti. Ma a letto si sentiva ancora peggio e non riusciva a
dormire. Continuava a vedere Jock Casey, in attesa sul monte.
Perch aspettava? Chi aspettava? Paziente. Si, questo doveva
riconoscerlo, era paziente. Teneva duro. Doveva ammetterlo:
Casey giocava davvero, ci metteva tutta l'anima e
tutto il cuore. Giocava come nessuno aveva mai giocato prima
d'allora. Gli gir intorno per guardarlo da ogni angolazione.
Magro, serio, perfino triste. E solo. Si, soprattutto
solo. Le gradinate piene zeppe di gente, senza volto, solo
maglie multicolori. Il campo pieno di giocatori ma anche l
niente facce. Solo uno scenario, il diamante sabbioso, l'erba
verde, giocatori sotto il sole, stadio pieno di tifosi, gli arbitri
e Casey in mezzo. A volte Casey alzava gli occhi e lo fissava
- solo un'occhiata, mezzo secondo, dolore, una preghiera
- ma soprattutto guardava il battitore Ingram. Dormi. Ci sar
tempo, domani. E ti sentirai meglio. Ma non riusciva a dormire.
Casey che aspettava l... Si sentiva troppo male per alzarsi.
Non ce la faceva - ma Casey aspettava e aspettava e
quel suo sguardo: di, falla finita,  l'unico modo, e poi
Ingram che continuava a sventolare la mazza e Chauncey
O'Shea sempre accucciato e sempre quel silenzio terribile
sulle gradinate. Qualcuno... ansim Henry. Ci pens
Sycamore Flynn, si, and verso il monte. Ma neanche lui
disse niente. Solo uno scatto appena visibile del capo, mentre
gli chiedeva qualcosa. Casey scosse la testa e Flynn torn
indietro. Un silenzio terrificante. E Casey guardava...
Henry si alz. Arriv sbandando in cucina, in mutande.
Prese i dadi, li agit fra le mani. Mi dispiace, ragazzo mormor
e poi, con i dadi sul palmo della mano sinistra, li depose
con cura sul tavolo con le dita della destra. Uno dopo
l'altro. Sei. Sei. Sei. Uno spasmo improvviso lo fece contorcere
come se una palla tesa e veloce l'avesse colpito e irror
la sua Associazione con un arco rosso e dorato, sembrava un
arcobaleno ma era pizza raggrumata, poi riusc a raggiungere
il lavandino dove scaric il resto. E dopo aver finito di
vomitare and a letto e dorm di un sonno profondo profondo
profondo.

 Capitolo 7.

In che strano modo termin, la stagione! Ci fu chi diede la
colpa al caldo, chi all'umidit, ma tutti sapevano bene come
stavano davvero le cose. I giocatori battevano, correvano sulle
basi, facevano prese al volo ma sembrava che non si muovessero
affatto, statici attori di un rituale antico ma trasformato.
I giornalisti non scrivevano pi, si limitavano a guardare.
Nessuno faceva pi interviste. Nessuno chiedeva pi autografi
e nessuna donna strillava o sveniva ai piedi degli eroi.
McCaffree ruotava sulla sua sedia in silenzio, Whinthrop taceva.
Gli arbitri segnalavano eliminazioni, strikes e tiri validi
e nessuno protestava. I bravi lanciatori eliminavano i battitori,
i meno bravi concedevano valide ai bravi battitori, i cattivi
battitori venivano eliminati. I ragazzi guardavano il gioco
torvi, pi vecchi dei vecchi, e i vecchi neanche pi guardavano,
chiudevano gli occhi e annuivano, annuivano. Perfino
Pappy Rooney, immerso nel proprio sudore, si avvolse con
un asciugamano le vecchie spalle ossute e sprofond sulla
panchina degli Haymakers, in segno di totale accettazione,
che avvenisse pure ci che doveva avvenire. Sycamore Flynn
e i proprietari dei Knickerbockers andarono dal Presidente
McCaffree per chiedergli di sospendere il campionato. Nessuno
si oppose, ma non riuscirono a spuntarla. Quando  troppo,
 troppo, Fenn. McCaffree capiva,  strano, s, ma cosa
possiamo saperne noi, Sycamore? Fai la tua parte, gioca la partita,
giocale tutte, fino alla fine. E cos fecero, e le ultime
nove le persero tutte. Al contrario i Pioneers di Barney
Bancroft, come sollevati da un inspiegabile fardello, cominciarono
a vincere. Barney la smise con i sotterfugi, cominci 
giocare apertamente, le altre squadre capivano perfettamente
la sua strategia - ma tutto sembrava funzionare bene.
Niente di particolare: i suoi uomini andavano in base, a volte
faceva delle sostituzioni, mentre gli esterni e il lanciatore,
a seconda dei casi, respingevano gli attacchi degli avversari.
La squadra con il maggior numero di Star e di Fuoriclasse,
i Pastimers, vinse lo scudetto. La serie finale di tre partite
vide gli Haymakers, due partite vinte in meno rispetto ai
Pastimers, giocare nel campo dei Patsies. Rooney, attore consumato,
rimase per tutta la partita in piedi, cercando coraggiosamente
di immettere un po' di vita nei suoi ragazzi, ma
avevano giocato per troppo tempo al di sopra delle loro possibilit
e alla fine crollarono, persero la prima delle tre partite
e con essa il campionato, e Pappy risprofond nella panchina.
Swanee Law riusc per a vincere alla fine un'altra partita,
l'ultima della stagione, la sua ventesima, eliminando con uno
strike out il suo 302 avversario, quinta migliore media nella
storia dell'UBA - splendido, ma furono in pochi a festeggiarlo,
anche quando venne eletto miglior giocatore. I Pioneers
vinsero le ultime tre partite con i Keystones e finirono terzi,
mentre i Knicks le persero tutte e piombarono all'ultimo
posto. La classifica finale del LVI Anno fu la seguente:
SQUADRA VINTE PERSE PCT V
Pastime Club 49 35 583 -
Haymakers 46 38 548 3
Pioneers 42 42 500 7
Beaneaters 41 43 488 8
Keystones 41 43 488 8
Bridegrooms 40 44 476 9
Excelsiors 39 45 464 10
Knickerbockers 38 46 452 11
E ora, la triste stagione invernale. Bisognava aggiornare
tutti i record, riassumere un anno intero di partite, fare progetti
per il futuro. In un certo senso, questa attivit fra una
stagione e l'altra era la parte statica del gioco, ma era pur
sempre attivit, e per certi versi pi intensa delle stesse partite,
un'attenzione accurata e paziente per la storia, per i progressi
e per gli equilibri. In particolare questa volta. Alla fine
del campionato Henry si era lasciato un po' andare e adesso
doveva rimettersi alla pari. Ma quella stagione richiedeva
una maggiore riflessione rispetto alle altre. Gli sembravano
gi incredibili tutte le cose che erano successe.
Voleva trovare un modo per caratterizzarla, qualcosa di
speciale. Fenn ci pensava, ci pensavano i veterani e il Consiglio
degli Anziani, ma non veniva fuori niente. Naturalmente
sia Damon Rutherford che Jock Casey erano stati ammessi
nella Hall of Fame e ora erano li insieme ai ventisei pi
grandi campioni di tutti i tempi - compresi il padre di Damon
e il bisnonno di Jock - ma sembrava che questo non
fosse sufficiente. Aveva preso in considerazione la possibilit
di creare un inno dell'UBA, di fare erigere un monumento,
oppure di stravolgere le regole di gioco, o perfino di scatenare
un'insurrezione guidata da Patrick Monday, perch
no? una rivolta che avrebbe infine portato all'istituzione di
una lega rivale. Aveva sempre desiderato creare una sorta di
World Series ma d'altra parte una lega completamente nuova
avrebbe implicato un rallentamento terribile delle stagioni.
Giocando a tempo pieno, impiegava gi due mesi interi
per completare e registrare una stagione, e avrebbe preferito
piuttosto qualcosa che accelerasse il tutto. Un'altra possibilit
era quella di imitare le leghe maggiori e creare una lega
a dieci squadre, ma innanzitutto questo avrebbe sconvolto i
registri (le stagioni avrebbero avuto sei partite in pi) e inoltre
sembrava in qualche modo essenziale per il gioco conservare
l'equilibrio fornito dalle grandezze elevate al quadrato.
Dire che una squadra finiva in prima divisione' implicava
la possibile esistenza di ulteriori divisioni, ma una divisione
a cinque squadre non poteva essere ripartita a sua volta. Inoltre
il numero sette - quello degli avversari che ogni squadra
doveva affrontare - era centrale nel baseball. Anche il nove
ovviamente, quadrato di tre, era essenziale: nove inning,
nove giocatori, tre strikes ogni tre battitori a ogni inning eccetera
eccetera eccetera, ma anche nelle federazioni maggiori
c'erano state delle lamentele sulle leghe a dieci squadre, e
all'inizio del secolo, quando avevano cercato di introdurre
una World Series a nove partite al posto della tradizionale a
quattro vittorie, l'idea era fallita(1). Forse bisognava risalire ai
tempi in cui vinceva la partita la squadra che per prima aveva
realizzato ventuno punti - sette volte tre - e non quella
che aveva realizzato il punteggio migliore in nove inning.
Ora c'erano sette giocatori in campo, tre nel campo esterno
e quattro in quello interno, pi il genio isolato sul monte e il
direttore e unificatore della squadra dietro al piatto; sette lanci,
tre strikes e quattro balls; tre attivit fondamentali - lanciare,
battere e correre - eseguite intorno a quattro basi
(Hettie aveva inventato una sua versione magica, distendendosi
come fosse il campo, la mano sinistra come prima
base...). Nell'UBA, ogni squadra incontrava ognuna delle sue
sette avversarie dodici volte e anche se le partite duravano
nove inning, il punto focale era al settimo inning con la pratica
rituale dello stretch prima che passasse all'attacco la
squadra di casa.
Doveva proprio pensare a qualcosa di nuovo, fare un disco
con le canzoni di Sandy, oppure commissionare un quadro
commemorativo, avrebbe trovato un buon disegno da far
eseguire, di tempo ne aveva, e intanto aveva davanti il mercato
invernale, i nuovi contratti dei giocatori, l'annuncio ufficiale
del nuovo gruppo di Esordienti dell'Anno LVII, la
chiusura dei bilanci finanziari dei club, le elezioni in ogni
squadra e i premi, e in pi, in questa stagione, le elezioni
generali dell'UBA per il nuovo Presidente, le nuove nomine
di manager e allenatori, l'elenco dei defunti, articoli retrospettivi,
necrologi e previsioni per il nuovo Anno da scrivere
sul Libro, e anche i tradizionali tornei invernali di basket
e di bowling, di hockey su ghiaccio e di biliardo, poi le corse
automobilistiche e in primavera l'Open di golf dell'UBA,
quello di tennis e l'Olimpiade annuale. Forse anche un altro
torneo di flipper. Alcuni di questi sport erano riservati ai giocatori
in attivit, ma la maggior parte erano aperti anche ai
veterani. Serviva a farli ritrovare tutti insieme una volta all'anno.
Big Bill McGonagil, ad esempio, era da sempre uno
dei grossi nomi del torneo di golf, anche se ormai aveva passato
la mezza et, e Willie O'Leary da anni era l'indiscusso
re del biliardo. Chin-Chin Chikering, dopo una fallimentare
carriera come interbase dei Beaneaters, era diventato un ottimo
pivot mentre Brock Rutherford Jr. era passato alle corse
automobilistiche. Tutti questi giochi erano divertenti, di
solito veloci e pieni di movimento, si giocavano in un paio
d'ore ma rimanevano, in ultima analisi, semplicistici e superficiali,
niente a che vedere con la lega di baseball. Semplici
passatempi. E anche esercizio fisico, perch i tornei di bowling
e di biliardo li giocava su piste e tavoli veri.
Il lavoro da fare subito, per, era la compilazione di tutte
le statistiche della LVI stagione, e lo sbrig quasi tutto al tramonto,
mentre Benny Diskin portava su i panini e le provviste
invernali, almeno quanto bastava per stabilire che Bo
McBean dei Patsies aveva vinto il titolo di Miglior Battitore,
che la media PGL di Damon Rutherford al momento della
morte era di gran lunga la migliore della lega, che il suo
compagno di squadra Witness York aveva realizzato il maggior
numero di home run e aveva la migliore media bombardieri
e che Swanee Law era in testa alla classifica delle partite
giocate, di quelle complete, di quelle vinte, degli shutout,
degli strike out e aveva anche la seconda migliore media
PGL. Come sempre, alcune delle Star del LVI Anno scesero
di livello. A Henry dispiacque soprattutto per il ricevitore dei
Pioneers Royce Ingram, il coraggioso compagno di batteria
di Damon e il battitore quando Casey era morto: aveva terminato
il campionato con un 284, ventiseiesimo fra i battitori
e quindi fuori per poco dal gruppo delle ventiquattro Star
del LVII Anno. Certo, avrebbe potuto recuperare l'anno successivo;
Henry lo sperava. Ma forse la cosa era peggiore di
quanto pensasse. Lo strumento. Tenendo d'occhio Damon si
era lasciato sfuggire Casey; tenendo d'occhio Casey,
Ingram... come sarebbe finita?
Prima di trascrivere definitivamente le statistiche nel registro,
avrebbe dovuto compiere una verifica generale di tutti
i segnapunti e di tutti i calcoli - non poteva rischiare di fare
errori, era una cosa che lo terrorizzava - ma aveva gi abbastanza
dati per assegnare il titolo di miglior giocatore a Law,
quello per l'Esordiente dell'Anno, postumo, a Damon Rutherford
e il titolo di Manager dell'Anno a Rag Rooney degli
Haymakers, era la terza volta che lo vinceva, e per decretare
che la squadra All-Star dell'UBA, la squadra ideale del
LVI Anno, era...
Prima Base: Virgil (Virgin) Donovan, Pastime Club
Seconda Base: Kester Flint, Keystones
Interbase: Bo McBean, Pastime Club
Terza Base: Hatrack Hines, Pioneers
Esterno Sinistro: Bartholomew Egan, Beaneaters
Esterno Centrale: Witness York, Pioneers
Esterno Destro: Walt McCamish, Knickerbockers
Ricevitore: Bingham Hill, Haymakers
Lanciatore: Swanee Law, Haymakers
Lanciatore: Damon Rutherford, Pioneers +
Manager: Raglan (Pappy) Rooney, Haymakers
Dopo che Benny Diskin ebbe portato i panini, due bicchieroni
di buon caff, una scatola di sigari, qualche confezione
da sei di birra, sottaceti, cavoli a volont, poi crackers,
una grossa fetta di formaggio grasso, pancetta e salsicce
secche, e un paio di cartoni da un litro di succo d'arancia (Sea-
brooke Farms... Seabrooke Orange... Seabrooke Bacon...
Stogie Seabrooke... mmmhh, si, Stogie Seabrooke poteva
andare, ricevitore? Chiss)(2), volle sapere se Mr. Waugh era
in ferie o cosa altro. Bastava saltare un giorno di lavoro e
gi il vecchio Diskin cominciava a preoccuparsi dell'affitto.
Henry diede a Benny una mancia di mezzo dollaro per andare
a comprargli una bottiglia di brandy e non disse nulla sul
fatto che era stato licenziato. Primavera, estate o inverno, la
stagione di riposo era sempre tempo da cani nella lega e cos
Henry beveva regolarmente dei grog bollenti. Ehi, ragazzi,
ormai son finito, mi han trombato, mi sento un fallito...
Henry era stato strappato a un sonno profondo e pacifico
un po' prima di mezzogiorno dal telefono che squillava. Stava
sognando qualcosa che aveva a che fare con Fanny Lidell
nata McCaffree che lo stava ringraziando per qualche cosa,
non riusciva a ricordare che cosa, probabilmente niente di
importante, quando era stato svegliato dallo squillo del telefono.
Non era Fanny, per, ma Lou Engel che chiamava per
conto della dz&z per dire che, in pratica, lui aveva fatto tutto
quello che poteva, non c'era niente da fare: appendi le
scarpette al chiodo. Ma quello che io, il motivo per cui ho
telefonato, Henry, , insomma, Mr. Zifferblatt ha trovato
queste, uh, queste carte nella tua scrivania con dei buffi,
cio, dei nomi e altre cose sopra...
 una corsa di cavalli, Lou. Se cerchi bene, troverai anche
un paio di dadi...
Unh-hunh. Infatti noi, uh, lui li ha gi trovati. Ma quello
che vuole sapere, il motivo per cui mi ha detto di telefonarti,
 per chiederti, cosa vuoi che ci faccia?
Henry sbadigli. E li vicino a te, Lou?
S.
Bene, allora digli che se vuole sapere dove metterli, deve
guardare nella cartella con sopra scritto derby, anno - o meglio,
pagina numero quarantanove, il cavallo in cima alla lista.
(Dice che se vuole sapere dove deve metterli, Mr.
Zifferblatt, guardi per favore alla pagina, uh, quarantanove, nella
cartella con sopra scritto derby, uh, si, quella, pagina quarantanove,
il cavallo in cima, anzi il nome...) Henry? Ma che
c' scritto? Perch non ce lo dici...?
C' scritto Su Pelculo di Ziff.
All'altro capo, uno strillo. (Mr. Zifferblatt, ascolti, non
importa, mi occuper io...)
(MA CHE DIAVOLO SIGNIFICA!!)
Guarda che hai combinato, Henry! Clic! E questo fu
tutto, silenzio per il resto della giornata. Non capiva perch
li avesse sconvolti tanto, quel cavallo non aveva mai vinto
una corsa.
Proprio dietro al campo dei Patsies
Il locale di Jake si trovava.
Jake al solito versava da bere,
Come sempre la notte calava.
Verne Mackenzie al banco appoggiato,
Con gli occhi di sangue iniettati,
Si rivolse agli amici abbacchiato
E queste parole grid:
Sono stato all 'ufficio del capo,
Sono stato dal Numero Uno;
"Caro Verne", mi ha detto, "sei vecchio
Oramai non ti vuole nessuno".
Ehi, ragazzi, ormai sono finito,
Mi han trombato, mi sento un fallito.
La mia casa e la mia branda adesso
Sono il retrobottega di Jake!
Il vecchio Verne Mackenzie! C'erano stati dei grandi
interbase dopo di lui... Sycamore Flynn... Winslow Beaver...
Jonathan Noon... e sul giovane Bo McBean non c'era niente
da dire... ma il pi grande di tutti era stato probabilmente
Verne. Lanciato e poi scaricato dal bisnonno del giovane
Kester Flint, Abe, un bel signore anziano, Presidente dell'UBA
nei primi dodici anni - allora i suoi compiti erano di poco
superiori a quelli di un segretario della lega, e quindi gli restava
il tempo necessario per dirigere anche gli Excelsiors.
Abe Flint non giocava a baseball, ma suo figlio Phineas - i
ragazzi lo chiamavano Culo Secco - lanciava per i grandi
Beaneaters di Dean Sullivan e suo nipote Madison Flint gioc
esterno destro per alcuni anni con i Bridegrooms. E adesso
toccava al giovane Kester.
Forse era questo che cercava, pens Henry, forse era questo
il progetto da sviluppare nella stagione di riposo: una storia
concisa della lega, un libro sui suoi primi cinquantasei
anni. Non doveva essere una storia ufficiale, poteva essere
anche un po' di parte, esporre un punto di vista particolare.
E per dio, proprio la strofa seguente della canzone Verne
Mackenzie di Sandy poteva essere un'epigrafe perfetta...
Ho giocato, ho corso e ho battuto,
Con la mazza picchiavo da pazzi.
Qualche volta abbiamo perduto,
Quasi sempre abbiam vinto noi...
S, qualche partita l'avevamo persa, ma quasi sempre avevamo
vinto - pi ci pensava e pi l'idea lo esaltava! Doveva
coprire ogni cosa, le origini, i grossi nomi del primo periodo,
i record che venivano stabiliti e poi infranti, la crescita e la
trasformazione della struttura politica. I picchiatori
Beaneaters di Dean Sullivan e i Keystones dei tempi di Tim
Shadwell, l'Era di Brock Rutherford, i favolosi Cels dei giorni di
gloria di Melbourne Trench Figlio del Diavolo, l'ascesa dei
Knicks di Fenn McCaffree fino agli incredibili avvenimenti
dell'Anno LVI, e poi tutti i giocatori che erano entrati nella
Hall of Fame e tutti i grandi personaggi come Jaybird Wall
e Verne Mackenzie e No-Hit Nealy, Long Lew Lydell e Sandy
Shaw e Jake Bradley e Holly e Molly e Yip Yick Ping!
Era tutto li, nei volumi del Libro e nei registri, ma ora c'era
bisogno di qualcuno che riordinasse quel tutto, che gli desse
una nuova prospettiva, c'era bisogno di una visione personale,
che svelasse lo schema, perch aveva scoperto - chi era
stato a scoprirlo? Forse Barney - si, Barney Bancroft aveva
scoperto che la perfezione non era una cosa, un momento finito,
un fatto statico ma un processo, s, e il processo era trasformazione,
e dunque anche Casey era partecipe della perfezione,
forse pi di ogni altro, perch aveva influito perfino
su Henry, e Barney stava per scriverlo...
Mi hanno detto che non so pi giocare,
Mi hanno detto che sono invecchiato;
Abe il vecchio mi ha messo alla porta,
Verne Mackenzie al freddo ha buttato!
Mi hanno tolto la maglia gloriosa,
Vecchia numero sette addio,
Forse la indosser ancora un giorno
Per giocare a baseball con Dio!
Ehi, ragazzi, ormai sono finito,
Mi han trombato, mi sento un fallito.
La mia casa e la mia branda adesso
Sono il retrobottega di Jake!
E come l'avrebbe intitolato Bancroft? Le Origini, forse.
Oppure: La Storia dell'UBA. L'eredit di Abe Flint. L'UBA
in bilico: un bilancio. S, eccolo!
Ecco cosa, Mr. Waugh?
L'UBA in bilico: un bilancio - come ti sembra, Benny?
 un indovinello, Mr. Waugh? Non sono molto bravo a
risolverli.
Ah ah! Hai ragione! Un indovinello, ecco cos'! Ci hai
azzeccato!
Uh, a proposito, avevano solo del brandy americano, ho
detto loro...
Va bene, Benny, non abbiamo niente contro gli americani.
Sono loro che hanno inventato il baseball, no?
S, credo, ma...
Ecco altri venticinque cents per te, Benny. Saluta tuo padre!
Sono andato a trovar la mia donna,
Le ho detto, Baby, mi sento un po' gi!
Il mio capo mi ha scaricato,
Da oggi in poi io non gioco pi! '
Mi  scoppiata a ridere in faccia,
Mi ha detto "Verne, fammi un favore.
Fila via perch ho un altro uomo,
Giovane, bello, biondo e battitore!"
Ehi ragazzi, ormai son finito,
Mi han trombato, mi sento un fallito...
Non del tutto, per. Dopo la telefonata di Lou, Henry aveva
chiamato un'agenzia di collocamento alla quale era iscritto,
aveva detto che aveva diminuito le ore di ufficio ed era
in cerca di un lavoro part-time da dopo Natale. Gli avevano
chiesto un aggiornamento dei suoi dati, ma gli avevano anche
detto che ci sarebbe stato del lavoro part-time per un
contabile in agenzia dopo il primo dell'anno. E nel frattempo
aveva un cassetto pieno di assegni che non aveva ancora
ritirato. E cos il vecchio Ziff poteva andarsene all'inferno.
Sono andato a trovar la mia donna... Hmmm, giusto, un
sacco di gente stasera si vedr da Jake, un luned sera tipico
della stagione di riposo, ottimo per parlare di politica, oliare
i macchinari, rilanciare nuove e vecchie questioni, cercare di
fare il punto della situazione. Un sacco di cose da discutere,
per esempio chi avrebbe preso la guida dei traumatizzati
Knicks adesso che Sycamore Flynn aveva dato le dimissioni,
cosa fare di Mel Trench e dei suoi Cels colpiti e affondati, e
di Wally Wickersham, i cui Grooms sembrava proprio non
ingranassero, chi scegliere come candidato alle elezioni alla
Presidenza con il programma dei Gildisti contro McCaffree
e Maloney; e poi se Patrick Monday ce l'avrebbe fatta a
organizzare il suo partito per quest'anno, e come l'avrebbero
chiamato se ci fosse riuscito: Antagonisti? Incomparabili?
Ottimalisti? Perfezionisti? S, bella serata, questa di luned,
da passare discutendo allegramente di tutti questi problemi,
una bella serata per bere qualcosa, per spassarsela un po'...
Prima per decise di risolvere la questione dei decessi.
Spesso avevano delle conseguenze sulla situazione politica e
sui passaggi dei manager da una squadra all'altra, e perci era
essenziale sapere chi era ancora in circolazione. Era un triste
evento, Henry non lo prendeva mai alla leggera. La notizia
improvvisa delle loro morti lo lasciava costernato, anche se
poi si divertiva a scrivere i necrologi. Per farla breve, Henry
aveva paura del tocco della morte, ma era proprio il coronamento
di ogni carriera nel Libro che rendeva belle tutte quelle
vite. Anche per i giocatori dimenticati che non avevano mai
sfondato: svolgendo delle ricerche per i loro necrologi, Henry
spesso finiva in angoli dimenticati del passato, riscopriva
alcuni dei momenti pi straordinari e intensi della storia
dell'UBA, e ci gli ricordava che la perfezione non era possibile
senza una base su cui miscelarla. Lo diceva sempre anche il
vecchio Jake Bradley: s, avevamo bisogno di lui, anche di lui.
Il suo metodo per stabilire i decessi si basava su una combinazione
delle tabelle di assicurazione attuariale e della popolazione
della lega: cercava di mantenere il numero di veterani
ancora in vita sul migliaio. In quanto al modo in cui
morivano, lo decideva mentre scriveva i necrologi; se era indeciso,
usava un'altra tabella che gli forniva dei dati generalima di solito lo sapeva e basta, una sensazione chiara e definita
che lo coglieva senza preavviso mentre esaminava il
passato del giocatore - l'infarto di Abe Flint, il fegato di
Verne Mackenzie, il tumore di Holly Tibbett, il suicidio di
Rupert Allen. Nei registri, i morti erano indicati da una croce.
Con la mazza e un paio di palle
Chi  mio amico seppellirmi dovr
E dire che Verne forte picchiava
Se qualcuno un di' lo chieder...
Quell'anno gli elenchi non contenevano molte sorprese,
non c'erano grosse star fra i nomi. Il nonno di Kester, Phineas
Flint. Tre altri Anziani con lui, ma con carriere mediocri.
I politici sopravvissero tutti. I dadi andarono a pescare,
per ironia della sorte, il giovane Iacinto Abril, il fantino.
Morte violenta, senza dubbio, un incidente... perci avevano
deciso di sospendere le corse per qualche tempo. Nell'intera
lista, un solo grande colpo, che bast a mozzare il respiro di
Henry, a farlo crollare sulla sedia, a farlo riflettere, a far
comparire nei suoi occhi un paio di lacrime: Jake Bradley, il
vecchio Jake, seconda base e barista, patrono e paracleto, era
morto per un'improvviso attacco cardiaco!
E quando un d sar morto e sepolto,
Levate i calici alla mia sorte
E dite a tutti che voi c'eravate
Quando Verne lottava da forte!
Ehi, ragazzi, ormai sono finito,
Mi han trombato, mi sento un fallito.
La mia casa e la mia branda adesso
Sono il retrobottega di Jake!
Henry chiuse la porta, si ferm per un momento sotto il
placido chiarore della lampadina sul pianerottolo, poi si lasci
trasportare dall'oscura tromba delle scale verso la strada,
verso la notte. Luna piena, fuori. Forse era la luna a dare
all'atrio quella luminosit strana e fluttuante. Il vecchio Jake
Bradley! Che colpo! La sua zucca pelata, i suoi modi gentili
e ironici, uno dei migliori! Oh, tutti sapevano della telecamera
che aveva permesso a Fenn McCaffree di installare nel
locale, lui stesso ci scherzava su qualche volta, lo sapevano
e se ne infischiavano perch gli volevano bene, a quel vecchio
bastardo. E adesso se ne era andato.
Henry vagabond per le strade notturne di quel luned illuminato
dalla luna pensando a Jake Bradley e chiedendosi
dove sarebbe potuto andare adesso per bere qualcosa, e dove
avrebbero tenuto la veglia. Da Jake forse, ma non da Pete. O
forse l'avevano chiuso. Troppo triste tornarci e non vedere
pi Jake. Dove allora? Non lo sapeva. Lasciamo che sia la
sorte a decidere, lasciamo che sia Barney. Su, Barney, indicaci
la strada! S: Indicaci la strada! Ma certo! Improvvisamente
tutti i pezzi andarono a posto! Barney Bancroft candidato
alla Presidenza! Era per questo che stava scrivendo la
storia dell'UBA, ecco perch! O forse no, ma serviva comunque
allo scopo. Le aveva viste tutte lui, no? I Gildisti lo avevano
abbordato, lui aveva detto di no ma loro lo avevano
convinto. L'Uomo Che Non Poteva Arrendersi. Il Vecchio
Filosofo. Ma io non sono un politico, ragazzi.  per questo
che sei la persona giusta, Barney! E poi, poi i Pioneers
avrebbero assunto Sycamore Flynn per sostituire Barney, e i
Knicks? Ma certo, ovvio, Brock Rutherford! Wow! Un piano
perfetto! L'UBA in bilico: un bilancio! Oh oh! Ed ecco la
storia dell'Associazione scritta da Barney: svelava la graduale
evoluzione verso i principi dei Gildisti e considerava come
momento culminante la vicenda Rutherford-Casey, punto di
svolta verso il Nuovo Giorno; raccontava di come la lega si
era affrancata dall'individualismo e dall'egocentrismo - i
Caotici - attraverso una graduale accettazione (forse dovuta
semplicemente all'accrescimento della popolazione) dell'Altro
- i Legalisti - ed era giunta ora a interessarsi moralmente
e filosoficamente della natura stessa dell'uomo e della
societ: i Gildisti. Certo, Pat Monday avrebbe voluto far
prendere all'UBA un'altra strada ma non importava, per il
momento non costituiva una minaccia - e anzi, un momento,
eh s, probabilmente avrebbe sostenuto Bancroft, cercando
di rovesciare l'apparato di McCaffree. Un apparato in piena
regola! Ci che vogliamo in questa Associazione 
partecipazione - non in tempo reale - ma in un tempo significativo!
Un paio di teste si girarono dalla sua parte; abbass le
braccia e chin rapidamente il capo fra le spalle... meglio entrare
da qualche parte, allontanarsi dalla strada... una luce
laggi, a un paio di isolati: avanti, Barney, avanti! Si, per
dio, il vecchio Fenn aveva visto giusto alla veglia per Damon
- dalle ceneri era sorta la nuova luce che indicava la
via all'UBA. E che trovava il suo compimento durante un'altra
veglia.
Il Circle Bar. Assomigliava al bar di Pete, dall'esterno, e
da dentro si sentiva della musica country. Proviamo un po'.
Spinse la porta...
Ho giocato, ho corso e ho battuto,
Con la mazza picchiavo da pazzi.
Qualche volta...
Appena entrato Henry si arrest di colpo. Non credeva ai
suoi occhi! Dietro al bancone, con un grembiule bianco, la
faccia a luna piena sorridente, la pancetta e tutto il resto:
Melbourne Trench, Figlio del Diavolo! Henry rispose al sorriso
anche se dentro di s rideva come un matto, appese il
cappello e il cappotto e chiese un brandy, VSOP, il migliore.
S, doveva aver abbandonato quell'impresa impossibile, fare
il manager dei Cels, per aprire un bar, portare avanti la grande
tradizione di Jake Bradley, oh, si, e stavano arrivando tutti
i ragazzi, eccoli che entravano, grande inaugurazione! Perfino
i pi giovani ora che la stagione era finita e con essa gli
allenamenti, Witness York e Ham Craft e Maggie Everts e
Walt McCamish e Bo McBean, eccoli che arrivano! E Rag
Rooney e Jaybird Wall e Cash Bailey con i suoi Patsies, i
campioni, chi gridava, chi saltava e chi strillava! E Chauncey
O'Shea e Royce Ingram! Doveva trovare un nuovo manager
per i Cels, chi poteva essere? Ci avrebbe pensato domani,
forse quel pacioccone del vecchio Mose Stanford, ehi,
Mose, che ne pensi? E il vecchio Mose, che entrava proprio
in quel momento, si strinse nelle spalle, niente di sicuro ancora,
e rise vedendo Jaybird che faceva il suo famoso avvitamento,
sparando se stesso verso il piatto invece della palla;
e c'era il vecchio Gus Maloney ad acchiapparlo, tenendo
alta la sua bombetta, con una risata tutt'attorno al suo grosso
sigaro nero. Da bere per tutti! Siamo in vacanza, cazzo! E
i vecchi compagni di squadra di Jake Bradley, se li era scordati!
Burgess e Parsons e Bacigamupo! Darlin' Harlan
Hansome e Philpott Loveen! E c'erano Willie O'Leary e
Brock Rutherford e Sycamore Flynn e, accidenti, anche il
vecchio Fenn McCaffree - s, cavolo, era proprio Fenn! Venite
a bere qualcosa! Dai, Sandy, accorda la chitarra! E s,
per dio, c'era una nuova canzone quasi pronta su Jake Bradley,
l'idea gliel'aveva data paracleto che faceva rima con
lieto e mansueto e la seconda base e quella branda nel
retrobottega, cazzo! E le ragazze, s, giusto, fatele venire,
riempite il locale e se fanno le ritrose, ragazzi, allora il vecchio
Willie O'Leary far un salto da Mitch pi tardi e andr
a vedere cosa ha la dolce Molly sotto la gonna, stasera!  il
Grande Gioco Americano! E, guarda!, c' Tuck Wilson e
Grammercy Locke e Tim Shadwell con suo figlio Thornton!
E Toothbrush e Hard John e Swanee e Jumpin' Joe! Eccoli,
stanno arrivando!

Note.
1. Per tre anni, dal 1919 al 1922, il regolamento delle World Series
venne modificato e per aggiudicarsi la vittoria una squadra doveva
battere l'altra almeno in cinque partite su nove. Nel 1922 si torn
alla vecchia formula, la vittoria in almeno quattro partite su sette,
che  tuttora in vigore (N.d.T.).
2. Rispettivamente Fattorie Seabrooke Arancia Seabrooke
Pancetta Seabrooke Sigaro Seabrooke (Stogie  un sigaro lungo
e sottile) (N.d.T.).

 Capitolo 8.

Damonsday CLVII. Negli spogliatoi del campo dei Pioneers,
l'Esordiente dei Knickerbockers Hardy Ingram indossa
la vecchia maglia con il numero 1 stinto ma ancora ben
visibile.  davvero la sua? Probabilmente no: troppo facile.
La numerologia. Si era scritto molto sull'argomento di recente,
libri rivelatori. Ti facevano riflettere su un mucchio di
cose. Il fatto che Damon fosse stato ucciso nella Partita 49,
per esempio: sette volte sette. Terzo inning. Incredibile. O
come quel tipo che aveva scoperto che tutta quella cavolo di
struttura, dall'organizzazione degli inning fino alla contabilit
in partita doppia, era praticamente identica: bastava moltiplicare
per ventuno, pretendeva quel tizio, ed ecco fatto.
Che idea sinistra. Mentre Hardy allarga la maglia sopra la
testa, c' come un - qualcuno diceva, ogni volta un brivido
improvviso... gli altri si fermano a guardare: pare di no, niente
di particolare. Un finto sbadiglio. Ma effettivamente c'
qualcosa di strano - ma cosa? Gli sta troppo bene. Coincidenza.
O forse l'hanno fatta su misura per lui,  una maglia
nuova, non quella vecchia. In effetti, l'originale deve essere
ormai ridotto a uno straccio.
Quando era arrivato al campo, qualche minuto prima,
Hardy era stato assalito dal solito sciame di ragazzini a caccia
di autografi, ma ce n'era uno, proprio ai margini, che se
ne stava a guardare e basta. Strano, e il ricordo ancora lo infastidiva.
Che significava? Niente, scordatelo. Un trucco,
probabilmente. Per farlo innervosire. La storia la sapevano
tutti, l'avevano imparata al catechismo. Ci avrebbe riso sopra,
dopo. Vicino a lui Paul Trench, il miglior ricevitore
esordiente della Universal Baseball Association, che far la
parte del trisnonno di Hardy, si infila le scarpe. Paunch  bravo,
ma gioca con i Bridegrooms e Hardy non  abituato a
giocare in batteria con lui. Spera che finir tutto bene. Paunch
non ha molto da dire. Il panico prima di entrare in campo.
Hardy gli sorride: HOF - Hall of Fame- Royce Ingram, il
Vendicatore, l'uomo che in preda al rimorso tocc il fondo
dell'UBA, poi risorse per diventare il pi grande interbase del
mondo, la Grande Leggenda della Redenzione.
Un ruggito improvviso! La folla. Tanta. Iniziano le cerimonie.
Ci vorr un'ora, forse due, niente fretta. Lo prende
alla gola lo stesso, per, e afferra i pantaloni con troppa precipitazione.
Stai tranquillo, ce n' di tempo. Ancora a guardarlo,
quei bastardi. Hardy Ingram non sa con certezza cosa
potr accadere oggi, l fuori. La cerimonia annuale di iniziazione
degli esordienti, la messa in scena rituale del Damons-
day, la Parabola del Duello,  un segreto dell'Associazione.
Mille indiscrezioni, snervanti dicerie, ma niente di sicuro.
Forse era proprio come diceva certa gente, e lui non ne sarebbe
mai uscito vivo. Non gli sembrava avesse molto senso
far fuori a ogni stagione il migliore esordiente, ma sapeva
che la gente non sempre si comportava in modo razionale. E
se era questo che volevano, se cos doveva essere, Hardy
Ingram si sarebbe comportato da uomo. Come lui, come
quell'uomo. Posato. Accorto. Calmo.
Dovevano essere pieni zeppi, gli spalti. Non solo era festa
e lo spettacolo sarebbe stato bello, ma era capitato proprio
in mezzo a un altro centenario - cento anni dall'assassinio
di Barney Bancroft, nono Presidente dell'UBA, e dalla successiva
Rivolta Monday. Tempi oscuri, quelli, davvero. Di
nuovo: nono Presidente, nove inning - probabilmente niente
altro che stronzate, come diceva Cuss. Ogni giorno, un
anniversario di qualcosa. Ma bastava per far venire i brividi.
Come ti senti? gli chiede Trench, in piedi. Stringe la
cintura di un buco, sotto la pancia, sbatte le scarpette un paio
di volte sul pavimento di cemento, prende la maschera e la
corazza.
Credo bene, Paunch. Usa volutamente il nome vero, e
sorride nel vedere Paunch che spalanca gli occhi.
Bravo, ragazzo! Niente di cui preoccuparsi. Ci vediamo
dopo in campo... Damon. Stringe il braccio di Hardy senza
guardarlo e si allontana. Gli altri osservano questo scambio
di battute, cercando - cosa? Un segno. Un segno di debolezza.
O il segno che lui sa... Niente di cui preoccuparsi: Ah!
Un corno! Hardy si d uno strattone ai pantaloni, una sensazione
improvvisa di dolore: perch proprio lui? Perch, accidenti,
perch sei tu il migliore, ecco perch! Avresti preferito
essere una mezza cartuccia come Squire? No. Quindi, in
gamba! Ripeti queste parole, tieni i nervi a posto, spera che
gli altri non vedano il sudore freddo del dubbio che comincia
a pizzicarti il viso.
Paul Trench ha l'et di Hardy, ma ha gi l'aspetto e il
comportamento di un vecchio. Compagnone, Damonita fedele,
a suo agio ovunque, ottuso e insignificante. Il suo vecchio
era Damonita, e quindi lo  diventato anche lui. E non
ci pensa pi. Sarebbe bello se fosse tutto cos semplice. Ma
le idee erano affascinanti, questo Hardy doveva ammetterlo.
Non era facile riuscire ad amare le istituzioni, ma d'altra
parte, se fosse vissuto ai tempi della nascita del Damonismo,
sarebbe stato dalla loro parte. Un ritorno a una visione semplicistica
e bigotta: Damon il Bene e Jock il Male. Sembra
stupido adesso, ma allora, con i Caseyti che erano diventati
dispotici e divisi in mille fazioni e l'Associazione che usciva
da due decenni oscuri di ininterrotta mediocrit, doveva
pur avere un qualche senso. E c'era qualcosa nell'uomo Damon,
fosse o meno una leggenda, che aveva sempre attratto
Hardy. Un genio. Si, sarebbe stato dalla loro parte.
E i Damoniti non alzarono un dito ma ottennero quello che
volevano. Una fede semplice e ingenua nella forza ultima del-
la giustizia e della verit. Deve essere stato incredibile per loro
vedere che stava andando proprio come avevano predetto.
Certo, dopo esserci riusciti diventarono un po' pi prepotenti.
C'erano un sacco di diversi modi per ottenere quello che
volevi, ma solo uno per conservare quello che avevi ottenuto.
Hardy si tira su i calzini, osservando i suoi compagni di
squadra di quel giorno dirigersi verso il campo per riscaldarsi,
e mentre lo salutano annuendo in risposta a un suo cenno
del capo, legge i loro numeri... Stan Patterson... Grammercy
Locke... Hatrack Hines. Che strani echi suscitano in lui quei
nomi! Certo, l'inquadramento infantile, il catechismo, tutto
il misticismo che esisteva ancora in forme nascoste nella loro
vita quotidiana. Era difficile non avvertirlo. Squire Flint esce
strascicando i piedi, sembra abbattuto - di chi ...? Oh, si, di
Drew McDermott. Certo, comprensibile. Doveva sostituire
Halifax, sopportare un umiliante bombardamento e poi una
palla tesa di Casey doveva spezzargli un dito. Squire, come
la maggior parte dei falliti, impazzisce per Casey - appartiene
alla nuova generazione di Caseyti radicali, una setta eretica
che cerca di tornare all'et dell'oro di Patrick Monday,
celebra il mistero dell'unicit di Casey, la sua libert essenziale,
la presenza attiva di Dio nell'uomo e, come direbbe
Cuss McCamish, tutte quelle stronzate. Hardy aveva notato
che questi ragazzi avevano il vizio di usare spesso e volentieri
il verbo dovere'. L'uomo deve raggiungere l'autentica
trascendenza... Casey deve diventare una figura essenziale
della nostra ra... L'uomo deve possedere una propria interiorit...
Dobbiamo sostenere quelle aspirazioni umane che
chiedono con urgenza di essere realizzate. E a chi non 
d'accordo, calci sulle palle. Certo, Hardy doveva ammetterlo,
c'era qualcosa di eccezionale e di attraente anche in Jock
il Brocco l'Omicida Folle, qualcosa di affascinante nel modo
in cui aveva alterato l'intero corso della storia dell'UBA. Con
un solo lancio. Hardy sent un formicolio proprio dietro
l'orecchio sinistro.
E cos i tipi come Squire Flint andavano dicendo che il
Damonismo era una perversione e una tirannia, mentre altri
affermavano che i primi Damoniti possedevano la verit, ma
erano stati traditi dagli opportunisti; altri ancora, come Paul
Trench e suo pap, sostenevano che il potere in s era una
prova del fatto che si trovavano nel giusto, che la forza e la
continuit di questa storia nel tempo era prova sufficiente
della sua realt, mentre gente come Cuss McCamish pensava
che chi si interessava di queste cose poteva tranquillamente
continuare a prendersi per il culo da solo, l'importante
era che lasciasse in pace la federazione. E cos sia, pensa
Hardy, ma un'improvvisa ondata di vergogna lo assale. In
che modo proprio a un maledetto rinnegato come lui  toccata
in sorte la parte di Damon Rutherford nella partita di
oggi? E Trench, come avrebbe reagito? Ironia della sorte?
Oppure vittima appropriata. Non ci pensare, basta. Pensa
solo al ragazzo, a come lo ami, il secondogenito che lanciava
da dio e che  morto giovane, e rendigli giustizia.
Aveva letto un libro, di recente. Il dubbioso. Una qualunque
della marea di biografie uscite quell'anno per il centenario
della morte di Bancroft. L'autore cercava di dimostrare
che in realt era Barney Bancroft, e non Rutherford o
Casey o il progenitore di Hardy, Royce Ingram, la figura
centrale, il cuore e il fulcro della Parabola del Duello, come
la chiamavano adesso. Rutherford e Casey sembrano giganti,
affermava questo tipo, ma in realt non sono altro che maschere
subumane, funzioni predeterminate, mentre Bancroft
 l'unico fra i partecipanti di questo incredibile dramma a essere
completo e quindi davvero umano. Forse l'unico, vero
partecipante. Scetticismo, dubbio, paura: ma anche la capacit
di agire, di partecipare. Idea attraente: l'umanesimo vecchia
maniera si fondava su ignoranza e disperazione infinite,
ma chi dice che la condizione umana debba essere in
eterno dubbio e angoscia? E buffo come si possa giocare
questa partita in mille modi diversi. Altre teorie assumono
come figura centrale Brock Rutherford, Sycamore Flynn,
Fennimore McCaffree, Chauncey O'Shea, perfino la figlia di
Flynn o quella di McCaffree. Non si poteva essere certi nemmeno
per quel che riguardava i fatti puri e semplici. Alcuni
scrittori affermavano perfino che Rutherford e Casey non
erano mai esistiti - si trattava soltanto di un altro di quegli
antichi miti solari, simbolizzati da una vittima brutalmente
uccisa da un mostro o da forze oscure. Ecco come  la storia:
in fondo, non si pu mai provare niente.
Il rombo della folla sul suo capo seguiva adesso uno schema
ritmico preciso. Discorsi. Premi. Encomi. Cerimonie speciali,
quest'anno, per l'uomo che allen Damon Rutherford.
hof Barney Bancroft. Il Vecchio Filosofo. L'Uomo Che Non
Poteva Arrendersi. Davvero patetico. Lui per era un tipo
interessante. L'UBA in bilico: un bilancio era il primo libro
che Hardy aveva letto, e non era mai riuscito a liberarsene.
E l'assassinio di Bancroft conclude quella storia, se ci si pensa
bene. Ma se la rende pi o meno umana,  un'altra questione.
Chi lo uccise? Non  importante, in fondo. Impiccarono
Long Lew Lydell, ma nessuno ha mai creduto realmente alla
sua colpevolezza. Fa solo parte della parabola. Nella parodia
della ballata di Long Lew e Fanny fatta da Cuss McCamish,
Lydell utilizza il suo favoloso arnese come stampella
per salvarsi la pelle sulla forca - ma arriva Fanny e gli dice
che  di nuovo incinta: Lew si smoscia ed  la fine. Secondo
i Damoniti invece era stato Patrick Monday a uccidere
Bancroft, per mettere le mani sull'UBA. A dire il vero, in seguito
al crollo della struttura tradizionale e all'ondata di commozione
che segu l'omicidio, fu facile per Monday e i suoi
Universalisti assumere il comando. Squire Flint invece era
certo che Barney si fosse suicidato. Rimorso. Ma la questione
era che la morte di Bancroft rappresentava una sorta di
sintesi del Duello, a prescindere dall'effettiva esistenza di
Rutherford e Casey - personaggi reali o figurazioni simboliche
- o da chi in fondo ne fosse l'artefice. Chiunque lo avesse
ucciso, doveva essere un poeta. Forse Sandy Shaw. Ottimo
materiale per un'altra canzone. O forse era soltanto capitato.
Opera del destino, del caso, priva di significato. Un altro
evento accidentale in una sequenza di avvenimenti altrettanto
accidentali: ancora peggio della premeditazione. La premeditazione,
opera di un Monday o di un Trench, implica un
bisogno, e un bisogno implica uno scopo; un evento accidentale
non implica nulla, assolutamente nulla, e il nulla  la
cosa che pi spaventa Hardy.
Bene, come  vero che vivo e respiro! Abbassate la testa,
vecchi cazzi, e pisciate,  il ragazzo dal magico uccelletto!
Una voce familiare: il suo amico Costen McCamish, vestito
da Tuck Wilson.
Con lui il suo compagno di sbronze Gringo Greene, che
canta: Il cadavere dalla puzza pi olezza-a-ante! Greene
indossa la tenuta di Goodman James. Un compito facile: tutti
e due fortunati.
Mi sa che voi due avete fatto un po' di confusione dice
Hardy. L'Holly e Molly Show  la prossima settimana.
Sono completamente ubriachi e per qualche motivo oggi
questo lo irrita.
Dicci, eroe glorioso, dice Cuss  vero quello che si
dice della Vergine Figlia?
Non so, cosa si dice?
Si dice che
Con Harriet Flynn
Era facile entrare,
Il problema reale era uscire!
Se lei vi incastrava,
Suo padre arrivava
E dopo ben ben vi legnava!
Hardy non riesce a trattenere il riso ma sente di nuovo
quel formicolio dietro l'orecchio. Brutti ubriaconi, bastardi
e irriverenti! Come osate sparlare della madre di tutti noi!
Sulla branda nel retrobottega di Jake! canta Gringo.
Poi, a bassa voce, chinandosi verso di lui: Ehi, me l'hanno
giurato, ragazzi, la partita  truccata!
 questo, ragazzo mio, inveisce Cuss McCamish il
vero messaggio della parabola immortale!
Quale? chiede Hardy. Che la partita  truccata o che
l'hanno detto a Gringo?
La sola cosa che ne ricaver brontola Gringo sar un
gran dolore al culo.
Che  pi di quanto meriti dice Cuss.
Meriti! gracchia Gringo. Io merito amore, verit, bellezza,
alti ideali e vita eterna... ma mi accontenter di una
cazzo di bevuta.
Mentre si allontanano, Costen si gira e dice: Bene,
Hardy, le regole le sai. Niente lanci pazzi addosso al Presidente,
non insozzare gli abiti immortali nel momento della
verit, lascia tutti i tuoi beni liquidi al vecchio amico Cuss e
ricorda: per prima cosa, dai addosso a Jock il Broc...
Fuori dalle palle, figli di puttana, grida Hardy se non
volete che spacchi io qualche cranio immortale! Cerca una
palla da tirare loro addosso ma prima che possa trovarla, i
due ubriachi corrono via traballando, saltando e sbuffando.
Il suo compagno di stanza Skeeter Parson, gi vestito per
il ruolo dell'esordiente Toby Ramsey, gironzola per gli spogliatoi.
Lui e Skeeter vanno d'accordo, si impegnano nel gioco,
danno a ogni cosa la giusta importanza, si prendono in
giro bonariamente se uno dei due  gi di morale, e quando
hanno qualche problema, vanno insieme a caccia di ragazze.
Skeeter sorride come sempre, storcendo da un lato la bocca,
ma ha perso la sua aria spensierata. Hardy si allaccia le scarpette.
Guardandosi la mano destra pensa a un tratto: per Dio,
ho qualcosa qui oggi, si... qualcosa di diverso. Flette le dita.
Non capisco perch non possiamo rifare "Long Lew e
Fanny" invece di questa solita vecchia pantomima si lamenta
Skeeter. Hardy si rialza con un vago sorriso sulle labbra.
L'espressione sul volto di Skeeter cambia. Sul suo viso passa
qualcosa di strano, sembra terrore, qualcosa che Hardy
non ha mai visto prima. Hardy... sei tu?
Ma certo! dice Hardy ridendo, colto di sorpresa. Ora si
accorge che lui e Skeeter sono rimasti soli. Cosa c'?
Non lo so. Il viso di Skeeter riprende colore, ritorna anche
il sorriso, ma gli occhi fissi su Hardy hanno ancora una
strana espressione. Per un attimo, prima...
Hai pensato che fossi Fanny McCaffree.
Skeeter scoppia a ridere, ma quell'espressione strana non
scompare dal suo viso. Fammi un favore, amico.
Dimmi.
Quando arriver quel lancio, oggi, fai un passo indietro.
Stai scherzando?
No, Hardy, sono serio da morire. Il sorriso era scomparso
e gli occhi di Skeeter erano fissi su di lui. Ma poteva
fidarsi, anche se era il suo amico Skeeter? E se fosse stato
un altro trucco, un'altra manovra preordinata per vedere se
sarebbe crollato? Cuss gli proponeva di colpire Casey quando
avrebbe lanciato su di lui all'inizio del terzo inning,
Skeeter lo tentava con la vigliaccheria. Non lo avrebbe saputo
con sicurezza fino a che l'iniziazione non fosse terminata.
Quando ti ho visto, adesso, mi  venuto all'improvviso
in mente che forse l'intera maledetta Associazione  un
po' svitata, Hardy.
E lo scopri adesso?
No, aspetta, Hardy, non sto scherzando. Forse... forse,
Hardy, ti uccideranno davvero oggi, l fuori!
Hardy si sente percorrere da un brivido freddo, che fa formicolare
quel punto dietro l'orecchio, polverizza i suoi organi
e gli smonta le articolazioni, ma scoppia a ridere:
Stronzate, Skeeter. I veterani hanno creato questa roba per
far stringere il culo ogni anno agli esordienti. Avrebbero
dovuto essere pazzi per... Appena pronunciate queste parole,
gi se ne  pentito.
Proprio cos! grida Skeeter. Pazzi! Perch abbiamo
sempre dato per scontato che non siano dei pazzi? Ascolta!
Sopra di loro la folla ringhia spasmodicamente. Sembra
inferocita. Come una grossa bestia cieca. Bene, se  questo
che vogliono dice Hardy turbato, e infilando un guanto sotto
l'ascella esce baldanzoso dagli spogliatoi.
Skeeter lo segue, sospirando. Sta ancora cercando di dire
qualcosa a Hardy, ma i cacciatori di autografi nel corridoio
fanno talmente tanto chiasso che non riesce a farsi sentire.
Ragazzini soprattutto, ragazze, qualche donna: tutta gente
che si trova sempre fuori dagli spogliatoi. Hardy sorride, si
ferma a firmare qualche cartellino segnapunti, e Skeeter fa
lo stesso. Rispettosi delle regole, firmano con i nomi che
useranno oggi. Hardy nota che Skeeter scrive "Ramsy" invece
di "Ramsey". Una piccola ribellione. Gli provocher qualche
guaio, un giorno o l'altro. La maggior parte di questi
cartellini finir nell'ufficio del Presidente.
Si fanno strada tra quei giovani corpi, la folla grida spingendoli.
 quasi ora. Deve scaldarsi. Il sole attraversa le gradinate
scoperte e illumina la rampa di scale che conduce al
campo. Giorno di sole. Sempre sole, nel Damonsday. Almeno
cos si dice. Firmando una palla da baseball, nota che sopra
ci sono gi molti autografi. Guarda pi da vicino. Sono
tutti di Damon Rutherford! Deglutisce, alza gli occhi a disagio:
S, per Dio,  il ragazzo di prima! Chi diavolo sei, vuole
chiedergli, ma qualcosa lo trattiene. Aggiunge la sua, di firma
- e scopre che  del tutto simile alle altre - e restituisce
la palla. Una ragazza gli mette una mano sulla patta e distoglie
la sua attenzione - quando le toglie la mano, il ragazzo
 scomparso.
Dai, spicciati! dice con tono brusco rivolto a Skeeter
Parsons - ma dov' Skeeter? Eccolo l, davanti a lui, da solo
in cima alle scale, si guarda indietro, stranamente distaccato.
Hardy si slancia in avanti, ma tutti gli sono sopra, adesso.
Sono eccitati, d'accordo, ma non ha mai visto niente di
simile. Damon! gridano e poi Damon! e ancora Damon!
 eccitato anche lui, cazzo! Le loro mani e le loro
bocche sono tutte su di lui. Si rende conto che sta calpestando
qualcuno. Guarda in basso ma sono talmente tanti quelli
che gli si buttano addosso che riesce solo a intravedere sotto
di s una gamba o un viso. Gemono sotto le sue scarpette e
lodano il suo nome. Hardy si dibatte: Basta! Per amor di
Dio, lasciatemi andare! All'improvviso si ritrova alla luce
del sole, finalmente libero. Barcolla in avanti per la spinta
che si  dato, accecato dal sole, trascinando con s i pi disperati
- e un terribile, assordante boato lo fa arrestare!
Come una persona sola, i tifosi dello stadio si alzano tutti in
piedi e applaudono, si alzano in piedi e gridano il nome magico: rutherford! rutherford! rutherford! Atterrito,
dolente, terrorizzato, si strappa via un ragazzo dalla spalla,
si libera con un calcio di un altro, tira via le dita della ragazza
che gli si era attaccata alla gamba, il povero viso ferito
dalle sue scarpette, si sistema i pantaloni e avanza solenne,
con una sofferenza dentro che credeva impossibile, verso il
recinto, rutherford! rutherford!
E adesso, una visione da mandare in estasi una puttana!
Quelle immortali guance coperte di lieve peluria e appena arrossate,
le caviglie immortali strette da antiquati pantaloni
alla zuava, l'intera immortale creatura che piroetta sgraziata
verso il recinto, ed ecco la puttana delle puttane, Donna Societ,
in tutto il suo fervore immortale incarnato nella massa,
che fissa i suoi occhi immortali su di lui, non si lascia
sfuggire un solo granello e mentalmente immagina le misure
del randello reale - si, un filino pi grosso di quello dell'anno
scorso, anche se forse non cos lungo, niente a che
vedere con quello di due anni fa, Hall of Fame, certo, ma
andr bene per cambiare un po', cara, certo che andr bene
- e lascia partire dagli abissi oscuri e cavernosi del suo petto
immortale un caloroso grido d'approvazione: rutherford!
rutherford!
Costen, il Tondo Fugace McCamish, da non confondere
con quel signore dei tempi andati di cui ora indossa l'ammuffita
maglia di lana dei Pioneers, e neppure con il grande
capostipite Walter R. F. McCamish (di cui oggi momentaneo
pensionante  Warwick, o forse Raspberry Schultz), solo lui,
Cuss, spregiatore e spregiato, vicino a Gringo Greene, l'ateo
dalle palpebre pesanti, solo Cuss nota la strana scena: l'Associazione
delle Star. Gringo, giuro sul santo uccello di san
Brock il Grande che siamo nati in un mondo meraviglioso e
oggi ci troviamo in un meraviglioso momento di passaggio!
Dio benedica le nostre madri  la risposta di Gringo,
sommersa da uno sbadiglio.
Non abbiamo madri, Gringo. Il maturare del loro grembo
non  altro che una parabola convenzionale. Siamo semplici
idee, che nascono gi formate e sventurate e arrivano qui per
far rivivere vecchi rituali di resistenza e corruzione. E per
chi, mi domando e dico, per chi? Per quella vecchia troia?
Gringo Greene, per affettuosa concessione, si volta e manda
baci alla vecchia ragazza, alla massa radunata che ora con
le labbra umide incita Casey (e chi sar Casey? Galen Flynn,
come si sentiva mormorare? Appropriata risposta alla brama
immortale di sentimento e calcolo, eppure...) e La sola cosa
vera! grida lui.
Non posso crederci, Gringo. Se tutto questo casino  solo
per un po' di prurito fra le cosce di quella vecchia ragazza,
come andr a finire quando comincer a fare sul serio?
Cuss McCamish, negatore financo delle negazioni, cede al
paradosso, resa facilitata peraltro dalla sua convinzione che
paradosso, impossibilit, confusione e vuoto sono la dimora
naturale di una mente oziosa. E propone: In marcia verso
l'immortale recinzione e raccomandiamo le anime nostre a
quegli eroi!
Cos sia fenn mccaffria! giura Gringo, gi completamente
sbronzo, a quanto pare, e l si dirigono, il buon uomo
Goodman e il grasso Tuck, riluttanti personaggi di una trama
classica, troppo saggi per favoleggiare la buonasorte nel
futuro, troppo angosciati per scoprire quale sia mai la loro
origine; a loro nulla resta se non le impronte appuntite delle
scarpette sul manto erboso e il passaggio da un folle involucro
all'altro, dritti nello spazio impenetrabile. Dietro di loro,
una voce all'altoparlante magnifica i miracoli che onorarono
il regno infranto ma pur sempre raggiante del sublime
Barney Bancroft, HOF: deve esserci stato di peggio. In effetti,
anche Gringo sta celebrando in questa sua stagione da pivello
il centenario della fondazione della sua stirpe ingloriosa:
la carriera suo capostipite Copper Greene era passata
come una saetta nel cielo fosco dell'Associazione. Nel LVII
Anno Greene aveva realizzato un 411 da record, l'anno dopo
era uscito dalla lega con un 138.
Salute a tutti voi, uomini e donne di illustre fama! declama
colui che di fama ne ha poca, Costen McCamish. Laggi
in compagnia di Hardy Ingram cum Damon Rutherford
c' il suo minuscolo amichetto Skeeter Parsons, quello spaventapasseri
e seguace del partito di Paul Trench, il sinistro
Squire Flint, l'iconoclasta sfortunato - e chi  mai quello
sbracalone nelle vesti del pi grande di tutti i Witness? Ma
certo,  Raspberry Schultz, ecco chi , studioso di folklore e
nobile giocatore. Hmmm. Quindi nei pantaloni del nonno
deve esserci Willie Warwick il Birbantello, senza dubbio:
possa egli portare il dovuto onore a questo clan gioioso, per
quanto timoroso degli immortali.
Dov' il bar? chiede Gringo Greene.  questo il suo
emblematico saluto.
Ah, ma sono Cuss e Gringo! si lamenta il Witness York
dal capo intrecciato di fragole volgendo altrove la testa nodosa.
Come se le cose non andassero gi abbastanza male!
Spegnete quella roba l! grida Gringo verso il sole.
Non riesco a provare il mio bicchiere! E avanza alla cieca
annaspando, ma non troppo a tentoni dato che colpisce in
pieno petto Squire Flint. Non si vogliono molto bene, loro
due, e Flint il fesso gli ferma bruscamente la mano.
Alza gli occhi, brav'uomo, mira l'ineffabile Nome intona
Cuss e innalza le Sue lodi!
Gringo rimane a guardare verso l'alto a bocca aperta.
Oh, s!
Lo vedi?
S!
Cosa c' scritto?
100 Watt.
Ma guarda!) grida Cuss scompisciandosi dal ridere.
Avevo sempre pensato che ci fosse scritto "Sandy vive!"
Cos tu saresti Tuck Wilson, no? osserva Raspberry
Schultz dopo aver orbitato intorno a Cuss per leggere il numero
magico.
Avrei giurato che McCamish si sarebbe azzuffato pur di
ottenere quel ruolo sibil Squire Flint con uno sguardo colmo
d'ira. Vero, ovviamente.
Eccomi qua, nelle vesti del gigante disse Cuss. Tuck
il fortunello!
Proprio un gigante non direi osserva Skeeter Parsons.
Mi sembra che le cuciture stiano per esplodere.
Mah, l'estenuato figlio di Will era pelle e ossa confessa
il corpulento Costen, e tutti ammirano le cuciture che cedono.
Hardy Ingram, orgoglioso rampollo del gigante vendicatore
del sanguinoso passato, e Paunch Trench, umile
Damonita, non si uniscono agli altri, dediti al loro riscaldamento
pre-partita. Fra un lancio e l'altro, osserva Cuss,
Hardy piega il pugno e lo fissa in modo strano, pensando
probabilmente che c' in esso qualcosa di speciale oggi, povero
grullo.
Vuoi dire, palle e osso gracchia quel buon uomo di
Greene. Mi sembra che la patta tenga!
La belva ruggisce, facendoli trasalire tutti. Casey  entrato
nel recinto dei Knickerbockers. Non riescono a vederlo.
Se riuscissimo a capire chi cavolo  Casey dice Squire
quasi fra s, fissando quella figura lontana.
Destati, deh, destati grida Costen McCamish attraverso
i pascoli verdeggianti. Destati, o braccio della lega! Come
nei tempi andati, le generazioni di cento anni or sono! Non
fosti forse tu a debellare Rutherford, tu a colpire il demone?
Non fosti tu...
Smettila! strilla Squire Flint.
Stai un po' esagerando dice Raspberry Schultz in tono
serio. Tutti guardano con aria colpevole verso Ingram e
Trench che, indifferenti, continuano a provare lanci lanci
lanci. Non credo sia giusto prendersi gioco delle cose che
non si capiscono.
Ma come? chiede Skeeter Parsons. Ti sei convertito,
Razz?
No, dice Witness-Raspberry arrossendo ma sai, la leggenda,
cio il suo schema, la lunga storia, sembra in qualche
modo, come dire, una verit popolare, sostanziale, tutti questi
mitici e tramandati...
Ahh, la fica mitica di quella sostanziale di tua madre!
dice Gringo Greene arricciando il naso.  ora di smetterla
con questa storia bestiale, ragazzo mio. E ora di muoversi.
Mi dispiace, Gringo, ma devo convenire con il nostro illustre
demologo qui presente, nonch valente testimone delle
rivelazioni ontologiche degli schemi della storia, intercede
(con un rispettoso cenno del capo verso Schultz) il professor
Costen Perdio McCamish, Dottore in Geriatria e Specializzato
in Eziologia dell'Homo Ludens, e sono giunto alla
conclusione che Dio esiste ed  completamente pazzo.
Skeeter Parsons cum Culobasso Occhio di Caprone scoppia
a ridere: Buffo, ci stavo proprio pensando...!
Penso sia meglio che chiudiate il becco lo interrompe
bruscamente fratello Squire, guardandoli di sbieco da sopra
la spalla, sempre rivolto verso il recinto dei Knicks dove
Casey si sta allenando.
Ovvia, ma sei proprio fortunato dichiara Cuss osservando
il numero sulle spalle di Squire. Vedo che a te tocc in
sorte McDermott.
Flint si volta pieno d'ira. Stai cercando di fare lo spiritoso,
bastardo? Ma cosa aveva detto che...? Ah, certo, Flint
avrebbe voluto essere Casey.
Chi credi che sia, Casey? chiede Skeetoby.
Ho sentito dire che  Galen Flynn  l'occulto Schultze
ad avanzare l'ipotesi, Schultz che, a quanto ha sentito
Costen, si dedica ora al folklore della teoria del gioco, e gioca
lui stesso con i dadi per verificare alcuni schemi.
Flynn! sbuffa Flint, la cui linea genealogica nella lega
 pi antica di tutte le altre, e risale in effetti al primo dei
vicari. Che maledetta giornata!
Calma, calma! lo ammonisce Raspberry Schultz, accennando
con gli occhi a Paul Trench, figlio della classe dominante,
che si sta ancora allenando con Hardy-Damon. Anche
gli occhi hanno orecchie!
Ma non  facile tacitare il focoso Squire Flint nei suoi accessi
d'ira. Una massa di idioti, ecco chi  a capo della lega!
Casey non lo capisce pi nessuno! Non c' pi nessuno che
capisce la storia! Paunch accovacciato, nell'uniforme di
Royce Ingram, braccio possente del castigo divino,  senza
volto sotto la maschera.
Comunque, s'avanza ora Parson Ramsey nel tentativo
di mettere pace forse non  Flynn.
Certo che no li informa Cuss-Tuck Me Wilson.
No? chiede Witberry Yultz. Allora, chi pensi che...?
Sapete, dichiara questo grande eroe che oggi sotto il
sole avanzer di casa in casa con l'inevitabile soddisfazione
di ogni parte in causa, quello  Jock Casey in persona!
Oh oh! si compiace Skeetoby Ramparts. Lo sapevo!
Ma come...? chiede Witless Jerkberry.
Sei pazzo bofonchia Drusquire McVermy, amante del
morto Casey, non di quello vivo.
Pazzo? Si, lo sono confessa nobilmente Cusstuck.
Come rendere conto altrimenti del mio corpo preso e ficcato
a forza in questi stracci da museo? Piega una gamba e
una cucitura si strappa, suscitando una risata generale. Ma
tornando a Casey, cosa ne sappiamo?
Accidenti, dov' un bar, per amor di Dio! si inserisce
impaziente il buon Gringo.
Che nessuno mai visse una vita come la sua risponde
Squire Flint, l'uomo privo d'umorismo.
Per prima cosa, sappiamo che...
Per prima cosa, placare la sete! brontola Gringo
Greene. Ma come sa benissimo Cuss McCamish,  tutta apparenza;
il cuscino della prima base sar calpestato oggi pi
di una volta dalle scarpette sobrie di Goodman James dei
Pioneers.
La Vera Chiesa sapr dissetarlo sorride il beffardo
Raspberry.
E i tuoi sostenitori che diranno, Gringo? chiede Skeeter
Parsons.
La mamma smamma ma la ciccia un po' la impiccia
borbotta Gringo.
Un dogmatista si lamenta Cuss McCamish e tutti annuiscono,
guardandolo con compassione. Ora, tornando a
Casey, la prima cosa che sappiamo  che continu a giocare
ancora per molto tempo dopo il primo Damonsday.
Lo sanno tutti  Squire che contrattacca. Hanno messo
insieme le due morti in un'unica cerimonia per...
Ma se questa  una menzogna, amici e compagni, quale
 la verit? Sappiamo chi fece scempio dei resti immortali
del nostro amico Hardy qui presente - o meglio Damon -
sappiamo quando e dove egli fu immortalmente interrato, conosciamo
perfino la musica che venne eseguita alle sue esequie
immortali, ma di Casey cosa possiamo dire? Che il glorioso
antenato del nostro Hardy picchi Jock sulla zucca e lo
sistem una volta per tutte? Non  altro che una storia per
bambini, abbellita dalle morbose fantasticherie di un secolo
di scribacchini zuccherosi! I suoi tentativi di coinvolgere
Hardy Ingram sono inutili. Hardy Ingram non c' pi. Non
sappiamo neppure se il corpus delicti precipit sul piatto o
se la terra lo inghiott fuori dal box! Come ci informa il grande
storico K. E. Maiahale:
Disse Long Lew a Fanny
Esplorando la fessura
Mi sembra di vedere una figura!
Disse Fanny a Lew
Caro, non ricordi pi?
 l'Uomo Che Dorme In Cima Al Monte!
Sei malato, McCamish!  tutto ci che il nobile storico
ha per risposta da Flint il furioso, anche se altrove raccoglie
pi consensi.
Cos io affermo che  lui, in carne e ossa e ossa e carne,
l'Uomo In Cima Al Monte, Jock Casey, il Pazzo Omicida,
che torna in questo giorno, una volta all'anno, per farci tutti
sue vittime, noi giovani ingenui e i nostri ingenui posteriori,
noi mogli e figlie di uomini onesti!
Casey mor per dimostrare di essere libero! sbotta
Squire Flint. E che anche noi lo siamo! E tutto quello che
facciamo...
Un grand'uomo, certo, il Casey, ma non il pi grande.
E chi fu il pi grande, Cuss? chiede il sorridente
Skeeter.
Ma come, il vecchio Pappy Rooney, naturalmente!
Rooney? E cosa ha fatto?
 vissuto fino all'et di cento e quarantatr anni e si narra
che gli venne duro fino alla fine!
Alla fine di che? chiede il Verde Gringo.
Che stupidaggine! dice con asprezza Drew McSquire.
Una stupidaggine? Non direi! In verit, amici miei, che
tutti noi qui si possa andare incontro a una fine altrettanto
ragionevole!
La morte non  mai ragionevole, argomenta Squire il
gran negatore neppure per un vecchio cretino di centoquarantatr
anni.
Non ti incazzare, Squire ride Skeeter. Sta scrivendo un
libro su Jock Casey.
L'ho sentito dire conferma colui le cui cuciture non
reggono al disprezzo dei giganti.  L'Uomo Solo In Piedi
Sul Monte, no?
Esatto dice Squire con aria torva.
Se Squire scrive il suo libro, allora io pubblicher la tanto
attesa biografia di Long Lew Lydell !
Raspberry Schultz ride e batte le mani. Splendido! Come
lo intitolerai, Cuss?
L'Uomo Che Si Teneva In Piedi Sull'Uccello! Grasse
risate infine, alle quali egli si unisce aggiungendo:
Disse Fanny al fantasma
Che glielo infilava l:
Signore, lei  davvero pneumatico!
Il mio ex ragazzo
Diventava paonazzo,
Lei mi tocca come un aristocratico!
Ma stavolta nessuna reazione, perch  Donna Societ in
persona a rispondere, un terribile ruggito che sale dalle viscere
stesse della bestia, orrendo muggito insensato, che risucchia
i loro testicoli e mozza loro il respiro. Skeeter Parsons
controlla il suo orologio: E ora dice. Trench e Ingram
si allontanano dagli altri in una marea di grida e di applausi.
Ma si, sono proprio loro! Guardate che bravi! Due eroi ancor
giovani del glorioso passato: trasformazione miracolosa! E
presto anche lui, Costen McCarmish, ceder istintivamente
il posto a Tuck Wilson, calpester il cranio spaccato e gli
occhi ciechi di colui che, nonostante tutto, deve essere amato,
e camminer sulle magiche basi mentre la puttana piange.
Per lui, niente applausi. Solo sopravvivenza.
Paul Trench, sull'orlo del baratro, troppo saggio per tornare
indietro ma troppo spaventato per fare un balzo in avanti,
cammina a testa bassa verso il diamante a fianco di Hardy
Ingram, e vorrebbe parlargli della sua tristezza, e del perch
 triste, ma non sa da dove cominciare. Paul  una persona
schietta, e la sua disperazione  troppo complessa per poterla
esprimere in parole. Anche se nessuno lo immagina, il
rombo della folla la rende ancora pi cupa. Ha paura. Non
solo di quello che deve fare. Di tutto.
Dopo ogni partita ne vede un'altra, e poi un'altra ancora,
in una successione infinita e disperata. Batte una palla bassa
in terza,  eliminato. O batte una valida. Che differenza fa,
nel terrore dell'eternit? Guarda in alto il cielo, al di l del
cielo ancora cielo, schiacciante nella sua infinita grandezza.
E lui, Paul Trench, ne  completamente assorbito, si dissolve
tutto in esso, non  pi Paul Trench, non  pi nulla: e
allora perch sta camminando verso il diamante? Perch
sventoler la mazza? Perch correr? Perch soffrir se verr
eliminato e gioir se sar salvo? Perch  meglio vincere
che perdere? Ogni giorno: il terrore. E quando, dopo essere
stato distratto dall'eccitazione della partita, di notte il terrore
ritorna, ogni volta  sempre peggio, vergogna e insieme
rimpianto. Vuole lasciare - ma lasciare' cosa? La partita?
La vita? Come si fa a separarle?
In alto sulla tribuna, paghi delle ricompense della longevit,
siedono i dodici Anziani, e suo nonno  fra loro. Sulle
sedie riservate al governo, proprio a fianco del Presidente,
siede suo padre. Sa che lo stanno guardando, ma non risponde
al loro sguardo, per timore che i suoi dubbi lo tradiscano.
Era cominciato con loro, dopo tutto. Dopo aver scoperto la
loro fallacia, egli ebbe compassione della vita, di ogni vita,
poi comprese che l'Et della Gloria non era forse altro che
la sua, il suo tempo inglorioso.
All'inizio pens fosse qualcosa di tragico, si vide come
una sorta di Damon Rutherford: giovane, brillante... morto.
I primi sospetti nacquero quando comprese che questa idea
gli dava una sorta di sinistro piacere. Cominci allora a interessarsi
a Jock Casey, sent il terrore e l'eccitazione del Grande
Confronto, si fece valere e impar a odiare - ma scopr
che perfino allora c'era qualcosa, un piacere che gli sembrava
sbagliato, una creatura del falso orgoglio. Fu Barney Bancroft
a condurlo alla vacuit finale: in ogni momento dell'esistenza
umana, si trovava di fronte alla stessa domanda:
perch continuare? Bancroft andava avanti, ma non spiegava
il perch. E non era questa, in fondo, una sorta di codardia?
L'erba verde ai bordi del campo interno  molle sotto le
loro scarpette. Camminano in silenzio, accompagnati dall'alta
benedizione del popolo esultante ed esaltato, ed entrano
nel diamante. Sacro dovere, diceva suo padre. Ma sacro'
che significa? La Madre-Puttana, cos chiamava il pubblico
Costen: sono loro,  lei a dire cosa  sacro'?  nel suo nome
che oggi deve uccidere? O  per i libri, per i registri, che andiamo
avanti, che affrontiamo il nostro destino? Affrontare
il nostro destino - quel libro che gli aveva dato Raspberry
si chiamava L'Equilibrio attraverso l'Intransigenza. Era stato
Raspberry Schultz un giorno a dirgli: Non so se lass c'
davvero qualcuno che tiene in ordine i registri, Paunch. Ma
anche se non ci fosse, penso che dovremmo giocare come se
esistesse. Davvero?  una ragione sufficiente? Andare
avanti solo per l'imperscrutabile gusto di farlo?
Aveva notato come nel recinto tutti lo evitassero, come
parlassero di lui, sbagliandosi su ogni cosa. Pensavano che
lui fosse un Damonita. E invece no. Ha letto tutto quello che
era disponibile sulla storia dell'Associazione, e ora sa di non
essere nulla. Ha rivissuto le origini e lo sviluppo dei Caotici,
dei Legalisti, dei Gildisti, ha studiato le loro aspirazioni e le
modalit con cui cercarono di realizzarle, ha provato il dolore
e la sorpresa dell'omicidio di Bancroft, ha visto gli Universalisti
- detti pi tardi Caseyti - di Patrick Monday salvare
l'Associazione e ha visto i loro sforzi, abbastanza onesti, di
portare ordine nel caos, ha strisciato sotto la loro tirannia finale
e si  unito ai primi coraggiosi Damoniti, ai loro incontri
segreti ristretti a pochi fedeli, poi insieme a loro si  elevato,
partecipe e sempre stupito, in lunghi anni che non finivano
mai, sino al potere - e ha scoperto, infine, come tutto questo
gli fosse assolutamente estraneo. Forse  soltanto un complice
cosciente di ogni eresia, ma in fondo non ne sostiene
nessuna - come il grasso Costen  un negatore, senza alcuna
speranza di riscoprire l'affermazione. Non che Cuss possa
essergli d'aiuto: Cuss prende in giro il regime e ogni altra
cosa, ma la sua burla lo imprigiona, lo taglia fuori da ogni
senso di meraviglia o di mistero, fa della vita qualcosa da vivere
cercando di soffrire il meno possibile e in qualche modo
a Paul Trench una vita cos sembra meno che umana.
Casey, nei suoi scritti, aveva parlato di elevarsi al di sopra
delle regole, dell'abbandono di ogni concettualizzazione,
compresa la registrazione dei punteggi, gli arbitri, Dio in
ogni suo aspetto, nell'ardore di una immersione mistica assoluta
che includesse sia Dio che lui stesso, in eguale misura.
Certo, qualcuno diceva che Casey non aveva mai scritto
niente, che si trattava di apocrifi, di invenzioni di Monday e
dei suoi Universalisti distorte da innumerevoli rimaneggiamenti,
ma che importanza aveva, l'idea in s restava. Era
per un'idea che conduceva all'inazione, a una passivit totale:
Casey sul monte, che rifiutava i consigli di Flynn, in
attesa - ma chi  oggi, Casey? E aspetter? Trench, alias
Ingram il Vendicatore, accovacciato come d'obbligo dietro
il piatto per ricevere l'ultimo dei lanci di riscaldamento di
Hardy Ingram, sentiva un formicolio nelle mani, un potere
che non voleva n aveva chiesto.
Gli sarebbe piaciuto invertire i ruoli, prendere il posto di
Hardy. Era contro le regole, naturalmente; Hardy non poteva
giocare nella parte del proprio antenato. No, ancora meglio,
gli sarebbe piaciuto scambiare il ruolo con Galen Flynn
o chiunque fosse che giocava nel ruolo di Casey. Che avrebbe
fatto? Una sequenza di palle veloci, ecco cosa avrebbe tirato,
avrebbe cercato di eliminare Ingram con uno strike out.
Oppure forse gli avrebbe regalato una base. O lo avrebbe
colpito. Che dire? E Flynn-Casey ci stava pensando? Puntare
al successivo? Cio a lui? Royce Ingram cerca di arrabbiarsi
ma Paul Trench non ce la fa. Far uno strike out.
L'idea lo eccita. Questo vuol dire elevarsi al di sopra.
S, perch no? Non si sentiva cos bene da mesi! Certo,  cos
semplice! Che gli faranno dopo? Non sta segnando la propria
condanna al martirio, in questo modo? Non importa: la
morte  un'idea relativa, la verit  assoluta! S, era stato
Squire a dirlo. Ora capisce. O forse Squire aveva detto il
contrario? Fermati e rifletti. Ma  troppo sconvolto per pensare.
Ha dimenticato cosa  relativo e cosa  assoluto. Se una
delle due cose lo  davvero. Tutto gli crolla intorno. E una
delle due cose succeder. S, oggi, adesso, qui nel sole accecante,
sull'erba verde infiammata, e gli occhi, la fatiscenza
- urlano. Suda, la mano gli brucia per i lanci di Damon. Non
ce la fa a fermarli. Sembra un brutto sogno. E morire. Tutti
moriranno. E lui non pu farci niente. Nella testa gli passano
strani pensieri. Rooney arriv a 143 anni. Il mistero della
sepoltura di Casey. L'Era di Brock Rutherford...
Play ball! grida l'arbitro, e Paul Trench sente una stretta
terribile al petto.
Quel ragazzo morto.  la veglia. Le canzoni di Sandy. La
branda nel retrobottega di Jake ora  cinta da un cordone e
sorvegliata da un guardiano come in un museo, e come nel
Circle Bar del suo antenato Mel, per impedire che la facciano
a pezzi e portino via i resti per ricordo, a pezzi? I resti?
Scoppia a ridere.
Scaglia la palla in seconda base; poi, istintivamente, va
fino al monte, non perch  una regola della partita, ma perch
prova una sorta di attrazione. La palla va da Ramsey a
Wilder e poi a Hines. Hatrack avanza dalla terza e lancia a
Paul. Paul la d a Damon, eretto, alto e magro, la testa appena
inclinata sulla destra, il viso privo di espressione ma gli
occhi vigili. Paul cerca di parlare, ma non riesce a trovare le
parole.  terribile, dice; o potrebbe averlo detto. Nient'altro.
E poi, all'improvviso, Damon capisce, deve capire, perch
a sorpresa dice: Ehi, amico, aspetta! Tu ami questo gioco,
no?
Certo, ma...
Damon sorride. Illumina tutto quel maledetto mondo.
Allora non aver paura, Royce dice.
E le nuvole nere si rompono, la rugiada torna a bagnare
l'erba verde e gli spalti tacciono nell'attesa, e il suo cuore
oppresso riprende vita con un balzo per un ultimo tentativo.
E non sa pi se  un Damonita o un Caseyta o qualcos'altro
ancora, non sa nemmeno se  Paul Trench o Royce
Ingram o Pappy Rooney o Long Lew Lydell, che importa? E
non ha importanza neppure il fatto che morir, ci che conta
 essere qui, e qui c' l'Uomo, ci sono i ragazzi, c' la folla,
il sole, il rumore.
Non  una prova dice Damon, il guanto ficcato sotto il
braccio, la palla fra le mani. Dietro di lui, lo sa, Seat Batkin,
il battitore, si sta dirigendo verso il piatto. Non  nemmeno
una lezione.  solo ci che . Damon tiene alta la palla fra
di loro.  dura, bianca e viva sotto il sole.
Ride.  splendida, quella palla. Colpisce piano Damon fra
le costole con il guantone. Tieniti largo dice, si abbassa la
maschera e torna a passo veloce dietro il piatto.

 Glossario.

Il baseball  una elaborazione di giochi importati dall'Inghilterra
che consistevano nel ribattere una palla con un bastone
(Old One Cat, Town Ball ecc.); si inizi a giocarlo
come sport professionistico ai tempi della Guerra Civile americana,
alla met del diciannovesimo secolo, e come molte
altre iniziative di quel periodo si mut ben presto in un grosso
affare. E in effetti la sua stretta relazione metaforica con lo
stile di vita americano, la cosiddetta American Way of Life
(industria automatizzata, specializzazione, incroci razziali,
ricchi che si sono fatti da soli, produzione in serie, venerazione
per la Storia e le statistiche, culto dell'eroe, legalismo,
nomadismo e produzione, sistemi manageriali, disciplina e
autocontrollo, rituali secolari ecc.), ancor pi della sua popolarit,
che l'ha elevato a rango di sport nazionale.
Il baseball si gioca fra due squadre di nove giocatori
ognuna su un campo chiamato diamante che si espande
come un ventaglio da un punto focale, la casa base (home
piate). Qui c' il box del battitore (batter's box), dove un
giocatore denominato battitore cerca di colpire con la sua
mazza le palle che il lanciatore (pitcher) lancia verso il ricevitore
(catcher), posto subito dietro il piatto di casa base.
Se il battitore riesce a mandare la palla in territorio valido,
la sua speranza  quella di raggiungere salvo la prima
base, poi la seconda e la terza e infine tornare a casa base,
segnando cos un punto per la propria squadra. Questo pu
avvenire conquistando una base per volta, con l'aiuto di successivi
battitori.
Le quattro basi circoscrivono una parte del campo che ha
la forma di un diamante ed  denominata campo interno
(infield)-, al centro del campo interno c' il monte o pedana
di lancio (mound) del lanciatore. In origine, il lanciatore non
era altro che un giocatore che doveva passare la palla al battitore,
che avrebbe dato il via al gioco; ben presto per egli
divenne il pi importante giocatore della difesa, e la velocit
dei suoi lanci o la sua capacit di ingannare l'avversario sono
spesso alla base del successo di una squadra. Ci sono altri
quattro giocatori in difesa nel campo interno: il prima base,
il seconda base, il terza base e l'interbase (shortstop), che di
solito gioca fra la seconda e la terza base. Al di l del campo
interno c' il campo esterno (outfeld), difeso da tre difensori
detti esterni.
Se un battitore non riesce a conquistare la prima base, viene
eliminato (out). Le squadre battono a turno una contro
l'altra e la squadra di casa batte per seconda; quando entrambe
le squadre hanno eliminato tre avversari, si conclude un
inning. Ogni partita si gioca sulla lunghezza di nove inning,
a meno che la partita non venga sospesa per il maltempo o
per le condizioni di visibilit; se il risultato  in parit alla
fine dei nove inning il gioco continua fino a che, alla fine di
un inning, una delle due squadre non si trovi in vantaggio.
Giochi di societ basati sul baseball, come quello di Henry,
sono popolari in America e risalgono alla fine del secolo
scorso.
Questo glossario ha lo scopo di aiutare i lettori che non
abbiano familiarit con il baseball, ma non intende fornire
un dizionario completo dei termini del gioco, perch il vocabolario
di questa disciplina sportiva  molto ricco e viene
rinnovato dai giornalisti e dai tifosi a ogni stagione.
Robert Coover

arbitri (umpires) Giudici di gara che decretano le balls e
gli strikes, stabiliscono l'eliminazione di un corridore ecc.
avvitamento (wind-up) Azione eseguita dal lanciatore prima
di lasciare la palla in modo da imprimerle maggiore velocit.
balk Movimento irregolare del lanciatore con giocatori della
squadra avversaria in base. Quando viene decretato un
balk, i giocatori sulle basi avanzano automaticamente di una
base.
ball Lancio che non passa nella zona di strike e che il battitore
non cerca di colpire con la mazza.
BASE Tre sacchi di tela e un piatto di gomma (casa) alle
estremit delle linee delle basi.
BASE intenzionale (PASS) Base su balls regalata dal lanciatore
quando i suoi quattro lanci finiscono volontariamente
fuori dalla zona di strike.
BASE rubata (stolen base) Si ha una base rubata quando
un corridore avanza da una base a quella successiva senza
l'aiuto di una battuta valida, di un errore, di un balk, di una
eliminazione, di una base su balls o di un battitore colpito.
BASE su BALLS (BASE on BALLS) Un battitore conquista la
prima base su balls dopo quattro lanci che non cerca di colpire
e che non passano nella zona di strike.
BASI PIENE o CARICHE (BASES loaded) Corridori in prima,
seconda e terza base.
bat around Si ha un bat around quando tutti i nove giocatori
della formazione vanno alla battuta nello stesso inning.
batteria (battery) Il lanciatore e il ricevitore. Ognuno dei
due  il compagno di batteria dell'altro.
BATTI E CORRI (HIT AND RUN) Azione strategica nella quale
il corridore corre alla base successiva non appena il lanciatore
lancia la palla e il battitore cerca di battere senza curarsi
della direzione per proteggere il corridore.
battitore (batter) Un giocatore viene denominato battitore
quando prende il suo posto nel box di battuta e il lanciatore
gli lancia la palla. I giocatori battono, uno alla volta, seguendo
un ordine stabilito. Cfr. anche formazione di
PARTENZA.
BATTITORE colpito (hit batsman) Battitore colpito da un
lancio del lanciatore. Viene automaticamente mandato in prima
base e non gli viene attribuito il turno alla battuta.
BATTITORE designato (pinch hitter) Battitore che sostituisce
alla battuta un altro giocatore. Quest'ultimo  escluso
dal gioco e non pu rientrare in campo. Il battitore designato
pu rimpiazzare il compagno anche in difesa; in caso contrario
nell'azione difensiva subentra un altro giocatore e anche
il battitore designato viene escluso dal gioco.
bean ball Lancio che, intenzionalmente o meno, colpisce
la testa del battitore.
BLOOPER Una palla battuta molto debolmente che supera il
campo interno ma  fuori dalla portata degli esterni e permette
di raggiungere fortunosamente la prima base.
box di battuta (batter's box) Un'area di sei piedi per
quattro (180x120 cm.), delimitata da linee segnate col gesso
su entrambi i lati del piatto, nella quale il giocatore deve rimanere
mentre  alla battuta.
CAMBIO Di VELOCIT (CHANGE-UP) Lanci lenti eseguiti con
un movimento rapido.
CAMPO destro (RIGHT field) Area del campo esterno che
va dalla prima base ai limiti del campo esterno, delimitata a
destra dalla linea di foul e a sinistra dal centro campo.
CAMPO ESTERNO (outfield) Area di territorio valido oltre il
campo interno che si estende oltre i limiti artificiali che delimitano
il campo di gioco.
CAMPO interno (INFIELD) Area che include la casa base, la
prima, la seconda e la terza base e il monte di lancio.
CAMPO SINISTRO (LEFT field) Area del campo esterno fra la
terza base e i limiti esterni (siepe, muro, tribune ecc.), delimitata
a destra dal centro campo e a sinistra dalla linea di foul.
CENTROCAMPO (centerfield) Area del campo che va dalla
seconda base alla siepe del campo esterno, delimitata da una
parte dal campo destro e dall'altra dal campo sinistro.  lo
spazio pi ampio che un giocatore della difesa deve coprire,
e di solito vi gioca l'esterno pi veloce.
chiamare OUT SU STRIKES Un giocatore viene chiamato out
su strikes quando ha subito due strikes e non tenta di battere
un lancio che passa nella zona di strike.
CHOKE hitter Battitore che afferra la mazza pi in alto del
consueto, di circa cinque centimetri.
CLEAN-UP HITTER Di solito il battitore pi forte della squadra,
in quarta posizione nell'ordine di battuta. Ogni battitore
al quarto posto dell'ordine di battuta.
COMPLETE GAME Si dice che un lanciatore ha lanciato per un
complete game quando il lanciatore di partenza rimane sul
monte per tutti i nove inning.
CONTO (COUNT) Numero di balls e di strikes sul battitore, il
cui numero aumenta a ogni lancio. Viene indicato dalle dita
alzate dell'arbitro e nei campi moderni appare sul tabellone
elettronico. Le balls vengono segnalate per prime, quindi un
conto di tre e due significa che il battitore ha tre balls e
due strikes. Cfr. anche CONTO PIENO.
CONTO PIENO (FULL COUNT) Quando un battitore ha tre balls
e due strikes a carico, si dice che il conto  pieno: un altro
strike lo eliminer e un'altra ball lo mander in prima base.
controllo (control) Capacit da parte di un lanciatore di
indirizzare la palla dentro o fuori la zona di strike, alta o
bassa ecc., dove meglio crede.
corazza (guard) Parte dell'equipaggiamento del ricevitore,
consistente in una copertura imbottita che gli riveste il
corpo dal collo all'addome. Viene spesso indossata anche
dall'arbitro dietro il piatto.
corridore (base runner) Battitore che raggiunge la base
in conseguenza di una valida, di una base su balls, di un errore,
perch  stato colpito da una palla tirata dal lanciatore
o per interferenza del ricevitore sulla sventolata. Il corridore
deve raggiungere la casa base per segnare un punto, ma di
solito occorrono una serie di valide, di basi su balls ecc. da
parte di diversi battitori per ottenere questo risultato.
CORRIDORE designato (pinch runner) Giocatore che sostituisce
un compagno gi in base. Cfr. battitore DESIGNATO
per i particolari.
CURVA (CURVE) Grande variet di lanci veloci e lenti che
formano un arco e poi curvano o cadono perpendicolarmente
una volta arrivati al piatto.  il sogno di tutti i lanciatori
possedere un buon repertorio di lanci curvi, insieme a quello
di palle veloci, e i lanciatori pi anziani, le cui palle veloci
perdono di rapidit, si allenano a lanciare palle curve per
prolungare la loro carriera.
diamante (DIAMOND) Il campo da gioco del baseball, cos
chiamato per la forma di diamante delle linee di base.
doppia rubata (doubl STEAL) Azione di gioco molto rischiosa
per mezzo della quale due corridori avanzano alla
base successiva senza l'aiuto di una palla battuta. La velocit
e la capacit d'ingannare gli avversari sono essenziali per
la riuscita dell'azione. Cfr. base rubata.
DOPPIO (doubl) Battuta valida tramite la quale il battitore
riesce a raggiungere la seconda base.
doppio GIOCO (doubl play) Azione per mezzo della quale
due corridori o un battitore e un corridore vengono eliminati.
Un doppio gioco tipico  quello che si ha con un corridore
in prima base: il battitore manda una palla bassa nel
campo interno; la palla viene mandata dapprima in seconda
base prima che il corridore vi possa arrivare, poi in prima
base, eliminando cos anche il battitore. Si tratta di una azione
da eseguire con molta rapidit e molto bella a vedersi.
duster Lancio indirizzato intenzionalmente vicino al battitore
col preciso scopo di farlo spostare dal piatto e di renderlo
nervoso. Da non confondere con la beanball, anche se
spesso da dusters lanciati troppo vicini al battitore o troppo
frequenti sono nate delle risse.
errore (error) Azione sbagliata di un giocatore della difesa
che favorisce la squadra in attacco.
esordiente (rookie) Un giocatore al primo anno di attivit
nella lega superiore.
ESTERNI (OUTFIELDERS) Giocatori che occupano le posizioni
difensive nel campo esterno. Sono di solito tre, uno a sinistra,
uno al centro e l'ultimo a destra, ma occasionalmente
un interno pu giocare esterno.
FORMAZIONE O ORDINE DI BATTUTA (LINE-UP) Lista dei nove
giocatori che giocano la partita.
FORMAZIONE DI PARTENZA (STARTING LINE-UP) Ordine di
battuta dei nove giocatori scelti per iniziare il gioco. Durante
il gioco possono essere eseguite delle sostituzioni, ma i
giocatori che lasciano il campo non possono tornarvi.
GIOCATORE CENTRALE IN DOPPIO GIOCO (MIDDLE MAN IN
DOUBL PLAY) Il secondo difensore che prende o rilancia la
palla durante un doppio gioco. In un doppio gioco di solito
sono in azione tre difensori e quello centrale  fondamentale
per il successo dell'azione.
GRAND SLAM Home run a basi piene.
hall OF fame Sala centrale del museo del baseball a
Cooperstown, nella quale sono ricordati giocatori e personalit
di rilievo di questo sport.
HOME RUN o fuoricampo Battuta valida che permette al
battitore di fare il giro delle tre basi e tornare a casa base,
segnando cos un punto durante il suo turno di battuta. Molti
home run nei campi moderni sono automatici quando la palla
viene battuta in territorio valido, nelle tribune o oltre, al
di l del campo esterno.
INNING Fase della partita in cui ognuna delle due squadre
gioca in attacco fino a che non subisce tre eliminazioni. Una
partita di baseball si svolge sulla lunghezza di nove inning,
anche se di solito la squadra di case non va alla battuta nella
seconda met del nono inning se ha gi vinto la partita. Se il
risultato dopo nove inning  in parit, la partita continua fino
a che una delle due squadre alla fine di un inning non si trova
in vantaggio.
INTERBASE (shortstop) Interno che gioca fra la terza e la
seconda base.
INTERNI (infielders) Difensori che giocano nel campo interno.
Di solito ci sono uomini a difesa di ognuna delle tre
basi e un interbase fra la seconda e la terza base.
intrappolato (hotbox) Un corridore sorpreso fra le basi e
inseguito da uno o pi difensori con la palla si dice intrappolato.
KNUCKLER Palla molto difficile da battere, cos chiamata
perch il lanciatore la impugna con le falangi della dita e non
con la punta.
LANCIATORE (pitcher) Giocatore che lancia la palla al battitore.
LANCIATORE DI RILIEVO O RILIEVO (RELIEF PITCHER) Lanciatore
sostituto chiamato in campo durante il gioco per prendere
il posto del lanciatore titolare.
LANCI DI RISCALDAMENTO (WARM-UP PITCHES) Lanci eseguiti
dal lanciatore prima di ogni inning.
lancio pazzo (wild pitch) Lancio che il ricevitore non riesce
a trattenere e che permette a uno o pi avversari di raggiungere
la base successiva. D'altra parte, si dice che un lanciatore
impazzisce quando concede diverse basi su balls.
lega minore (minors o minor league) Lega inferiore nella
quale gioca chi  meno bravo o abile oppure i nuovi talenti
in attesa di passare alla lega superiore.
linea di base (baseline) Corsia che congiunge le basi, in
teoria larga tre piedi (circa un metro), fuori dalla quale un
corridore non pu correre se non vuole essere toccato e quindi
eliminato.
LINEA Di PRIMA base (FIRST base line) Corsia che va da
casa base alla prima base. Cfr. anche linea di base.
LINEA Di TERZA base (third base line) Corsia che va dalla
casa base alla terza base. Cfr. linea di base.
linee di foul (foul lines) Linee di prima e di terza base.
MASCHERA (mask) Usata dal ricevitore e spesso anche dagli
arbitri dietro il piatto per proteggersi il viso.
mazza (bat) Bastone di legno arrotondato con il quale il
battitore cerca di colpire la palla.
MEDIA BOMBARDIERE (SLUGGING average) Percentuale calcolata
considerando le basi conquistate anche rispetto al numero
di doppie e triple. Cfr. media di battuta.
MEDIA DI BATTUTA (batting average) Percentuale calcolata
dividendo il numero di battute valide di ciascun giocatore
moltiplicato mille per il numero di turni in battuta. Il
valore offensivo di un giocatore si basa principalmente su
questa media (insieme alla media bombardieri, alla sua velocit,
al numero di punti ottenuti) e nel gioco di Henry  il
fattore che determina di anno in anno il rango del giocatore,
Star o Titolare. I migliori battitori sono noti come battitori
da trecento.
MIGLIOR GIOCATORE (MOST VALUABLE PLAYER, MVP) Giocatore
scelto ogni anno come migliore della stagione.
non ASSISTITO (UNASSISTED) Azione che un difensore esegue
senza aiuto. Se un difensore prende al volo una palla alta
del battitore e tocca un corridore eliminandolo ha eseguito
un doppio gioco non assistito.
OUT o eliminazione Si ha un out o eliminazione quando il
battitore non riesce a raggiungere salvo la prima base o un
corridore non riesce a raggiungere salvo la base successiva.
Questo pu avvenire con uno strike out, con una presa al
volo dei difensori, con una palla a terra presa e subito rilanciata
verso la base dove si sta dirigendo il corridore o se questo
viene toccato mentre corre alla base successiva ecc. Alla
terza eliminazione, la squadra in attacco passa in difesa.
PALLA A TERRA (GROUND BALL O GROUNDER) Palla battuta
dal battitore a terra. Una palla a terra in campo interno deve
essere lanciata dai difensori sulla base verso la quale il corridore
si sta dirigendo per eliminarlo.
PALLA A vite (SCREWBALL) Palla che viaggia con una traiettoria
particolare a spirale.
palla BUONA (FAIR BALL) Battuta che cade in una zona del
campo compresa fra le linee di foul di prima e di terza base.
La palla si dice allora in gioco e pu dar luogo a una valida,
a un out o a un errore. Cfr. palla IN TERRITORIO FOUL.
PALLA dritta (LINE DRIVE) Battuta forte e tesa priva quasi
del tutto di effetto.
PALLA IN TERRITORIO FOUL (FOUL BALL) Palla battuta dal
battitore oltre i limiti del campo di gioco, a destra della prima
base o a sinistra della terza base o dietro il piatto. Una
battuta presa al volo in territorio foul elimina il battitore; in
caso contrario la palla non  in gioco e viene attribuito uno
strike al battitore. Se si tratta invece del terzo strike, la battuta
non viene considerata.
palla lunga (long ball) Ogni palla battuta molto lontano.
palla VELOCE (fast ball) Lancio molto veloce.
panchina (DUGOUT o bench) Zona che si trova appena sotto
il livello del terreno oltre le linee di base, aperta dalla parte
del campo, nella quale siedono le riserve, i sostituti, gli
allenatori e altri membri della squadra quando non sono impegnati
nel campo di gioco.
perfect game Si ha un perfect game quando un lanciatore
nel corso di un'intera partita non permette ad alcun battitore
di raggiungere salvo la prima base.
PIATTO DI CASA base (HOME PLATE) Base di gomma dalla
quale le linee di foul si dipartono con un angolo di novanta
gradi e sul quale il lanciatore deve lanciare se vuole realizzare
uno strike. Su di esso si trova il battitore, alla sua destra
o alla sua sinistra, e qui vengono realizzati i punti, dopo il
giro delle tre basi.
PITCH OUT Lancio volutamente eseguito lontano dal battitore,
che d al ricevitore l'opportunit di eliminare un corridore
della squadra avversaria. Viene usato quando si sospetta che
gli avversari stiano progettando qualche azione particolare.
PLAY ball! Ordine dato dall'arbitro capo per indicare che il
gioco pu iniziare.
POLLICE ALZATO (thumb UP) Segnale dell'arbitro che sta a
indicare che un giocatore  stato eliminato da un difensore.
POP-UP Palla battuta debolmente, alta sul campo interno o in
territorio valido intorno al campo interno.
posizione di battuta (batting stance) La posizione e il
modo in cui uno specifico giocatore si pone al piatto in attesa
di battere.
prima base (FIRST base) Base alla destra della casa base
verso la quale corre il battitore dopo aver colpito la palla.
PRIMO IN BATTUTA (lead-OFF hitter) Primo battitore della
squadra in attacco, di solito un giocatore molto veloce, adatto
al gioco sulle basi.
PUNTO (RUN o SCORE) Viene segnato un punto ogni volta che
un corridore fa il giro delle basi partendo da casa base e passando
per la prima, la seconda e la terza base per poi tornare
a casa senza essere eliminato. Pu riuscirci avanzando di una
base alla volta, aiutato da altri battitori.
PUNTI BATTUTI A CASA - PBC (RUNS BATTED IN - RBl) Punti
realizzati in seguito a una battuta valida e accreditati al battitore.
Cfr. MEDIA DI BATTUTA.
PUNTI GUADAGNATI (earned run) Punti segnati prima che
vengano eliminati tre giocatori della squadra in attacco. I
punti segnati in seguito a errori in campo durante le azioni
che avrebbero dovuto condurre all'eliminazione dell'avversario,
non sono guadagnati e non vengono attribuiti al lanciatore
(anche se ovviamente hanno lo stesso valore degli
altri ai fini del punteggio finale). Cfr. PUNTI GUADAGNATI
SUL LANCIATORE.
PUNTI GUADAGNATI SUL LANCIATORE - PGL (EARNED RUN
average - ERA) Numero di punti guadagnati su valide concesse
dal lanciatore in nove inning di lancio. La bravura del
lanciatore  valutata principalmente tramite questa media
(insieme alla sua percentuale di partite vinte-perse, degli
strike out totali, della velocit e del controllo), e nel gioco di
Henry  il fattore che determina di anno in anno il rango di
un lanciatore, Fuoriclasse o Titolare.
RECINTO (BULLPEN) L'area in cui un lanciatore di rilievo si
riscalda nel corso della partita. Quando il manager manda
qualcuno nel recinto, significa che a suo parere il lanciatore
in campo d segni di cedimento e che intende sostituirlo.
resina o talco Vengono usati dal lanciatore o dai battitori
per asciugarsi le mani durante il gioco.
ricevitore (catcher) Giocatore che si trova dietro al battitore
e al piatto di casa base e riceve i lanci del lanciatore. 
di solito compito del ricevitore individuare i punti deboli di
ciascun battitore, in modo da suggerire al lanciatore con segnali
segreti che tipo di palla dovrebbe lanciare. Il lanciatore
non  obbligato a seguire il suggerimento e pu scuotere
il capo, chiedendo un'alternativa.
salvo (SAFE) Dichiarazione dell'arbitro per cui un giocatore
non  stato eliminato ma ha raggiunto la base prima che
vi giungesse la palla, o prima di essere toccato.
SCHIACCIATA SMORZATA O A SORPRESA (SQUEEZE PLAY O
SQUEEZE bunt) Tattica offensiva con la quale un battitore
cerca di mandare a punto un corridore in terza base smorzando
la palla. Di solito, viene tentato quando gli interni
sono in posizione molto arretrata perch si aspettano un lancio
lungo.
SCIVOLATA (SLIDE) Manovra usata dai corridori quando si
avvicinano a una base per evitare di essere toccati dal difensore;
di solito viene eseguita gettandosi a terra mentre si corre
in modo da arrivare in base con i piedi o con la testa in
avanti. Frequente causa di incidenti.
SECONDA base (SECOND BASE) Seconda base che incontra
un corridore partendo da casa base. Si trova di fronte alla
casa base, dietro il monte di lancio.
sequenza (rally) Ogni serie di battute valide, di basi su
balls, di errori ecc. con i quali una squadra realizza un certo
numero di punti in un inning.
SHUT OUT Partita nella quale una squadra non realizza neanche
un punto.
SINGOLO (single) Battuta valida che permette al battitore di
raggiungere la prima base ma non di andare oltre.
sinker Lancio che scende rapidamente avvicinandosi al
piatto.
slider Lancio con un debole effetto.
smorzata (bunt) Palla battuta molto piano e lasciata intenzionalmente
cadere in campo interno. Perch una smorzata
riesca, il battitore deve prendere di sorpresa la squadra in difesa,
ma la smorzata si usa anche di frequente per far avanzare
un corridore dalla prima alla seconda base, o dalla seconda
alla terza, sapendo che il battitore sar comunque eliminato;
in questo caso l'elemento sorpresa non  determinante. Cfr.
anche SMORZATA DI SACRIFICIO.
SMORZATA Di sacrificio (SACRIFICE BUNT) Smorzata che di
solito si esegue per permettere a un giocatore in base di
avanzare alla base successiva, senza curarsi se il battitore
riuscir a raggiungere salvo la prima base. Cfr. SMORZATA.
spitball Lancio ora illegale eseguito dopo aver sputato sulla
palla.
SQUADRA di casa (home team) Squadra sul cui campo si
svolge la partita. La squadra di casa comincia in difesa ogni
inning e finisce all'attacco. Essa dunque  sempre l'ultima
alla battuta.
STRETCH DEL SETTIMO INNING (SEVENTH INNING STRETCH)
Per tradizione, alla met del settimo inning, i tifosi si alzano
e allungano le mani, presumibilmente per portare fortuna alla
squadra di casa, che va alla battuta.
STRKE Lancio che il battitore tenta di colpire senza successo
o lancio su cui il battitore non sventola ma che secondo l'arbitro
 passato attraverso la zona di strike; una palla in territorio
foul che non viene presa al volo  anch'essa uno strike,
a meno che il battitore non abbia gi due strikes, e in questo
caso non viene classificata n come strike n come ball.
STRIKE OUT Tre strikes.
SUGGERITORE (BASE COACH) Giocatore in territorio foul
(uno in prima base e uno in terza) che staziona in un'area
designata e delimitata e dirige gli spostamenti dei corridori
da una base a quella successiva. I suggeritori, con segnali segreti
preordinati, spesso consigliano al battitore di tentare di
colpire la palla, di lasciar passare un lancio, di smorzare ecc.
sventolata (swing) Ogni tentativo da parte del battitore di
colpire la palla.
territorio foul (foul territory) Area esterna alle linee
di foul.
TERRITORIO valido (fair territory) Area che va dalla linea
di prima base a quella di terza. Cfr. territorio foul.
In molti campi oltre il campo esterno ci sono le tribune, che
sono considerate all'interno delle linee che determinano il
territorio valido. Le battute che finiscono in tribuna, e che
ovviamente gli esterni non riescono a raggiungere, sono automaticamente
degli home run.
terza BASE (THIRD base) Terza base che incontra il corridore
sul suo percorso verso la casa base; si trova sulla sinistra
della casa base.
TITOLO DI MIGLIOR BATTITORE (BATTING TITLE) Titolo conferito
al giocatore della lega che alla fine della stagione realizza
la migliore media di battuta.
TOCCATA O ELIMINAZIONE PER TOCCATA (TAG) Azione di
gioco con la quale un interno tocca un corridore fuori dalla
base con la palla o con il guantone contenente la palla; il
corridore  eliminato.
triplo (triple) Battuta valida per mezzo della quale il battitore
pu raggiungere la terza base.
triplo GIOCO (TRIPLE PLAY) Azione con la quale vengono
eliminati dal gioco tre corridori o un battitore e due corridori.
Raro. Cfr. DOPPIO GIOCO.
TURNO DI BATTUTA O ALLA BATTUTA (AT BAT) Un giocatore
completa un turno di battuta quando batte una valida o viene
eliminato. Non si ha turno di battuta quando il battitore va in
base su balls o viene colpito dal lanciatore.
valida (hit) Palla battuta in territorio valido che permette
al battitore di raggiungere la prima base, o eventualmente
anche la seconda o la terza.
volata (fly ball) Palla battuta alta. Il battitore  eliminato
se la palla viene presa al volo da un difensore prima che
tocchi terra.
zona Di strike (strike ZONE) Spazio ideale sulla casa base
che va dal petto del battitore alle sue ginocchia.
 
Postfazione.
di Luca Briasco e Mattia Carratello.

Robert Coover
Dallo spettacolo al romanzo.
In pi di trent'anni di carriera letteraria, scandita da dieci
romanzi, tre raccolte di racconti e una pice teatrale, Robert
Coover  stato circondato dall'attenzione e dal rispetto che la
critica, specie accademica, riserva agli autori maggiori. Negli
Stati Uniti si  scritto su di lui fin dagli esordi: a soli quattro
anni di distanza dalla pubblicazione del suo primo romanzo,
Origin of th Brunists (1966), un critico del calibro di Robert
Scholes gli riserva un'ampia sezione del saggio The
Fabulators, dedicato alla nuova scena che gi chiama postmoderna.
Nel frattempo, Coover ha prodotto un corpus degno
di nota, che comprende Il gioco di Henry (1968) e la raccolta
Pricksongs and Descants (di cui tre racconti sono stati pubblicati
in Italia con il titolo La babysitter). Con l'uscita, nel
1977, del suo romanzo pi difficile e controverso, The Public
Buming, considerato il primo esempio di narrativa contemporanea
che utilizza come personaggi figure storiche viventi,
la fama di Coover si consolida anche a livello internazionale.
All'inizio degli anni Ottanta, un numero della rivista italiana
Calibano dedicato alla nuova narrativa americana lo colloca
in posizione centrale, riservandogli due saggi; nel 1989, a
coronamento di un'attenzione critica ormai decennale, la rivista
francese Delta lo onora di un numero monografico. Nel
frattempo, in America sono usciti tre volumi a lui dedicati.
Eppure questo costante interesse accademico non rende giustizia
alla profonda influenza che Coover ha esercitato e continua
a esercitare sulla scena americana e non  forse casuale
che la produzione critica abbia subito un rallentamento proprio
negli anni Novanta, quando il suo fascino  quanto mai
presente in scrittori come David Foster Wallace o Dave Eggers.
Coover ha colpito l'animo di autori e critici perch, in un
momento di passaggio da una concezione del romanzo incapace
di dare voce e corpo a mutazioni decisive della percezione
e della sensibilit a una piena immersione nel colossale
calderone creativo espresso dalla sempre pi dominante
cultura di massa, inventa una scrittura polifonica, che sa coniugare
la grande tradizione delle origini (da Cervantes a
Defoe) e i gerghi bassi e viscerali della pornografia, lo sguardo
cinematografico, fumettistico, televisivo e la divagazione
saggistica di stampo quasi illuminista, rifiutando ogni forma
di subordinazione e di primato storico. Nel coltissimo pastiche
di Coover, dei modelli settecenteschi viene recuperata la bruta
carnalit, il gusto dell'allusione volgare, mentre della pornografia
si celebra il valore assoluto e svincolato da ogni
morale dell'incontro-scontro fra corpi e organi, nonch la
matrice letteraria, da Sade ai vittoriani. Del fumetto, come
del cinema hollywoodiano si esalta la capacit di rifondare
una mitologia che sappia percorrere e segnare a fondo il panorama
del contemporaneo, attraverso una galleria di tipi e
personaggi, di eroi e di eroine, di malvagi e vittime che tornano
a muovere le emozioni del lettore come nei romanzi di
appendice. Al tempo stesso, se ne recuperano le matrici alte,
il rapporto fertile con l'esperienza delle avanguardie storiche,
dall'espressionismo al cubismo, nella consapevolezza
che quelle ricerche formali si sono da tempo trasformate in
modalit di rappresentazione e narrazione comuni e perfettamente
riconoscibili, dalla pubblicit al video-clip.
 per questo che nelle narrazioni di Coover ci si imbatte
in Humphrey Bogart/Rick e Ingrid Bergman/Ilsa, in Pinocchio
e la Fata Turchina, nella Bella addormentata nel bosco
e nella regina malvagia di Biancaneve (in versione Disney),
in San Giuseppe e la Vergine Maria, in Nixon e nello Zio
Sam. Tutto questo accade in opere come Una notte al cinema,
Pinocchio in Venice, Briar Rose, The Dead Queen, Pricksongs
and Descants e The Public Buming: in breve, nell'intera
produzione di Coover, che ci si presenta come una parata
di personaggi prelevati dalla realt storica, dal cinema, dal
mito, dalla fiaba per essere restituiti come figure vivide, ancora
aperte a nuovi sviluppi e capaci di accompagnarci verso
dimensioni inedite dell'immaginazione.  attraverso la
reinvenzione dei personaggi, quindi, che Coover mette in
atto la strategia e il progetto di scrittura enunciato nella
Dedicatoria y prologo con cui si aprono le Sette storie
esemplari contenute in Prcksongs and Descants: Il romanziere
utilizza forme mitiche o storiche familiari per contrastare
il contenuto di queste stesse forme e per condurre il
lettore verso il reale, dalla mistificazione alla chiarezza, dalla
magia alla maturit, dal mistero alla rivelazione.
Questa breve dichiarazione, apparentemente semplice, contiene
in s un vero e proprio manifesto di un postmodernismo
critico, nel quale la consapevolezza di una realt che sembra
coincidere con un immenso patrimonio di forme e di storie
gi descritte e raccontate rappresenta il punto di partenza per
una riscoperta e un riscatto. Coover denuncia un uso strumentale
delle storie, l'imposizione di un contenuto che le fissa
nel tempo e le raggela, e intende esaltare l'infinita libert
individuale che ognuno di noi dovrebbe avere nel rapportarsi
con qualsiasi narrazione, potere, ordine costituito, sistema di
pensiero che voglia imporsi come presenza universale e assoluta
e regolare il flusso della nostra vita. Evitando la tipica
impasse postmoderna secondo la quale  impossibile sottrarci
al quadro di riferimento che il mito e la storia ci impongono,
Coover suggerisce una feconda immersione nei miti e
nelle storie per studiarli, rileggerli e riscriverli radicalmente
con la forza dell'immaginazione. Come ha dichiarato in
un'intervista, il compito del romanziere, la sua responsabilit
verso il lettore, consiste nel fornire storie migliori con le
quali si possa ri-formare la nostra nozione della realt.
Se a Coover non  stato sempre reso un buon servizio dalla
critica,  anche perch la sua produzione  stata spesso
accostata, quando non assimilata, a quella di un postmodernismo
sostanzialmente autoritario, che muove anch'esso dalla
consapevolezza che tutte le storie sono state gi raccontate
e che si compiace della loro ripetizione, di smontarne e
rimontarne all'infinito i meccanismi. Dalle narrazioni di un
John Barth o di un John Fowles, fino a quelle di Patrick
McGrath o di Paco Ignacio Taibo II, dal cinema dei Lucas e
degli Spielberg fino a quello di Oliver Stone e Quentin Tarantino,
emerge un gusto del racconto raffinato e divertente,
spesso ricco di fascino e di ironia, perfettamente controllato
e studiato nel minimo dettaglio. L'eccitazione che ne deriva
non ci allontana dai miti e dalle storie, non ci costringe a
riscriverli, ma ce li ripropone pi eleganti e sontuosi, attraenti
e desiderabili. Questa dominante versione del postmodernismo
sa sollecitare al massimo grado ogni nostro istinto
estetico e consumistico, celebrando la nostra presunta libert
combinatoria, ampliando la gamma apparente delle nostre
scelte attraverso la ri-proposizione (la ripetizione, quindi) di
uno stesso prodotto in varianti fantasiose e seducenti, che
non conoscono il rischio dell'esaurimento. Per parafrasare il
titolo di un illuminante saggio di Charles Newman, questa
finzione postmoderna rischia di diventare l'unico atto narrativo
possibile in un'epoca di inflazione, nella quale l'obsolescenza
e la continua rinascita' di ogni prodotto, materiale
come intellettuale, appare rigidamente programmata(1).
La concezione narrativa di Coover si situa agli antipodi
del modello autoritario appena tracciato, ne contesta l'adesione,
tanto ossessiva quanto divertita, ai sentieri gi disegnati;
combatte un'idea di eredit, un modello patrilineare di
successione e ripetizione. In questa parola, ripetizione', che
torna con insistenza in qualunque riflessione sul postmoderno,
si gioca tutta la sfida tra autorit e critica: senza mezzi
termini, la ripetizione pu essere una condizione accettata se
non idolatrata, o invece una condanna contro cui il romanziere
 chiamato ad affilare le armi dell'immaginazione. La
categoria della ripetizione  consustanziale all'atto narrativo
e al suo scopo primario di tra-mandare in modo naturale'
un patrimonio di storie e di conoscenze. Con la nascita e lo
sviluppo del genere letterario del romanzo, l'atto della firma
e l'irruzione dell'autore come responsabile unico del racconto
rompe la successione lineare delle versioni e impone una
nuova paternit, del tutto individuale e arbitraria, costringendo
i successori, coloro che avranno acquisito una storia gi
scritta e vorranno in qualsiasi modo farne uso, alla ribellione
o a una rassegnata e rispettosa obbedienza. Al riguardo,
ha scritto pagine illuminanti Edward Said, nel saggio On
Repetition: Si pu facilmente dimostrare che la finzione
narrativa nell'Europa del diciottesimo e diciannovesimo secolo
si basa sulla condizione filiale di tramandare una storia
attraverso il racconto. Per Said, la rivolta contro tale condizione
filiale  letteralmente messa in scena dai personaggi
del romanzo, vere e proprie figure del nuovo autore' e dei
problemi che si  trovato a dover affrontare decidendo di firmare
la propria opera e di sancire cos la propria differenza:
Se l'eroina o l'eroe di un romanzo hanno un compito
che precede tutti gli altri,  quello di essere differenti,
visto il peso enorme con cui la paternit, l'eredit
e la routine gravano su di loro. Essere nuovi (novel)
vuol dire essere originali, ossia figure che non ripetono
ci che la maggior parte degli uomini sono costretti
a ripetere: il cammino della vita, di padre in figlio, di
padre in figlio, di generazione in generazione. Quindi
il personaggio del romanzo  concepito, credo, come
una sfida alla ripetizione, una rottura del dovere imposto
a ogni uomo di generare e moltiplicarsi(2).
Coover aderisce totalmente a questa idea di romanzo
come rottura e insieme atto individuale e volontario, nel quale
all'invenzione si accompagna la conquista di una libert
"responsabile". Nell'individuare un mainstream, una tradizione
del romanzo americano, Coover esalta la novit e l'eccentricit
come veri e propri caratteri costitutivi di un'arte
che sappia percepire le dissonanze di un'epoca e risolverle
nella creazione di forme nuove, che saranno inevitabilmente
avvertite come diverse.
Per gli scrittori di questo mainstream, le ideologie
ossificate, radicate nell'immaginario comune, impediscono
di vedere; nella loro qualit di artisti, costoro reagiscono
non a distanza, ricorrendo all'analisi, ma opponendo
un proprio universo. Alla prova dei fatti, il
loro dialogo mitopoietico pone tali forme nella condizione
di dover scegliere tra il cambiamento e la morte(3).
In Coover, a conferma delle intuizioni di Said, sono sempre
i personaggi a mettere in scena questo conflitto primario
tra tradizione e innovazione, ripetizione e libert, rassegnazione
e responsabilit, uscendone ora vincitori, ora sconfitti,
ma aprendo sempre al romanziere lo spazio della visione e
della critica. Il contabile Waugh ne Il gioco di Henry reagisce
alla meccanicit quotidiana del proprio mestiere con l'invenzione
di un universo destinato a evolversi, forse addirittura a
sopravvivergli. In The Public Buming,  il personaggio di
Richard Nixon ad assumersi la responsabilit di vedere, al
di l delle ideologie ossificate. Nel romanzo viene rappresentato
uno degli episodi chiave della Guerra Fredda e del Maccartismo:
il processo e l'esecuzione dei coniugi Rosenberg,
accusati di aver ceduto la formula dell'atomica all'Unione
Sovietica. Trasformando l'esecuzione stessa in un colossale
spettacolo pubblico, un rogo allestito a Times Square con la
regia dello zio Sam e di Cecil B. DeMille, Coover mette in
scena l'ideologia del Destino Manifesto nella sua forma pi
rigida e intollerante e inventa a tal fine una vera e propria
voce collettiva, che egli stesso cos definisce:
(...) un puzzle gigantesco e impossibile (...) un testo
(...) scritto dall'intera nazione attraverso tutta la
sua storia, come se le frasi si fossero formate nel corso
del tempo, nell'accumulo di tutta questa esperienza:
volevo che ci fossero migliaia di echi, tutti i suoni
di una nazione.
In alternanza a questa voce, domina il romanzo la narrazione
asincrona e meditabonda di Richard Nixon, che senza
contrapporsi all'ideologia, la osserva da quel minimo di distanza
che gli consente di commentarla. Come ha dichiarato
lo stesso Coover, Nixon  il clown che introduce nel suo circo
un momento autoriflessivo: Volevo qualcuno che vivesse
all'interno della mitologia, che l'accettasse e fosse vicino
al suo cuore, eppure non al centro esatto, sempre leggermente
al margine, un osservatore(4).
Nixon rappresenta quindi un'incarnazione ideale dell'artista
che ha la capacit di prendere le distanze, di decentrarsi
e di guardare alle cose con maturit. Ci non esclude affatto
che Nixon sia pienamente parte dello show', e che sia destinato,
alla fine del romanzo, a essere pienamente fagocitato:
il suo futuro di presidente consacrer, riaffermandoli, i
valori che hanno bruciato i Rosenberg.
In Pinocchio in Venice, pubblicato nel 1991, la storia del
burattino oscilla tra l'assoluta libert del personaggio mascalzone
e bugiardo e le pretese e il moralismo di chi costantemente
lo segue e lo consiglia, di chi ha gi deciso per lui e
vuole fissarlo in un ruolo stabilito. Marionetta ed erudito,
premio Nobel e inguaribile bugiardo, malvagio e tenero,
martire e carnefice, il Pinocchio di Coover, ormai un anziano
professore emerito e studioso di fama mondiale, torna in
Italia, sua terra d'origine, per completare un'opera definitiva
e rintracciare una grande metafora che possa chiudere la
sua esistenza e il suo ultimo libro. Ma a partire da una nuova
trasformazione in pezzo di legno, il protagonista rimette in
discussione il rapporto fondamentale della sua vita: quello
con la fata dai capelli turchini.  un itinerario verso un riconoscimento
di s e della propria morte, che si oppone alla
sentenziosit autoritaria di chi fa progetti sugli altri:
I burattini non crescono mai aveva detto la fata,
agitando il dito davanti a lui, tanti anni prima. Nascono
burattini, vivono burattini e muoiono burattini!
Che oracolo terribile! Aveva creduto che lei gli avesse
offerto un'alternativa, una scelta morale; e invece
non aveva fatto altro che pronunciare una sentenza!
In questo itinerario, il Pinocchio di Coover incarna la doppia
anima di un postmodernismo veramente critico. Da vero
personaggio contemporaneo, le trame che cercano di imprigionarlo
sono innumerevoli: le storie gi scritte di Collodi e poi
di Disney, le proiezioni del padre Geppetto e della fata madrina,
le infinite interpretazioni. Ma il burattino di Coover  diventato
una versione consapevole di quello collodiano, una
nuova e travagliata marionetta che giunge infine a una presa di
possesso definitiva delle proprie azioni e del proprio temperamento,
conquistando l'auto-determinazione necessaria a desacralizzare
il fascino della fata. No le dir nelle ultime pagine
del romanzo. Non voglio giocare con te. In questo rifiuto
di un gioco del quale si sono ormai apprese le regole e i limiti,
Pinocchio, come gli atleti pi consapevoli e tormentati nel capitolo
conclusivo de Il gioco di Henry,  divenuto portavoce
esemplare di una tradizione della rottura, passaggio indispensabile
perch il romanzo, e non lo spettacolo, possa continuare.

Note.
1. Charles Newman, The Postmodern Aura: th Act of Fiction in an
Age of Inflation, Northwestern University Press, Evanston, 1985.
2. Edward W. Said, On Repetition, in The Literature of Fact,
Columbia U. P., New York 1976.
3. Robert Coover, L'Amrique en trois cents romans, in La
Quinzaine littraire, n. 439, p.6.
4. Tom Leclair e Larry McCaffery, eds., Anything Can Happen:
Interviews with Contemporary American Novelists, University of
Illinois Press, Chicago, 1983.
...
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...
FINE.
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...
Bibliografia.

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